e ti è bastato un rivolo
flebile, ancora candido
(forse le mie lacrime)
a dondolare sotto le ciglia
per nascondersi, docile, sulla gola
e lì morire
Smarrita è la tua vena
Chissà su quali stelle reciti
abbaglianti metafore di verità
confondendo i giochi
e le ingenue aspettative
- miraggi… come fulmini improvvisi -
- mirabili… vizi narcisistici -
- miraggi… come fulmini improvvisi -
- mirabili… vizi narcisistici -
Sai, la Tristezza è una cosa seria
se non la prendi per mano e l’accompagni alla porta
ti uccide
6 commenti
Ama.
Cerca.
Desidera.
Tre imperativi
Tre implorazioni
Tre appelli.
Mi piacerebbe dire:
sono illetterato
non distinguo il tempo passato dal modo presente
Ma come posso negare questi verbi?
“Ama la mia bocca”
“Cerca la mia pelle”
“Desidera il mio sorriso”
E non riuscire a sfuggire al di fuori di questi verbi.
Ah! se fosse ignorante la mia anima:
fallirei nel pronunciarli con il mio petto.
Mancherei nel dirli con la mia bocca.
Magari…non avrei più affanni quando mi dici:
“Cerca il mio respiro.
Il mio sonno.
Cerca tra i giochi di luce la mia ombra.”
Anzi me ne starei seduto senza scuotermi l’anima
per amarti
per desiderarti
per cercarti
e aspetterei l’amore ogni giorno dirmi:
“Oggi desideri iniziare ad amarla?”
Cerca.
Desidera.
Tre imperativi
Tre implorazioni
Tre appelli.
Mi piacerebbe dire:
sono illetterato
non distinguo il tempo passato dal modo presente
Ma come posso negare questi verbi?
“Ama la mia bocca”
“Cerca la mia pelle”
“Desidera il mio sorriso”
E non riuscire a sfuggire al di fuori di questi verbi.
Ah! se fosse ignorante la mia anima:
fallirei nel pronunciarli con il mio petto.
Mancherei nel dirli con la mia bocca.
Magari…non avrei più affanni quando mi dici:
“Cerca il mio respiro.
Il mio sonno.
Cerca tra i giochi di luce la mia ombra.”
Anzi me ne starei seduto senza scuotermi l’anima
per amarti
per desiderarti
per cercarti
e aspetterei l’amore ogni giorno dirmi:
“Oggi desideri iniziare ad amarla?”
Andavi in cerca di quattro soldi,
un’avventura infinita;
indossavi scarpe sgualcite dai calci dati.
Avevi imparato,
che i sogni si perdono o si comprano
sui banchi delle disperazioni.
Non conoscevi alcuna lingua,
soltanto il dialetto di tua madre.
Non ti eri mai allontanato dal tuo paese
per conoscere il mondo,
solo un anno per il servizio militare.
Tra i sassi, in solitudine, hai urlato
tutto quello che in te tenevi nascosto.
Ti sei chinato al duro lavoro;
non sapevi se eri vivo oppure morto,
ma hai imparato tutto, non sapendo niente.
un’avventura infinita;
indossavi scarpe sgualcite dai calci dati.
Avevi imparato,
che i sogni si perdono o si comprano
sui banchi delle disperazioni.
Non conoscevi alcuna lingua,
soltanto il dialetto di tua madre.
Non ti eri mai allontanato dal tuo paese
per conoscere il mondo,
solo un anno per il servizio militare.
Tra i sassi, in solitudine, hai urlato
tutto quello che in te tenevi nascosto.
Ti sei chinato al duro lavoro;
non sapevi se eri vivo oppure morto,
ma hai imparato tutto, non sapendo niente.
Tela di ragno vischiosa
Su manti di luce,
Scintille pendenti
Ricoprono il buio.
Di pile e pannocchie appese
Resta il vuoto
Tra le mantidi nere spose.
Solleva ali e spicca il volo terreno
Che vibra di note nell'ascolto,
Lento, si spegne
Nel vuoto dell'assenza
Di luce di Dio.
Su manti di luce,
Scintille pendenti
Ricoprono il buio.
Di pile e pannocchie appese
Resta il vuoto
Tra le mantidi nere spose.
Solleva ali e spicca il volo terreno
Che vibra di note nell'ascolto,
Lento, si spegne
Nel vuoto dell'assenza
Di luce di Dio.

