Piangere
Posso piangere adesso per l'ingiustizia
di amare ogni miseria fresca,
trasformare la felicità disprezzata
come se ogni battito nuovo
bruciasse le dita curiose.
Mi permetta, questa volta, di piangere il sole
che affonda dietro il suo sorriso.
Quando svanisce, io respiro di nuovo,
quando lascia la mia mente, crollo...
nulla salva la mia anima.
ora, posso fuggire per sempre
pregando per una luna solitaria.
In ginocchio, io-sacrifico
ogni pretesa della mente ai miei sogni,
e attraverso olivi contorti chiedo
di sguazzare in deliri nuovi.
bevi sorella da questa fonte di speranza
e cedi il passo a chi non ha tempo e non si vuol fermare.
ascolta il canto dell usignolo e del gabbiano
come del passero ferito che è richiamo d aquila!
e risorgi..
risorgi sempre!
e canta!!
che nessuno osi pensare di averti tolto il battito
o la voglia di amare.
Il riflesso del male irraggiava il freddo campo
mentre i suoi occhi verde autunnale
raccoglievano in un solo sguardo
la ferrea decisione di varcare il confine
frra occhio e lacrima.
La distanza che sfuggiva ai molti
era impressa nelle pieghe della sua fronte
come una corona di spine.
Non credevo che esistesse un’entita` malvagia,
cosi` come non credo che esista la liberta`,
so solo che nulla di umano si era mai avvicinato tanto
a convincermi del contrario.
Avevamo davanti a noi una belva senza catene,
la libera espressione del dolore ferito.
L’obbiettivo non c’era, il vantaggio neppure,
ma ciechi lo seguivamo.
Si erano arruolati i delusi, gli insoddisfatti,
i sognatori, tutti quanti i cattivi.
La rivincita dei perdenti era cominciata,
un piatto caldo per viaggiatori stanchi.
Per prima cosa buttammo le armi, poi i ricordi,
poi le speranze.
Dopo raccogliemmo una pietra ciascuno
e costruimmo una fortezza di 350 piani.
Non so come, ma la sentivamo nostra.
Non dimorammo mai al suo interno,
forse non serviva ad altro,
che a darci l’illusione di essere un nucleo compatto,
anche se gia` la chiamavamo casa.
Il passo seguente fu un dibattito,
bisognava individuare il nemico comune.
Lo trovammo in noi stessi.
Fu un suicidio collettivo,
ogni pietra divenne lapide.
Avevamo costruito un monumento alla ribellione,
il mondo era stato ripulito da tutti i suoi parassiti,
ma gia` ne portava eterno ricordo……
una maledizione in pietra
conficcata fra il perbenismo e l’intolleranza.
Oggi siamo pianti come eroi….
forse non tutti sanno
che siamo solo inconsapevoli mattoni
di una diabolica struttura.
o mai nate...
chissà... forse mai seminate
l'incubo di chi non sa separare
il domani da ieri, il sogno della realtà
ma oggi ho vissuto davvero
o era chimera del tempo
che mai arriverà.
L'istante d'amore con profumo di rose
era il mio... o l'ho rubato all'eternità?
E se non ero io ...di chi era il piacere,
sono diventata ladra di felicità.
Di chi è la mente che si aggira di notte
vagando tra le vie della città
se io sono in un fosso profondo
non è mia, quella, è un'anima in libertà.
Sono energia imprigionata
nell'anello luminoso di rara semplicità
sono vera, spruzzi di luce alata
che ora viaggia nel buio della lucidità.
IO... esiste, o è solo una sillaba unita
per creare l'illusione di unità
E quelle campane
che sento ora il ritmo scandire
sono musica o pianto per la mia sorte
ed io, in questo istante, sto per nascere
o morire...
Sei stato tu, amandomi a disegnarmi
o mi sono inventata solo nella mia mente
nei cunicoli dove nessuno mi sente
sono io, atomi uniti, per creare un caos vivente.
Alza il tuo sguardo
incrocia il mio...
voglio provare
l'ebrezza del mattino,
il calore di una carezza,
voglio perdermi
nelle tue distese di fuoco,
appagare i miei sensi
e annullarmi in un vortice
di passione...
Alza il tuo sguardo
incrocia il mio...
placa la mia sete
la mia gola è arsa...
il mio corpo brucia,
spegni le mie fiamme...
amore mio
alza il tuo sguardo
imprigionami
fra le tue braccia,
non lasciarmi andar più
via,
perchè io senza te
son niente,
alza il tuo sguardo
incrocia il mio
per sempre...
