Saranno come briciole di pane
che cadranno da tasche rotte,
disperse tra il sentiero
di una notte senza luna
le parole, oh mia bella!
Parole costruite in gola,
giammai in petto,
che non ti appartengono,
dette, volate via,
e che se un dì ritornassero
tu non riconosceresti
proteggendoti alla stregua
di una forte pioggia.
Deboli parole
che non ti appartengono,
dette, volate via,
e che se un dì ritornassero
tu non riconosceresti
proteggendoti alla stregua
di una forte pioggia.
Deboli parole
che vivere le stagioni
non potranno,
non potranno,
come palloncini forati
perderanno respiro e forza,
e al mattino,
al tiepido sorgere del sole,
infreddoliti passerotti,
di un secolare borgo,
di un secolare borgo,
beccheranno gai.
Unica nota bella e felice,
aver irrobustito le loro ali
seppur per un giorno in piu,
grande speranza e illusione
seppur per un giorno in piu,
grande speranza e illusione
di un volo e di un sogno duraturo.

9 commenti
Roma.
Museo a cielo aperto
fonte di antiche civiltà,
panorami mozzafiato.
La piú bella cartolina del mondo
sogno di ogni turista,
passeggiando per le sue strade
si respira la storia,
magnifiche opere create dall'uomo.
Roma.
Asfalto pieno di buche,
mondezza sui marciapiedi
traffico convulso.
Monumenti sfregiati,
disperati che dormono
sui cartoni sotto i portici
delle chiese
o nelle tende sul greto
del Tevere.
Roma.
Esiste un Supereroe
che la puó salvare?
Museo a cielo aperto
fonte di antiche civiltà,
panorami mozzafiato.
La piú bella cartolina del mondo
sogno di ogni turista,
passeggiando per le sue strade
si respira la storia,
magnifiche opere create dall'uomo.
Roma.
Asfalto pieno di buche,
mondezza sui marciapiedi
traffico convulso.
Monumenti sfregiati,
disperati che dormono
sui cartoni sotto i portici
delle chiese
o nelle tende sul greto
del Tevere.
Roma.
Esiste un Supereroe
che la puó salvare?
Quando il tempo verrà
Sarà come vento nuovo sui capelli,
Sferzera' la faccia come schiaffo,
Risvegliera' animi,
Li cingera' come sostegno.
Cancellerà la polvere
Che si è annidata sulla pelle,
Aprirà ogni poro
E il respiro allargherà il mio fiato,
Ora sospeso sotto nebbia rarefatta.
Tempo di ampio respiro,
Dove nitide nuvole
Accompagnano il celeste cammino.
Aspetto...
Questo sospiro.
Sarà rifugio dei miei pensieri
Sarà il domani , guardando il cielo.
Sarà come vento nuovo sui capelli,
Sferzera' la faccia come schiaffo,
Risvegliera' animi,
Li cingera' come sostegno.
Cancellerà la polvere
Che si è annidata sulla pelle,
Aprirà ogni poro
E il respiro allargherà il mio fiato,
Ora sospeso sotto nebbia rarefatta.
Tempo di ampio respiro,
Dove nitide nuvole
Accompagnano il celeste cammino.
Aspetto...
Questo sospiro.
Sarà rifugio dei miei pensieri
Sarà il domani , guardando il cielo.

Corre la strada
e crepuscoli l'accompagnano.
Scorre lento il tempo
veloce nel cuore
confuso nella mente
e luci sulle colline
e maree invisibili sulle spiagge.
Suoni s'alternano
e vite si sorreggono a sensazioni floreali.
Son io immerso nel mio sommerso
e vedo città bianche
chiuse da ancestrali muri
e vedo la notte avvolgermi di sé
sconvolgermi nel principio del viaggio.
Osservo quel che non s'osserva
sento pulsare le note,
sento il frastuono dell'irruenza
e abbraccio tutto
nel divenire soffuso di volti.
Nel passato divengo prossimo
e fui così come ora sono.
Fui viaggio di me stesso
che ancora non sapevo viaggiare.
Ore nel buio dei sensi
e stringevo a me quello che non avrei più rivisto
stringevo la mia condanna
oscurandomi dall'assoluzione.
Ricordai le preveggenze,
ricordai le premonizioni
e capii d'esser viaggio
e zingare lessero per me il viaggio,
inesorabile
destinato
ostinato.
