Gli altri sembravano così vivaci
Così pieni di vita
Da instaurare una certa sicurezza 
In lui c'era un senso di stanchezza 
Il peso di una gravità eccessiva 
Perplesso 
Scese la rampa 
Scalino dopo scalino 
Stringendosi al corrimano 
Non sono come gli altri 
C'è qualcosa di sbagliato in me
Un amaro senso di dolore lo invase
Trasmettedogli la sensazione
Di non valere nulla
Si girò e guardò la nave
Forse dovrei tornare a bordo
Le lacrime gli riempirono gli occhi
Negli abissi dei sentimenti
Il suo cuore gemette
Una donna spuntò dal portello
I suoi lunghi capelli neri
Fluttuavano dolcemente nel cielo
Contemplò i suoi occhi
Il dolore crebbe
Non avrebbe dovuto lasciarla
Lei allungò una mano
Lui cercò di afferrarla
E pensò di non farcela
Uno scalino andò in frantumi
E poi un altro
E un altro ancora
L'uomo scivolò
La donna svanì 
L'indomani
La nave riprogrammò l'ospite
Con la variabile della felicità.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Quartina di ottonari a rime alternate,  accentati in 3ª e 7ª sillaba.


 

Ho già dato a questo mondo;
poco e male, ma ho già dato.
Oramai non lo nascondo:
me ne sono assai stancato.


19/05/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Papaveri nelle mani infantili
Il sole tinge i capelli d'oro
La felicità è sorriso
Le foto d'anima racconteranno
Momenti indimenticabili.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 449 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il principio e la fine
Nel giorno e nella notte
Un cuore si perde
Nelle sue stesse parole
Una voce lontana cerca
Di trattenere una fiamma
Credere e credere ancora
Negli spruzzi di una fontana
Quando il buio sembra ormai
Aver preso il sopravvento
Sul manto d’ogni strada
Ho paura nel mio coraggio
Di porre domande a uno straccio
Contemplo il silenzio
Tra le rose dell’inverno
Ma è nel cuore dell’estate
Che ritrovo l’indipendenza
La felicità remota
Nelle ali della vita
Ignorando d’aver perso
Il mio fulgido mantello.
 
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Bei tempi quando andavo in motoretta,
e ancor non era obbligatorio il casco,
chi andava in Vespa, chi avea la Lambretta.
Qualcun con roba da mangiar o un fiasco

dentro allo zaino oppur nel baületto,
mentr’io a tracolla avevo la chitarra.
Giungemmo al mare, solo il ciel per tetto,
tenda in campeggio od altra idea bizzarra

come dormire in spiaggia al chiar di luna
dopo esaurito un tremulo falò
col legname raccolto di fortuna
in pineta quando il sol tramontò. (*)

Non eran tempi da portar ragazze
ma là ne trovavam dove andavamo,
dai genitor vegliate notti pazze,
bastava un nulla e ci innamoravamo.

Poi gli addii, romantici e dolenti,
inconsci degli oblii dell’indomani,
fragili fantasie d’adolescenti,
fugaci come in ciel sono i gabbiani.

Mi restan poche assai foto d’allora,
una scattata all’atto di partire,
giovin valchiria che rimpiango ancora
che da imbranato mi lasciai sfuggire

la sera in cui, cantata Marinella,
ci allontanammo insiem dalla brigata
e anziché andar in facil camporella
man nella man fu solo passeggiata.

(*): giunse una volta un con la divisa
che per poco non comminò una multa
perché quel fuoco acceso in tale guisa
esser potea segnalazione occulta.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

Questo autore ha pubblicato 135 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Piero era seduto

sui gradini di una piazza

pensava alla sua donna

che ormai non c'era più

e intanto che pensava

passò di li un corteo

con gente che gridava

sventolando le bandiere

vogliamo più diritti

e pagare meno tasse

e intanto le parole

svanivano nel vento.

Piero era un uomo

venuto da un posto lontano

e da parecchi anni

non aveva più un lavoro

passava tutto il giorno

a suonare la chitarra

nella piazza del paese

cantava vecchie canzoni

e la gente lo ascoltava

viveva di elemosine

ma aveva tante emozioni

e in tasca i ricordi

di un tempo ormai passato.

Piero era seduto

sui gradini di una piazza

un giorno passò un corteo

che lo portò lontano

lo trascinò nel vento

insieme alle parole...

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

Questo autore ha pubblicato 725 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il tempo scorre, ore e minuti
come foglie stanche
si staccano dall'albero della vita,
volano via e non tornano più.

Il mio corpo è come un ramo cavo,
dal cui tronco è stata strappata
un po' di corteccia e un pezzo di cuore.
Il tempo è un fiume che scorre:

porta via con sé i momenti preziosi...
ed io resto qui, con il cuore pesante,
a sperare che il tempo sani le mie ferite.
Non voglio guarire, ma mitigare.

Sarò gentile con me stessa:
lenirò e curerò le mie cicatrici
con piccoli fiocchi di bambagia
impregnati con le mie lacrime.

Ricordi, sogni ad occhi aperti:
noi sulla spiaggia, mano nella mano:
pagine di vita vissuta, giá lette.
Storie di bei tempi già scritti.

Ricordi: sulla bruna sabbia,
quattro piedi e due ombre.
In quel mentre sul dorso
della mia mano, sbocciano

due luccicanti lacrime...
sull'umida rena due passi,
solo due pallidi piedi stanchi
e un'ombra sola: la mia.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

Questo autore ha pubblicato 308 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Spunta impavido tra pietre 
e ciuffi d'erba un fiore di lillà,
nel giardino abbandonato.
Spiraglio di un passato
rimasto dentro te.

