Le foglie a deviare la luce, il raggio
di sole che filtra appena ci riscalda.
Che menta, che taccia, che respiri
cambia poco, se ti chiudi tra gli spettri
del passato. Eppure ancora ti parlo
il linguaggio della verità, sarà pure
un errore, perché dovrei cambiare?
Cantare l’amore, ma senza finzioni
chiamami per nome, dimmi delle emozioni
degli ormoni in crescendo, dell’altare
delle mie preghiere al cielo, della scure
sui versi proibiti, del canto del gallo
dopo gli incubi notturni, degli altri
in congedo permanente, dei fori
sul muro di parole, del cioccolato sulla cialda
del gelato e dell’eco assordante del tuo coraggio.
Ti chiamo per nome come se tu fossi musica
come un testo che nella mente scorre sempreverde
come gli alberi che tu conosci
come le tempie dure e sorde.
Ti chiamo per nome
con quel liquefarsi in gola dei sentimenti
nonostante l'ululare del passato
e il furto del futuro.
E se mi rabbuio è solo perché
ho castelli interi di carta nella gola
e il mare tempestato di domande
ma se ti guardo negli occhi
mi rifletto nella mia paura
e perdo di me il senso.
3 commenti
Continuo a preparare insalate.
Non hanno fine i gradienti del verde
e la fame è un abuso di foglie in miniatura.
Oggi è l’ennesimo aroma di oleandro che mi prende.
Che io mi lasci prendere non è dovuto
e non è uno scherzo - sacrifico la libertà
di vomitare il verso delle cose.
Di quali altri bocconi posso nutrirmi?
se questo pasto - dedizione
è una specie di volo, sopra i sogni.
Il vento e
Sotto questo cielo
La vita è un soffio
Di caducità .
E tra le mura
Ansimanti a ricercar la pace
O su un palco a trovar la fama
Come burattini in manovre standard
Giochiamo con schermi visivi
In 3D
Che' la realtà non pare la nostra .
E tutto ci scorre a lato
E ,noncuranti, moriamo già .
Sotto questo cielo
La vita è un soffio
Di caducità .
E tra le mura
Ansimanti a ricercar la pace
O su un palco a trovar la fama
Come burattini in manovre standard
Giochiamo con schermi visivi
In 3D
Che' la realtà non pare la nostra .
E tutto ci scorre a lato
E ,noncuranti, moriamo già .
Fu una mutazione
- come tante nelle ere-
che fece di un uomo un poeta.
Strano tipo quell'essere
che invece di raccogliere
il grano per farne pane
disse alla compagna:
somiglia, la spiga nel colore,
ai tuoi occhi!
E guarda le altre che si piegano al vento;
non sarà, che una voce misteriosa
inudibile, gli sta parlando?
La donna che mieteva
si fermò, si sedette a lui vicino
e ascoltò il suono dell'aria.
Si. Pare proprio che stia parlando,
ora anch'io lo sento...
Cosa dice? Chiese il primo poeta.
Che se non uccidiamo la spiga
domani sarà un giorno di fame.
- come tante nelle ere-
che fece di un uomo un poeta.
Strano tipo quell'essere
che invece di raccogliere
il grano per farne pane
disse alla compagna:
somiglia, la spiga nel colore,
ai tuoi occhi!
E guarda le altre che si piegano al vento;
non sarà, che una voce misteriosa
inudibile, gli sta parlando?
La donna che mieteva
si fermò, si sedette a lui vicino
e ascoltò il suono dell'aria.
Si. Pare proprio che stia parlando,
ora anch'io lo sento...
Cosa dice? Chiese il primo poeta.
Che se non uccidiamo la spiga
domani sarà un giorno di fame.
Un’isola meravigliosa
Gioiosa di luce,riflessa sulle
Onde di un mare turchino,
Fantastico nei suoi colori.
Osserva l’Infinito e la terra
Sapida di sole,
Cuore della Grecia misteriosa.
Oltre i confini dello spazio
Lettere d’amore e di vita
Ondivaga nel suo divenire.
Gioiosa di luce,riflessa sulle
Onde di un mare turchino,
Fantastico nei suoi colori.
Osserva l’Infinito e la terra
Sapida di sole,
Cuore della Grecia misteriosa.
Oltre i confini dello spazio
Lettere d’amore e di vita
Ondivaga nel suo divenire.
Pensieri e desideri
pennellate dai sogni,
quei sogni che arrivano
quando le sfumature nel cielo
si colorano.
