Tutto scorre nel Creato,
lungo i percorsi del tempo
che trasforma le cose
indefinite e anonime
nella spazialità.
Ricordi vagano
tra le pieghe del passato,
solcano lidi deserti
colorati di tramonto.
Tutto scorre
in un intersecar d’immagini
ancestrali, lontane
e nuvole d’esistenza
disegnano il tragitto
con la penna del tempo.
Tutto scorre
Fra passioni e desideri,
negli inconsci segreti
dell’essere, nell’eterno divenire.
Tutto scorre
nell’immanenza delle cose:
piccoli punti nello sterminato cosmo.
Tutto scorre
in un denso fluire,
tra gorgoglii di fiumi e mari
nei tortuosi alambicchi della vita.
lungo i percorsi del tempo
che trasforma le cose
indefinite e anonime
nella spazialità.
Ricordi vagano
tra le pieghe del passato,
solcano lidi deserti
colorati di tramonto.
Tutto scorre
in un intersecar d’immagini
ancestrali, lontane
e nuvole d’esistenza
disegnano il tragitto
con la penna del tempo.
Tutto scorre
Fra passioni e desideri,
negli inconsci segreti
dell’essere, nell’eterno divenire.
Tutto scorre
nell’immanenza delle cose:
piccoli punti nello sterminato cosmo.
Tutto scorre
in un denso fluire,
tra gorgoglii di fiumi e mari
nei tortuosi alambicchi della vita.
1 commento
Indosso alfabeti solari
ed un pugnale d’ombre
macera i miei passi
come fiori di carta
caduti da un brivido stellare
e nell’oblio dei giorni,
inchiostro di foglie e colori,
coccola equinozi di cuore
in questa radice lunare
fra cocci di nuvola e dolore.
ed un pugnale d’ombre
macera i miei passi
come fiori di carta
caduti da un brivido stellare
e nell’oblio dei giorni,
inchiostro di foglie e colori,
coccola equinozi di cuore
in questa radice lunare
fra cocci di nuvola e dolore.
Grande luce
che compare
m'accompagna nella stanza
non conosco numero
il suo nome
la sua provenienza
rimetto gli occhiali
ripercorro quel passi
s'avvicina come bocca
carnosa
vogliosa
deglutisce affamata
sollecito velocità al dottore
mi faccia dire trentatrè
leggere qualche sillaba
il ginocchio saltare
un vampiro nella notte
ho bisogno
di ritornare
che compare
m'accompagna nella stanza
non conosco numero
il suo nome
la sua provenienza
rimetto gli occhiali
ripercorro quel passi
s'avvicina come bocca
carnosa
vogliosa
deglutisce affamata
sollecito velocità al dottore
mi faccia dire trentatrè
leggere qualche sillaba
il ginocchio saltare
un vampiro nella notte
ho bisogno
di ritornare
Nebbie violacee
scendono
ombre cullate
singhiozzi di fragili pensieri serali,
il cielo rossastro
addolcisce le ali della riflessione
ubriaca mi inebrio nei torpori crepuscolari
che profumano d'amore
di terra
pianto rugiadoso
di un'alba che verrà
.
(Foto presa dal web)
Seguimi
corrimi come fossi lepre
Esistimi di te e datti un nome
Rendimi degna d'estatsi tanto anelata
che porta in se tocco e colore di miei sogni e fato
Chiedimi se voglio increspare onde
o se profumarmi d'erba
nel calpestio fugace all'incedere del tempo
Portami un mazzo di calle bianche
ed emozionati
mentre guardo quegli occhi che dell'amore mio han pena
Mi frantumavi il cuore
Ed io non sentivo
Continuavo a volare
Tra una sferzata di vento e un tuono.
I tuoi silenzi si facevano largo
E come macchia d'olio ricoprivano tutto.
Viaggiavo sopra un sogno
Ma era pura finzione
Il mio istinto che ha voce
Diceva dimentica tutto anche
I suoi occhi senza sole.
E così ci siamo persi tra un respiro
E un attimo di tempo non vissuto
Rimane la realtà fatta di fantasmi bianchi
Che vagano nella stanza e nella mente
Senza tenerezza senza calore
Adesso niente può farmi più male
Sei carta fragile da accartocciare.
Ed io non sentivo
Continuavo a volare
Tra una sferzata di vento e un tuono.
I tuoi silenzi si facevano largo
E come macchia d'olio ricoprivano tutto.