Fiore di lillà che aiuta 
a credere ancora alla vita,
nonostante delusioni,
cambiamenti...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

Questo autore ha pubblicato 312 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Terzine di ottonari a rime incatenate, accenti tonici in 1ª, 4ª e 7ª sillaba in narrazione ermetica olografica evanescente metaforica e metadentrica.


 

Quando cominci a capire
tutto il valore del tempo,
quello sta già per finire

quindi se c'è un contrattempo
ch'altro te ne fa sprecare
come improvviso maltempo

mentre non puoi rifugiare
nella caverna la testa,
ti viene da computare

quanto ormai poco ne resta
e quanto poco cervello
fu sveglio nella foresta

spingere senza un ombrello.
D'albero chiome son solo
tal provvisorio mantello

cui farà seguito scolo.
Forse era meglio aspettare
l'ultimo sole sul molo

muto guardar tramontare.


19/05/2025


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 834 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il respiro alterno, l'aria che muove
il batter di cuore
Vedo e sento, senza meritare
Questo adesso che fa arrabbiare
Profonda meraviglia
In fondo al vuoto di bottiglia
Che leggeri sa trasformare
Deglutire a fatica le troppe intemperie
Di una vita divenuta tormentata
Profonda meraviglia
Del tempo che dà rosa e' divenuto ortica
Di tutto quanto pareva leggero, divenuto fatica
Profonda meraviglia
Quando lo specchio ti fa vecchio
Ancora tu
con il  solito secchio
di parole, luoghi comuni e pensieri
Triti e giocolieri
Profonda meraviglia
Al lento muovere degli anni
Non pericolosi ma divenuti inganni
Per quanto dato e ricevuto
Per quanto usato e sprecato
Per quanto felice
ora cancellato
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Neta gnau è solo un giubilo
"pulire la nebbia"
un dialettale invito, rivolto a tutti
non va preso alla lettera con l’anima
in sciopero perenne. Cambia
il color del panno, nero non s'addice
a nessuna stella ...



Rientra in te coi tuoi fratelli
ha necessità tutta l'estate
di una provenienza lecita
di una sana primavera
per costruire alternative valide
a morte e distruzione. Esci


coi tuoi gemelli dalla scatola d'odio
conserva di rivalse
e costrizioni artificiose
prodighe di genocidi
per giustificare i sensi
ristretti dai mercati
contratti su presunte
presenze onnipotenti.



Torna tra i confini
di una umanità svenduta, al cambio
di un brillio funesto
e fruttificherà l’autunno
sacrificandosi con gioia
per il regno d'inverno.



Ché lo sai, quel "sì è vero"
esiste solo in Lui
e nessuno lo stravolge
nessuno è pronto
per le sue veci ... Lui
non regala pene




è pane d’amore.

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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Due sconosciuti
Nel cielo di una soffitta 
La piccola storia della vita
Colpevoli di essere normali 
Sotto il sole che picchia
Sulle loro spalle
Nude e indifese
Mentre cercano di inscenare 
La parvenza 
Della libertà eterea.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 667 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Coriandolo del creato,

Indovinello d’azzurro,

Elemosina di una rosa,

Licenza di giorni capovolti,

Ortografia dei pensieri miei.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1074 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Strofe di settenari ed endecasillabi canonici a maiore con schema rime replicate abCabC.


 

Or ora la bilancia
ha acceso il suo display
mostrando quelle cifre sconfortata;
le ho scorte oltre la pancia
bagnando gli occhi miei
mentre affondava in me la coltellata.

L’angoscia mi pervade
e col passo pesante
m’avvio fuori di casa in nuova fuga,
così la mente evade
grazie anche al confortante
cornetto e cappuccin di tartaruga¹!

Tazzone ben schiumoso,
cornetto traboccante
che la barista sa ben come fare:
ripeterlo non oso
ma lei seduta stante
di nutella e pistacchio ‘l fa scoppiare!

Domenica del resto
va pure festeggiata
e da ateo certo in chiesa non mi serro,
al bar io corro lesto
per cominciar giornata
e la mia colazione in gioia afferro.

Sulla via del ritorno
purtroppo già lo so
rimbomberanno in testa quelle voci
e poi per tutto il giorno
mesto la guarderò
quella bilancia: ognuno ha le sue croci.


¹: una tartaruga è il simbolo di quel bar dove sto andando ad affogare la delusione instillatami dalla impietosa bilancia. Prima o poi dovrò cambiare bilancia!


18/05/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Leggero è il tonfo d'acqua,
mentre annega il mio sguardo
dal riverbero rattoppato dai miei anni
nella clessidra senza dolci radici.

Il mio canto senza alito ti ghermisce,
ti accarezza i ricordi senza abbaini,
e la linfa della tua chitarra compone
iridi d'inchiostro piangenti nel rimorso.

Spoglio chiudi gli occhi insieme a me, abbandonati al trasporto del cuore,
a ritroso i tuoi occhi incontreranno
le mie orme nelle tue parole d'amore.

Una lauda ingenua incatenata, danza,
sobbalza ancora nel buio il dubbio,
ne assimila la sua luce senza fame
e ne disperde le sue ceneri al vento.

È già sera sulle chiome delle colline,
ma ancora briciole d'alba senza di te
accozzo nei miei spazi di carta vuota,
pronti a bruciare d'amore, se lo vorrai.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 449 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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