Navigare alla cieca,
andare avanti senza cognizione,
perdere quasi sempre posizione,
pensare, credere di esser presente.
Illusioni del cuore e della mente:
casi, momenti, equidistanze varie
tra un qui che ho perso
e un là antico dove mi sono perso.
Illusioni che rubano del tempo,
fanno invecchiare, dipingono le rughe
tra un presente a cui non so dar spazio
ed un futuro che è solo fantasia.
Tensioni continue verso altri luoghi,
utili solo a mascherare i segni
di una verità che non accetto:
ormai da tempo non so dove mi trovo.
Probabilmente riguarda solo me;
nessuno che sia sano prova questo!
Riflessioni passate e presenti della mente,
intrecci annodati, pensieri ricorrenti,
come per dare un voto ai miei trascorsi:
un altro modo per consumare il tempo.
Poi, d'improvviso e arrivato un giorno
e mi son perso nei tuoi capelli corti
(perdermi è sempre la mia ultima risorsa)
e in tutto il resto che mi hai donato.
Con te sono scomparse le domande:
non mi interessa se sei un'illusione
se sei un'invenzione della mente.
Sei stata e sei un attimo che dura,
un momento che tende all'infinito
e non finisce...
e finalmente, come tutti, io sogno.
Quella luce
illuminava i nostri sguardi
quando intraprendemmo
il nostro cammino
giovani sposi, giovani genitori
sogni vivevano quella luce
amore fluiva nell'aria
vivo e denso
come nebbia mattutina
senza evaporare mai
Quella luce mai spentasi
seppure il buio talvolta persisteva
e nubi nere gonfie di pioggia
infradiciavano i cuori nostri
Dalle mani intrecciate
scaturivano fulmini brillanti
stelle filanti di forza e volontà
un rovescio di coriandoli
dai mille colori
ridava vita ad una nuova primavera
Ancora quella luce
brilla nei nostri sguardi
ancora quell'amore veste
la nostra pelle
e ti amo perchè semplicemente sei
e sempre sarai
tu.
scrivi, immergiti
negli abissi
fantasiosi
Scrivi
quando il cuore è pronto
per un capolavoro
che accenderà la scintilla
che scoccherà nell'anima
e miracoli farà
donando interiormente
stimolo di rinascita
disponibile alla vita
nell'amarla
senza gettare la spugna
e far rivivere
dare un senso
all'esistenza
Ho colto un fiore giallo
Il primo che ho trovato
L’azione è uno spettacolo
Ma non avrei mai osato
Con un fiore tanto giallo
Benvenuti a Wonder’s house
Ho viaggiato fin troppo
Ho un debole per i sogni
I sorrisi trafiggono
Il più bello uccide
Eroe impavido trasportato dalla marea…
Si accendono luci a Wonder’s house
Che illuminano la stanza dell’infinito
E conducono ad essa
Ma dov’è la chiave?
Si cerca in uno sguardo
In un tramonto
Nei salti di una pietra
Nelle parole epiche
Nelle frasi buttate
Rispondete ora che
La luce è spenta a Wonder’s house
In fondo alla strada c’è un pagliaccio
Che vende ai passanti palloncini dorati
Che appena acquistati
Scoppiano
E un bambino piange sotto Wonder’s house
Non ci sono bigliettini
Al banchetto del presepe
E uno valeva
La voce dell’esistenza
Il ballo dell’emozione
Paroline scritte
Splendore dell’innocenza
C’è un cielo stellato su Wonder’s house
Che triste osservo dal buio di una strada
Ripensando a come cambiano le cose
Su una ruota che gira
Che mai si ferma a riprendere fiato
Così i miei polmoni scoppiano
Quando tocco la sabbia
di un abisso che non comprendo
Un velo di ghiaccio separa due mondi
Separa i nostri occhi
Paralizza ogni istante
Con la fronte sul ghiaccio
Non ho la forza di alzare lo sguardo
Per vedere i tuoi
Dal potere di una vita
Non provate a incendiare Wonder’s house
Un orsacchiotto bruciato giace tra l’immondizia
Ma le scarpette hanno finito i desideri?
C’è una strada incantata
Una strada bellissima
La strada percorsa
Un’altra nera e cattiva
Ci penserò…
Per tornare da Wonder’s house
Tornare?
Amo il ricordo delle immagini
Lo amo perché con esse sono eterno
Amo il sorriso di quando hai preso il fiore
Lo amo nella semplicità infinita
Nella sua fiera libertà
Se questo non è amore,
Wonder,
al paradiso non posso più crederci…
Ho sprecato un fiore per Wonder’s house?
come muore un caffè
annegato, affogato
nell'algido cono di un gelato?
Triste delizia del palato,
in barba alla dieta e all'austerità
in questi tempi di sobrietà.
Se ogni momento e quello giusto
indugiamo con gran gusto.
Mescolar caffè con panna,
oh qual delizia ci rinfranca.
