e il tuo corpo sia calda luce
i paradisi sono fatti anche di fuoco
"Io brucerò per te"
" Anche io sarò fiamma che ti lambisce"
"Eppure non ci feriremo"
"Ci sono febbri che portano a meravigliosi deliri"
I paradisi ardono quanto e più degli inferni
" La mia bocca sarà bacio di lava"
"Un incendio su di te le mie dita"
"La perfetta combustione dei sensi"
"Una miccia l'orlo della tua pelle"
Esplodiamo in un'orgia di sole!
Oh, mio mare!
Mi riconosci?
Le tue piccole onde
strapazzate di schiuma,
mi accarezzano,
mentre calpesto
le rughe della battigia.
Grande, vecchio mare!
Sono ancora qui,
ti vivo...
ti sono dentro.
Mi bagno,
delle tue lacrime.
Nutro la pelle
del tuo sale
e con te piango,
asciugandomi al sole.
Grande, saggio mare!
Ferma quella nave
che balla sul confine,
inverti l'onda
e falla tornare.
Sabbia fine e conchiglie
tra le dita...
muovo i passi verso casa
e il faro, mi fa l'occhiolino,
mentre mi allontano.
Ritornerò!
Tu sai che tornerò da te,
dal mio grande, vecchio
e saggio mare.
Annuisce, il marinaio,
ammainando...
le vele del giorno.
nascosta in scrigno
fugace e leggera
preziosa e sagace
si mostra piano alla luce
come arcobaleno si frange
e diventa di un bianco candore
nel corpo risiede il suo calore
s'innalza e s'imbeve di parole
per poi volare.
senza lamenti di lei nulla sfugge
ma neppure nulla resta
e così come foglia che cade
incorporea immagine riflette il profilo
e clandestine emozioni
risuonano come suoni
così lei profonda ci avvolge
come onda e nel mare della vita ci guida
con fulgore brillio.
nella vastità dei cuori accesi
dove imparasti a correre
fu dolce lingua
padre
Ora che sei qui, or ora dissennato e corno che uccide, spada che trafigge
or ora è qui e grida sangue al manto, vuole rosso giù dal collo
Tu non dargliela
Islero è santo su nel verde, tanti ne colora il cielo al vindice
Tu non porre fianco, mostra l’occhio, la forza scura, l’ assorbitore estremo
ci vuole genio per resistere o almeno acce(n)dere al calor bianco
principio vivo che dà cibo al cuore, lampada di Plank esplosa nell’arena
Nulla sia spreco, ascolta l’urlo d’Eva come si fa misero nel Masaccio e muto.
Ore passate all'aperto,
alla ricerca di un refrigerio introvabile.
Lo scorrere delle ore,
intaccano la lucidita'.
Vacanze sognate come un miraggio
ancora troppo lontane.
Nonostante tutto,sorrisi ostentati,
per accattivarsi clienti,
alla ricerca del rifornimento,
per macchine roventi all'esterno e fredde all'interno.
Giorni e giorni a ripetere gli stessi gesti,
oramai automatici,
oramai meccanici.
La consapevolezza di un destino segnato,
da un lavoro che nel corso degli anni
si e'succhiato la giovinezza.
l'indicibile essenza delle rughe
in trama estesa
assolta da una bellezza effimera.
L’albero sempre più blu
già mi trema, rizoma nelle vene
prosciugando l’ardesia.
Sabbia e diamante
rifletterò bagliori
in muta foce
una ballata in cenere
mi sveglierà, dopo che un sogno
trasalirà d’insonnia
profondamente mia.
Sarà normale
ché tanto anche silenti
sono gioie allo sguardo
Una la poserò sopra il mio libro chiuso
perchè non sia dimenticanza d'aprire
sbriciolandola nell'attender morsi
La seconda innanzi ai cuori amati
che solo al loro buio lei vedranno
senza capire morte
L'ultima
fra le cosce del seno
Tutto il mio pensare
è nel guardarti:
le braccia aperte come zolle
di terra assetata
che attende l’acqua
per donare linfa.
Il desiderio cuce gli occhi
nella gioia folle
d’immergersi
in un sogno di brama
tra fessure
che aprono spicchi succosi
scalpitanti d’euforia
in una rinascita ambita
che duri… duri in eterno!
Flessuosi aderiscono
il mio corpo e il tuo
fondendosi
in una seduzione ipnotica.
Rovescio il collo
ed il tuo respiro
così caldo e presente
leviga il corpo
in brividi di baci.
lenzuola sgualcite intrise di memoria,
pezzetti di vita incollati ai sogni volati via,
mani tremolanti che arrancano imperterrite nell’inseguir il destino.
La felicità è stata solo un gioco scaturito dalle promesse fatte al cuore,
il piacere d’un minuto libera un vagito cantato al cielo,
offende la mortalità, che ci crede immortali,
non sapendo quanto siamo deboli al fato,
allorché arrendevoli ci perdiam in un material pianto.
L'odor del tempo resta tra i ricordi,
sembra da stupidi trovarsi vecchio,
non esser riuscito a fermare lo scorrere degli anni,
vedendoli tutti appiccicati sulla pelle,
memori occhi confusi dallo scricchiolio delle ossa.
Un giorno in più sommi all’alba di ogni nuovo giorno,
tardivamente ti sembra d'esserti perso in un tramonto,
tra la nebbia e la penombra di un pallido sole.
Una ruga in più qua e là ti segna la pelle,
tanto da sembrare una mappa che racconta la tua storia,
tutto come fosse un mistero,
qualcuno ha letto tra le tue righe,
profondi solchi scavati come eterni sorrisi.
e la vita è ancora
in fase di ricognizione
disfunzioni amorose
provocano calli alle mani
e l'acqua straripa
dai bordi della campagna
le cicale schiattano
e tutto si ripercuote
in trentuno giorni
fortuna che poi
finiscono le ferie

Dormi, sonno,
«Conferendo all'ordinario un senso elevato, al consueto un aspetto misterioso, al conosciuto la dignità dell'ignoto, al finito un'apparenza infinita, io lo romantizzo».
(Novalis)
La sua
vecchia corteccia
è grigia, rugosa, spessa,
la sua postura è un miraggio
che è degno di venerazione,
e la somma illusoria
delle sue parti
è magia.
Quando
cesserà
anche per lui
il gaudio passaggio
del soffio corto della vita,
le percezioni alterate
dalla canicola
estiva
invaderanno
la sua lunga ombra:
saranno mondi nuovi
e particelle di irrealtà
nel ciclo delle morti
e delle rinascite.
Non vale
la pena
restare
qui,
a fare
esperienza
dei soliti margini.
Meglio andare, forse;
immergersi nel linguaggio
dell'infinitamente piccolo
per ritagliarsi viste
infinitamente
grandi.
Vado.
Ma
tu
che resti,
per l'amor
del cielo,
tu non
ti
scordar
di scegliere
di guardare altrove:
dove non esiste soltanto
ciò che si vede con gli occhi.
«Ed ecco per l'appunto come si scrive la storia».
(Voltaire)
Un passo oltre il confine, vedi le stesse montagne
l’erba uguale, come i sassi, ma sai che niente
sarà più come prima. Ti sta aspettando
ora è più vicina, qualche ora ancora
e potrai incontrarla nella sua casa in collina.
Non conosci il suo nome, cerchi una collana
con una croce rossa, un volto d’aurora
un sorriso dolce, una rima in crescendo
il tuo cuore dice che lei non mente
ti ha visto nei suoi sogni nella notte delle cicogne.












