Ciò na testa e 'n core
e ciò du' mani
in un batter de cija
una dà l'artra pija,
una onesta una canaja,
una t'oscura una t'abbaja,
una te veste una te spoja,
una t'accarezza una te mitraja,
una lavora a maja
una è 'r rovescio de la medaja,
una ci'azzezza una sbaja,
una rubba una dona,
una minaccia una perdona,
una è guasta una funziona,
una canta una sona,
una straniera una romana,
avè du' mani è quistione d'anatomia
e nun esiste terapia
pe 'sta c..zo d'anomalia
e si nun vanno in sintonia
nun poi dì ch'è corpa mia.
e ciò du' mani
in un batter de cija
una dà l'artra pija,
una onesta una canaja,
una t'oscura una t'abbaja,
una te veste una te spoja,
una t'accarezza una te mitraja,
una lavora a maja
una è 'r rovescio de la medaja,
una ci'azzezza una sbaja,
una rubba una dona,
una minaccia una perdona,
una è guasta una funziona,
una canta una sona,
una straniera una romana,
avè du' mani è quistione d'anatomia
e nun esiste terapia
pe 'sta c..zo d'anomalia
e si nun vanno in sintonia
nun poi dì ch'è corpa mia.
Per un nome importante come Tosca
ci voleva una lirica, ho pensato,
ed allora io mi sono preparato
una cosa niente triste, niente fosca;
una cosa che sprizzasse l’allegria
dal sorriso dalla bocca dalla luce
che traspare dai suoi versi e che traduce
la sua vita in esaltante poesia,
questa mia vuole essere un omaggio
alla festa della dolce poetessa
elegante come una principessa
nei suoi versi traboccanti di coraggio;
tanti auguri di un gioioso compleanno
in salute buonumore ed allegria
confidando all’invincibile poesia
tutto quello che le favole non sanno
di bellezza floreale e di colore
del tuo mare dei sapori profumati
dei tuoi monti delle valli dei tuoi prati
delle tenere speranze dell’amore.
ci voleva una lirica, ho pensato,
ed allora io mi sono preparato
una cosa niente triste, niente fosca;
una cosa che sprizzasse l’allegria
dal sorriso dalla bocca dalla luce
che traspare dai suoi versi e che traduce
la sua vita in esaltante poesia,
questa mia vuole essere un omaggio
alla festa della dolce poetessa
elegante come una principessa
nei suoi versi traboccanti di coraggio;
tanti auguri di un gioioso compleanno
in salute buonumore ed allegria
confidando all’invincibile poesia
tutto quello che le favole non sanno
di bellezza floreale e di colore
del tuo mare dei sapori profumati
dei tuoi monti delle valli dei tuoi prati
delle tenere speranze dell’amore.
Dall'oblò nel cielo azzurro
gli abbracci delle nuvole
confondono l'arcipelago meraviglioso
che tanto ti ha incantato,
con le sue spiagge bianche e rocciose,
le acque limpide e trasparenti,
le barche colorate dai colori vivaci,
le grotte, le scogliere,
i giochi magnifici di luce,
le finestre di pietra,
i balconcini arabeggianti
i sapori speziati,
e gli amici quelli nuovi e spensierati
delle tue lunghe giornate!
Emozioni ridestate da una goccia che cade
e un sorriso in tasca !
a Martina con affetto
No, no. Deh, quanta pièta 'l cor mi bagna
e lieve soffia di coscienza e lambe
le fronde. Non t'affliggere alma stagna
nell'ira folle ch'orbi ti fa l'ambe
due occhi del veder il ben di parte.
Mostrati quella ignudo infin le gambe
più del coverto piagner di tua arte.
L'inveir è sputare Amor che truona.
Somma voglia è l'odiar omai in disparte
della vita, e amar contra persona.
Non sdegnar, alma lacera, di cui
c'è fiato l'esser vero ch'entro suona.
Io son colui che t'alza poi che rùi.
Io son colui che per gran tempo fosti.
Colui che paga per l'errori tui.
I mal ch'al tuo voler fuggon ascosti
schifi oltraggiata come iroso in pena,
perché non sa del vin ch'ignora i mosti.
Ritorna a tua matèr che in te si scena,
pensa ciò che t'imbocca'l primo autore.
E' l'or che tua memòr ti rieda plena.
Amor artiglia lesto 'l gentil core
com'aquila suol far con la sua preda,
e 'l trofeo non molla pria che more.
Amor sostène e abissa sanza meda,
di luce tigne i giorni o di tempesta,
per fato questi il pasce o li depreda.
