Chi ce l'ha con l'albero
finisce per prendersela con una foglia
-Pensavo-
scaricando quelle maledette casse d'uva passa in partenza
Il vecchio mi guardava stando seduto
e diceva
che l'indomani si sarebbe comprato un nuovo bastoneDicevanSbuffavo
Ossessioni anestetizzate
dal dolore del presente
Una fortuna, una fortuna
Andavo avanti per inerzia
Vivo morente con gli occhi prestati da un panda
e il desiderio di un desiderio
e di una mano santa a peccare nel cassetto
per distruggere ogni segreto
Graspi nelle fosse comuni
budella nei tubi
e le loro povere anime
esalate dalle presse
Fino a stanotte durerà questa danza
Dicevano
e a vendemmia finita
l'ultimo grillo dell'estate
caricherà l'ultimo fucile della guerra
finisce per prendersela con una foglia
-Pensavo-
scaricando quelle maledette casse d'uva passa in partenza
Il vecchio mi guardava stando seduto
e diceva
che l'indomani si sarebbe comprato un nuovo bastoneDicevanSbuffavo
Ossessioni anestetizzate
dal dolore del presente
Una fortuna, una fortuna
Andavo avanti per inerzia
Vivo morente con gli occhi prestati da un panda
e il desiderio di un desiderio
e di una mano santa a peccare nel cassetto
per distruggere ogni segreto
Graspi nelle fosse comuni
budella nei tubi
e le loro povere anime
esalate dalle presse
Fino a stanotte durerà questa danza
Dicevano
e a vendemmia finita
l'ultimo grillo dell'estate
caricherà l'ultimo fucile della guerra
1 commento

Come brandelli di una bandiera
di pace
corrono nuvole bianche
sul mio capo.
Il vento
tende in festoso pavese
i rami di una grande acacia
che mi sovrasta.
Penso alle lunghissime vie
che corrono in rettilineo
divorate dal sole
che le illumina e le rende liete.
Ammirandole i miei sogni misteriosi
hanno una continua evoluzione
scorrendo di minuto in minuto.
In mezzo a tanta grandezza,
a tanto splendore
sono una piccola spora
nell'immensità dell'universo.
In ipotetici momenti di calma
nel falso silenzio della notte
tendo le orecchie
a captare segnali nel buio
e dopo aver superato
la muraglia del battito cardiaco
del mio cuore,
contemporaneamente all'espandersi
della mia coscienza,
scopro segnali inaspettati
che si innalzano intorno a me,
in un frullare di suoni
ed emozioni mai provate.
E adesso tutto parla e mi sussurra
in lingue antiche
ma allo stesso tempo familiari,
di storie, canzoni e miti senza tempo.
Ed io mi perdo
in questo caleidoscopio emozionale
e mi incontro e mi fondo
con mille e più spiriti affini
provenienti da ogni dove,
che mi offrono il loro Tutto
in cambio del mio Niente.
Come posso rifiutare?
arrivano col botto delle sagre
e con lacrime del giorno
Gelano sangue di vene spente
e di candele accese
Fioccano le note del tuo mito
che riesuma versi ed emozioni di quand'eri pigra a crescere
e sul manico
a sbarrarti scorciatoie
-rintocchi amaranto dall'arcana vetta-
Quanto amaro era il caffè
l'aroma
le lettere alla musica senza mai risposta
e nel dito dell'amore a scivolarti un Do
e con lacrime del giorno
Gelano sangue di vene spente
e di candele accese
Fioccano le note del tuo mito
che riesuma versi ed emozioni di quand'eri pigra a crescere
e sul manico
a sbarrarti scorciatoie
-rintocchi amaranto dall'arcana vetta-
Quanto amaro era il caffè
l'aroma
le lettere alla musica senza mai risposta
e nel dito dell'amore a scivolarti un Do
Un giorno Sogno conobbe Desiderio
e, insieme, iniziarono a fare grandi progetti,
al punto di coinvolgere Futuro, che divenne loro amico.
Con lui decisero di incamminarsi insieme.
Strada facendo si fermarono a casa di Speranza
e le chiesero se avesse potuto aiutarli a realizzarsi,
Al che, lei lì accompagnò al teatro di Orgoglio e le sue figlie:
Vanità, Superbia, Arroganza e Lussuria,
le quali, immediatamente, con le loro lusinghe, tentarono Desiderio,
chiedendogli se avesse gradito fermarsi con loro.
Egli si dimenticò all'istante di Sogno
che, a sua volta, sentendosi dimenticato, fu portato via da Oblio.
Fantasia, che passava di lì,
vide che Disperazione e Pianto tentavano di consolare Sogno
ed essa, come al solito molto intraprendente, chiamò Speranza,
pregandola di aiutarla con Sogno.
Quest'ultima non fece altro che interpellare Fiducia,
la quale era sempre ben disponibile ad elargire il suo aiuto
a chiunque la interpellasse, pertanto urlò, chiamando Eco
che, a sua volta, riuscì a farsi udire da Coraggio
che arrivò in compagnia di Tempo,
che conosce tutti i sentimenti
e decise che solo con Saggezza, Pazienza e Amore,
avrebbe fatto in modo di aiutare Sogno a realizzarsi.
e, insieme, iniziarono a fare grandi progetti,
al punto di coinvolgere Futuro, che divenne loro amico.
