Le foglie morte in primavera? Niente
di ciò, sarà stato l’uragano inatteso
di stanotte ad averle strappate alla vita.
Perché non ci sono ragioni, amore mio,
per capovolgere le stagioni e invertire
la marcia del divenire. E se qualcuno
ha ucciso Babbo Natale, è per rapina:
l’avrà scambiato per un bancomat dei regali.
E della violazione di domicilio di un senza tetto,
ne vogliamo parlare? Era un cartone il suo letto
ed è stato bagnato dalla pioggia, i mali
credimi, sono altri, come gli oltraggi. La spina
della rosa non punge più e se è il destino
a parlare la lingua del futuro, che dire
dei nostri geni e di come un avatar di dio
li abbia schizzati con un tratto di matita
cancellabile? L’ospite del weekend si è arreso,
ora è in viaggio di piacere in oriente.
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Ogni goccia
sul un filo d'erba
sul un filo d'erba
è fiore che colgo a Primavera
e so aspettare
che l'Inverno
si alzi dal torpore
che l'Inverno
si alzi dal torpore
e che il sole scaldi il coro di cielo
il prato di parole
il fiume di luce
l'anima di luna
l'estate di mare.
E che ad ogni angolo di tempo
non possa mai dissolversi
non possa mai dissolversi
questo mio infinito amore.
Babbo Natale ti perdono
per non avermi portato il dono
avrei voluto un castello e servitori
tanti vestiti e montagne d’ori
tu non mi hai ascoltato
e una lettera mi hai mandato:
“Dolce fanciulla non ti dannare
gli oggetti a te non posson bastare
ti dono un eterno sorriso radioso
faccio che sia altamente contagioso
vedrai che anche senza castello e servitore
la tua vita sarà circondata d’amore”
per non avermi portato il dono
avrei voluto un castello e servitori
tanti vestiti e montagne d’ori
tu non mi hai ascoltato
e una lettera mi hai mandato:
“Dolce fanciulla non ti dannare
gli oggetti a te non posson bastare
ti dono un eterno sorriso radioso
faccio che sia altamente contagioso
vedrai che anche senza castello e servitore
la tua vita sarà circondata d’amore”
Li trovi lì seduti
ad un tavolino
mezzi ubriachi di parole
con un barista
che indaga i loro occhi
cercando di intuire la ragione
della loro tristezza
Poveri poeti
aggrappati a sogni fragili,
drogati di canzoni
senza più musica,
vecchi romantici
presi in giro
dal loro stesso cuore,
poveri poeti !
ad un tavolino
mezzi ubriachi di parole
con un barista
che indaga i loro occhi
cercando di intuire la ragione
della loro tristezza
Poveri poeti
aggrappati a sogni fragili,
drogati di canzoni
senza più musica,
vecchi romantici
presi in giro
dal loro stesso cuore,
poveri poeti !
Più ti ascolto e più mi piaci
ascoltarti è una sensazione
bellissima mi procura
serenità mi fa apparire diversa
senza sentirmi pesante
senza sentire le solite musiche
obbligata ad ascoltare
Una leggerezza che vorrei possedere
sempre, sentirla sulla pelle
che si isoli dal resto del mondo
da ciò che vivere non fa
Non smetterei di accenderti
proprio mai
per sognare con te
con la tua melodia
in una voce dove esce
innocenza pura
soltanto quella
Buon Anno a tutti
ascoltarti è una sensazione
bellissima mi procura
serenità mi fa apparire diversa
senza sentirmi pesante
senza sentire le solite musiche
obbligata ad ascoltare
Una leggerezza che vorrei possedere
sempre, sentirla sulla pelle
che si isoli dal resto del mondo
da ciò che vivere non fa
Non smetterei di accenderti
proprio mai
per sognare con te
con la tua melodia
in una voce dove esce
innocenza pura
soltanto quella
Buon Anno a tutti
Inciampo in stelle di lana,
lanterne di parole intrecciate
ad un bozzolo di nuvole fuggenti.
Marzo è un sonaglio di cristallo,
ciondola come filo d'erba,
confetto d'equinozio incerto
sulle rughe del tempo inespresso
ed una lacrima di ghiaccio riluce,
rischiara d'immenso le ciglia del cuore.
Ripenso ad una nevicata di baci perduti
e sei nell'indirizzo dei giorni inutili
come scintilla letteraria del passato:
inciampo in stelle di lana,
scucio bozzoli di nuvole fuggenti.
lanterne di parole intrecciate
ad un bozzolo di nuvole fuggenti.
