Nei tuoi occhi
Giace la mia ombra
Parole scritte
Oscillano nel vento
Lambendo
L'anima dell'universo 
Senza tregua
Né tempo
Nello spazio aperto
Vola il cuore
Di un amore incerto.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ho visto la tua anima agitarsi nell’aria tersa

di una valle dove le montagne hanno denti di roccia sporgenti

tanto aguzzi da dilaniare il cielo

 

tu angelo irrisolto dovresti danzare sui petali di rose

del giardino incantato steso davanti a te

tu che hai sempre voluto strappare la grazia al cielo   

 

ora ti sei persa in lugubri passi rocciosi

attraversati da streghe, rigurgiti di coscienze maligne

ti hanno imprigionato sotto un nero cielo

 

invisibili catene dovrò spezzare

per liberare la tua luce

siamo soli, io e te, mentre crolla il cielo.

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Tra veli d'ombra il sol si cela
nel mar d'azzurro del cielo. 
Il vento freme di speranza 
su candide nubi appese 
che, a passi di danza, 
sussurrano i limiti ai miei occhi
luci dorate fra nebbie erranti. 
Sospira l’alba in me tra veli grigi, 
come un destriero
fra monti capovolti. 
Squarcia le tenebre, rompe i litigi, 
riscrive gli schemi dell'essere. 
Così la speranza, tra dubbi, sorge 
senza inchino al tramonto 
dei miei sogni ribelli 
sulle vette più belle del mio mondo.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Da un testo di matura giovinezza (metà anni ’70), quando già erano finite le illusioni. Più volte rielaborato in anni recenti, ora riscritto in quartine di endecasillabi a rime incrociate.

Come foglie d’autunno nel mio bosco
sono i fervidi giorni di quegli anni
tra illusioni, tra giovanili affanni
ove ancor mi rivedo e riconosco

in quei valor volati via col vento
ch’hanno esaurito la lor sorte amara
nel mito iconico di “Che Guevara (1)
che simbol fu di tanto movimento.

Nel sessantotto il mito culminò
bandiera d’impossibili ideali
disciolti di coscienze nei fondali.
Qualche folle a combatter seguitò,

ma ai più di noi giovani impegnati
quel sogno diventò imborghesimento,
al pensier dominante adattamento
ché male non si vive omologati.

Eppur quel patrimonio ancor è in noi,
quegli anni formidabili sessanta,
sogni su cui la rëaltà s’è infranta,
quando parea di vivere da eroi.

Così, come un amore un dì perduto
triste sovviene udendo le canzoni
che ne contrassegnaron sensazioni
e che ne accompagnarono il vissuto,

se ascolto Bob cantar al cuor va un morso:
“Non c’è risposta, amico mio, chissà,
forse nel vento caduta sarà”. (2)
Avevo anch’io quel vento già rincorso

che profondo cercare sa i poeti,
menestrelli e cantori d’ideali
d’un mondo senza guerre ed arsenali,
che il tempo rivelò vani profeti.

(1) Ernesto Guevara della Serna, detto “Che” (1928-67)
(2) adattamento di “The answer, my friend, is blowin’ in the wind” (Da “Blowin’ in the wind”, Bob Dylan, 1962)
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Sonetto caudato di fantasia, ogni riferimento a nomi o persone è puramente casuale.

Un dì quando non v'era artificiale
si presentò Fiascante col sonetto
il Dantaligo lo buttò in canale,
il vecchio Tosco in crisi di rigetto.

Fiascante era negato e assai banale,
Il testo fu bocciato dal düetto,
le strofe un po’ a casaccio sul portale
non fecero a nessuno un bell’effetto.

Poi venne pure Giorgio e nel paesello
portò il suo manoscritto fauna e flora;
Fiascante inviperito e cattivello

si vendicò bloccando ad ogni ora.
Ma i tempi or son cambiati ed il paesello
nutre d’artificial da poppa a prora.

Fiascante adesso raglia “IA-IA”
e per magia il sonetto...eccolo qua.

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Profilo Autore: Aug94  

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Dalla neve sboccia un fiore,

ha il colore del mio cuore

ed anche i prati son più verdi,

corri fuori! Non ci credi?!

Anche i rami han foglie nuove,

raramente adesso piove,

il sole sembra un bel diamante,

scalda e nutre tutte le piante!

Le rondini volano nel cielo blu,

è primavera! Lo vedi anche tu?!

Una farfalla si posa sul mio nasino,

l’ha scambiato per un paesino!

Il vento soffia, leggero, leggero,

un usignolo si posa sul pero,

canta per tutti, felice e contento

per allietare il passare del tempo.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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C'è sempre un lavoro incessante,
Artigiani muratori e qualche passante,
Tra tumulazioni ed estumulazioni,
Che si avvicendano nelle stagioni.

Lì proprio dove c'era quella salma cara,
Oggi il posto è vuoto senza bara,
Spazio dovrà lasciare a nuova dipartita,
Di chi è passato a miglior vita.

Loculi vuoti attirano l'attenzione,
Quasi fossero loro l'attrazione,
Vuoti appaiono più stretti e angusti,
Meglio la cremazione, ma son gusti.

Ecco una lapide che non c'era,
Fiori freschi e gente dalla funesta cera,
Aggiustano ogni petalo come bomboniera,
Anche se un colpo di vento li farà cadere fino a sera.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Il desiderio di non voler tornare indietro
Le stagioni di un cuore che non vuol saperne
Dei labirinti dell’amore
Le sue dita stringono il mio braccio
Però non fanno male
Seguono soltanto i passi di una ragione
Ci guardiamo in faccia
Pensiamo a tante altre persone
Fuori la pioggia ha portato con sé
Un sussurro di dolore
Il suo volto si contrae
Aleggia il dubbio di non appartenere a nessuno
Sono privo di domande
Questa notte lei dormirà su Marte
Mentre io rimarrò su quest’isola a naufragare
Tra strade inosservate
Chi placherà la mia voglia di sognare
Le nuvole del tempo hanno smesso di suonare
Accordi di un sassofono
Riecheggiano da lontano.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Quartine di quinari a rime alterne.