Nelle acque profonde della nostra vita
nella carnevalesca crudeltà sono finita.
Getti di luce scoprono scene d'orrore
e vicino all'ancora delle lacrime aspetta il mio dolore.
Grotte umide con anime sparse per terra senza protesta
coprono brandelli di rabbia e ira funesta.
In fondo alla grotta appeso a testa in giù
il risentimento umano respira guardando acque blu.
Muffa di umido copre il suono della paura
cerco l'uscita da questa profonda grotta azzurra.
Nuoto avanti per ricomporre le mie idee
scappando della parte umana senza le dee.
Scoprendomi viva, in fondo ad un isola sono arrivata,
di esseri senza morale, mi dice qualcuno, è abitata.
Vi danzano anime con il partner il loro misero pudore,
nei ripetuti gesti di svestire e vestire di sabbia il loro sudore.
Spirale di musica attira la mia anima spaventata e disgustata
prendo la gondola e sugli scogli della frustrazione in un'attimo son arrivata.
Puzzle umano, cercano di ricomporre l'immagine del loro risentimento
nella vana speranza di un sorriso soddisfatto, ma nessuno lì è mai contento.
Chiedo un favore al mio dolore, di visitare l'ultimo scoglio
ove scorgo in lontananza anime sepolte nel loro orgoglio
-nulla vi è lì, di cosi interessante, risponde il dolore
e sotto le sue ali voliamo via all'istante.
Dall'alto sbircio alle spalle del mio dolore
e odo voci felici, ecco, trovai un posto per me, batte il mio cuore.
Ultima fermata ottengo, dopo uno sguardo supplicante...
se proprio ci tieni, risponde il dolore all'istante.
Un'isola bella e tranquilla penso distratta
forse delle lacrime ancorate mi sono disfatta
Qui è tutto così bello, è qui che voglio stare
e nella tristezza che vedo, il dolore mi lascia andare.
Ecco la mia scelta nella ricerca oramai disperata
-è quella giusta!
mi dice un'anima dal nulla spuntata!
Sorrido ai volti di luce intorno e chiedo il nome del posto
da me tanto sognato.
Nessuno risponde, allora vedo un castello
con tante rose come cornice adornato.
Entro lì dentro cercando e ammirando cotanta ricchezza
e vedo seduti sul trono i regnanti nella loro grandezza.
Con la mano sul cuore vi sono anime che fanno inchini
donando con sorriso suon di quattrini.
Mi avvicino a questo re così ammirato
il nome di questa isola loro di sicuro sapranno!!!
Mi guarda il re, e dice con voce burro e miele dorato
benvenuta speranza, nell'eterna isola dell'inganno!
+
ogni riferimento ad altre opere è puramente casuale!!!!!!
Passa sotto la porta
un pensiero …denso e silenzioso.
Lo guardo distratta e leggo veloce
quello che dice il pallido messaggero.
Nella stanza corrono liberi,
sembrano bambini,
mille altri pensieri alati,
sono tutti di colori diversi è sono carini
ma non sono da me nati.
Nascono da emozioni umane
da lacrime e gioie vissute davvero
alcuni un mistero li ha seminati, storie strane,
altri, germogliati da un vile consigliero.
Il pensiero ultimo che si è infiltrato
e ora abbraccia la mia anima triste
era…il tuo, mio amato,
lo leggo l'anima mia non vi resiste.
Ho letto amore mio
il tuo candido pensiero
e riconosco le sillabe che ora
disegnano un cuore un tempo tanto fiero.
Non accetto quello che pensi
e assai infastidita
lo mando lontano
non sono giusti questi versi
hai scritto bugie con la propria mano.
Ora, ti mando il mio
avrà un colore verde acceso
per poterlo vedere anche nel buio.
-Ti amavo immensamente,
ma tu, ti sei arreso.
Ora aspetta di ricevere
il mio pensiero sincero
chiuso
nella tua
vuota e melanconica stanza,
tu, mio triste e pallido condottiero.
Rinasci da me
ti darò tutto quello
che mi resta.
Prendi il calore umano
che tengo nascosto,
immergi i tuoi pensieri
nelle mie lacrime
per capire e sentire
i nostri dispiaceri.
Rinasci da me
cambia il mondo
cambiando te stesso
cancella il dolore
che dall’inizio
del tutto di spargere
non hai smesso.
Prendi la mia voce
pronuncia la parola
ti amo..
io, solo per questa
per sempre
rimarrò in silenzio disumano..
Diventerò il deserto
con tempeste di sabbia
ma il sole ucciderà
in te il seme della rabbia
tu, che semini solo dolore
rinasci da me
nell’eterno amore.
