Scie, colori e mai visti raggi
a congedare il maledetto vento
che intanto spazza, spazza via da noi
d’amor sentito l’ultima vendetta.

Istanti, da riformulare lunghi,
a fare il tondo ad ore, ore e ore,
a capitare in mezzo agli sbadigli
di alba fino al tramonto replicata.

Cuori, fasciati d’un metallo dolce
per tamponar gli odiati squarci,
ladroni degli umani miracoli
rimasti a metà per colpe nostre.

Se solo le voci s’abbassassero
facendo spazio ad un sussurro mite,
se ancor di più un po’ scadessero
cedendo al pensiero la parola,

allora avrebbe finalmente il là
la vita mia che vorrei esordisse
su quel palco caramellato e glabro
di un teatro sempre aperto agli altri.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Candor sopraffino: siete beata!

Salutate per noi il vostro figlio

Vergine dal popol tanto amata!

benedite la nostra patria! Giglio.


Il nunzio ama prega e spera in voi

non in altra creatura ed ei vola.

I pastori alla fonte benedetta, i buoi

che si nutrono dell’acqua che cola.


Siete voi “Fonte santa del popolo”

e noi assetati di tanto amore

combattiamo con voi come codolo


ed è quella santa corda il rosario

che il ciel ci dona come favore

che il nunzio ci fa suo salario.

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Profilo Autore: Fone  

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Leone il sole

fin sotto l’ombrelloni

… l‘altra foresta.



Ombra rubata

dal vicino ombrellone e

nessun l’arresta!



Savana estiva

affanno nel respiro

traccia sudore.



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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Le verdi insegne cominci ad avvistare,
un casello stai per oltrepassare,
con pollice e indice ritiri il biglietto,
lo riponi sul cruscotto aprendo il cassetto.

La striscia diventa tratteggiata,
a senso unico diventa la carreggiata,
ti metti comodo e sopito,
mentre inserisci il tuo CD preferito.

Le aree di servizio si succedono a ripetizione,
tu aspetti quella dove non c' è confusione,
intanto superi autotreni in successione,
attraversando pian piano più di una regione.

Così lenti passano minuti e ore,
dentro l'abitacolo non c è rumore,
il sonno ha conquistato i passeggeri,
e tu rimani al volante con i tuoi pensieri.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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In quel dolce silenzio, rivedi la vita
i tramonti si spezzano, l'aria soffia leggera
e come un passo di danza fiorisce
muovendosi elegantemente
al ritmo di ballo caraibico
esordisce coinvolgendo
Osserva l'abbandono
di capi inamidati
ma senza esser stirati
mentre si commentano
da soli, senza essere guardati
in quell'esistenza che si rinnova
e fa da paladino nel vedersi
agiata, quando mondi si sentono
scartati e girano per domandare
come si può morire, fra le vie
inosservate
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Profilo Autore: poesie profonde  

Questo autore ha pubblicato 734 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questo Noi, questo Loro.
E Loro che a loro volta
eseguono chirurgici distinguo
tra Noi e Loro.


Trovano il fertile
laddove siamo marci.

E sono partiti come un oceano
che finisce per leccare le scarpe.

Triangoli rosa, triangoli neri
il rodaggio del quadro generale:
malati e non malati,
chi sulle arche e chi impalato sui remi.

Non esiste abisso
che sia più abisso d'una superficie.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Per mio Papà


Vergineo giglio: sole!

Amena immacolata

- grazia alla fiaccolata-

sei prece di candor.


A te cosa aggrada?

di noi, la nostra vita

di noi, la bea salita

vergogniamoci ancor.


Ti doniamo: cammino

verso quel monte santo

che ci copre col manto

fatto di cielo e amor.


Siamo tuoi figli, oh Sole

della ragione vera

non sia una chimera

quella fé interior.

Stefano Govoni, 27/08/2022

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Profilo Autore: Fone  

Questo autore ha pubblicato 177 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Mi rimembro antiche
voglie, e ristoro sono
le dita tue che marcano
la pelle, lasciando impronte chiare.
Mi agito nel sogno
ricordando il tuo viso
nascosto da rami e foglie,
presenza incarnata nel cuore
come artiglio, non puoi andare.
Perdute sono le armoniche bocche,
che in un bacio d'amore
cercavano sollievo e desiderio.
Sorvolano i pensieri la mente
come alianti perduti nel cielo,
e mi raggomitolo in attesa
del tuo profumo, che porta
legni e spezie a dilatare
il respiro.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Delle volte mi soffermo a pensare

alla solitudine degli altri senza comprenderla,

sarà perché con la mia ho imparato a conviverci.

Si lamentano in continuazione per quel male oscuro

che scava nelle profonde radici dell'io incompreso.

Eppure non sono realmente sole, hanno famiglia,

un marito accanto o amici veri che stravedono

e darebbero la vita per la loro felicità.

Insoddisfatte e lamentose cercano altro,

forse evasione o attenzione che pensano di non ricevere

soffrono del male di vivere, eterni insoddisfatti,

ogni appiglio è valido per poter afferrare e comunicare sconforto

scaturito dal loro subconscio in modo errato e amplificato,

in qualche modo cercano di esternarlo al mondo sempre più distratto,

cercando quelle attenzioni di cui avvertono eccessiva carenza.

Insomma persone insoddisfatte di ciò che hanno

talvolta vorrebbero demolirne altre in egual misura.

Allora mi rendo conto che la mia solitudine è buona compagna

e nelle nostre lunghe chiacchierate riesce a farmi riflettere su tante cose.

Sul dolore che ho provato per una mancanza vera,

importante come la luce dei miei occhi eppure, è quella stessa luce

a spronarmi a non arrendermi alle prove della vita,

dandomi la forza di discernere tra realtà e fantasia.