Marzo è un sonaglio di cristallo,
ciondola come filo d'erba,
confetto d'equinozio incerto
sulle rughe del tempo inespresso
ed una lacrima di ghiaccio riluce,
rischiara d'immenso le ciglia del cuore.
Ripenso ad una nevicata di baci perduti
e sei nell'indirizzo dei giorni inutili
come scintilla letteraria del passato:
inciampo in stelle di lana,
scucio bozzoli di nuvole fuggenti.
Dapprima è la "mirada", lo sguardo
complice d'intesa e sensuale intrigo.
Tra i capelli -meglio neri
ma bionda è la polvere dalle ombre-
una rossa rosa
che s'avvertano persino le spine,
l'originario dolore
dei vicoli di Buenos Aires.
Poi le mani: i palmi appoggiati, il calore
che emana il sangue dai coltelli,
la postura fiera del gaucho,
l'abbandono falsamente ritroso
-quasi l'odore dei bordelli-
della prostituta o della sciantosa,
che all'uomo s'affida.
Le braccia come rami spezzati
allo struggersi del bandòneon.
Infine le gambe. Uno, due,
uno, due, tre, quattro,
indietro, indietro, di lato, avanti, di lato...
Lì, l'intrigo delle strade si fa fitto
fino alla prima posa,
tacita, lunga come un pianto.
Si vive o si muore
Non c'è via di mezzo, nel tango
si balla e si ama,
ci s'innamora, senza scampo.
In quest'abbraccio di passione
si scopre di saper già ballare
da qualche oscuro passato
e -oltre ogni proibizione-
di non aver ancora amato.
complice d'intesa e sensuale intrigo.
Tra i capelli -meglio neri
ma bionda è la polvere dalle ombre-
una rossa rosa
che s'avvertano persino le spine,
l'originario dolore
dei vicoli di Buenos Aires.
Poi le mani: i palmi appoggiati, il calore
che emana il sangue dai coltelli,
la postura fiera del gaucho,
l'abbandono falsamente ritroso
-quasi l'odore dei bordelli-
della prostituta o della sciantosa,
che all'uomo s'affida.
Le braccia come rami spezzati
allo struggersi del bandòneon.
Infine le gambe. Uno, due,
uno, due, tre, quattro,
indietro, indietro, di lato, avanti, di lato...
Lì, l'intrigo delle strade si fa fitto
fino alla prima posa,
tacita, lunga come un pianto.
Si vive o si muore
Non c'è via di mezzo, nel tango
si balla e si ama,
ci s'innamora, senza scampo.
In quest'abbraccio di passione
si scopre di saper già ballare
da qualche oscuro passato
e -oltre ogni proibizione-
di non aver ancora amato.

Mi prendi in braccio mi fai girare, il mio cuore sta per scoppiare.
Sai di spezie di cannella, il tuo profumo è virile e spicca in questa bella foto.
Tu che mi ami ogni giorno di più, io che mi sento sempre più felice e desiderata.
Mi parli sottovoce, mi sussurri dolci parole, io vorrei fermare il tempo.
Rimanere così, con il sole che ci scalda ed i nostri corpi stretti ed uniti.
Quanta gioia in quell' abbraccio , quanti ricordi in questa foto che è il simbolo del nostro amore.
È li ' adagiata in un libro e la guardo ogni giorno , la sfioro e subito rivivo l' emozione delle tue braccia e del tuo ardore.

Storditi dal profumo
intenso delle orchidee
sparse nei vasi per la stanza,
quella sera all'improvviso
l'atmosfera divenne inebriante
e sensuale.
Attratti ed ammaliati
dai nostri occhi
che si bevevano con le pupille accese
sentimmo un desiderio ardente
ed anelante
che ci spinse in un tango appassionato
e malizioso:
ballammo come fossimo in ipnosi...
i nostri corpi s'avvinghiarono follemente
in giravolte e spaccate insinuanti
che accesero i nostri sensi
e ci portarono
ad amarci perdutamente...
Fisso lo sguardo e trasognato il volto, andava:
col mantello sciolto e l’ansimante vento.
Continuava lento e si girò più volte, a stento.
Poi si fermò, scrutò i cespugli, cercò qualcosa,
raccolse: una rosa brunita.
