Suoni nelle tenebre!
Spalanco gli occhi
e vi s'infrangono ombre.
Nelle ore che sembrano eterne,
cerco spasmodicamente pensieri di luce.
Neutra -seppur mi sembra nemica-
la notte m'avvolge.
E non sente le ansie del cuore
le ire della mente,
il soffocare del pianto
per questa assurda malattia
che chiude ogni persiana
ovunque io mi giro.
E uccide le mie albe;
tutte ad una ad una
fino all'ultimo respiro.
Spalanco gli occhi
e vi s'infrangono ombre.
Nelle ore che sembrano eterne,
cerco spasmodicamente pensieri di luce.
Neutra -seppur mi sembra nemica-
la notte m'avvolge.
E non sente le ansie del cuore
le ire della mente,
il soffocare del pianto
per questa assurda malattia
che chiude ogni persiana
ovunque io mi giro.
E uccide le mie albe;
tutte ad una ad una
fino all'ultimo respiro.
7 commenti
Infinite volte ancora il sole
morirà e rinascerà in tramonti ed albe
spalmando colori tra cielo e mare
sinfonia di azzurri e gialli dorati
Il vento continuerà ad alitare
facendo danzare i granelli di sabbia,
accarezzando le fronde degli alberi
La pioggia lacrimerà sulla terra
dissetando le zolle dei campi
il grano brillerà di color oro
il verde dei prati sarà più vivo
Arriverà la neve come morbido manto
ricoprirà le cime dei monti
e gli animali potranno dissetarsi
mentre i ruscelli imprigionati
dalla morsa del ghiaccio
riposeranno fino a primavera
E' l'inverno che avanza
abbraccerà la totalità,
muterà lo spettacolo della natura
di una bellezza fredda
donando però calore ai nostri cuori
Porterà il tanto atteso Natale
per chi ha nel cuore l'amore per Dio
ed anche per chi non lo sente,
si vestiranno a festa le città,
di luci e addobbi colorati
Sono emozioni radicate in me da sempre
se pur i capelli sono canuti,
la pelle non ha più la floridezza
degli anni ormai passati, aspetto quel giorno
con quella parte di me ancora bambina,
Non voglio lasciarla andare mai
sotto l'albero addobbato
un regalo simbolico anche per te
che nel cielo ascolti il canto soave degli angeli
Una tela vuota, svela l’inerte dell’arte
prima della creazione. E se vedi ciò che è assente
nel gancio della nebbia che ci avvolge,
se la silloge incompiuta resterà tale per sempre
e se per le bolge dell’inferno serve la prenotazione,
perché i posti sono esauriti, allora la finzione
coincide col reale alla data di novembre
di ogni anno. Ora hai visto ciò che stravolge
il passo dell’oca nella dimensione del presente:
l’asso pigliatutto in questo gioco di carte.
Quante volte i miei passi di ragazza
Hanno avuto il tuo sguardo
Pallido e lontano.
Tu mi proteggevi benigna.
Sul mio volto un sorriso inaspettato
Nasceva per te.
A volte ti affidavo pensieri
E so che li provavi,
A volte ti parlavo come amica fidata,
A volte ti guardavo muta,
Ma con il cuore ubriaco d'amore.
E tu mi seguivi senza fiatare nel buio solitario.
Lì, lasciavi una stella per rendermi più bella.
O dolce tonda luna,
Respiro su respiro
Mi sei stata sorella.
Ho dimenticato la tua magia nel tempo,
fatta di raggi e sorrisi,
Carezza per me,
Che porto a spasso la mia vita.
Hanno avuto il tuo sguardo
Pallido e lontano.
Tu mi proteggevi benigna.
Sul mio volto un sorriso inaspettato
Nasceva per te.
A volte ti affidavo pensieri
E so che li provavi,
A volte ti parlavo come amica fidata,
A volte ti guardavo muta,
Ma con il cuore ubriaco d'amore.
E tu mi seguivi senza fiatare nel buio solitario.
Lì, lasciavi una stella per rendermi più bella.
O dolce tonda luna,
Respiro su respiro
Mi sei stata sorella.
Ho dimenticato la tua magia nel tempo,
fatta di raggi e sorrisi,
Carezza per me,
Che porto a spasso la mia vita.