Amor da cenre dolce si ridesta
come in aer maestosa la fenice
e volando soave il mondo assesta.
Il tuo penser ch'a Lui lo svago addice
è pellegrin che va per fioco viaggio,
ma questo metro a te e in eterno dice:
"Elli è folle, ma in chi ne fa un oltraggio
rifiutasi di porre sua radice.
Nel fiacco non divampa, in chi ha coraggio! ".
e lieve soffia di coscienza e lambe
le fronde. Non t'affliggere alma stagna
nell'ira folle ch'orbi ti fa l'ambe
due occhi del veder il ben di parte.
Mostrati quella ignudo infin le gambe
più del coverto piagner di tua arte.
L'inveir è sputare Amor che truona.
Somma voglia è l'odiar omai in disparte
della vita, e amar contra persona.
Non sdegnar, alma lacera, di cui
c'è fiato l'esser vero ch'entro suona.
Io son colui che t'alza poi che rùi.
Io son colui che per gran tempo fosti.
Colui che paga per l'errori tui.
I mal ch'al tuo voler fuggon ascosti
schifi oltraggiata come iroso in pena,
perché non sa del vin ch'ignora i mosti.
Ritorna a tua matèr che in te si scena,
pensa ciò che t'imbocca'l primo autore.
E' l'or che tua memòr ti rieda plena.
Amor artiglia lesto 'l gentil core
com'aquila suol far con la sua preda,
e 'l trofeo non molla pria che more.
Amor sostène e abissa sanza meda,
di luce tigne i giorni o di tempesta,
per fato questi il pasce o li depreda.
Amor da cenre dolce si ridesta
come in aer maestosa la fenice
e volando soave il mondo assesta.
Il tuo penser ch'a Lui lo svago addice
è pellegrin che va per fioco viaggio,
ma questo metro a te e in eterno dice:
"Elli è folle, ma in chi ne fa un oltraggio
rifiutasi di porre sua radice.
Nel fiacco non divampa, in chi ha coraggio! ".
Irrompe d'argenteo color, con le fusa di un gatto
il desiderio
in questo momento diluito e comune
facendo breccia
come una bolla di sapone, nell'aria circostante
Sento il suo pulsare, come eco fra i ghiacci
invitante e caldo
affogarmi e portarmi con sè
Le mie forze lasciano fare
si abbandonano alla sua forza prestante
Ritorno come folgore
senza proferire suoni
senza riuscire nei movimenti
Mi ritrovo vagante e calmo, come quiete dopo la paura
Nello sparire, non nasconde il suo ultimo anelito
si avvicina come adulatore
e fissa con lo sguardo
Sorrido, con esplosiva felicità
sobbalzo pensando già al suo ritorno
pregando che mi resti amico.
il desiderio
in questo momento diluito e comune
facendo breccia
come una bolla di sapone, nell'aria circostante
Sento il suo pulsare, come eco fra i ghiacci
invitante e caldo
affogarmi e portarmi con sè
Le mie forze lasciano fare
si abbandonano alla sua forza prestante
Ritorno come folgore
senza proferire suoni
senza riuscire nei movimenti
Mi ritrovo vagante e calmo, come quiete dopo la paura
Nello sparire, non nasconde il suo ultimo anelito
si avvicina come adulatore
e fissa con lo sguardo
Sorrido, con esplosiva felicità
sobbalzo pensando già al suo ritorno
pregando che mi resti amico.
A volte leggendo le vostre poesie
Mi trovo smarrito da tanto splendore,
Non so cosa dire ne quale colore
Mi devo inventare per due fantasie
Ove poi con le stesse rimate canzoni
Che tutti cantiamo con note stonate
Da flauti chitarre o da corde scordate
Ci portano alfine alle stesse emozioni.
A volte leggendo le nostre poesie
Mi trovo davvero in un mondo fatato
Che pulsa leggero ed in modo immediato
Immerso nel gioco di dolci armonie.
Che bello a rileggere i vostri lavori
Ripieni di senso o di pianti sinceri
All’anima sembrano sempre più veri
Pieni di semplici amabili onori;
Grazie poeti di questo onorare
Tanta poesia che fa bene al cuore
Forse lenisce un qualunque dolore
Che ci permette comunque di amare.
Mi trovo smarrito da tanto splendore,
Non so cosa dire ne quale colore
Mi devo inventare per due fantasie
Ove poi con le stesse rimate canzoni
Che tutti cantiamo con note stonate
Da flauti chitarre o da corde scordate
Ci portano alfine alle stesse emozioni.
A volte leggendo le nostre poesie
Mi trovo davvero in un mondo fatato
Che pulsa leggero ed in modo immediato
Immerso nel gioco di dolci armonie.