In fondo al mare tesori da scoprire da osservare uno spettacolo naturale, una stella marina spicca e la sento vicina
In questo mare profondo mi incanto a guardare , mi rifugio a nuotare , libera e felice con un ricordo da osservare.
La stella è lì ed io la ammiro , la guardo con molta attenzione è proprio delicata .
In quel mare mi immergo e scopro, tanta bellezza che mi affascina mi lascia davvero un ricordo emozionante.
La stella marina è blu come il mare che l' accoglie , come uno scrigno che protegge e conserva.
Ecco l' immersione è terminata , ma quella stella dopo averla fotografata è il simbolo ed un dolce momento che terrò' nel cuore.
Il mare e le sue bellezze che restano impresse, come dolci carezze.
La strada più breve è accidentata,
ripida salita, l’aurora violata, il cielo,
cascata di stelle sui nostri letti.
Divisi da un segmento, una linea
interrotta in più parti. E quella luce
nel buio, occhi assonnati, rifrazioni
di raggi scomposti in piramidi
di colori. Sguardi che s’incontrano, timidi
e poi sensuali, nel fiorire d’emozioni
di notti autunnali. E se non ha più voce
lo scempio del passato, con la livrea
dell’amore lucidata, puoi vedere i tetti
per errore, poi una donna col velo
da sposa: lo dirà il tempo, se era una fata.

Si, capisco, ti senti sola e incompresa
e temi l'arrivo di un'altra brutta sorpresa.
Hai esaurito tutte le tue forze
nel conquistar l'impossibile
e adesso ti sembra tutto inaccettabile.
Ti ribelli alle regole della società
che ti ha ingannato a fior di promesse
con ridicole e false libertà.
Sento nei tuoi discorsi
un represso senso di onestà
nascondersi dietro una fragile e pura verità.
Nei tuoi lunghi silenzi
dimora un disperato grido di aiuto,
la presenza di un amore che ti fu negato,
il forte pianto di un tragico rifiuto...
Ascoltami,
ho per te parole di sano conforto,
le tue debolezze troveranno supporto,
ti libererò da questa rabbia che implode,
sarò per te un angelo custode.
Credimi,
meglio una sana solitudine
che una vita piena di caos e inquietudine.
Ci son passato anch'io
e solo indagando su me stesso
ho scoperto il mio vero "io"...
Non perder tempo a trovar colpe altrui
ma investi il tuo prezioso sapere
con chi possiede il dono di tacere e ascoltare.
Confondersi
sentirsi piccola
una nuvola tra le nuvole
un angolo di cielo dentro la stagione.
un angolo di cielo dentro la stagione.
Confondersi
sentirsi fragile
un filo d'erba nell'erba
un tassello vuoto d'istanti.
Posso solo fermarmi
appoggiare le mie mani
frantumare le tempeste
e accarezzare ogni lieve tocco
che rimane in attesa .

Fu il vento caldo
di quella natura incontaminata
a trascinarmi
col suo ammaliante canto
dentro un groviglio d’emozioni:
- un languore –
che mi cinse d’assedio
e m’avviò verso quel sorriso,
verso quello sguardo…
e fu come un bagnarsi
nel blu di nuovi orizzonti.
Fu un destino
di travolgente passione
a condurmi
nel biancore e nella luce
dell’aurora
dirigendomi in nuovo mattino
nel profumo e nel tremore
di un’aura rovente.
Scansa
l'aria umida
scavalcando le foglie
arrampicando le braccia
scala
le correnti contrarie
formando coni
sbattendo i denti
plana
ai piedi dei marciapiedi
mescolando gli aghi
accatastando amici
Fugge
rincorsa dai viali
trascinando i pensieri
limitando l'andirivieni
d'immagini solite
verso comode
vittorie
l'aria umida
scavalcando le foglie
arrampicando le braccia
scala
le correnti contrarie
formando coni
sbattendo i denti
plana
ai piedi dei marciapiedi
mescolando gli aghi
accatastando amici
Fugge
rincorsa dai viali
trascinando i pensieri
limitando l'andirivieni
d'immagini solite
verso comode
vittorie
Straordinaria l’aria dopo il pranzo
Che si tinge d'un colore opale.
È un silenzio misurato dal respiro
Sa dei ritmi del cuore
-E mi abbandono a poco a poco
Ad un nuovo sentimento
Che mi fa chiudere gli occhi
su ogni ansia lontana.
Una trasparenza d’ambra liquida
M’imprigiona dentro-un lieve sonno
-E mi viene da sperare
Di svegliarmi più nutrita e avvolta
Da me stessa;
-Dalla grazia del mio amore
Del mio grande unico amore!


