Diventiamo come cespugli selvatici,
o arredi urbani, o fiori bellissimi.
Paesaggi, che però, non si parlano.
Eleganti cattedrali di carne piuttosto logorroiche,
pretenziose e inquinanti.
Una fede nuova in cui credere.
Si inginocchia e prega la solitudine dell'anima
dietro le barricate di una guerra senza nemico
i soldati avvolti in armature con dentro il nulla
smettono di avere speranza in vita
come porte senza mura e senza uscita
in balia della corrente, ciottoli nel fiume metropolita.
Siamo fantasmi affamati di un senso
ma smetteremo di pensare in tempo
per accoccolarci nella morte come bambini mai nati.
Son fili d'argento
i tuoi capelli
sparsi sul cuscino,
sono assenti
i tuoi occhi
persi nel vuoto...
ti prendo la mano
candida e fredda
come la neve,
il tuo respiro
lieve
si percepisce
come un soffio di vento
leggero
io ti parlo
ma tu sei chiusa
nel tuo mondo,
immobile
come una bambola di pezza.
sentirti ancora e non saper che dire
percorrerti i confini
le stagioni
viverti ancora come la prima volta
in questo mio vagare senza meta
e berti ancora come tu fossi acqua
entrarti dentro
sentire il tuo respiro
chissà se hai mai compresa la mia sete
quanto ti ho amato e ti ho voluto dentro
ora che non servono piu' parole.
tu sei già andato oltre
e all orizzonte non ci sei piu' tu.
Nel suo sguardo spento
di ogni luminosità
si perde in una lacrima
che ferma sta li e cadere non può,
il dolore lo squarcio del cuore
Nel liquido ambrato
che roteare fa piano
nell'ampio bicchiere
appaiono gli occhi innamorati
della sua donna
volata nel fumo di un altro mondo
troppo presto
e il sorriso dolce della creatura
dal loro amore nata
che la accompagnata
nel lungo viaggio senza ritorno
Non esistono più perchè,
non esiste più chi
solo sovrana rabbia
rasentata pazzia,
il chiedersi chi e cosa sarà ora
senza i suoi due unici amori
E mentre nel sonno scivola
stremato dal troppo pensare
ode ancora in lontananza
lo stridulo rumore
di freni
l'odore dell'alcool
impregna le pareti di una casa
che casa più non è
TROPPE ANCORA LE MORTI DOVUTE A COLORO
CHE IRRESPONSABILMENTE GUIDANO IN STATO
DI UBIACHEZZA .... ANCHE PERCHE' LA MAGISTRATURA
NON DA PUNIZIONI ADEGUATE ....
UN PENSIERO A TUTTE LE VITTIME DELL'ALCOOL
UN ABBRACCIO A JIM ....
Sdraiata sulla tavola dell'umanità
do il mio cuore in pasto ai corvi
dilaniato e trascinato ai bordi
dalla follia in una feroce agonia
sono cibo per agozzini senza pietà
smembrano e ridono la mia verginità
mi strappano le ali con avidità
lapidano il mio cuore di luce
lo trascinano per le strade roventi di pece
l'anima tinta di rosso sangue
richiama topi affamati all'odore della carne
nauseabondo, marciscente la luce invoca la morte.
Pietà ! Che sia una fine veloce la mia sorte.
Questo mio corpo è fatto di argilla
getta fuori un grammo al giorno
ha iniziato il suo viaggio come nodulo
sulla superficie acquosa urtando
ho dato al tessuto che tiene
la bellezza della mente e dello stampo
<made in colori luminosi>
illuminato con grazia e valore
dal momento che ha perso il legame con me
si è trasformato in un calabrone.
Mi sono seduto sul letto d'ospedale, vestito con un pigiama nuovo-lucido
con draghi stampati che mia moglie aveva comprato proprio per questo ricovero
leggevo un giornale, il chirurgo è venuto,
ha detto ehi come và? Un sorriso rassicurante
mi ha detto di non preoccuparmi. Una ragazza, in blu è venuta, mi ha servito brodo
c'era un cartello sul mio letto <il paziente dovrebbe avere solo liquidi per deviazione del retto>
ho fatto fatica a pensare a qualcosa di
triste come l'aldilà e d.o, ma ero impaurito nell'attesa.
All'alba mi hanno dato una pillola,
ho letto una poesia che avevo scritto per mia figlia Azzurra;
poi per ore sospeso nel nulla senza sogni.
Quando mi svegliai avevo perso l'ultima traccia di tutte le credenze religiose.
Come flusso di coscienza
cambia il corso,
le sue dimensioni infinite sorgono,
quando ci alziamo al di sopra di questo corpo,
solo allora, questa verità possiamo realizzare.
quindi, si dovrebbe sapere bene,
Io non sto per morire.
quando io parto dal corpo,
In una nuova dimensione mi rialzerò.
non Chiamare le persone lontane,
che non ci sia alcun clamore.
io sono immortale, non posso morire;
un funerale semplice.
non sprecare il tempo in pianto e in attesa,
vorrei una partenza tranquilla ,
il mio amore è con te,amore mio,
si dovrebbe sempre nella vita...
