Rischiarato il passo da una luna accecante
Nella mente eccitata il contrasto si esalta
Causa della luce cadono le ombre allungandosi
Anche il mare altrimenti nero a quest'ora
Si presenta infinita distesa argentea
Così come le ombre cadono le membra
E l'anima nuda finalmente libera
Vola indisturbata - nuovi pensieri l'accendono
E la mano che mi conduce ha perso ogni peso
Impalpabile farfalla che sfioro seguendo
Più nessun ostacolo sul sentiero del raggio di luna
Le voci, un nome, un richiamo da un mondo lontano
Ma ormai che m'importa della terra oscura
Quando volo felice sopra il raggio di luna?
Alla mano corrisponde un sorriso che scopro stasera
Io non so più chi sei anche se ti conosco da sempre
La tua bocca il tuo viso i tuoi occhi che ridono
Siamo anime lievi complice un vino innocente
Scorso per caso nella sera di un giorno di festa
Grazie a lui ci troviamo fuori dalle forme del giorno
Finalmente svelando tra la notte e la luna
Quello spirito magico che celato attendeva
Una esplosione di luce che finalmente rischiara
fra i sepolti ricordi continua
a domandarmi se fossi ancora li'
come ai tempi di allora, tanti, belli e forti,
non mi scongiuro assai alle mie piu'
pure paure, ma ai desideri piu' inconcessi
che al bel monte che al bel monte
erano a ritrovarsi e nel lontano messi.
In un immaginario quadro
lontano i tempi morti,
ricordi in lontananza non erano
di questo puzzle a pezzetti fitti e rotti.
M' incanto al sorgere del vivo
reincarnato dipinto di giallo, castano
da mano straniera, che penso mai umana
si trova pitturato.
"La gente trova qualcosa nel tuo lavoro, la traduce in parole e poi va avanti per sempre. Del resto, perché non dovrebbe esserci nostalgia nell'arte?"
(Edward Hopper)
Appena ieri
-quando pioveva sempre-
e il vento batteva ancora da est,
soffiavo vita nel collo di un fiore
che sapevo esser già morto
.
A quei tempi tu
eri una principessa esile,
confinata su una spiaggia
di cocci di cuore
e di aghi
di pino
.
Oggi
-invece-
viviamo nascosti
gli uni dagli altri
.
Tu,
dentro
un ricordo
che ti sfugge
.
Io,
compresso
fra un vetro blu
ed un sipario rosso;
dove il mare lo si può
ancora ascoltare.
.
"Se potessi esprimerlo con le parole, non ci sarebbe alcuna ragione per dipingerlo."
(Edward Hopper)
il colore attorno non mi è normale,
il verde acceso del passato agosto,
ad altri colori sembra lasciare il posto.
Mi guardo attorno fiducioso,
cercando un albero più baldanzoso,
i miei occhi vanno invano a scrutare,
prendendo atto che il tempo non si può fermare.
L’albero della sua veste si sta per spogliare,
una nuova chioma si prepara ad ospitare,
la sua linfa darà ancora la vita,
soppiantando quella foglia ormai ingiallita.
Una stagione tira l’altra come in un’altalena,
dove l’uomo spera di non trovare pena,
a breve un soffio di vento anche discreto,
di tutte queste foglie farà un sol tappeto.
Se tu m'amassi davvero quant'io t'amo
se fosse un sentimento nel cor tuo vero
se fosse il tuo sorriso dolce e sincero
nel mentre che negli occhi noi ci guardiamo,
il mare tempestoso che navighiamo
ci apparirebbe calmo, e non più nero
quell'orizzonte sul nostro bel veliero,
sarebbe bello quello che noi sogniamo.
L'amore certo può aver mille forme,
ma alcuna di esse simile ad un bisogno,
l'amore è far di due un solo sogno,
amar per non star soli, che sbaglio enorme.
Intanto questo cuore che male dorme
di render più sereno davvero agogno
ma quasi forse a chiederti mi vergogno
se m'ami tu, sia pure d'amor difforme.
