Sei morbida e armoniosa in tutti i sensi,
quando mi raggiungi, considero intensa
e piacevole, giusta per infondermi forza,
basta un sorriso per darmi speranza!!
È profonda la gratitudine che sento
nei tuoi confronti, sentimenti
confezioni su misura, da rendermi conto
non sono mai sereno come da te,
capace di affollarmi il cuore
di buone ragioni, pura e semplice,
da te corro al riparo,
mi interessi, conta soltanto il tempo
trascorso insieme, e mi sento
tanto sicuro, ho compreso l’importanza,
sento il bisogno di renderti felice!!
Ecco perché non siamo nella merda.
Non par affatto impacciata,
Con mestiere tesse la sua tela,
Glielo addenta come fosse una mela.
Con una mano governa la situazione,
Per le dita ormai ha un bastone,
Con l'altra invece va nel suo pantalone
Dando vita alla sua masturbazione.
Le sue guancia si gonfiano cadenzate,
Il glande le ha internamente inpattate,
È una danza che va avanti per dei minuti,
Fino a quando entrambi non son venuti.
Lei si abbandona alle ultime carezze,
Lui la ricambia con docili tenerezze,
Per la sua sensualità essa si è distinta,
Anche se di certo non sarà rimasta incinta.
La felicità è un dono
che si riceve e si dà
è un sorriso che illumina
il volto di chi sta accanto
La felicità è un sogno
che si realizza e si condivide
è una speranza che riscalda
il cuore di chi crede
La felicità è un'arte
che si impara e si pratica
è una scelta che arricchisce
la vita di chi la fa.
Apri quella porta
Genuflettiti
Grida ai tuoi numeri il risultato dell'equazione
L'imperativo ha cucito un dunque sulla cruna dell'ago
ed io
mi sono punta tutti gli estremi delle dita
tamponando -con nostalgico credo- falangi piegate al Dio
M’affaccio e sbircio
non voglio apparire.
Qualora m’investa
ricambio un sorriso.
E mi accorgo
che troppo rapido
è in caduta il tempo
tra tumultuosi battiti
e battute spinte.
Sono scrosci
di cascate in croce
mentre il paesaggio
diviene lunare
e stili di vita
restano appesi
tra facili attese
oppure ad amalgame
tra ritmi ossessivi
che travalicano
del proprio fiore
il germogliare.
- Ti voglio bene
- Io no
- Non è un problema mio.
- Ma io non ti adorno
Nella notte
di null'altro ché di
Dolci abissi,
Mio caro.
Niente più ché
Affogati sprazzi
D'estate.
- Ma io ti voglio bene
- Io no
- Non è un problema mio.
- Ma io ti vizio in silenzio,
Ti sorprendo nel caldo
Del giorno
Ti sposto le foto
Nella stanza.
- Ma io ti voglio bene
- Io no
- Non è un problema mio.
indica qualcosa a chi arriverà,
tondo, quadrato o triangolare,
la nostra attenzion vuol richiamare.
Eppur si guarda son sufficienza,
quasi fastidio dia la sua presenza,
messo lì tra auto e pedoni,
sembra serva a far riposar i piccioni.
Se un segnale stradale vuoi ignorare,
in inconveniente potresti però incappare,
se qualcuno lì lo avrà posizionato,
occorre apprezzarne il suo significato.
Un segnale di pericolo ti potrà aiutare,
se un dosso vorrai lentamente oltrepassare,
se di fretta come me ne avrai troppa,
dell'olio in basso romperai la coppa.
Da quando l'aveva lasciata il cielo,
viveva nel bosco delle more
nelle vicinanze di un fiume nero.
mangiava erbe amare
e rossi frutti di stagione
bevendo l'acqua
che scorreva indifferente.
Le lucciole sapevano di lei
e la notte la cercavano
le mostravano i suoi passi.
tutti ad uno ad uno.
Anche la luna ogni tanto le parlava,
ma siccome era in cielo
Imma non sapeva.
Non c'era nulla nel suo mondo
solo il fiume, le lucciole e le more.
Sarà stato il fiume a raccontare
di lei al mare?
Il giorno che la vide galleggiare.
nel buio di questa notte
perso tra gli sguardi soavi
tra le mani che
calde,
mi prendono le mie
e mi portano lontano,
lontano dal dolore
lontano dal finto calore,
lontano dai suoi occhi
di ombra.
E danzerò,
sull'onde del mare
del mare in tempesta
e più la tempesta
scaglierà contro di me
tutta la sua rabbia
io continuerò a danzare
con la magica armonia
di un notturno
nel cuore.
E tu,
sarai con me
unita a me,
come il petalo ad un fiore,
e mai
appassirai
e mai
appassirò
perchè di noi
ci nutriremo.
E canterai,
una dolce melodia
che si fa pioggia,
tuono,
fulmine
e lampo,
a squarciare il cielo.
E danzerai,
una danza antica
di sole e vento,
di notte e giorno,
di pioggia e sole
una danza come.....
come una promessa.
Ed io con te,
canterò e danzerò.
Il mio nuovo me al vostro cospetto
Sono diventato questo e a malincuore lo accetto,
dopo la morte di una persona a me cara che per me era tutto,
il vecchio Genny si è completamente distrutto,
il mio umore è del tutto instabile
crollo facilmente sono troppo vulnerabile,
fragile davanti ad una parola pungente
per me diventa una ferita struggente,
non ho autocontrollo se sono nervoso
e sono diventato fin troppo permaloso,
vedo spesso il vuoto intorno
di notte sto sveglio e non dormo,
la collera diventa una tortura infernale
era già dura prima ma adesso sto molto più male,
vado avanti così come posso mi arrangio
quando sono triste si chiude lo stomaco e non mangio,
una patetica realtà di cui me ne vergogno
non ho mai chiesto aiuto ma forse ne ho bisogno,
tutte le emozioni sono amplificate
le mie reazioni molto esagerate,
ho voluto fortemente la solitudine
che poi è diventata un abitudine,
non ho potuto farci niente
mi sentivo solo in mezzo a tanta gente,
quelle poche persone che cercavo e volevo
le stavo esasperando e non me ne accorgevo,
mi sono restate comunque accanto
asciugando le mie lacrime ogni volta che ho pianto,
ogni piccola cosa diventa gigante
l’ansia mi attacca ogni istante,
se provo affetto a tratti quasi imbarazzante
se ci sono mancanze ho paura e divento pesante,
quando sono fuori controllo divento distruttivo
è così che da due anni io vivo,
mi arrabbio , litigo ed è davvero una follia
dico basta a chi voglio bene ma non voglio che vada via,
contro me stesso dico che è finita
a chi è fondamentale nella mia vita,
non mi potranno mai davvero capire
ciò che sono diventato è impossibile da gestire,
per questa mia sensibilità eccessiva la gente mi mette sul podio,
mi dicono che sono raro ma non sanno che per essere così mi odio,
vorrei non provare sentimenti vorrei non amare nessuno Gesù…..
ti prego fa qualcosa non ce la faccio più.