Note gravi
intonate dalle tue dita
strisciano sulla mia carne
- mentre il silenzio ascolta assorto -
il coro degli spettri ulula,
leggo un gelido labiale
su volti senza occhi
- la notte accompagna melodie distorte -
e tu streghi la mia anima
trasformandomi in pietra,
assiderandomi le vene
- impazziti gli strumenti hanno vita propria -
anche il buio ha un suono
che si fa frastuono
mi assorda e mi stordisce
- legioni ballano nel sottosuolo della mente -
e gli inferni vibrano nel fuoco,
voci di dannati ammorbate
da oscure formule uscite da un'ordalia
- l'arte maledetta dell'incanto mi rapisce -
canne d'organo in fiamme
in una sala rovente
il ghiaccio di un richiamo
- e non posso non rispondere -.
intonate dalle tue dita
strisciano sulla mia carne
- mentre il silenzio ascolta assorto -
il coro degli spettri ulula,
leggo un gelido labiale
su volti senza occhi
- la notte accompagna melodie distorte -
e tu streghi la mia anima
trasformandomi in pietra,
assiderandomi le vene
- impazziti gli strumenti hanno vita propria -
anche il buio ha un suono
che si fa frastuono
mi assorda e mi stordisce
- legioni ballano nel sottosuolo della mente -
e gli inferni vibrano nel fuoco,
voci di dannati ammorbate
da oscure formule uscite da un'ordalia
- l'arte maledetta dell'incanto mi rapisce -
canne d'organo in fiamme
in una sala rovente
il ghiaccio di un richiamo
- e non posso non rispondere -.
Abbottoni la giacca
con la noncuranza
di un gesto semplice,
meccanico,
senza neppure guardare
ciò che fai.
E respiri lenta,
ormai sveglia
dal suono dei sogni
della notte,
poco prima delle scale
che ti accompagnano
al lavoro.
Ti immagino
nella confusione dell'ufficio,
tra facce assonnate e non,
tu, serenamente indaffarata
nelle cose che ben sai.
Chissà dove saremmo,
non ci fosse tutta questa
modernità,
un mattino di novembre,
freddo ma pulito,
nel mondo.
con la noncuranza
di un gesto semplice,
meccanico,
senza neppure guardare
ciò che fai.
E respiri lenta,
ormai sveglia
dal suono dei sogni
della notte,
poco prima delle scale
che ti accompagnano
al lavoro.
Ti immagino
nella confusione dell'ufficio,
tra facce assonnate e non,
tu, serenamente indaffarata
nelle cose che ben sai.
Chissà dove saremmo,
non ci fosse tutta questa
modernità,
un mattino di novembre,
freddo ma pulito,
nel mondo.
S’annebbia a poco a poco l’eco
del mondo muto e lago incalza
il febbrile e dissepolto volto
spettatore a ceppo d’universo, ansa.
Col petto al senno e il sogno al giogo
plana sull’anima il rimorso
d’occhi intrisi all’eterno patto
sospiro di temerario inietto.
Al mutar l’anima la malinconia
stringe la mancanza al cappio
e l’assenza alleata ritrosia
riapre porte all’io e al suo dio.
L’idea abita e dimora la mia anima
quel che fu amore ormai non è che vana
ingestione d’avara proiezione
che nulla ama se non la sua maledizione.
del mondo muto e lago incalza
il febbrile e dissepolto volto
spettatore a ceppo d’universo, ansa.
Col petto al senno e il sogno al giogo
plana sull’anima il rimorso
d’occhi intrisi all’eterno patto
sospiro di temerario inietto.
Al mutar l’anima la malinconia
stringe la mancanza al cappio
e l’assenza alleata ritrosia
riapre porte all’io e al suo dio.
L’idea abita e dimora la mia anima
quel che fu amore ormai non è che vana
ingestione d’avara proiezione
che nulla ama se non la sua maledizione.






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