Anni '90
vi è la verità
che si sgretola via
come frammenti di puzzle,
esiguo germoglio
è il suo palpitare
nei lassi dei tempi
dagli ostili eventi,
avvilita senza speranza
di sopravvivere
si corruga alle intemperie
delle menzogne,
che come fiocchi di neve
lentamente scendono
al suolo pregno di probità
nel suo cuore,
seppellendo incatenando
zirli di quei graffi
delle stanche mani
al suo volere ammutolito,
Oh imbelle verità,
monti in sella alla pavidità
cavalcando pusillanime!
Dileguandoti tra le vie,
illustri fievole baldanza
agli iridi degli andirivieni!
Disperdi dignità
sui sassi del tragitto
tra le lacrime di cicatrici
che in bisaccia raccogli
per dissetare la tua doglianza,
ti lascerai perire
sotto le ali del vittimismo,
poiché è più facile annullarti
che continuare
a preponderare orgogliosa
le tue ragioni in una élite
sagomate di fumo e fuoco
su ciocchi di abete,
dalla pelle di fuliggine
e dalle vesti di aria,
Fuggi lontano o verità delusa,
deponendo l'ascia
sul tuo grembo partoriente
di sfacelo per allattarlo
nei suoi lamenti!
Demotivate ormai
son le tue parole,
pugno di mosche al vento
in arbitrio in aura priva di vita,
una dignità ammalata
coinvolta nel grande turbine
della rassegnazione
a estirparla come fola mentecatta.
Gli occhi all’abbacinante luce
e, nella cortesia del contegno
sazio l’indugio del mio tempo.
Grato al ricordo
non dimentico i giorni dell’infanzia
e, i colloqui con le notti
foriere di sogni e fantasie.
Ricordo? Sì.
La cameretta, i due letti, la scrivania
e, il costante agitarsi dei ricami
li, in cucina.
L'orto, il basilico in fiore, il mortaio,
il fischio allegro del merlo
e poi, il gozzo, il mare,
il palamito da innescare,
gli ami da cambiare,
la matassa da sbrogliare.
Ricordo? Sì.
Il sole, il fermento
e, da quel punto privilegiato
io so che mi osservi
e, sei contento.
La bellezza che mi gira tutto intorno
le ragazze con il seno prorompente
e qualcuna con la maglia trasparente
ed il caldo che par d'essere in un forno.
Sono solo ed ho intorno tanta gente
su quest'erba fresca fresca di falciata;
primavera finalmente è arrivata
ed il caldo sulla pelle lo si sente.
Guardo avanti ed occhiata dopo occhiata
vedo crescere dinanzi a me la folla;
c'è chi corre, c'è chi gioca sulla zolla
e chi sui libri si fa una gran sudata.
Anni '90
Inseguiamo la vita,
non l’avventura
- sembra che mai
sia strada sicura -
né la paura
dove ozia coraggio
di esser se stessi
e si copia,
l’essenza donata
ché alimentata
nei debiti del tempo
dovrà esser resa a credito
di necessarie soddisfazioni
per sorridere
in faccia alla morte.
La vita è banca
non solo del seme
è sale
da usare a dovere
non come conviene
è un ballo colorato
è bianca … neve.
Lo espongo al cielo
tra le file di impuniti
e, penitenti.
Immagini perdute
si tramutano in rimpianto
per quello che poteva essere
e, non è stato.
Non mi giustifico.
Mi dichiaro!
Parlo della mia colpevolezza
senza nessun mediatore;
non cerco la magnanimità
benedicente del sacerdote.
Sono io il giudice
della mia incompiutezza.
Nessuna fuga.
Rispetto la sentenza.
e ci vedo anche i miei,
cerco quello che sono
dentro quel che tu sei;
non è questa la vita
che per noi io vorrei,
per poterla cambiare
non so cosa farei;
ma son sogni nel vento,
la vita è sempre lei,
spira sempre costante
come fan gli alisei.
Anni '90
La vita con il suo fragore e la sua bellezza
è l’aria unita che respiriamo.
Il cuore mio con il suo sangue
prende la tua forma
col battito che pronuncia il tuo nome.
Il bacio del mattino da vita al giorno,
per gioire nell’infinito amore.
Non perderti amore mio
per non soffrir domani.
Il tempo muta e
il domani non è l’adesso
e nella morte il ricordo non da gioia.