Il dolore non si inventa, solo dopo averlo provato si può esternare

talvolta resta incompreso ma si evincerà sempre

nella percezione trasmessa dall'anima.

Sicuramente ci vuole una forza non comune

per non cedere all'inganno dello sconforto e della malinconia

che potrebbe condurre a gesti estremi.

 

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Profilo Autore: genoveffa frau  

Questo autore ha pubblicato 351 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Io in Islanda non ci sono mai stato
Mai nello stato di ghiaccio e fuoco
Ma istanti freddi, fermi in quei cieli distanti
Mi affondano immaginando di immergermici dentro
Solo soletto al mio caminetto arroccato
Cantando sgolato e a denti stretti
Gelato su quell'isola senza germi

Quella lingua dura di mare tra mura
Di scogli e scaglie di lava che lavano
Tutto lo sporco da cui ora fuggo
Che posto pulito
Zero nasi ficcati e zero noise
Niente traffici imbottigliati tra casoni a caso
Che ti inquinano anche dentro
A forza di contatto con tanto schifo

Ma un pezzo di pazzo pensereste di me adesso
A chiedere asilo in quell'antro
Ebbene sogno soltanto, lasciatemelo fare
Spero che da qualche parte un faro
Ci sia in cui mi farò guardiano del mare
Custode del mio niente
Tutto questo in mente
Tutto questo sognando ingenuamente
Di far la mia locanda
Certo non calda, ma sicuro candida
In Islanda 
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Profilo Autore: Ealain  

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Beata Vergine: luce

che ramminga solevi

amar i tuoi allievi

di prece dacci ancor.

Insegnaci ragione

di quel figlio divino

d’esser dell’agnellino

ab aeterno amor.

Sole abbacinante

che sprigiona rugiada

che sia e ti aggrada

che siam tuoi favor.

Ed il pianto antico

si converta in cielo...

si mandi dal Carmelo

gioia speranza e livror.

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Profilo Autore: Fone  

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Ah, sto' cchiena
'e dulure stammatina...
quase quase mme
piglio n'aspirina.
Tenco pure nu poco
'e male 'e panza:
forze tenco
quacche intolleranza.
Eccì, eccìù, e..ccià,
aggio fatto ciento starnute:
si vaco annanze accussì,
so' ggià pronta p' 'o tauto.
Uh Madonna mia
comme sto' ccumbinata,
stammatina pe mme muovere
nce vo' nu carrarmato.
Aggio fatto nu colpo 'e tosse,
mme so' asciute ll'uocchie 'a fore.
Tenco nu dulore forte mpietto,
niente niente fosse 'o core?
Salute a vvuje
e pparlanno cu ddecenza,
nun vaco bbona 'e cuorpo:
tenco nu poco 'e flatulenza.
'O core fa pu ppù,
nun ce 'a faccio cchiù.
Quanno saglio 'e scale
mme vene ll'affanno:
tenesse ll'enfisema
o quacch'atu malanno?
Quanno respiro faccio
'o siscariello,
ma fosse nu poco
'e brunchitella?
'O duttore dice
ca nun m'aggi' 'a preoccupà,
tenco nu male comune:
sono affetta da anzianità.
Passata 'a sissantina,
è nu dulore ogni mmatina.
Quanno 'o tiempo passa,
è nu terno a llotto:
si po' facimmo 'a tombola,
allora sparammo 'e bbotte.
Simmo tanta nummarielle
ncopp'a cartella d' 'a vita:
ogni ghiuorno ca passa
pazziammo na partita.
Quanno sott'ô traguardo
simmo quase arrivate,
jammo sempe cchiù llente:
senza sciato e affannate.
E allora nun fa niente,
accussì vaco annanze:
nu poco zuppechianno
e nu dulore 'int'ô scianco.
Pe mme chello ca conta
è cca arrivo nfin'a llà:
quase â fine d' 'o percorso,
senza tanto spapetrià.
Nun me mporta si spisso
mme fanno male 'e rine.
Si tenco 'o core pazzariello
e nu poco ballerino.
Si quacche vvota,
tremmo c' 'a mano.
Si pure cu 'e llente,
nun veco bbuono 'a luntano.
E nnun voglio penzà
a qquanno vaco
a ffernì 'int'ô puzzo:
d' 'o calice d' 'a vita
mme voglio bbere
nfin'a ll'urdemo surzo.
Quann'essa vene
e annanz'â porta fa "drin drin",
i' aizanno 'o calice, saluto...
po' faccio ll'urdemo bbrinnese: cin cin.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Abbiate coscienza...
Salmodiate i canti al Signore...
 - così parlava il nunzio -
ed ora che è sera chi canterà
delle glorie passate che passano
degli sforzi che sono sudore
e con essi divengono più
ma quegli sforzi che sono solo sudore
e peggio con ego e dolore
che ne valgano ancor alla terra
di tanto orrore?
Poco e nulla, ma forse conviene,
cantar e salmodiare ed il Nunzio
che lo fa sa perché sa che se lo fa
grande il suo premio sarà.
E voi nunzi della sera
uomini belli e mortali
ricordate che il tempo cagiona
conoscenze, fatevi savi.
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Profilo Autore: Fone  

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Lei

danza nel cortile

prima di morire

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Profilo Autore: Labbra Tristi  

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Il respiro 
avvolse il Creato
 il silenzio t'accolse
al tuo Vergine Cielo 

Di lune nascenti 
affamate di lampi 
l'eco fu luce 
d'essenza fiorivi 
in quel tempo remoto

Ora il volto
 puoi chinare 
se d'amor mio 
piango al tuo sguardo 
 che solo te 
ha sempre amato.



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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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