Vedo il buio
scrivo spunti
vedo la luce
leggo il taccuino

così facendo riesco a vivere la mia vita, felice.

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Profilo Autore: Rico  

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Cerca

le parole che molti facilmente dicono,

cerca i "ti amo",

i baci e le carezze.

Normale è da te così

lontano.

Ciò ch'è normale

non ti è mai piaciuto,

eppure a volte

normale ti è mancato.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Comme corre e ffuje 'a vita,
spisso 'int'ô mmeglio te lassa:
pure si vede ca t' 'a spasse,
te strattona e tt'arrepassa.
T'abbandona bello e bbuono,
senza te cercà 'o permesso,
se nne va a ll'intrasatto,

lassannete comm'a nu fesso.
'A morte cazzimmosa aspetta...
nun se trova maje llà pe ccaso:
bburiosa e ppretenziosa,
te leva 'a vita 'a sott'a 'o naso.
Pure si vaje cuonce cuonce,
fai casino o poco rummore,

ntanto ca t'addecrie 'int'â vita,
gustanno ll'addore, 'o sapore;
essa sta ggià llà acquattata...
t'afferra, te piglià e ddice:
"'Sta vota attocca a tte..."
e ttu comme 'a cuntraddice!
Nun lle daje cunfidenzia...

ma quann'essa s'è ncurnata,
pure si faje resistenza;
int'a nniente t'ha afferrato.
Può ffa' pure carte faveze,
'o bbuffone, 'o smargiasso,
ma cu essa non può dicere:
"va bbuono... 'sta vota passo."

Può avè tutte 'e rragione,
cu essa haje sempe tuorto,
quanno vene e sse ncorna,
'int'a nniente tu...si' mmuorto.
Pecché essa è na nfamona,
nsulente e ccazzimmosa:
nun lle fa' specie niente;

manco 'o cchiù 'e ogni ccosa.
Può ttenè pure 'e bbrillante,
chello ca costa cchiù caro:
anfore, casce 'e rubbine,
diamante e pperle rare.
Nun lle mporta comm'è 'a pelle,
quanno tu si' bbrutto o bbello,

si hê cammenato pare pare
o si hê fatto o paro e 'o sparo.
Può ttenè assaje sorde:
sott'a 'o lietto, 'int'ê bbuatte,
tutto ll'oro d' 'o munno:
cu essa no, nun scinne a ppatto.
Quanno passe chella porta,

si' ggeneruso o si' avaro
si' straricco o puveriello...
...nun te servono 'e denare.
Chello ca nvita hê guadagnato,
mbruglianno o cu onestà;
quanno trase a ll'atu munno,
nun te serve...ll'hê 'a lassà.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Sono lì
ferma nel cuore della piazza
dove il tempo si perde
tra pietre antiche e silenzi
dove escono versi di poesia
come soffio leggero
che attraversa l’aria
Il castello veglia
maestoso, senza dire una parola
custode di storie sospese
che non chiedono nome
solo sguardi che sappiano vedere
Incontrerò il tuo sguardo
tra la folla e il vento leggero
come un segreto sussurrato
come un attimo che resta
La bellezza è un soffio eterno
che danza lieve tra le ombre
e il chiarore del sole
un incanto senza fine
che nessuna parola potrà mai catturare
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Abito il mio cuore e i miei pensieri


e dove abito, a volte,


soffia forte un vento di burrasca.


La mia casa ha stanze ingombre e finestre spalancate al mondo,


e il mondo vi si infiltra, piccolo, per non disturbare.


Abito dove, a volte, il sole illumina fitti boschi da attraversare,


e il cielo fatica a penetrare.


Abito il mio corpo, a volte inaccessibile, amo le alte mura con fatica edificate, amo il mio corpo non più inerme né mortificato.


Abito ciò che nel tempo è diventato.


Tenebra e splendore


In questa casa


Abito questo corpo di cui non ho più timore.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Aura di verde respiro
neuroni di ife sottili
connetton radici a giro
stretto, seguendo profili

e chimici e solidali.
Percorron strade perfette
senza blocchi doganali
seguendo linee rette,

a portar linfe mai stanche
di dentro ai corpi legnosi
d'esili Betulle bianche
o folti Abeti ferrosi.

Universale alitare
che par di vento carezza
che sulle foglie agitare
risalta grande Saggezza

d'un sano  Bosco che Vive!

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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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In fondo alla via
C'è una donna che stravolge 
I miei pensieri 
Ballando al ritmo di una musica
Che non ho mai sentito prima
Mentre qui 
Tutti parlano di come va il mondo
Qualcuno affonda nella sua rovina 
Lei è così bella che vorrei amarla
Lei è così bella che vorrei dimenticarla
Il tempo si perde in frivolezze
Le parole aleggiano come fumo nel cielo
Ognuna in cerca di un suo dio
Dicono che la certezza è solo un gioco
La donna si avvicina 
Avvolgendosi su sé stessa
Come luce incandescente
Lei è così bella che vorrei amarla
Lei è così bella che vorrei dimenticarla
Ormai sono tutti stanchi
Conto i riflessi nei loro sguardi 
La verità bussa alla mia porta
Le chiedo di guardarmi
Le chiedo di starmi vicino
In fondo alla via
La mia ragione con la sua follia.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Stella stella della sera

sei più bella in primavera,

sei d’argento, di cristallo,

sei di miele o di corallo?