Nella nebbia
Di questa pianura
Intravedo le sagome
Di frettolosi passanti .
Vorrei dire loro
Di fermarsi e far come me .
Farsi bagnare
E sentire nei capelli
L'acqua umida tangibile
Che rinfresca e chiarifica .
E oltre la nebbia
Riveder dei passi
E sentire la voce
Di chi ti ha sempre compresa
E voler che l'eco risuoni lontano
Così che il ritorno
Sia il tuono che apre
Il grigiore .
Chi mai mi amerà
Con lo stesso sapore di acqua e di fumo
Davanti al crepitio del camino
E una mano ad accarezzarmi i capelli ?
La nebbia saprà cullarmi
E Nell'invisibile avrò cura di noi .
Di questa pianura
Intravedo le sagome
Di frettolosi passanti .
Vorrei dire loro
Di fermarsi e far come me .
Farsi bagnare
E sentire nei capelli
L'acqua umida tangibile
Che rinfresca e chiarifica .
E oltre la nebbia
Riveder dei passi
E sentire la voce
Di chi ti ha sempre compresa
E voler che l'eco risuoni lontano
Così che il ritorno
Sia il tuono che apre
Il grigiore .
Chi mai mi amerà
Con lo stesso sapore di acqua e di fumo
Davanti al crepitio del camino
E una mano ad accarezzarmi i capelli ?
La nebbia saprà cullarmi
E Nell'invisibile avrò cura di noi .
Senti il rumore del tempo che passa
lo sdrucciolio dell attimo perso
e il tonfo pesante dell'ora infinita
che logora i pensieri.
Eppure era solo ieri
che i minuti di una intera vita
rapidi scivolavano tra le tue dita.
Senti come risuona il tempo
e l' eco degli anni che ti viene a trovare .
Scivola via il tempo
da un vetro appannato ,
goccia dopo goccia
In una profonda ruga .
lo sdrucciolio dell attimo perso
e il tonfo pesante dell'ora infinita
che logora i pensieri.
Eppure era solo ieri
che i minuti di una intera vita
rapidi scivolavano tra le tue dita.
Senti come risuona il tempo
e l' eco degli anni che ti viene a trovare .
Scivola via il tempo
da un vetro appannato ,
goccia dopo goccia
In una profonda ruga .
Giornate lunghe come gli abeti secolari
che non si spogliano mai,
né con il freddo, né con il caldo,
non si abbandonano ma aspettano.
Imparano ad apprezzare la bellezza interiore
che traspare da un volto che da calore.
Osserva, attende,
il tempo che regala sogni.
Il vento spazza via i pensieri,
viaggia la vita, senza spine,
senza primavere, solo inverni.
La vita corre con piccoli momenti diversi
che insieme faranno il nostro sempre.
Immersi nell’oceano del tempo
attendiamo che la nostra esistenza
prenda forma, divenendo vita.
Questa vita, che ci tiene per mano…
ora stretta, ora lenta,
a volte lasciando la presa diventando
traditrice e bastarda…
E noi come flash, battito di ali,
o alito di vento,
siamo l’infinitamente piccolo
dell’oceano del tempo.
che non si spogliano mai,
né con il freddo, né con il caldo,
non si abbandonano ma aspettano.
Imparano ad apprezzare la bellezza interiore
che traspare da un volto che da calore.
Osserva, attende,
il tempo che regala sogni.
Il vento spazza via i pensieri,
viaggia la vita, senza spine,
senza primavere, solo inverni.
La vita corre con piccoli momenti diversi
che insieme faranno il nostro sempre.
Immersi nell’oceano del tempo
attendiamo che la nostra esistenza
prenda forma, divenendo vita.
Questa vita, che ci tiene per mano…
ora stretta, ora lenta,
a volte lasciando la presa diventando
traditrice e bastarda…
E noi come flash, battito di ali,
o alito di vento,
siamo l’infinitamente piccolo
dell’oceano del tempo.
e se ci arrampicassimo come le mani ai fianchi
dritte di freddo, cadenti di noia
come la molla allo stendersi speme
come ampolla a stillare dolcezza
che ne sarebbe dunque del ritto profilo
monco di labbra
cieco di sguardi
muto di mensole e calici ebbranti
Che sarei
io
senza crema d'immagini amorfe
a dare vita ad un pugno di eguali?
dritte di freddo, cadenti di noia
come la molla allo stendersi speme
come ampolla a stillare dolcezza
che ne sarebbe dunque del ritto profilo
monco di labbra
cieco di sguardi
muto di mensole e calici ebbranti
Che sarei
io
senza crema d'immagini amorfe
a dare vita ad un pugno di eguali?