Furono valigie nella mani
e ancor sono nel mio eterno viaggio
fra i corridoi delle stelle,
nell'oscuro bagliore
di bianche città.
Entrasti senza fà rumore
da porta principale der mi core.
E si che l’avevo inchiavardata,
c’avevo messo ‘na doppia mandata.
Nun c’era gnente ormai di valore,
tutto ammuffito, solo un gran dolore.
Solo quello avevo conservato
pe ricordamme d’avere morto amato.
A esse allegro m’hai condannato
pur senza avè pianificato
che er furto m’avrebbe lasciato muto,
neanche tanto al mondo dispiaciuto.
Ora però, te prego, esci fora,
‘n attimo prima che io me ne mora.
Lassalo annà, è solo un vecchio bunker,
l’ho già sostituito col pacemaker !
LADRA !
…ma che staje a dì,
e poi che vor dì ?
Aridaje ! …se io so ladra addirittura,
tu te sei fatto rubà l’attrezzatura.
Se vede che nun c’avevi altro da fa
E così, distratto come sei,
t’ho infinocchiato,
o, come dici tu,
un poco pure rimorchiato.
E poi, che vor dì
c’avrà pure un aiutino
ma sarà sempre il tuo
sto core, no ? ’Sto cuoricino…
da porta principale der mi core.
E si che l’avevo inchiavardata,
c’avevo messo ‘na doppia mandata.
Nun c’era gnente ormai di valore,
tutto ammuffito, solo un gran dolore.
Solo quello avevo conservato
pe ricordamme d’avere morto amato.
A esse allegro m’hai condannato
pur senza avè pianificato
che er furto m’avrebbe lasciato muto,
neanche tanto al mondo dispiaciuto.
Ora però, te prego, esci fora,
‘n attimo prima che io me ne mora.
Lassalo annà, è solo un vecchio bunker,
l’ho già sostituito col pacemaker !
LADRA !
…ma che staje a dì,
e poi che vor dì ?
Aridaje ! …se io so ladra addirittura,
tu te sei fatto rubà l’attrezzatura.
Se vede che nun c’avevi altro da fa
E così, distratto come sei,
t’ho infinocchiato,
o, come dici tu,
un poco pure rimorchiato.
E poi, che vor dì
c’avrà pure un aiutino
ma sarà sempre il tuo
sto core, no ? ’Sto cuoricino…
Quel giorno che si mise in viaggio
per ritrovare l’amore della sua vita,
ancora ostaggio del fato avverso,
diverso era il momento, l’occasione,
ormai l’unica, prima dell’ultimo sacrificio.
E quel freddo pungente, vento artico
a folate, a lato di ogni passo nella neve,
con sul capo solo un ramoscello d’ulivo,
rubato a corte degli scoiattoli del portico.
Poi l’incontro come in un film romantico,
lo stretto abbraccio, il bacio in corsivo,
il cuore che esulta e la sensazione lieve
che sarà un’altra vita, senza l’antico
tributo all’eco del padrone. L’ultimo laccio
non può essere sciolto senza l’approvazione
del monarca dei semafori- il verde s’è perso
e col rosso puoi farci di tutto. E’ ora che la gita
abbia termine, a esclusione dell’ultimo omaggio.
Non ha bisogno di verità la realtà
alleggia farisea sensi d’essere
trascende ideali di levità
pigolii, sfarfallii, tremuli tintinnii
esitanti appetiti d’istanti
a promessa che il tempo sia
oceano d’onde in eterno divenire
denudato l’uomo ad essenza, poesia
voce a testamento d’amore
piano, piano fino all’esile moira.
Indistinto canto alleva l’oblio
l’io assurto assolo di dimenticanza
controversa distesa d’innocenza
essenza impressa al folle esilio
giostra al divenire cava avvolta
appartenenza al soffio fetale
fino all’amore gestazionale
fino alla morte a briglia sciolte
sul collo del dolore.
alleggia farisea sensi d’essere
trascende ideali di levità
pigolii, sfarfallii, tremuli tintinnii
esitanti appetiti d’istanti
a promessa che il tempo sia
oceano d’onde in eterno divenire
denudato l’uomo ad essenza, poesia
voce a testamento d’amore
piano, piano fino all’esile moira.