Brilli brilli e non ti spegni,

fra i pianeti sempre regni,

giochi giochi coi gabbiani,

con farfalle ed aeroplani.

Stella stella della sera,

ogni sogno poi si avvera,

vegli il sonno di un bambino

fino a che sarà mattino.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1074 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Una rosa dal colore bollente 
sprigiona passione dai petali grinzosi.
L'aria ancor fredda che viene dal suo amato 
fa rivegliare il ricordo di un finto addio falso e silenzioso che accoglie l'ira come amante.

Rosa dal colore bollente su un vortice di un ironia, desideri la mente di li portar via, 
ma guerra dice lei che serve, ma non e' la sua prola che conta, il cuore e' colpevole di queste dannate, maledette scelte.

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Profilo Autore: Maddalena  

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Certo fu tragico leggere la mia assenza nei tuoi occhi Fu come un pugno nello stomaco uno schiaffo sul viso.
All’improvviso le tue mani così sicure nei gesti dell’amore adesso si muovevano incerte in traiettorie indefinite quasi a dire che non erano loro le colpevoli.

Trattenevo il fiato forte per non sentire l’odore di quest’ultimo abbandono.

Cercavo di trovare un appiglio dove poggiare la mia tristezza per farla riposare.
cercavo un giaciglio dove nascondere la paura di  non  averti più accanto.

Guardavo i nostri sogni  che cadevano in uno stagno di indifferenza affogando come sassi  che silenziosamente si inabissavano nel  fondo lasciando piccoli cerchi in superficie.

Luigi 

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Profilo Autore: Luigi Indraccolo  

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Sonetto classico, endecasillabi canonici a maiore, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.


 

Masochismo alimenta i giorni miei
col riflettere sulla situazione
senza riuscire a mettere in pensione
i profondi pensieri acherontei

della vita isolata in ipogei
dove carta di credito e blasone
non son chiavi d’accesso e accettazione,
ma non c’è nulla di quel che vorrei.

Quindi ai giorni va tolta la benzina
nascondendosi in una buia eclissi
spegnendo interminabile manfrina

di vita che non vivo e neppur vissi;
o se lo feci sui ricordi è brina
che bagna la memoria e i chiodi fissi.


23/05/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Vorrei fare l'amore con te
Accarezzarti i capelli
Estasiato dal profumo della tua vita
Mettendo da parte per una volta
La mia coltre di parole
E i mali che affliggono il mondo
Poi mi rendo conto
Che non potrai mai udirmi
Sei troppo distante
Dallo squarcio che infrange la luce.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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In questo momento ti senti persa, come in una piazza bianca senza vie da seguire è normale
Non è debolezza non sapere subito dove andare ma è coraggio fermarsi e riconoscere ciò che provi.
Quel sogno parla di abbandono e mancanza di guida, ma anche di una pagina bianca.
Una pagina che aspetta solo te con le tue scelte i tuoi sogni  la tua forza.
Non devi trovare subito la strada né sentirti obbligata a tornare a un luogo o a una situazione che non ti fa stare bene.
Puoi prenderti il tempo per esplorare per capire chi sei ora per costruire la tua strada passo dopo passo.
Non sei sola. Anche nel silenzio e nella confusione c’è una luce che brilla dentro di te.
Ascoltala, fidati di lei.
Con affetto,
La te che ha sempre il coraggio di ricominciare.
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Quartine di endecasillabi canonici a maiore in rime alternate.


 

Forse osservando nello specchio adesso
vedrei semplicemente un me più vecchio,
ma non regge lo sguardo il suo riflesso…
ad ogni modo scusa m’apparecchio:

l’argento dietro il vetro è rovinato,
patina bianca copre tutto quanto,
l’ossido punti neri ha sparpagliato
ed il riflesso è sporco tutto quanto!

Però… però… di anni ne ha di meno
di quelli che mi porto addosso io
Ho gli occhi spenti, il viso quasi osceno,
barba e capelli bianchi in un oblio

in cui sfocata immagine rimane
del giovinotto un tempo che fui stato
con un percorso che fu pien di frane
e spiega cosa sono diventato.

N’avessi fatta almeno una giusta
con qualche frutto messo dentro il secchio
non lo direi «Maria chiudi la busta¹,
non c’è perdono per quel brutto vecchio!»


¹: frase tipica pronunciata in una trasmissione del secolo scorso condotta da Maria De Filippi quando il concorrente rifiutava la proposta di pace a effetto show televisivo proposta per “videolettera” da qualche suo concorrente; certo in questo secolo immagino buffonate del genere non ne esistano più, saran state sostituite da qualcosa di peggio :D :D


 

ioffa, 20/05/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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In quel vuoto 
che sa di infinito 
le parole cadono 
e diventano polvere 

ma nel bagliore 
e silenzio della luna 
qualcosa rimane 
e scorre senza rumore
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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