Osservo il tramonto, il suo bagliore
e sento già la notte nel mio cuore.
Come farò a dimenticarmi del tuo amore?
Pulsa il ricordo di quei momenti,
forte è il desiderio di riaverti...
La speranza mi impedisce di morire,
forse non sarò più in grado di capire.
Apro gli occhi e non ti vedo,
ma nel silenzio che ci divide
sento la tua essenza che mi pervade.
Indifeso sulla silenziosa altura dell'orgoglio,
più scorre il tempo e più ti voglio,
affido al vento l'arduo compito di raggiungerti,
e con le labbra del mio cuore baciarti, rapirti.
Si, sono un egoista, lo sono e lo sarò sempre...
ti voglio senza pretendere
e non ho più il coraggio né la forza di attendere.
Scoprimi,
tra un bacio tentatore
e una dolce carezza.
Guardami negli occhi
e trova le mie sfumature.
Sarò un abbraccio avvolgente,
un tramonto che ti riscalda
e ti stupisce con il suo calore.
La mia bocca ti bacerà
con intensità e amore.
Come una notte profonda,
poi ti raggiungerà
e ti cullerà di folle desiderio.
Ti disseterà
e diventerà il tuo tormento!
tra un bacio tentatore
e una dolce carezza.
Guardami negli occhi
e trova le mie sfumature.
Sarò un abbraccio avvolgente,
un tramonto che ti riscalda
e ti stupisce con il suo calore.
La mia bocca ti bacerà
con intensità e amore.
Come una notte profonda,
poi ti raggiungerà
e ti cullerà di folle desiderio.
Ti disseterà
e diventerà il tuo tormento!
Era al terzo appuntamento
con la bionda prosperosa,
profumata come rosa,
ma estrosa ed esigente.
Lui ben poco intraprendete
ci perdeva la ragione
gli serviva la convinzione
di potersi riscattare.
“Sono maschio, uno stallone.
sarà mia, lo posso fare.”
giorno e notte ripeteva:
“Gemerà come un ciclone
sbufferà per il piacere,
mi darà soddisfazione.”
Così, giunto a quel portone
scrutò in giro per prudenza
spruzzò spray nella brachetta
per un tocco d’avvenenza
e suonò con dubbia fretta.
A risposta repentina
quasi muto ed in sordina
sussurrò: “Scusate tanto,
ho sbagliato campanello.”
Rosso in viso e con rimpianto,
sulla strada del ritorno,
disonore, beffa e scorno
pensò vile a quel torello
che tornava come agnello.
con la bionda prosperosa,
profumata come rosa,
ma estrosa ed esigente.
Lui ben poco intraprendete
ci perdeva la ragione
gli serviva la convinzione
di potersi riscattare.
“Sono maschio, uno stallone.
sarà mia, lo posso fare.”
giorno e notte ripeteva:
“Gemerà come un ciclone
sbufferà per il piacere,
mi darà soddisfazione.”
Così, giunto a quel portone
scrutò in giro per prudenza
spruzzò spray nella brachetta
per un tocco d’avvenenza
e suonò con dubbia fretta.
A risposta repentina
quasi muto ed in sordina
sussurrò: “Scusate tanto,
ho sbagliato campanello.”
Rosso in viso e con rimpianto,
sulla strada del ritorno,
disonore, beffa e scorno
pensò vile a quel torello
che tornava come agnello.
Scusa, se non ho più le chiavi
per aprire le porte del cielo,
le ho perse quando sono caduto,
rotolandomi nel fango.
Adesso ho bisogno di vedere
se la scala scendeva fino all’inferno,
dove potevo scoprire
se il tuo sorriso era sincero.
Mi son lavato sotto la pioggia,
e asciugato sotto il sole,
ma il cuore quello duole,
ogni volta che un’anima muore.
