Chiameresti pazzo, un uomo
disposto a rubare il sole
per non fare mai arrivare la notte?
Chiameresti pazzo, un uomo
disposto a rubare la luna
per non svegliarsi dal sogno
se tu gli sei accanto?
Chiameresti pazzo, un uomo
che ti vede in ogni opera d'arte della natura?
Le mani, come ali di farfalla,
la bocca, come petali di rosa,
nei capelli, il mare notturno
dove la luna piena
che illumina i tuoi occhi
sconfigge il giorno.
Ebbene chiamami pazzo,
perché questa sana pazzia
è il cibo del mio cuore.
Chiamami pazzo
perché non c'è pazzo che non sogni.
Ed io nel sogno vedo te.
Chiamami pazzo
matto oppure folle,
ma sappi che sono le follie
il vento che soffia
sulle nostre ali
e ci fa volare e vivere.
Tra tutte
la più vera è l'amore.
Invisibile
si diffonde come un'ombra
insinuandosi nei respiri,
nei sogni, nelle menti,
una fatale e silente presenza.
Come tempesta avanza
una furia e potenza inarrestabile,
lasciandoci lottare vulnerabili
nel nostro mondo.
Ma la fiamma della vita
brucia dentro noi
e non si spegne,
sempre pronta forte risorge.
il cielo piange con esultanza,
facciamo festa,
emozioni incorniciate
dentro il cuore
col calore del tiepido sole
che dà nuova vita ai germogli in fiore
che sbocciano con prepotenza e con grande ardore.
Le mie finestre non hanno cerniere,
sento l’aria fresca
e l’aurora sorridente,
vestita di rosa come il viso di un bambino.
Vago nei sentieri del cuore,
ti prende per mano e ti porta lontano.
Sorrido ai prati, al colore dei fiori
di tutti i colori,
primule gialle e rosse,
fiori vermigli e bianchi
di ciliegi, peschi e mandorli.
Sorridono le foglie scosse da
una brezza leggera
al chiarore del mattino.
Gli alberi si trasformano
in cascate di stelle colorate e profumate,
è la potenza della natura e del creato.
Quanta bellezza!
Esplosione di colori,
battiti d’ali,
melodiosi canti,
fanno sognare.
È solo il primo passo
molto lentamente
me ne vado a spasso.
Guardo intorno,
nel frattempo è già mezzogiorno,
coriandoli d'oro baciano il mio viso
mentre il maestrale mi accarezza all'improvviso.
L'azzurro si estende all'infinito,
stormi di nuvole senza preavviso,
guardo in alto con un sorriso
mi sembra di vedere il paradiso.
Indosso le ali e prendo il volo,
Stendo le ali come setosi petali al sole,
sempre più in alto
a baciare i capelli d'oro.
Attenta non ti avvicinare,
come Icaro vuoi fare?
Piene le bocche di baci
mai dati,
sono rivalsa sul profumo
che irrora sangue e aroma.
Non di morsi si colmano,
per rabbia o fame,
e quel tenue esangue colore
fa si che tutto taccia in noi.
Quale delicata carezza
e' lo sfiorare di labbra che
risveglia brividi ancestrali,
passioni sopite e profonde.
Assaggiarne il sapore,
di chi ti ama o solo per ardore.
Risveglio dei sensi
tra le braccia stupite,
domina una luce
che insieme si fonde.
Rosso e' il richiamo sul
viso che sa far ardere.
verso il boulevard incerto
dipinto dai fili di seta d'erba
ai piedi dei giganti cipressi,
sotto nembi di piombo
tra la bruma d'anima
a ovattare il mio viso spento
dallo sguardo recondito
raccolto sovente tra le mani
a confortare l'antico cruccio
nel palpabile freddo nel cuore,
gelandomi il fiato nel pianto
in quel viaggio senza tempo nel mio essere solo ignorato!
Fino a quando dovrò soffrire
la fame d'amore?
Fino a quando dovrò nutrirmi
di briciole d'affetto?
Or piove a dirotto
e il petricore è balsamo in me
a ricordarmi che il meglio
nasce sempre dopo
le intemperie della vita,
e sarà arcobaleno senza fine.
In questa notte di cielo a strisce
lascia l'impronta della tua mano
così che l'iride si lanci in volo
a planare sul mio bacino
Si fermino acque si calmino fiumi
sia disegnata vita ove il sud non lascia muschio
Disegnami rughe
aria stanca
l'essere alma
troppe ferite il cuore non le puo sopportare,
vorrei cancellare dentro di me tutto l'amore
per non sentire così tanto dolore,
chi è come me è destinato a soffrire
sorrido mentre dentro mi sento morire,
scrivo aforismi d'amore su un foglio bianco
ma faccio fatica ad andare avanti e sono molto stanco,
perchè continuano a dirmi che sono speciale?
per poi tradirmi e farmi sempre del male!
mi sento smarrito non credo più a niente
ho fallito sono solo un perdente,
ci casco sempre mi fido e mi lascio andare
ma l'amore procura solo lividi non voglio più amare,
vorrei che Dio mi mandasse qualcuno
che mi aiuti a non affezionarmi piu a nessuno,
detesto ogni singola parte di quello che sono
voglio essere cattivo vive troppo male un buono,
ho paura di quest'ansia che è una tortura infinita
mi aggrappo alla fede ma sto odiando la vita,
di quel quadro perfetto rimane solo la cornice
io non sono forte e non sono felice,
non voglio più provare nessuna emozione
questa sensibilità è una maledizione,
è come stare in gabbia trattenuto da 1000 catene
diventa la mia distruzione un ti voglio bene,
rendimi cattivo ti prego Dio ti chiedo perdono
ma la sensibilità e la bontà non sono un dono.
Guardami negli occhi,
umidi di lacrime non più sparse.
Ascolta le mie parole, incapaci finora
di consolarti malgrado il mio amore.
Tienimi le mani, di cui conosci
la dolce amorosa passione.
Ascolta i fiori dimenticati
nel giardino del nostro amore
che aspettano che insieme
ricominciamo a prenderci cura di loro.
L’ala buia della separazione
ci ha devastati e sconvolti.
Siamo rimasti lontani, a coltivare
ognuno il proprio dolore.
Ma ora ascolta i fiori dimenticati
nelle aiuole del nostro cuore.
Essi sanno che c’è un tempo per vivere
e un tempo per morire
e ce lo dimostrano ogni volta
che sbocciano a colorare la vita.
Torna, amore, insegniamo insieme
alle nostre labbra a sorridere di nuovo.