Che bello a rileggere i vostri lavori
Ripieni di senso o di pianti sinceri
All’anima sembrano sempre più veri
Pieni di semplici amabili onori;
Grazie poeti di questo onorare
Tanta poesia che fa bene al cuore
Forse lenisce un qualunque dolore
Che ci permette comunque di amare.
Annava in giro pe tutto ‘r monno
da casa sua a lo sprofonno,
era un pensatore stravagante
studiava omini animali e piante
Un giorno l’ucelletti, l’acciuga,
‘n artro l’iguana, la tartaruga,
un giorno le bufale , le cavalle,
‘n artro le begonie e le betulle.
In una schicchera d’esartazzione
sputò fori la teoria de l’evoluzzione
e se convinse co ‘n atto de fede
ch’ogni spece viè da quella che la precede
Sembrava allora na bestemmia,
l’omo inghingherato vià da la scimmia,
mò chi va a raccontà sta fiabba
che semo tutti fiji de l’amebba?
Da l’arto niscosto su de ‘n arbero
no scimmione ch’era curioso,
e su sta teoria assai dubbioso,
volle fa pure lui lo scrupoloso
e guardando da lontano
se mise a osservà st’essere umano,
così avanzato e progredito,
ma quann è buio se nisconne dietro ‘n dito.
Annotò tutto quanto su un taccuino
er progresso , la vita nostra e sto casino,
che si pe noi è normale,
chi sà a lui come j’appare.
Pure lo scimmione dopo tutta st’osservazzione
ebbe a la fine un lampo d’illuminazzione
sto collega mio umano è ito certo fori binario
st’evoluzzione ecco come che funziona: ar contrario.
da casa sua a lo sprofonno,
era un pensatore stravagante
studiava omini animali e piante
Un giorno l’ucelletti, l’acciuga,
‘n artro l’iguana, la tartaruga,
un giorno le bufale , le cavalle,
‘n artro le begonie e le betulle.
In una schicchera d’esartazzione
sputò fori la teoria de l’evoluzzione
e se convinse co ‘n atto de fede
ch’ogni spece viè da quella che la precede
Sembrava allora na bestemmia,
l’omo inghingherato vià da la scimmia,
mò chi va a raccontà sta fiabba
che semo tutti fiji de l’amebba?
Da l’arto niscosto su de ‘n arbero
no scimmione ch’era curioso,
e su sta teoria assai dubbioso,
volle fa pure lui lo scrupoloso
e guardando da lontano
se mise a osservà st’essere umano,
così avanzato e progredito,
ma quann è buio se nisconne dietro ‘n dito.
Annotò tutto quanto su un taccuino
er progresso , la vita nostra e sto casino,
che si pe noi è normale,
chi sà a lui come j’appare.
Pure lo scimmione dopo tutta st’osservazzione
ebbe a la fine un lampo d’illuminazzione
sto collega mio umano è ito certo fori binario
st’evoluzzione ecco come che funziona: ar contrario.
Dicono che mi somigli, Tizio,
e quando piove da due giorni e
i binari fuoriescono lucidi dalla vecchia galleria
e tra loro si muove appena nel tuo sguardo
un ciuffettino di fiori anonimi.
E cosa vado a cercare d'altro lontano,
mi basta avere visto quel movimento
stellare
cosmico
colossale.
L'aria è passata di ruggini marine
e io trattengo a stento
una risata sguaiata da pescivendola.
e quando piove da due giorni e
i binari fuoriescono lucidi dalla vecchia galleria
e tra loro si muove appena nel tuo sguardo
un ciuffettino di fiori anonimi.
E cosa vado a cercare d'altro lontano,
mi basta avere visto quel movimento
stellare
cosmico
colossale.
L'aria è passata di ruggini marine
e io trattengo a stento
una risata sguaiata da pescivendola.

Nella notte
tra un sorso di vita
ed un altro
accompagnati
da una forte stretta di mano
camminano insieme
incuranti delle ombre
lontano dai suoni persi
brindano con gocce di aria
vestono il buio
di fantasia e luci
non sono soli
il mondo li osserva
e cammina con loro
si volta la passato
e sorride
nella notte
tra un espiro largo
ed un altro
accompagnati
da un unico sguardo
camminano insieme
raccogliendo gli ultimi pezzi
del loro puzzle
tra un sorso di vita
ed un altro
accompagnati
da una forte stretta di mano
camminano insieme
incuranti delle ombre
lontano dai suoni persi
brindano con gocce di aria
vestono il buio
di fantasia e luci
non sono soli
il mondo li osserva
e cammina con loro
si volta la passato
e sorride
nella notte
tra un espiro largo
ed un altro
accompagnati
da un unico sguardo
camminano insieme
raccogliendo gli ultimi pezzi
del loro puzzle
La notte scivola drent’e tasche,
o dormi a letto o in da le frasche
te ronza attorno come le mosche,
si ppure er giorno nun ciai da magna’
la notte t’ariconsoli poi pure vola’,
che bello t’arzi leggero,
co la fame ner pensiero,
in compagnia o da solo
e te fai ‘sto lungo volo.