Luci strane si addentrano nei tuoi occhi,
il tramonto é vicino,
la luce del giorno si offusca.
Uno spicchio di luna attende le stelle brillare.
Attendo i sogni,
le fantasie,
quelle che vivevo
con te ogni notte..
La luna rende la pelle
ricca di lucente passione,
mentre tu avido
indugi sulla mia bocca
strappandomi di dosso
impeto e vivo desiderio.
Mi doni un sogno
che vivo,
che bramo,
che luccica sotto le stelle.

Luci strane si addentrano nei tuoi occhi,
il tramonto é vicino,
la luce del giorno si offusca.
Uno spicchio di luna attende le stelle brillare.
Attendo i sogni,
le fantasie,
quelle che vivevo
con te ogni notte..
La luna rende la pelle
ricca di lucente passione,
mentre tu avido
indugi sulla mia bocca
strappandomi di dosso
impeto e vivo desiderio.
Mi doni un sogno
che vivo,
che bramo,
che luccica sotto le stelle.

No, non ho più vagato e sospirato fra orizzonti celesti,
un gelataio di crema e fragola lo starà
facendo di sicuro altrove anche per me, con una goccia
di rosa indiano che cola lungo il braccio come un'alba.
E tormento solitudine felicità stanno inebetiti
a reggermi il sopracciglio - ho letto di
un bastone per una cura che non c'è,
col tappo di gomma per cercare di stare in piedi.
Giocherò con i fili
Intrecciando i capelli
E trattenendo i pensieri
In oasi di bellezza .
E come crisalide
Rinascerò splendente
Rincorrendo i fiori più rari
Che d'amore si son rivestiti.
E profumerò di mare
E di arance ,
E di fresco e di nuvole
E ballerò sulle onde del tempo
Dimentica del passato.
Intrecciando i capelli
E trattenendo i pensieri
In oasi di bellezza .
E come crisalide
Rinascerò splendente
Rincorrendo i fiori più rari
Che d'amore si son rivestiti.
E profumerò di mare
E di arance ,
E di fresco e di nuvole
E ballerò sulle onde del tempo
Dimentica del passato.
Ricordo tutto di te
anche le più piccole cose
e ti rivedo
e ti riconosco
è come tu fossi ancora qui
ora so quanto mi hai amato
forte della tua esperienza di figlio
tutto mi hai insegnato
anche a soffrire
oggi te ne sono grato
non te l’ho detto subito
peccato.
anche le più piccole cose
e ti rivedo
e ti riconosco
è come tu fossi ancora qui
ora so quanto mi hai amato
forte della tua esperienza di figlio
tutto mi hai insegnato
anche a soffrire
oggi te ne sono grato
non te l’ho detto subito
peccato.
La mia vita è come un film,
sa di rap, rock ed erotik.
Enigmi beutifulani,
L' America è fatta d' attori boni,
arrivano in Italia e diventano friulani.
Incontrano una poetessa erotica
con mille sfumature.
Passionale anche in accappatoio
e pantofole
mangiando cioccolata.
Simpatica come un comico.
Mi tolgo le ciabatte,
mi metto i tacchi,
per poi rimettermi le scarpe basse.
Trucco tentatore come un muffin,
una briciola de Tom e Gerry,
Un eau de parfum Stanlio e Olio,
ti preparo la colazione
del mulino bianco,
divento panettiera e pizzaiola,
inforno una pizza ristorante
e quando finisce quella,
te cucino la buitoni !
sa di rap, rock ed erotik.
Enigmi beutifulani,
L' America è fatta d' attori boni,
arrivano in Italia e diventano friulani.
Incontrano una poetessa erotica
con mille sfumature.
Passionale anche in accappatoio
e pantofole
mangiando cioccolata.
Simpatica come un comico.
Mi tolgo le ciabatte,
mi metto i tacchi,
per poi rimettermi le scarpe basse.
Trucco tentatore come un muffin,
una briciola de Tom e Gerry,
Un eau de parfum Stanlio e Olio,
ti preparo la colazione
del mulino bianco,
divento panettiera e pizzaiola,
inforno una pizza ristorante
e quando finisce quella,
te cucino la buitoni !
Quest’anima amata della mia amata donna
è l’allungamento dell’alba dopo la scompiglio del cielo.
E’ il tramonto dopo la confusione della parte superiore.
E’ quel cerchio infuocato che incalza il cielo e da colore
alle sue vesti.
E’ la lampada posta nello spazio più alto
che da affanno al denso buio
affinché non avvilisca la luce.