Il limite è arrivato,
splendono le spalle
ed il volto
della terra.
Le rivoluzioni non ancora immaginate
vengono più vicino all'anima
in lente cascate di stelle
da una conchiglia nera.
Cadono nella notte foglie d'oriente
per svelare l'orizzonte
che venne ferito
dalla nascita del mondo.
In un solo cuore
La mia penna blu mangiata
Un palizzata di carta bianca
I mezzi <tutta la pelle>
Nel sentire morenti le estremità
occhi si chiudono
Non fare un solo suono in questa notte.
La notte mi ha portato via il tuo blues
Per rovesciarlo dietro di voi come segno di buona fortuna
Lei ha detto-la-sua iride iris fremeva
Rubato il Dropp da un pozzo
Lo baciò
E lo mise sul mio labbro inferiore
Con la punta delle dita
Sfiorò quello superiore
Disegnò entrambi all'interno di un sorriso
Lei ha detto-ci sono <dietro i denti>
Nei suoi tempi mordendomi predisse un segno sul collo
C'è un serpente la lingua ha paura
Inciampando sugli inganni ubriachi
Prese le bucce incurabili
Ho chiesto-l'amore è una malattia?
Insufficientemente registrato in <documenti medici di morte lenta>
Ed è il tuo nome la fontana della salute
La parola inesauribile che il cielo ha detto è permesso di bere
Dovrebbe essere bevuto tre volte al giorno
E il settimo riposarsi un po' dall'acqua
Lei ha detto, sì... l'amore è una malattia
Ingenuamente superato con abiti alchemici
Ma i nostri nomi sono il cibo della salute
Il cielo è il nostro pane <mangiare-noi>
Ogni giorno senza distanza degli occhi
E il settimo le briciole <ma-vicini>
Dormire dopo ogni boccone
Per questo è così che ogni vita ha inizio
L'anima inciampa, si impiglia
Rosa era il suo nome
spiccava tra gli altri fiori
bella e forte
Sincera nel cuore
e con le parole
il sorriso si apriva
ed illuminava
l'intorno
Come fiore
lunga fu la sua vita
come donna un po meno
ma fu una vita piena
e serena
Donava a piene mani
senza nulla tenere per se,
tenace e combattiva
affrontò il suo cammino
cosparso di profumi
ma pur di pietre aguzze
con dignità
e tanto amore
Un giorno perse
il primo petalo
pian piano appassiva
non un lamento
non un rimpianto
E quando solo un petalo
rimase incerto e stanco
su quello stelo
debole e sottile
si adagiò sul prato
abbraccio l'intorno
con un un ultimo sguardo
colmo d'amore,
dono un sorriso
come saluto
il sonno la rapì
quel sonno eterno
che dona pace....
DEDICATA ALLA MAMMA DI MIO MARITO
NON E' STATA UNA "SUOCERA" MA UNA MAMMA
SI CHIAMAVA ROSA E VOLO' IN CIELO AL 15/MAGGIO
DI DIECI ANNI FA', LA PORTO SEMPRE NEL CUORE
ERA UNA DONNA ECCEZIONALE CHE MI HA INSEGNATO
A VIVERE COME AD UNA FIGLIA ....
Il giorno del mio ventiquattresimo compleanno,
quando ho realizzato che niente era cambiato,
quando ho capito che dovevo ripartire,
abbandonare questa alternativa confusa
e lasciarmi alle spalle il buio elettrico di questa triste sosta.
Il giorno del mio ventiquattresimo compleanno,
quando il cielo d’improvviso si e’ schiarito,
quando il torbido sonno dell’autunno inoltrato
e’ svanito nel ricordo di primavere lontane.
Avrei dovuto risparmiarmi i quattro possibili finali,
non avrei dovuto assaporarne il sapore alterato
e allentare il ricircolo pigro del sangue,
ma ho seguito l’istinto di cane segugio
che annaspa deviato dalla confusione degli odori.
il cuore canta
la mente esulta
ed un sorriso contento spunta
se stai alla larga
io poi sto zitta
e la tua strada continuerà tutta dritta.
a me piaccion tanto le devidiazioni
e sopratutto sincere emozioni
son mie è certezza e non cerco consenso
solo dar libero sfogo a quello che sento.
se leggo e non voto
o non metto commento
te fregatene e smetti
il mesto lamento
la strada è di tutti
ognuno diverso
cambiare non puoi
un'altro universo
ti auguro infine dei giorni felici
insieme a tanti voti
che consideri amici.
CIAO! :)