Rifiorire sbocciare e rifiorire...
Alcuni miei germogli son fioriti
e nascondono altri germogli tra le foglie.
Altri li vedo e sono appena in boccio,
girano intorno per cercare il sole.
Spero di avergli insegnato la passione,
i modi di inseguire grandi sogni,
l'uso corretto della propria testa,
la libertà, il coraggio dell'amore,
il tempo, il ritmo, una sana ostinazione,
la verità del tempo che trascorre,
ma, soprattutto, l'improvvisazione.
Lei
ha perso il suo sorriso
tu la guardi di nascosto
sei sempre un po' accigliato
lei gira per la casa
se ne sta per i fatti suoi...
cosa non daresti
per intuire
i suoi pensieri,
vorresti sapere che cos'ha
perchè
è così distante
ma forse
non vuoi sapere
e ti chiudi in te stesso,
lei lo sa
che ci stai male
ma non può più farci
niente,
lei ha perso il suo sorriso
e se ne sta in giro
per la casa
a cercare occupazione
non ti guarda più negli occhi
lei
ha perso il suo sorriso.
per botteghe da falegname,
c’è una guerra tra la mia penna e miei occhi
Non conosco preti in grado di esorcizzare questo inchiostro,
indelebile ora,
poiché Psychomachia è un titolo
che asciuga bene la mia bava alla bocca
Psychomachia è la mia opera
Parole per dannati che perdono ogni speranza
prima di entrare,
solo questi potrebbero capire come tanfa ogni filosofia
È una battaglia dell’anima questo giorno,
coerenza e azioni – memoria e futuro,
it’s a war... io combatto senza volerlo,
poiché sono vivo e finché vivo combatto,
ma se muoio con Psychomachia ho perso,
tutti abbiamo perso
Psychomachia l’ho rubata per placare
ogni atomo di un lucchetto,
l’ho evocata per creare ogni atomo
che formi una chiave
Psychomachia è uno starnuto che prima o poi
avrebbe irritato l’aria di germi nocivi
Questi giorni la meritano,
sapeste quanto meriti ogni singolo istante
la sua Psychomachia
Che Psychomachia è un’opera per profeti costretti,
che Psychomachia non è adatta ai viaggi,
ma è un buon motivo per partire,
è la saccoccia incustodita di un pellegrino,
che Psychomachia, in ogni dove,
è roba per me.
che stiate ad ascoltare
la rabbia e miei lamenti
ognuno ha le sue beghe
i suoi sfracelli
i suoi tormenti.
Non pretendo certo
elogi e complimenti
non sono un divo
e non aspiro a diventar poeta
ma ciò che scrivo
è il sangue che mi cola
come una fonte
nell’aria quieta.
Ma se avete una briciola di tempo
se passate da qui distrattamente
fermatevi un momento
e dedicate a me una lettura
a questi scritti
che sembrano non lasciare scampo
che lasciano di ghiaccio
e poi saranno dimenticati
maledetti e frantumati
come le mie ossa
sotto la terra
in una verità nascosta.
Mamma
è la tua festa
si sente nell'aria
il profumo di te.
Voglio regalarti
quel pezzo di cielo
dove l'azzurro
è più intenso.
Mamma parola
di grandezza infinita
come quel mare
immenso e come
quegli occhi
di luce riflessa.
E' una sola parola
Si!
Mamma!
Ma basta a toccare
le pieghe del mio cuore.
La torre dall'azzurra campana
è il faro della notte
specchiatosi nel canale.
Vi approdano angeli invisibili
dal cuore romantico,
dallo sguardo triste,
dai fiori appassiti.
Le carrozze chiuse non passano
a togliere mistero
alla stradina di neve,
non passa nessuno a cantare,
e tutto va bene.
Spogliando frettolosamente l'ennesima rosa di tutti i suoi petali
rimasi ad assaporarne le spine
leccandone il dolore che da esse scaturiva, ed il sangue
che colato sulle mie labbra mi trasformava in vampiro d'una sera.
Spingevo per sentire l'amore, per sentire e per cercare l'amore.
E quel brivido, vomitato sulle mie vene, passava lasciando il solito sapore
quello d'una Donna senza petali ne radici.
per farci guardare
irradia calore
per farci parlare.
Sorge sul bene
sorge sul male
sorge arricchendo
il soffio vitale.
Se ti fermi un minuto
ti fermi a pensare
se in genere sbagli
potresti cambiare.
Sorge il sole
e mi fermo a guardare
mi riscalda la faccia
mi lascia sognare.
(Dalla scatola in soffitta - 15/08/1989)
Occhi profondi
languidi sguardi,
come una mantide
ti ha catturato
nella sua rete.
Come una regina,
bella e fiera
lei
sinuosa si muove
fra i suoi tanti cadaveri.
Ammaliatrice
lei
prossima vittima indifesa
tu...
eppur non t'importa,
per un' ora d'amor
fra le sue braccia
potresti anche
morirci contento.









