Mi sta a cuore, la tua sensibilità,
mi avvicina sempre più al paradiso,
il mio cuore che ha tanto da imparare
disinvolto e abile
batte forte dal divertimento,
dolcissime essenze di emozioni
con lo sguardo decidi verso
la mia direzione, possiedi la felicità,
che riempie il cuore,
l’abbraccio delle suggestioni
più profonde, la consapevolezza,
dell’intenso che conservi nel cuore,
un amore meraviglioso
adattato per nascondermi meglio,
nel tuo cuore infinite meraviglie!!
l' amore ti attraversa
e bussa dentro al tuo cuore.
È così forte
da leggerti l' anima dentro.
Vuole riparare le cicatrici,
soffiarci sopra come un petalo.
Darti un bacio puro e innocente.
E' anche forte e impetuoso,
vuole bruciare la tua pelle
con la sua passione,
bruciarti la gola con i suoi peccati.
Lascialo entrare dentro te,
senza paura.
Lascialo abbracciarti
assieme al tramonto.
Lui ti culla, tra un volo di gabbiani
e ascolta in una magica conchiglia
i tuoi desideri.
Lui è la tua rinascita!
- Scopami! -
scrissi
e scrosciante venne giù
il diluvio
Dalla palude si alzò grigio
un grido
Adesso so cosa vuol dire
Puttana!
- Ma fu provocazione
Vostro Onore!, mi difesi,
Fu ironia -
Con fare minaccioso
si avvicinò il bambino tormentato
piangendo lacrime a iosa,
(hai presente quando il cielo si incazza?)
inappellabile, arrivò la condanna
Ritornerò dal tempo verticale
Pretenderò rosa.
quando scende la sera.
Vorrei essere il tuo letto
quando riposi.
Vorrei essere il maestro delle onde
per creare la tua musica più bella.
Vorrei essere il tepore del sole
per riscaldare il tuo corpo.
Vorrei baciarti dolcemente
sotto le luci del tramonto.
Vorrei cullarti sul mio petto
per trasmetterti il battito
del mio cuore.
In questo momento
vorrei amarti fortemente
sotto questo cielo.
Vorrei tanto...
Vorrei ancora essere
il tuo seducente profumo.
Vorrei essere la tua alba,
il tuo sole, il tuo tramonto,
la tua luna, le tue stelle,
il tuo sogno.
Vorrei essere il tuo specchio
per riflettere la tua bellezza.
Vorrei ancora essere
tanto, tanto, per te...
Vorrei essere tuo per sempre.
Gli spicchi di grano sono caduti ai miei piedi, che danzano tra i campi coltivati a mais e girasole.
La sirena di una fabbrica suona chiusura per lutto.
I piccioni si lanciano nel vuoto come stracci grigi, un crollo di gargoyles.
Le rondini, in alto, voleggiano e poi cercano rifugio dal temporale.
Su tutto e su tutti, incombe il frinire delle cicale dai mille occhi.
Su Andromeda i flipper sono fermi al 2.0.2.0
L’ultimo check up diagnosticò un respiro affannoso, da fiducia nel bonus 110.
Si vive male insomma e i mammut non sanno salire sulle astronavi.
Il porto si fa calmo, meglio di Cambridge per lo stage.
I cefali imparano facilmente dai gabbiani
e nelle discussioni su Platone volano i tavolini.
Ottima la focaccia dell’artigliere.
Il linguaggio è irrespirabile. Anche il vecchio calabrone
Ne uscì disfatto, con le labbra da signorino del Tg.
-Signore, voi mi toccate l’anima
Se non mi proteggete con lo scudo antimissile
Sarò presto colpito da una testata di nutella.
E mentre il prezzo della clorofilla sale nelle pompe
La lattuga marcia sul sentiero di Ho Chi Minh.
I grattacieli protestano davanti a un buco nero
Si stendono sulle strade celesti e bloccano i tir
L’arrivo di verdura fresca è ritardata di un millennio.
Il sorriso si conserva anche dopo il crollo di un molare
E l’allarme si innesca con un gong.
Dopo tutto non chiedere alla gola dove finisce la pallina
E inizia la buca del game over.
Parole, parole, parole …
Impregniamo il mondo
la nostra vita
col vuoto di voce che tace
che nemmeno speranze
raccoglie.
Svuotiamo sacchi
ormai secchi
e, asciutti pozzi
procediamo scheletrici
come zombi insaturi, sempre
in direzione opposta.
Non amiamo prosciutti
né giungere
a destinazione alcuna
vogliamo solo aria satura
per riuscire a scusare
il nostro annaspare.
Sarìa azzurro l’angolo di cielo
che Dio riserva ai buoni della terra,
rosso ed infocato l’angolo d’inferno
dove Caronte attende i mal viventi.
Sarìa oggi il giorno più propizio
che faccia riflettere chi mai l’ha fatto,
lì tutti prima o poi dobbiamo andare
buoni a riposare e feccia a bruciare.
Sarìa guarita la mente ch’è malata
di chi non risponde più con la ragione,
di chi per cuore ha una grossa pietra
di chi l’anima vuol venderla al demonio.
Sarìa la pace a vincere la guerra,
sarìa sconfitto l’odio dall’amore,
saria di tutti l’angolo di cielo,
sarìa l’inferno foco per bruciare Satana.
Son scucite le ore
sotto l'albero ribelle,
e del tempo che passa
sulla mia pelle, ho
ricordi lontani.
Sono giostre di cavalli
le nostre anime salde,
e risaltano di colori,
girando silenziose.
Mi stordiscono i tuoi baci,
e ricoprono le tempie,
Siamo...eterni bambini
dentro le onde del mare.
Ci stringiamo le mani,
e non rimangono vuote.
Si...amo...negli occhi vibra
adesso anche l'amore.
tra le mie braccia.
Ritorna a quando
eravamo ragazzini.
Ricordati
delle nostre corse
tra i prati fioriti.
Ricordati
delle nostre dolci capriole.
Godi i momenti belli
della nostra fanciullezza.
Godi il profumo
del nostro primo bacio.
Godi la fragranza
di quei fiori di campo
raccolti solo per te.
Godi, Amore mio.
Nella sottigliezza del tuo petto
Ho sentito dita d'albero incrociate
Alle mie mani fredde
Con amore inestinguibile
Ho sentito un respiro di speranza soffiare
Nel giorno della pioggia radioattiva
Quando quelle canzoni malinconiche
Riempivano l'aria
E lodi intestine
Non potevano uscire
E ora, dopo mesi dolorosi
Aprili senza pioggia, maggi senza sole, giugni senza stelle
Sentiamo, finalmente; oh sì che sentiamo!
Afferrami dal mio grembo affamato, dicesti
Con un sorriso floreale innestato
Albero scheletrico
Tu solo che senti la mia preghiera
Come ti ergi bello
Con quella corona di rose spinate
Con linfa sacra sulla terra purpurea
Il gelido inverno è passato
Ed è finalmente tempo di sbocciare
La Pasqua arriva presto