Indistinto canto alleva l’oblio
l’io assurto assolo di dimenticanza
controversa distesa d’innocenza
essenza impressa al folle esilio
giostra al divenire cava avvolta
appartenenza al soffio fetale
fino all’amore gestazionale
fino alla morte a briglia sciolte
sul collo del dolore.
Da qualsiasi punto la si guardi
-È essenza
- Veste di sensi assetati
Esaltati -in spasimo d’amore;
Libidine non alterabile
Se non nel verbo.
Da qualsiasi punto la si osservi
Appare in fuga
Che solo per una certa pesantezza
Non ha immediatezze verticali
-Ma sollevamenti- avvallamenti certi
Nel suo nascondimento orizzontale.
E se ancora la contempli
Nell’incessante altalenare
-Comprendi quanto mai nessuno potrà
Incorniciarla - mai comprenderla
Anticiparla.
Se la sua linea è mossa
La sua voluta è barocca
Di tortuosità che non è limite
forse- solo curva incalcolabile…
... Enigma Kafkiano- estremo dubbio Amletico
-Corpo e scena
di semplice- passeggera eternità.

Strano oltre altro
il mercato,
quello del pesce
del caso
dove tutti si passa
con la puzza sotto 'l naso.
Bello è che consumato,
per tipo, viene il pesce
scelto a tatto
occhiolino che già ha la sua parte
come se il resto
al mar venga reso
senza esser
nemmeno visto.
Sarebbe il tempo
Di raccogliere la rugiada
La mattina ,
Svegliarsi presto ,
E rincorrere in bicicletta
I venti .
E fermarsi soltanto
Per un libero sguardo
altrove.
E lì, fra piccioni viaggiatori
Sentirsi come il messaggio ,
Arrotolata e segreta ,
E col pensiero che la guerra non esista
Sorridere abbracciando il cielo
Sopra il verde degli
Ulivi .
E con volanti capelli acerbi
E coriandoli nel cestino
Credere al nord e allo zenit
Alle costellazioni e All'universo
E al risorgere di tutti i perduti amori .
Di raccogliere la rugiada
La mattina ,
Svegliarsi presto ,
E rincorrere in bicicletta
I venti .
E fermarsi soltanto
Per un libero sguardo
altrove.
E lì, fra piccioni viaggiatori
Sentirsi come il messaggio ,
Arrotolata e segreta ,
E col pensiero che la guerra non esista
Sorridere abbracciando il cielo
Sopra il verde degli
Ulivi .
E con volanti capelli acerbi
E coriandoli nel cestino
Credere al nord e allo zenit
Alle costellazioni e All'universo
E al risorgere di tutti i perduti amori .
Splendido Giovanni.
Già chiamandoti "Falcone"
la dicevi lunga sull'indole tua.
Come volavi leggero nella vita!
Quanto amavi la libertà del tuo spazio.
Tutto quello che hai fatto l'hai fortemente voluto.
Mai contraddizzioni tra il dire e l'agire.
Come un Falco pellegrino hai sorvolato i cieli di Sicilia
Lanciandoti in picchiata su ogni Iena che avvistavi.
Che bello era stato sentirci protetti
da ali benevole, oneste e possenti.
L'orgoglio ancora mi brilla negli occhi.
Che tu qui sei nato! Frutto squisito di questo giardino.
Come ridono ,ora, quelli che ,solo, hanno bocche e hanno mani
e cervelli che li guidano al cibo, che tutto ignorano di voli,
di Falchi, di spazi infiniti nell'animo umano.
Tu hai scelto di planare libero; per quesro il tuo corpo è caduto.
Ma che ne sanno i divoratori di carne d'uomo
di quanto il vivere sia altra cosa che lo strisciare di paura,
che l'accumulo di denaro e di cose.
Tu senza più carne ancora voli.
Nel tempo e nei tempi ancora volerai.
E io sorrido guardando in alto e ti amo!
Di quell'amore che le belve non possono imparare.
C'erano una volta gli Dei immortali.
Ora ci sono Uomini che nessuna mano oscura
o tonnellate di tritolo potranno mai annientare.
Finché sulla terra vivrà un giusto, di sicuro saprà il tuo nome.
Già chiamandoti "Falcone"
la dicevi lunga sull'indole tua.
Come volavi leggero nella vita!
Quanto amavi la libertà del tuo spazio.
