Non di soli occhi
si osserva attorno.
Non di sola lingua
nascono leccornie.
Non nel solo timpano
risiede melodia.
Non di solo tatto
si carezzano sogni.
Non solo nelle narici
scorrono, i favori del tempo.
Ma solo con l’amore
si sfama il cuore
che pompa, pompa
e la vita circola.
Anagrammo ricordi
sui crepuscoli della sera
ed un morso di stagioni
si consuma come il silenzio
colorato dall’odore dei tuoi sguardi
e la speranza vive nelle parole,
nelle attese fugaci
ad incontraci nell’anima.
Ed il vento mi pettina il cuor
come un sepolcro d’abitudini,
rincorro le ciglia del tempo
perdute in questa brina di mare
e la vita è un sogno da ricordare.
In fondo al cuore ho sempre amato te,
ancora non ho capito neanche né come sia successo,
cosa mi stia succedendo, e non lo voglio
neanche sapere, da quando ci siamo incontrati,
come sia stato possibile, amarci da subito,
da quando ci siamo diretti gli sguardi,
ed ancora non abbiamo mai smesso,
stessa intensità
magari credo aumenti di giorno in giorno,
entrando sempre più nei raggi del cuore,
anche del mio che non conoscevo ancora
capace di volere così bene
innamorato pazzo, indovina ancora
tutte le mie buone intenzioni a partecipare,
per sempre a questa festa di emozioni!!
Per sempre bene ,
quel bene che solo
l’anima intende.
Per sempre bene ,
quel bene promesso e
suggellato da Dio.
Ne accarezzo i ricordi
e abbraccio la vita .
Raccolgo i momenti spensierati
stringo le emozioni forti
assaporo gli istanti gioiosi
e rumorosi ,
i tanti doni avuti
meravigliosi.
Li porto nel cuore .
Ancora ho centinaia di sogni
in un fondo di bicchiere .
(Venticinque anni insieme)
ad arrivar puntuale al lavoro appar ligia,
girano in senso orario i tornelli,
ad uno ad uno passan brutti e belli.
C' è invece chi è fermo alla macchinetta,
un bigliento sta facendo in tutta fretta,
consulta le indicazione sul display,
ad un bacio si lascia andar con la sua lei.
L'odor dei bar inebria l' ambiente,
qui e lì un via vai di tanta gente,
ecco un macchinista delle Ferrovie dello Stato,
lento pede sa che il suo tempo lì è già pagato.
Mi fermo a veder queste simil formiche,
incrociandosi e sfiorandosi come ad esser amiche,
tutte sembran far parte di un grande disegno,
al qual pensandoci provo forte sdegno.
Ritornelli di mare
vestiti di un tramonto
son letteratura di sguardi
lasciata ad ascoltare
questo rimario d’estate
caduto sulla spiaggia
dell’eco dei pensieri miei.
Luglio è un bacio di luce,
risacca d’orizzonti lontani
sull’uscio dei miei meridiani,
così carezzo la mia vita
fra apostrofi di conchiglia
e taccuini d’onde blu.
Non c'è tempo per essere lento
E striscia e risale per le vie
È tutto così troppo
Rincorrere orari e binari
Gettarsi questo groppo umano
Come droga in vena
Chi brulica qui sono solo fantasmi
Spenti come fiaccole nel giorno
Fiacchi e lenti girando in tondo
Producono solo un suono sordo
Raschiate, screpolanti
Tra i gemiti e i miasmi
Ma in fondo tu lo sai e lo so anch'io
Anche noi siamo come loro
Una massa che non vede e sente
E questo tutto alla fine è niente
Io, donna,
speranza senza attesa,
a volte sirena a volte
eterna bambina,
mi sostengo dei gemiti
dei fiori che sospirano
nel silenzio.
Mi nutro di essenza
e acqua che scorre,
mi nascondo dietro
veli che ricoprono
come nebbia.
Anelo al paradiso,
ma ho solo segni
sulla pelle che si
riflettono negli occhi
delle stelle.
Dolce ribelle, fragile vetro,
non dimentico
che io sono...io.
Nel frequentarci, ora non sono soltanto chiacchiere,
mi spetta una porzione del tuo cuore,
bastevole soddisfazione per essermi distinto
buontempone nel costeggiare
senza mai sbiadirmi innumerevoli giorni,
trascorsi sotto il sole e sotto le piogge,
ad aspettarti, e solennemente a meditare,
in attesa di un incontro con la più
favolosa amante!! Per fiancheggiarti sino a casa,
desideravo soltanto chiacchierare
e insistentemente dire il bene che mi portavo
appresso al tuo sguardo, sontuoso e romantico,
intravvedendo così una tenue luce
dallo sgabuzzino del cuore, il minimo barlume,
di speranza, ma per me era
immensa vitalità, guardandoti arrossivo,
per la voglia pazza di stringerti la mano,
felice di quell’avermi acconsentito,
di fare un tratto di strada insieme,
perché ero uno stupido, che voleva far parte del mondo,
e mi accontentavo di aspettarti, in fondo alla strada!!
si sente come una fitta al cuore,
avverti un senso di smarrimento,
non leggerai più un suo componimento.
Colui che scrive in prosa o in poesia,
non è persona che si trova in tra la via,
egli si fa interprete dei pensieri di tutti,
raccontando pregi e difetti di belli e brutti.
Chi a questo scopo la penna fa camminare,
tra le persone speciali è da annoverare,
è la voce di emozioni di tante persone,
e va ringraziato con un pizzico di commozione.
Quando tale persona viene persa,
l'atmosfera par esser un po' diversa,
orfani si rimane di un nobil pensiero,
scritto con arte e animo sincero
Divisioni d’infinito
carezzano le desinenze del mio io
ed un grembo di cielo
avanza petali del nostro domani,
tesse battiti di nostalgia
impigliati in refusi lunari.
Sbottono una valigia d’eco
fra le consonanti dell’anima mia
e ripenso ai nostri giorni feriti,
ad un sipario d’incontri perduti,
ad una risacca di cometa
a stringere solitudine d’eterno.
Rafia di vuote abitudini
soccorre il tempo dei pensieri
in questo silenzio d’aprile:
sei l’idea spoglia
del mio cuor in divenire.
con cui mi fai sentire sicuro,
il migliore amico sulla terra,
e il più bello, forse perché insieme a te
va tutto bene, certo non ci manca
la stessa spensieratezza di fare tutto
continuamente giocando, ma sei da sempre tu
fra le tue braccia che ad ogni tramonto
mi salvi, è una meraviglia dimenticare
tutto il mondo e pensare soltanto ad amarti,
tu comandi e accendi le stelle,
che dolce stare nel porto dei tuoi occhi azzurri,
una dolce fatina, i miei stessi desideri,
e sai bene che quello che desidero di più
sei tu, il tuo magnifico corpo
da sempre desiderato,
perché sei da sempre uguale,
stracarica d’amore per me!!
Diari di pioggia
a parlarmi di te
e diagonali di margherite
al capezzale del mio eco
ora che ogni ferita
è un desiderio senza te.
La sera sfama la mia anima
in un pianto di battiti
e son qui a rileggere i tuoi sguardi,
il mare dei tuoi fianchi,
il silenzio dei tuoi pensieri,
il perimetro dei miei inverni.
Soffia un cateto di brina
il petto dell’ombra mia,
ti cucio al mio tempo imperfetto
come bacio che mai rinnego.