Come un resto di vita, la strinse in palmo,
carezzò con l’altro,
immobile, con gli occhi chiusi.
Sorrise tenero, lo vidi,
dolcemente, a lungo:
forse un ricordo languido e cocente.
Restò, non ressi:
rincasai pensando
e non sentii la furia che ghiacciava,
il vento soffiava.
col mantello sciolto e l’ansimante vento.
Continuava lento e si girò più volte, a stento.
Poi si fermò, scrutò i cespugli, cercò qualcosa,
raccolse: una rosa brunita.
Come un resto di vita, la strinse in palmo,
carezzò con l’altro,
immobile, con gli occhi chiusi.
Sorrise tenero, lo vidi,
dolcemente, a lungo:
forse un ricordo languido e cocente.
Restò, non ressi:
rincasai pensando
e non sentii la furia che ghiacciava,
il vento soffiava.
Ascoltami,
ti chiedo solo di fermarti un attimo
e di dedicarmi un minuto del tuo tempo
per guardarmi negli occhi;
non vedi la notte
che sta per appropriarsi del mio cuore?
E’ forse questo il tuo ultimo regalo
che mi stai per donare prima di partire?
il rumore della solitudine
si sta facendo strada nella mia mente.
Eppur un tempo mi dicesti che ero il tuo peccato,
il tuo eroe
e non ci saremmo mai persi,
perché avresti incatenato le nostro anime insieme
sull’altare dell’amore per l’eternità.
Ora dimmi son stato un folle a crederti
e a lasciarmi imprigionar nella tua tela?
Un’illusione costruita attorno una bugia,
con la quale mi hai rubato i sogni.
Cosa mi rimane di te in questo momento,
di questo viaggio fatto di mille fermate?
Sol l’eco d’un silenzio che si spegne in un addio
e di non poterti più chiamare amore mio.
ti chiedo solo di fermarti un attimo
e di dedicarmi un minuto del tuo tempo
per guardarmi negli occhi;
non vedi la notte
che sta per appropriarsi del mio cuore?
E’ forse questo il tuo ultimo regalo
che mi stai per donare prima di partire?
il rumore della solitudine
si sta facendo strada nella mia mente.
Eppur un tempo mi dicesti che ero il tuo peccato,
il tuo eroe
e non ci saremmo mai persi,
perché avresti incatenato le nostro anime insieme
sull’altare dell’amore per l’eternità.
Ora dimmi son stato un folle a crederti
e a lasciarmi imprigionar nella tua tela?
Un’illusione costruita attorno una bugia,
con la quale mi hai rubato i sogni.
Cosa mi rimane di te in questo momento,
di questo viaggio fatto di mille fermate?
Sol l’eco d’un silenzio che si spegne in un addio
e di non poterti più chiamare amore mio.


Buongiorno, mondo!
Buongiorno, gente!
Buongiorno, anima buona!
Buongiorno anima triste e sofferente!
Buongiorno a chi si alza col piede giusto,
ma anche a chi si alza con quello sbagliato,
buongiorno a chi apre gli occhi e vede il sole,
ma anche a chi il mattino già lo vede nero!
Buongiorno a chi si sente solo,
a chi ha mille pensieri per la mente,
buongiorno a chi è forte e non ha paura,
ma soprattutto a chi è debole e malato!
Buongiorno a chi subisce sempre offese,
a chi nel tempo è stato umiliato,
buongiorno a chi non trama mai vendette,
ma soprattutto a chi ha perdonato!
Buongiorno a chi lotta senza mai fermarsi,
a chi combatte l’odio con l’amore,
buongiorno a chi resiste e non rimane inerme,
a chi, malgrado tutto, non si arrende mai!



Svegliarsi in piena notte
con i propri battiti del cuore,
che come un tamburo suadente
intona il tuo nome,
donandomi come per magia
immenso amore.
Quel nome, il tuo, musica per le mie orecchie
un overdose di gioia per le mie solite tristezze.
È mio solito dire che le parole non sono le cose,
infatti sei gran parte del mio cuore che non riposa...
Batte a ritmo cadente, è molto invadente,
come il vento forte apre le porte in piena notte.
Mille domande e poche risposte risiedono in me
ma l'unica vera certezza sei te.
Ed ecco che mi riaddormento
per metter fine a questo solito tormento...
Il tormento della tua assenza
che solo il tempo e il mio amore
trasformerà in essenza.