Viaggiavo sopra un sogno
Ma era pura finzione
Il mio istinto che ha voce
Diceva dimentica tutto anche
I suoi occhi senza sole.
E così ci siamo persi tra un respiro
E un attimo di tempo non vissuto
Rimane la realtà fatta di fantasmi bianchi
Che vagano nella stanza e nella mente
Senza tenerezza senza calore
Adesso niente può farmi più male
Sei carta fragile da accartocciare.
Mi specchio nei tuoi sguardi,
mentre l’alba li trattiene,
fingo di fuggire ...
ma ho le tasche piene dei tuoi sorrisi
che mi legano alle tue mani.
Cerco nei tuoi sogni i miei,
li vedo nelle nostre promesse
e per non dimenticarli
li trattengo nel mio cuore.
Vorrei conoscerti oltre le incertezze,
per non farci frenare dalle timide paure
e passeggiar sui ricordi
senza coprirci dei veli di tristezza.
In un bacio ti ho conosciuta,
eri la certezza che agognava la mia anima,
prima di te la mia vita era vuota.
mentre l’alba li trattiene,
fingo di fuggire ...
ma ho le tasche piene dei tuoi sorrisi
che mi legano alle tue mani.
Cerco nei tuoi sogni i miei,
li vedo nelle nostre promesse
e per non dimenticarli
li trattengo nel mio cuore.
Vorrei conoscerti oltre le incertezze,
per non farci frenare dalle timide paure
e passeggiar sui ricordi
senza coprirci dei veli di tristezza.
In un bacio ti ho conosciuta,
eri la certezza che agognava la mia anima,
prima di te la mia vita era vuota.
La mia unica certezza è
che tra il mio mondo e il tuo
ci sono delle scale.
Ora non sò chi tra noi
deve scendere o salire.
Prima c'è da stabilire
se mai vorremo
calpestare lo stesso sentiero.
I gradini sono lì, non si mostrano
a nessuno che non desideri davvero
scoprire il passaggio tra i due mondi.
Solo quando la voglia arde
allora appaiono d'incanto
indicando il senso di percorrenza.
Ma a quel tempo nessuno bada più
se deve andare in su oppure in giù.
che tra il mio mondo e il tuo
ci sono delle scale.
Ora non sò chi tra noi
deve scendere o salire.
Prima c'è da stabilire
se mai vorremo
calpestare lo stesso sentiero.
I gradini sono lì, non si mostrano
a nessuno che non desideri davvero
scoprire il passaggio tra i due mondi.
Solo quando la voglia arde
allora appaiono d'incanto
indicando il senso di percorrenza.
Ma a quel tempo nessuno bada più
se deve andare in su oppure in giù.
aggirando la luce e il buio
ombre fameliche congelano il negativo
fermo immagine trasparente
sfuocato, senza obbiettivo
nel grandangolo del nulla
negando alla ragione la pietà
un triangolo d’illusioni
trasvola deserti di fantasmi
gocce di luna
bagnano il tempo
macinando la speranza
una catena di montaggio
in onde corrose
dalla sete del potere
insegue occhi intrappolati
in un’ellisse impietosa
pennelli impazziti
sfumano i colori dell’arcobaleno
in un mare di bocche assetate
aggrappate all’onda della speranza
musica stonata
segna i margini della vita
la morte affamata
mastica scheletri spolpati
dov’è la ragione
dov’è la pietà
l’egoismo abbracciato alla fine
tombe indegne nascoste in letti di vergogna
ombre fameliche congelano il negativo
fermo immagine trasparente
sfuocato, senza obbiettivo
nel grandangolo del nulla
negando alla ragione la pietà
un triangolo d’illusioni
trasvola deserti di fantasmi
gocce di luna
bagnano il tempo
macinando la speranza
una catena di montaggio
in onde corrose
dalla sete del potere
insegue occhi intrappolati
in un’ellisse impietosa
pennelli impazziti
sfumano i colori dell’arcobaleno
in un mare di bocche assetate
aggrappate all’onda della speranza
musica stonata
segna i margini della vita
la morte affamata
mastica scheletri spolpati
dov’è la ragione
dov’è la pietà
l’egoismo abbracciato alla fine
tombe indegne nascoste in letti di vergogna
Amerò pure gli strati folli delle linee spezzate,
oblique, perpendicolari dei rami al tramonto
Di tutto ciò che i punti
e i frammenti potranno racchiudere.