E’ avidità
ingordigia di tutte le forme,
di tutte le inclinazioni,
che eccita la pioggia quando scende
dai gradini del cielo.
E’ il conto alla rovescia
quando sta per giungere la primavera
con boato di colori e profumi...
di ogni grandezza e di ogni forma.
E’ il maggior slancio del girasole
che ogni giorno
senza affanno
insegue il sole.
Questa anima amata della mia amata donna
e lo sguardo che sconfina oltre il creato
e la mia orma accostata all’ orma di Dio
e il mio respiro che trova rifugio nel recito del tuo cuore
quando mi addormento accanto a te.
è l’allungamento dell’alba dopo la scompiglio del cielo.
E’ il tramonto dopo la confusione della parte superiore.
E’ quel cerchio infuocato che incalza il cielo e da colore
alle sue vesti.
E’ la lampada posta nello spazio più alto
che da affanno al denso buio
affinché non avvilisca la luce.
E’ avidità
ingordigia di tutte le forme,
di tutte le inclinazioni,
che eccita la pioggia quando scende
dai gradini del cielo.
E’ il conto alla rovescia
quando sta per giungere la primavera
con boato di colori e profumi...
di ogni grandezza e di ogni forma.
E’ il maggior slancio del girasole
che ogni giorno
senza affanno
insegue il sole.
Questa anima amata della mia amata donna
e lo sguardo che sconfina oltre il creato
e la mia orma accostata all’ orma di Dio
e il mio respiro che trova rifugio nel recito del tuo cuore
quando mi addormento accanto a te.
Delle mie certezze
Si è fatto buio
Spargono caffè nero
Confondendo lo sguardo.
Scaldano come languori
Ma insicure escono fuori.
Eppure nonostante la vita
Mi riempie gli occhi di colori
Spingendomi verso antichi luoghi
Il mio cuore rimane statico
E non sa più seguire il ritmo frenetico
Del ballo del vivere
Dove io protagonista assoluta mi muovo
Senza tirarmi indietro.
Tra ventagli d'amore e svenevoli pigli
Rimane la persuasione
Che il respiro non resterà inutile , si innalzera' sotto dolci auspici
E il sorriso dell'anima sarà come dono d'amore.
Si è fatto buio
Spargono caffè nero
Confondendo lo sguardo.
Scaldano come languori
Ma insicure escono fuori.
Eppure nonostante la vita
Mi riempie gli occhi di colori
Spingendomi verso antichi luoghi
Il mio cuore rimane statico
E non sa più seguire il ritmo frenetico
Del ballo del vivere
Dove io protagonista assoluta mi muovo
Senza tirarmi indietro.
Tra ventagli d'amore e svenevoli pigli
Rimane la persuasione
Che il respiro non resterà inutile , si innalzera' sotto dolci auspici
E il sorriso dell'anima sarà come dono d'amore.

A volte
quel lampo impazzito
che nasce dal cuore
disvela la carezza
di cento sirene
che ti hanno irretito
riportando alla luce
verità nascoste da ombre bizzarre
atte a creare amarezza
che chiude la porta del cielo
a questi occhi di sola incertezza
abbandonati alla fonda
di grevi paure…
Come nomadi o come monadi invisibili
non ci siamo cercati, solo trovati sullo sfondo
di una tela di Monet. I versi metafisici sono
stati galeotti, il nostro libro della dannazione
Paolo e Francesca stanno leggendo Platone
quando si baceranno entreranno nel cono
di luce della libertà. Lo vedi questo fondo
del pozzo? C’è l’azzurro dietro le nubi instabili.
Come Dante siamo costretti ad andare in esilio
Firenze è lontana, siamo il partito che ha perso
ma senza sconfitta non ci sarebbe stato
l’immenso fiato della Commedia e “l’amore
che muove il sole e le altre stelle”. Lo splendore
della bellezza è ciò che ci nutre, l’agitato
confine di un territorio brullo, sterile e arso
la deriva non c’è, c’è l’infinito in questo ammalio.
Il corso degli eventi è ignoto, ma l’improbabile
è già accaduto e le sorprese sono il sale della vita.
Le coincidenze hanno parlato, la colomba
ha i colori del cielo, ma il mare è in tempesta
tornerà il sereno e si potrà fare finalmente festa
in questo spazio chiuso. L’angelo ha una tromba
per annunciare la pace, se la terra è ferita
sarà necessario cambiare. Nulla può essere immobile.