Con lui decisero di incamminarsi insieme.
Strada facendo si fermarono a casa di Speranza
e le chiesero se avesse potuto aiutarli a realizzarsi,
Al che, lei lì accompagnò al teatro di Orgoglio e le sue figlie:
Vanità, Superbia, Arroganza e Lussuria,
le quali, immediatamente, con le loro lusinghe, tentarono Desiderio,
chiedendogli se avesse gradito fermarsi con loro.
Egli si dimenticò all'istante di Sogno
che, a sua volta, sentendosi dimenticato, fu portato via da Oblio.
Fantasia, che passava di lì,
vide che Disperazione e Pianto tentavano di consolare Sogno
ed essa, come al solito molto intraprendente, chiamò Speranza,
pregandola di aiutarla con Sogno.
Quest'ultima non fece altro che interpellare Fiducia,
la quale era sempre ben disponibile ad elargire il suo aiuto
a chiunque la interpellasse, pertanto urlò, chiamando Eco
che, a sua volta, riuscì a farsi udire da Coraggio
che arrivò in compagnia di Tempo,
che conosce tutti i sentimenti
e decise che solo con Saggezza, Pazienza e Amore,
avrebbe fatto in modo di aiutare Sogno a realizzarsi.
Fiumi di parole escono dalle mie dita
Sgorgano come acqua di torrente
Parlano di noi, delle nostre vite
Ma tu non le ascolti,
Ti scivolano addosso
Senza lasciar traccia.
E allora parlo come musica
Canto per farti sentire la voce del cuore
Ma anche questo mesto grido
Rimane senza ascolto .
Sul tuo viso il vento soffia
Sa di baci e calore
E il tuo corpo che dice come è fatto l'amore
Per te così tattile e sincero.
Corpo a corpo sotto strati
Ribolle ciò che non è affetto
Ma solo desiderio vero.
Cuore e pelle sono lontani
E non intrecceranno mai le loro mani.
Sgorgano come acqua di torrente
Parlano di noi, delle nostre vite
Ma tu non le ascolti,
Ti scivolano addosso
Senza lasciar traccia.
E allora parlo come musica
Canto per farti sentire la voce del cuore
Ma anche questo mesto grido
Rimane senza ascolto .
Sul tuo viso il vento soffia
Sa di baci e calore
E il tuo corpo che dice come è fatto l'amore
Per te così tattile e sincero.
Corpo a corpo sotto strati
Ribolle ciò che non è affetto
Ma solo desiderio vero.
Cuore e pelle sono lontani
E non intrecceranno mai le loro mani.
Quel giorno che le campane suonarono a festa
nella notte degli specchi opachi, volute di fumo
a distanza, dalla stanza sospesa in una bolla
di speranze. E tutti a chiedersi la ragione
di quel suono allegro, il pigro sonno sorpreso
dal vociare di un fiume di gente in pigiama
e poi quel bussare continuo alla porta
quasi a farla cadere, la dimensione distorta
della fantasia a respirare sul letto, la dama
fuggita che torna nel castello è un peso
non una liberazione, ora che la prigione
è allagata e nei ricordi che tornano a galla
non c’è n’è nessuno dal contorno e dal profumo
intonato alla direzione del vento sulla costa.
Vacanze finite.
Chi ha la fortuna di avere un lavoro,
contro voglia va a lavorare.
Ragazzi e bambini mal volentieri,
tornano a scuola.
La pioggia tanto desiderata scende copiosa.
Riprende la lettura dei giornali,
alla ricerca di qualche bella notizia,
tra mille negative.
Torna la vita di sempre.
C'é chi piange nella vasca da bagno.
C'é chi sogna la prossima vacanza.
C'é chi si dedica all'amore......
Decisione sempre giusta.
Chi ha la fortuna di avere un lavoro,
contro voglia va a lavorare.
Ragazzi e bambini mal volentieri,
tornano a scuola.
La pioggia tanto desiderata scende copiosa.
Riprende la lettura dei giornali,
alla ricerca di qualche bella notizia,
tra mille negative.
Torna la vita di sempre.
C'é chi piange nella vasca da bagno.
C'é chi sogna la prossima vacanza.
C'é chi si dedica all'amore......
Decisione sempre giusta.
Ti avvolgi e non sai
consumare il sole
che ti appartiene
Lo stringi a te
e per un attimo
ti sembra di volare
tra le stelle che sono belle
Ma poi qualcosa cambia
si mostra diversa, stravolgendo
la vita
che in un battibaleno
te la porta via, sentendoci smarriti
pieni di timore con la nebbia che acceca
richiudendoti in una prigione
ove c'è sempre quella tenebra di luce
fastidiosa che evitandola cadi
ritrovando tanti buchi neri
nell'abbraccio di un angelo
che pensi e ti manca tanto
Rimani così come sei
mentre la pioggia
disegna il tuo viso.
Dicesti è un pò che non piove
mentre il tuo cuore
era ancora pieno d'amore.
Poi venne il vento
un terribbile vento
ed il buio assalì
la tua tenerezza.
Rimani come sei
anche se adesso
non è più come quando c'era il sole.
Tu sei donna
e nessuno ha il permesso d'entrare
per rubare e ferire.
Questa pioggia continua a cadere
spezzandoti il fiato,
cesserà prima o poi
e tutto tornerà
come prima...