Si la vita fosse ed e’ ‘n gran sogno
‘sto cielo ‘n testa e’ ‘n gran segno,
me sento cosi’ piccolo pure indegno,
sempre ‘n lotta sempre ‘n guera
su sta gran palla chiamata tera
viaggiamo tutti veloci verso quarcosa,
ma la cosa piu’ misteriosa
e’ racchiusa in ogni piccola cosa,
la pianta che sbuca dar cemento,
er soriso d’un bimbo contento,
er languore che segue ar sentimento,
vede’ ‘na fiamma me lascia sgomento,
c’e’ vita drent’ ogni minimo movimento,
c’e’ ggioja ne le piante d’appartamento,
nun c’e’ futuro ne’ passato
solo ‘sto grand’ eterno momento,
e si er giorno so’ guai so’ botte
aricordate de ‘sto rifuggio che t’offre la notte.
o dormi a letto o in da le frasche
te ronza attorno come le mosche,
si ppure er giorno nun ciai da magna’
la notte t’ariconsoli poi pure vola’,
che bello t’arzi leggero,
co la fame ner pensiero,
in compagnia o da solo
e te fai ‘sto lungo volo.
Si la vita fosse ed e’ ‘n gran sogno
‘sto cielo ‘n testa e’ ‘n gran segno,
me sento cosi’ piccolo pure indegno,
sempre ‘n lotta sempre ‘n guera
su sta gran palla chiamata tera
viaggiamo tutti veloci verso quarcosa,
ma la cosa piu’ misteriosa
e’ racchiusa in ogni piccola cosa,
la pianta che sbuca dar cemento,
er soriso d’un bimbo contento,
er languore che segue ar sentimento,
vede’ ‘na fiamma me lascia sgomento,
c’e’ vita drent’ ogni minimo movimento,
c’e’ ggioja ne le piante d’appartamento,
nun c’e’ futuro ne’ passato
solo ‘sto grand’ eterno momento,
e si er giorno so’ guai so’ botte
aricordate de ‘sto rifuggio che t’offre la notte.
Quando arriva un raggio di luce
magari da un dolce sorriso furtivo
o da una parola di spirito attivo
oppure da un’ombra che il buio riduce
ti senti importante e un pochino orgoglioso
allegro senz’altro nell’anima tersa
che subito vola in un vortice immersa
di cielo infinito di gioia radioso.
Dimentichi, avvolto da tanta allegria,
la Costa Concordia tragedia del mare
la Striscia di Gaza che sta per saltare
l’imbuto Israele che ha perso la via,
gli aerei caduti, la fame nel mondo,
i bimbi annegati al di la del Tirreno
gli odiati scafisti recanti veleno,
i cassintegrati dal fiele profondo,
i poveri nuovi sconfitti barboni
i vecchi che muoiono soli e picchiati
i giovani sporchi scontenti e drogati
e poi licenziati dai loro padroni.
Quando arriva una luce improvvisa
neanche sperata ne vista mai prima
si accende il poeta con l’umile rima
con l’anima morta impotente e divisa.
magari da un dolce sorriso furtivo
o da una parola di spirito attivo
oppure da un’ombra che il buio riduce
ti senti importante e un pochino orgoglioso
allegro senz’altro nell’anima tersa
che subito vola in un vortice immersa
di cielo infinito di gioia radioso.
Dimentichi, avvolto da tanta allegria,
la Costa Concordia tragedia del mare
la Striscia di Gaza che sta per saltare
l’imbuto Israele che ha perso la via,
gli aerei caduti, la fame nel mondo,
i bimbi annegati al di la del Tirreno
gli odiati scafisti recanti veleno,
i cassintegrati dal fiele profondo,
i poveri nuovi sconfitti barboni
i vecchi che muoiono soli e picchiati
i giovani sporchi scontenti e drogati
e poi licenziati dai loro padroni.
Quando arriva una luce improvvisa
neanche sperata ne vista mai prima
si accende il poeta con l’umile rima
con l’anima morta impotente e divisa.