Ristorar il corpo e l'anima
e sospender ogni favella
per gridar: "La vita è bella"!
Quando svanirà il profumo
di quelle mille rose
che ha inondato il mio destino
inebriando i miei sensi
raggiungendo l'estasi
sfiorando mille battiti
di farfalla in libertà...
Quando i petali delle nostre rose
seppelliranno i miei ricordi
nell'eterna dimenticanza
velata da capelli bianchi...
Quando le spine lasceranno
sul mio corpo solchi profondi
lacerando il mio cuore
nel rovo della sazia pietà
Quando poserò la cenere
di mille carezze sotto
il suono di campane
di una chiesa
che scandiva l'amore
nel giorno che a te mi sono arresa
quando una lacrima scenderà
per prendersi ciò che di me resta
lasciando dietro di se
un'anima senza memoria
allora sarò di nuovo morta...
per poter vivere ancora un po’.
Pietà.
lo sgraziato ortaggio spinoso.
Sono sgraziato e non faccio faraggio,
silenzioso spettatore del paesaggio.
Reco con me deciso sapore
nella zuppa che prepari con amore.
Le mie spine nessuno le vuole,
mi deridono le olezzanti viole.
Spampinato e arruffato
son lo scorno di tutto il prato.
Saluto le margherite e il papavero rosso
e mi ristoro d'acqua dentro al fosso.
competo con Casanova
nel far pianger la dama e la signora.
Quante lacrime costa
ogni stilettata di coltello,
son lo scorno del palato
fò fuggir il commensale malcapitato.
Di certo nobile non è il mio odore,
un pò acre il mio sapore.
Soffritto in padella e nel tegame
con altri sapori inclino al legame.
Ma poco sono fedele, e marinaio
le mie promesse mantengo solo al cucchiaio.
Spogliati
oh romantica signora
lasciati guardare
le tue dolci forme
sconvolgono la mente.
Oh romantica signora
come sei bella!
Da guardare
lentamente
sfiorando ogni angolo
della pelle.
Tu non lo sai
ma accendi la passione
dell'amore
sacrificio è resistere
alle tue calde voglie.
Io sono il pomodoro,
piccolo e tondo
sulla tavola porto l'oro.
Rosso come il sangue
nessun piatto con me langue.
Trafitto da un raggio di sole
e dalla tagliente lama,
muoio nel fumante sugo
profumato saporito della dama.
Assisterete compunti,
del triste piacere "assaporato"
nel vellutato letto di un passato.
Un pò di basilico, anzi,
quanto scegli tu,
per l'ultimo saluto all' "ei fu"
con indelebili tracce del tuo amore
il mio seno profuma ancora di vissuto
e traspare il disegno di un piccolo cuore
sul collo carezze di mani che,
come fuoco,
hanno lasciato sentieri profondi
e conducono verso le mie labbra
laddove ti fermavi per dissetarti
e prendere da me un po’ di respiro.
Per scendere poi piano..lentamente
incontrando gli spasmi del mio ventre
lasciando colori di un arcobaleno
esploso in un attimo di puro piacere
quello che tu mi hai donato adesso
segnando il mio corpo…nell’eterno.
Adesso mi specchio nei tuoi occhi lucenti,
un color rosso vivo mi assale il viso
i segni che lasciasti…
pulsano tutti all’improvviso.
Mi desideri
e ti voglio
è quello che hai tatuato
sul mio corpo,
dal tuo profumo
per sempre intriso.
ed è questo ciò che voglio…
Nessun cuore arderà più
di quello vissuto al gelo
poiché nel cielo dei tuoi occhi
son volate le speranze
nell’infinito esistere…
Attimi di eterno racchiusi
In un ribelle amore:
Un vento che scompiglia i
capelli in un unico bacio
che toglie il respiro in un’emozione
che si dischiude nel cuore…
mentre lo sento volteggiare
come un uccello che
s’innalza in cielo!
rendilo più accettabile
incontentabile ingordigia
Vivi e inganni
fratelli debolissimi
ridotti a sfamarsi
con mosche
su fili di rasoio
che sopportano un carico
dignitosamente
mentre l'agiatezza si lamenta
per cavolate
nel lusso
di automobili superveloci
e denaro a volontà
che arricchisce ma non dà
serenità
e il marcio dilaga
nelle oscure depressioni
apatiche e solitarie
Nella notte che brilla,
Il calar della quiete
Per un poco vacilla
Tra le note più liete
Della brezza marina,
che borbotta e bisbiglia
sulla stretta banchina,
e sfiora ogni conchiglia.
E ripenso ai miei cari
Che or qui più non sono:
loro i giorni più chiari
mi portarono in dono.
E un pensiero mai vano
In un lampo si infiamma:
oh adorata mia mamma
tu mi amasti davvero
come poi mai io fui amato.
15/4/2012
Ps: mia madre è viva e vegeta grazie a Dio :)