Non esce più fumo dalle armi,
puoi fonderle e forgiarle, per farne scale
che ti elevino verso il cielo,
o farne croci per crocifiggere i tuoi mali.
Lasciami cercare nel fango
e potermi riscattare,
ritrovando le chiavi per tornare nell’eremo
dove si accresce l’amore.
per aprire le porte del cielo,
le ho perse quando sono caduto,
rotolandomi nel fango.
Adesso ho bisogno di vedere
se la scala scendeva fino all’inferno,
dove potevo scoprire
se il tuo sorriso era sincero.
Mi son lavato sotto la pioggia,
e asciugato sotto il sole,
ma il cuore quello duole,
ogni volta che un’anima muore.
Non esce più fumo dalle armi,
puoi fonderle e forgiarle, per farne scale
che ti elevino verso il cielo,
o farne croci per crocifiggere i tuoi mali.
Lasciami cercare nel fango
e potermi riscattare,
ritrovando le chiavi per tornare nell’eremo
dove si accresce l’amore.
Rintocchi e rugiada,
corrispondenze solari
all’indirizzo del vento,
ti sento in uno sguardo,
passaporto d’amore ferito,
danza di stelle proibita.
Germinerai sul mio petto
come acquerello d’inverno
ed un cantico di rose
tremerà nell’infinito di un bacio
in questo azzardo di cuore scomodo,
gioco d’un respiro all’orizzonte.
corrispondenze solari
all’indirizzo del vento,
ti sento in uno sguardo,
passaporto d’amore ferito,
danza di stelle proibita.
Germinerai sul mio petto
come acquerello d’inverno
ed un cantico di rose
tremerà nell’infinito di un bacio
in questo azzardo di cuore scomodo,
gioco d’un respiro all’orizzonte.
Fantocci impalati
nell'ora delle streghe,
ad impiccare facili
capri espiatori,
ad inventare colpe
e peccati altrui
per giustificare
i propri timori
e tutti gli orrori
della propria metà oscura
Al rogo!
La lettera scarlatta
il marchio indelebile
la condanna
Una gabbia appesa
al ludibrio della folla
sale di tortura
in un moderno autodafè
Il carnefice vuole
la tua testa
paghi l'essere diverso
Al rogo!
Se stai fuori dal coro
Se non hai gli stessi dei
Al rogo!
Friggono i patiboli
arde già la fiamma
sotto i piedi
mentre il cappio
stringe il collo
strozzato l'urlo
tacitata la ribellione
Se un uomo ama
un altro uomo
Se una donna ama
un'altra donna
Vergogna!
Se non hai potere
e ti sfami di sogni
Al diavolo la tua povertà!
Se sei ultimo fra gli ultimi
nessun posto riservato
se non nella piazza
della pubblica esecuzione
Se hai ceduto
schiavo di una bottiglia
e della tua solitudine
Alla gogna!
Io brucerei solo
e soltanto l'ignoranza
e la prepotenza
sul falò sacro
dell'intelligenza
Al rogo!
nell'ora delle streghe,
ad impiccare facili
capri espiatori,
ad inventare colpe
e peccati altrui
per giustificare
i propri timori
e tutti gli orrori
della propria metà oscura
Al rogo!
La lettera scarlatta
il marchio indelebile
la condanna
Una gabbia appesa
al ludibrio della folla
sale di tortura
in un moderno autodafè
Il carnefice vuole
la tua testa
paghi l'essere diverso
Al rogo!
Se stai fuori dal coro
Se non hai gli stessi dei
Al rogo!
Friggono i patiboli
arde già la fiamma
sotto i piedi
mentre il cappio
stringe il collo
strozzato l'urlo
tacitata la ribellione
Se un uomo ama
un altro uomo
Se una donna ama
un'altra donna
Vergogna!
Se non hai potere
e ti sfami di sogni
Al diavolo la tua povertà!
Se sei ultimo fra gli ultimi
nessun posto riservato
se non nella piazza
della pubblica esecuzione
Se hai ceduto
schiavo di una bottiglia
e della tua solitudine
Alla gogna!
Io brucerei solo
e soltanto l'ignoranza
e la prepotenza
sul falò sacro
dell'intelligenza
Al rogo!