Tutto quello che hai fatto l'hai fortemente voluto.
Mai contraddizzioni tra il dire e l'agire.
Come un Falco pellegrino hai sorvolato i cieli di Sicilia
Lanciandoti in picchiata su ogni Iena che avvistavi.
Che bello era stato sentirci protetti
da ali benevole, oneste e possenti.
L'orgoglio ancora mi brilla negli occhi.
Che tu qui sei nato! Frutto squisito di questo giardino.
Come ridono ,ora, quelli che ,solo, hanno bocche e hanno mani
e cervelli che li guidano al cibo, che tutto ignorano di voli,
di Falchi, di spazi infiniti nell'animo umano.
Tu hai scelto di planare libero; per quesro il tuo corpo è caduto.
Ma che ne sanno i divoratori di carne d'uomo
di quanto il vivere sia altra cosa che lo strisciare di paura,
che l'accumulo di denaro e di cose.
Tu senza più carne ancora voli.
Nel tempo e nei tempi ancora volerai.
E io sorrido guardando in alto e ti amo!
Di quell'amore che le belve non possono imparare.
C'erano una volta gli Dei immortali.
Ora ci sono Uomini che nessuna mano oscura
o tonnellate di tritolo potranno mai annientare.
Finché sulla terra vivrà un giusto, di sicuro saprà il tuo nome.
Passeggio
per i viali del parco
in questo giorno
in cui tutto è un volare
di foglie gialle per l’aria
che cadono
facendo tappeto sul selciato.
Il sole si rifrange
con la sua vena quieta
tra lo sfrangiare di lievi foschie:
rifratta luminosa
che si rispecchia tra l’azzurro del mare
e l’ambra del mezzodì del cielo.
Desidero camminare
tra i colori della natura autunnale
che s’immergono
nel blu degli orizzonti
conducendomi
alla sorgente dell’anima
in cui tutto è rischiarato e rilucente
per l’anelito biancore
della gioia del mio esistere.
Ed il cielo ara
l’equinozio di un tramonto
in questa scenografia di cuore,
sale del giorno che l’anima accoglie
fra ciclamini d’accento e dolore.
Stracci di tempo stellato,
fame d’un vespro spiaggiato,
pensami in un compleanno lunare
come petalo di luce raccolto
sulle ali di una farfalla in volo,
ed amami come inchiostro e parola,
son viva poesia del tuo ultimo ricordo.
l’equinozio di un tramonto
in questa scenografia di cuore,
sale del giorno che l’anima accoglie
fra ciclamini d’accento e dolore.
Stracci di tempo stellato,
fame d’un vespro spiaggiato,
pensami in un compleanno lunare
come petalo di luce raccolto
sulle ali di una farfalla in volo,
ed amami come inchiostro e parola,
son viva poesia del tuo ultimo ricordo.
Disteso immobile, nel letto,
come una Carcassa di nave
arenata da chissà quanto
su una fredda spiaggia
del mare del nord.
Il mio corpo immobile,
un eterno tributo alla Morte,
mentre lo Spirito guizzante
che balena nelle orbite
enormi per il buio,
fedelmente narra al Mondo,
che nell'Oscurità mi circonda,
cosa sia davvero la Follia.
La Follia che cresce
istante dopo istante,
contorcendosi, sbattendo
e lentamente soffocando
la povera Ragione
intrappolata in Me
come un disperato
sul fondo di un Pozzo.
Non uno spasmo
che percorra il mio corpo,
ormai guscio vuoto per la Vita,
macchina Arcana senza più energie
incagliata in maniera irreversibile,
in balia degli elementi
che come Incubi la tormentano
senza darle Pace.
Ed Io inerme spettatore di Me stesso,
guardo la fine di tutto, appena sfiorato,
eppure allo stesso tempo
Vittima della catastrofe,
con in bocca il sapore Amaro
che danno i Ricordi mischiati
al Rimorso ed al Rimpianto.
Ed in questo il mio Spirito geme ed urla
come vecchie impalcature
marce ed abbandonate
che sotto un vento Spietato
lentamente si sfasciano,
sparpagliando i loro Resti
decadenti e decaduti.
Vorrei piangere e liberarmi dal peso,
so già che potrò farlo solo quando
il Triste spettacolo della mia Fine
sarà terminato
e sarò rimasto l’unico spettatore.













