Un fiore crea il Sole ogni mattinale forma,
cos’altro saprebbe un petalo
se non che l’esempio di luc
fu il suo dono al mondo,
vuoi giudicare questo volto
che mai deruba il tuo istintivo gesto?
Ogni corpo ha della sua orma una definita immensità.
Ma il Presidente quanto si è sbattuto?
Quand'era sporco era più pulito
Oggi Camera parlamentare
ieri camerata e casolare
Il Presidente era un partigiano,
aveva un eskimo e una pistola in mano
Forse un cappello da cowboy e un fazzoletto
Oggi solo una cravatta ed un giacchetto
Ma il Presidente quanto ha ucciso?
l'amnistia gli ha fatto un dolce viso
Aveva solo qualche lira in tasca
oggi è miliardario e non gli basta
L'hanno messo fra i cavalli di una casta
Non vuole che si tocchi la regina
ma ogni pedone l'ha lasciato in prima linea
Il Presidente era un eroe da cinepresa
Così dissero quando tornò vincitore a casa
uno di quelli che leggi solo nei fumetti
oggi sono solo vignette vuote sopra tutti
in arto mare co 'll'equipaggio,
poi parlà quarsiasi linguaggio,
ricordete che semo tutti de passaggio,
la vita ar di là è 'n miraggio
perciò navigamo co' tutto er coraggio
qua cìè na brutta atmosfera
er mare 'n tempesta 'a bufera
passerà 'sta notte nera
cor core 'n mano la mente sincera
'sta vita è na crociera
pò esse lunga o corta
bella o brutta
vivemola tutta,
poi esse colto o anarfabeta,
diavolo o asceta,
segui 'a rotta der poeta :
pe arivà sicuro a la meta
l'amore è l'unica stella cometa
OGGI, IL PASSATO DI DOMANI
QUEST'ORA, IL PRESENTE
IL PASSATO DEI SUOI MINUTI
REMOTO PER I SECONDI
OGNI ISTANTE DEL TEMPO, E' IL SEGNO
DEL FUTURO CHE VERRA'
DEL PASSATO DI ALTRI ISTANTI
L'INTENSITA' DI QUANTO FATTO, VISSUTO
E' LA MISURA
IERI, OGGI, ADESSO, DOMANI
E RESTARE VIVO
PERDENDOMI SOLO QUALCHE VOLTA.
E’ il primo a guidarci ma il primo a perdersi;
classico amico: a casa nostra per i porno e le carte.
Nessuno seppe dello sfaglio familiare
o delle sue grandi riprese sotto il lago.
Gira ben vestito con gli amici il sabato sera
pensando di realizzare una vita che nemmeno conosce
e bacia quella mora un po’ per piacere, un po’ per vanto;
perché ascolti sempre il coro?
Quel coro consenziente di amici
che canta il tuo spartito, ma lui
fa sempre di testa loro e così
ne nasce fuori un canto isolato.
Danza con le sue babbucce per il Fillungo
felice e forse stronzo, per poi ronzare come un’ape
e la faccia da calabrone su quell’Aprilia scassato.
Una branco di cani che abbaia ma non morde,
oche in fila indiana che starnazzano senza ali
e che non ci sanno fare con le solite matasse!
Vestiti bene e sguazza nel profumo,
firma senza guardare, dissetati con l’alcool blu,
di’ come sempre che la tradirai per farci contenti.
Ma tanto non cambi; impari solo a sorprenderti.
Su lei in posa
come statua di Afrodite
un ramo di ciliegio riposa
e par le sue gote essere accudite
indugia un raggio
ove non seppi condurmi,
per suo innato coraggio
sulle labbra come a indicarmi
l’orizzonte oltre cui s’affanna
il dilaniato universo
che confonde ed inganna
facendo d’ogni uomo un animale disperso,
m’indicò altro raggio d’adagiarmi
su di esso per istinto millenario
ma io nel rifiutarmi
additai colei per cui fui così contrario,
ancor luce che sul suo viso inclina
per poi gettarsi incosciente su altri esemplari
ma nessuna natura le si avvicina
e son stanco di placare piaceri immaginari.
un mattino d'estate
con il sole
vidi la luce
e il sorriso benigno
di tutti...
Splende la vita
nei sogni perpetui
lacrime amare
dolore profondo
splende la vita
in giorni gioiosi.
Luna brillante
antichi son gli anni
ma il vecchio è distante
e' lontano dal cuore.
Speciale l'incanto
nello splendore
d'estate
dove l'anima sosta
e lo spirito divaga
e gli anni passano
ma il tuo io rimane.
Sono nata sono
viva stinto è il passato...
presente il futuro...
e una speranza cammina
dentro un raggio di sole...
Da che 'll'omo cammina eretto
er riposo è no sconquasso
nun c'è ancora er letto
'ndo trova er materasso
finché camminava su quattro zampe
la quistione nun era importante
st'omo qui nun cià alcova
s'appisola bene dovunque se trova
er progresso è qualla cosa
che te fa sembrà necessaria
pure la cosa lussuosa
basta un pò de tera
e du gambe pe 'll'aria
pe' quello che s'ariposa.
del silenzio,
disteso nel sibilo
ricordo di un’estate
persa dai
geli dell’inverno.
Varchi innevati
si prostrano sui
veli ornati di
profumi d’autunno,
che assopiscono i
briosi sapori
dell’innamorata primavera.Rapito dall’ombra
del silenzio,
disteso nel sibilo
ricordo di un’estate
persa dai
geli dell’inverno.
Varchi innevati
si prostrano sui
veli ornati di
profumi d’autunno,
che assopiscono i
briosi sapori
dell’innamorata primavera.
Fu solo un'estate in cui tutti eravamo svegli,
più svegli che mai nonostante il relax.
Erano svegli pure gli occhi degli ulivi intorno,
quei guardoni che ci spiano mentre ci toccavamo.
Le radio facevano gargarismi nelle vecchie corti,
gli zingari fumavano su sedie di plastica a torso nudo
e noi nudi in un solco d'orto, dove non c'era niente.
Si pensava di seminare lì qualche bambino.
La vettura da letto del mio treno!
Lasciami sulla sponda i soldati passano composti!
Coi nostri sogni zoppi
coi diapason che non ho mai visto per davvero
eccomi nell'onda provvisoria del sereno
è come dire che sono stato salvato
in extremis - per fantasie -
me le ha portate un bicchierino di grappa.
Pensi
Le serate a chiacchierare
La tempesta,
Un fulmine è piombato dentro di me
il sole pare fermarsi in mezzo al cielo
e le argille si spaccano per l’arsura.
Nelle fessure della terra assetata
s’annidano le serpi.
Grilli e cicale
graffiano il cielo.
La calura arrostisce le pietre
e dardeggia sulla terra,
tostando i fieni appena tagliati.
E rovescia sulle spalle delle colline
barili di carboni ardenti.