 

Solito parco,
solita attesa
mentre m'imbarco
senza pretesa

nella scrittura
di cavolate
nella caldura
quasi d'estate

ch'oggi improvvisa
è qui scoppiata
troppo decisa
anzi spietata.

Nel mio maglione
sto già sudando
e, dannazione,
sta arroventando

la tastierina
del mio portatile
sulla panchina
per niente umbratile.

Giocan bambini
ch'oggi è vacanza…
sono vicini…
tu sei a distanza.

Resto seduto,
noia m'assale…
non ricevuto
nessun segnale:

manca risposta
al mio messaggio,
chiara batosta
se fossi saggio.

Ma attendo ancora
pien d'illusione,
ora per ora…
ché son coglione!


18/04/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Le paludi della rivolta (Volantini e Fame)

Catrame nelle vene, il sapore rancido
di sogni gridati al vento, vanamente.
Paludi fetide di rivolta, pantano immobile
dove affonda ogni anelito.

Mani nodose, radici contorte di un albero secco,
stringono il nulla. Ottanta canotti,
gusci di noce, ridicoli giocattoli,
contro il mostro d’acciaio, l’abisso grigio,
la portaerei atomica.
Pazzia sublime, allora ci sembrava. D’Annunzio,
l’eco squillante nel petto, la Fiume dentro l’anima!
E l’onda, sghignazzante, ci spazzò via,
come pulviscolo inservibile.

Monte Bianco, miraggio di purezza e slancio,
sognavamo D’Annunzio, l’ardimento, il volo!
E ci ritrovammo, stolti pennuti senza ali,
sopra le vette assolute, a lasciar cadere…
volantini del discount! Sbaglio di rotta, risata atroce
del destino beffardo. Offerte speciali, carote a poco,
prezzi stracciati sulla vetta immacolata.
Non proclami, non fuoco, solo carta straccia
in faccia al ghiaccio eterno.
Noi, macerie d’eroi da operetta, scarti
nella pattumiera della Storia.

Quante volte l’urlo muto in gola,
il pugno floscio di rabbia annacquata?
Quanti altari fragili, presto polvere e sputo?
La storia, non ruota, sbrana, mastica,
e risputa sempre la stessa polpa insapore.
E noi, non pedine, ombre sbiadite,
sul suo selciato freddo e cinico.

Ora, dalle fessure della miseria,
un profumo beffardo s’innalza, straziante.
Zucchine fritte. Eccoli, loro, i viventi,
gli ignavi felici, banchetto tiepido e grasso.
Forse… un’eco lontana di pietà umana?
Forse, bussando rasente il muro, umiliati,
alla porta verniciata a stento,
un sussurro flebile, una briciola di cibo?

No. La porta resta chiusa. Silenzio sordo.
Il profumo svanisce, amaro ricordo di festa altrui.
E le paludi si richiudono, pesanti,
sulla fame e sul fallimento.
Solo il fango, denso e vischioso,
eterno. E zucchine, per noi, mai.

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Profilo Autore: sarrasani  

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Di maggio
nei prati tutto posa 
e quel tutto 
il senno meraviglia
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Due terreferme non possono convergere;
si fissano da lontano,
un breve cenno di saluto.
Uno sguardo freddo e distaccato.
Coste frastagliate
negano
alle navi di approdare.
Impetuose procelle
impediscono la marcia della bonaccia.
Cortine di nebbia
rendono invisibili le isole.
Emozioni abortite
da coscienze accidiose
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 240 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Stanotte ho chiuso gli occhi
e il dolore, stanco,
si è seduto accanto a me:

non è svanito,
ma ha imparato a respirare più piano.
Mi aspetta un sentiero nuovo,

saranno passi nuovi a guidarmi.
Ho paura,
ma porto con me ogni battito del cuore,

ogni lacrima già versata.
Il dolore ancora pesa...
ma il tempo, paziente, lo smusserà.

Con mani tremanti,
ma con l’anima vigile,
ricostruirò il mio spazio nel mondo.

Non mi spezzo,
mi trasformo.
Devo imparare un nuovo respiro,

un passo diverso sulla terra ferita.
Non sarà facile,
ma dentro di me c’è una fiamma che non

si spegne.
Mi arrendo alla vita,
non al dolore.

Costruirò il mio domani,
anche con mani tremanti;
perché in fondo,
io sono già la mia speranza.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

Questo autore ha pubblicato 309 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Checché ne dica Chicco

... che cacchio centra un cric

caduto da un cocchio

con un grande schiocco

su una noce di cocco di

un crucco di Cracovia

dedito al crack insieme

ad una cricca di 

crumiri di Crema

durante una serie

di crapule incredibili

a base di crauti in crosta

secondo una ricetta

di Carlo Cracco?

Oh, cribbio!

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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

Questo autore ha pubblicato 239 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il nostro è un piccolo mondo
Dove la luce si sfuma
Tra i colori del buio
E la solitudine invade
Lo spazio dell’amore
Sgretolando
Le pareti di una stanza
I desideri permangono
Nell’eterea felicità
Di chi riesce a sopravvivere
Alle illusioni del tempo
I legami collassano
A causa di un sentimento
Tu chi sei per pretendere
Il mio rispetto?
Chiese la donna
Dai capelli lunghi e neri
Mentre con occhi sorridenti
Rovistava nell’anima
Di un essere senza alibi.
 
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 669 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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