Cercherò pure i punti ossidati dei confini
e le parti a metà che hanno perso lucentezza.
Le linee ondulate della luce
in un giorno qualsiasi di pioggia.
Desidererò pure i solchi confusi
del mare in tempesta;
i segmenti arricciati della sabbia;
gli irregolari spruzzi d'acqua.
E stimolerò tutte le particelle
di metallo, di cristallo e di ferro ossidato
a danzare con il vento.
Cercherò le forme allungate,
sferiche, tondeggiate dei fiori spezzati;
dai colori svuotati d’inverno
fino ad arrivare
a desiderare i profili ingialliti delle foglie
dei rami prosciugati.
Attirerò alle curve
delle mie mani i cocci,
la terraglia i cristalli,
le forme attorcigliate dei rovi;
gli infiniti corpuscoli dei chicchi di grano
fino agli sconfinati granelli
d'uva matura.
Amerò pure la tortuosità e la piega dei venti;
gli sdrucciolevoli sentieri inzuppati dalla pioggia;
il restringimento dei raggi di luce;
il desiderio del nero intenso
di smorzare il riflesso di ogni curva del tramonto.
Inseguirò pure le acque che scivolano
i venti che svuotano:
il sole che asseta;
l'istante che invecchia;
i tagliuzzati fiori della cattiva stagione.
Amerò pure i cristalli di sale
che rende lo spazio all'insù marea.
E farò prigioniere dei miei occhi
ogni immagine riflessa che scivola
dalla luce fino al far della sera.
Ogni superficie smagrita di profumi
o ingrassata di colori e aromi
di ogni pianta,
di ogni arbusto;
fino alla vegetazione arborea,
fino all’ estesa desertica;
fino ai fiumi di acqua dolce,
ai mari salati;
alle rocce affaticate dalla salsedine del mare;
ai piedi riposati sulla calda sabbia;
io amerò...
e amerò tutto
perché amerò te.
oblique, perpendicolari dei rami al tramonto
Di tutto ciò che i punti
e i frammenti potranno racchiudere.
Cercherò pure i punti ossidati dei confini
e le parti a metà che hanno perso lucentezza.
Le linee ondulate della luce
in un giorno qualsiasi di pioggia.
Desidererò pure i solchi confusi
del mare in tempesta;
i segmenti arricciati della sabbia;
gli irregolari spruzzi d'acqua.
E stimolerò tutte le particelle
di metallo, di cristallo e di ferro ossidato
a danzare con il vento.
Cercherò le forme allungate,
sferiche, tondeggiate dei fiori spezzati;
dai colori svuotati d’inverno
fino ad arrivare
a desiderare i profili ingialliti delle foglie
dei rami prosciugati.
Attirerò alle curve
delle mie mani i cocci,
la terraglia i cristalli,
le forme attorcigliate dei rovi;
gli infiniti corpuscoli dei chicchi di grano
fino agli sconfinati granelli
d'uva matura.
Amerò pure la tortuosità e la piega dei venti;
gli sdrucciolevoli sentieri inzuppati dalla pioggia;
il restringimento dei raggi di luce;
il desiderio del nero intenso
di smorzare il riflesso di ogni curva del tramonto.
Inseguirò pure le acque che scivolano
i venti che svuotano:
il sole che asseta;
l'istante che invecchia;
i tagliuzzati fiori della cattiva stagione.
Amerò pure i cristalli di sale
che rende lo spazio all'insù marea.
E farò prigioniere dei miei occhi
ogni immagine riflessa che scivola
dalla luce fino al far della sera.
Ogni superficie smagrita di profumi
o ingrassata di colori e aromi
di ogni pianta,
di ogni arbusto;
fino alla vegetazione arborea,
fino all’ estesa desertica;
fino ai fiumi di acqua dolce,
ai mari salati;
alle rocce affaticate dalla salsedine del mare;
ai piedi riposati sulla calda sabbia;
io amerò...
e amerò tutto
perché amerò te.
Nel perdono di una lama lucente,
forgiata da anni di attesa,
due entità, agli estremi della stessa
ed il compiersi di un unico destino.
Rincorrendo l'uccello azzurro
oltre i confini della brughiera,
senza mai riuscire nell'impresa.
Ricordiamo ancora i lividi,
ma ci siamo sempre dimenticati
di chi ce li ha inflitti.
Mentre al caldo del focolare
evochiamo i ricordi
nella speranza che la gioia perduta
ritorni.












