acqua per lavarmi da riempire uno stagno,
mi guardo i profili come non faccio altre sere,
sistemo le basette come fa il mio parrucchiere.
Son quasi pronto per andar ad uscire,
fuori ormai sta anche per imbrunire,
l'ora 'X' sta finalmente per scoccare,
puntuale all'incontro non potrò mancare.
Le scarpe in tinta con la cintura,
un bell'orologio come finitura,
L'uscio oltrepasso di tutto punto,
il mio capello di gel appare unto.
Entro baldanzoso nella mia autovettura,
tirata a lucido con tanto di contrattura,
intanto leggo un messaggio sul cellulare:
' Guarda non riesco, ho avuto da fare!'.
'Porca di quella troia!' ho esclamato,
'Ora dove vado così conciato?'.
Non mi resta che andar al supermercato,
e comprar il gel che poco prima ho terminato.
Finché ci sei tu c’è l’amore,
l’amore più impossibile, indifferentemente
ci sia la possibilità di poter affondare,
finché stiamo insieme abbondiamo di felicità,
poi potremo anche discuterne,
ora lo ritengo importante, amarci,
esaminarci, finché ci piacciamo
restiamo alla fontana di questo amore!!
Finché volteggiamo felici,
finché ci accarezza il piacere,
finché passeggiamo sui sogni,
e tutto avvolge di divina meraviglia,
non ci sono parole per descrivere tanto amore,
finche abbiamo questo raggio di sole
per poter scrivere altre poesie,
restiamo innamorati di noi stessi,
accoccoliamoci per fare un bel pieno di energie,
per quando usciremo da qui,
e il vento del mondo ci minaccerà di nuovo!!
E mi ritrovo
a declinare l’anima,
a spendere nei miei sguardi
il romanzo dei tuoi meridiani
e spegnerei anche l’eternità
in un vernissage di solitudine
stretto ai confini del mio cuore.
Un’orchestra di margherite
cena con un battito di luna
nell’equazione spenta
di una lacrima di mare
ed assaggio i miei silenzi,
ed aspetto i tuoi dividendi
in un sospetto d’infinito
regalato all’eco degli inverni.
La luna mi sorveglia anche stanotte
non si stanca di farmi compagnia,
talvolta si nasconde ma so che mi spia.
Tra coltri di nubi fa finta di riposare
e intanto sorveglia se io possa scordare
quel dolore che mi ha trafitto il cuore.
Non riesco proprio a dimenticare
chi mi ha insegnato che l'amore è tutto,
e senza, ogni giorno è più brutto.
Come in una gelata di primo inverno
cerco calore, cerco l' inferno
per sentire quel contatto sul cuore
dopo aver fatto l'amore per ore ed ore
scambiando dolcemente, piano piano
quasi con pudore, un sussurrato ti amo.
Ma sei andato via, seguendo gli alisei
cosi lontano, un po' prima delle sei
e non so, se possa giungerti un richiamo,
sto urlando al mondo il mio ti amo.
Un giorno lancerò una corda alla luna,
mi aggrapperò per raggiungerti e lassù
in una stella dell'universo ci sarai tu
adagiato ad aspettare, pronto a perdonare
se tra le braccia di un altro ho cercato te.
Invece no, invece no, non era amore,
solo inganno e bugia, frutto di fantasia.
Mai, non succederà mai anima mia,
sarà l'ultima notte di luna calante a salvarmi
rivestendo d'azzurro un nuovo mattino
mentre una lacrima bagnerà il tuo cuscino.
Nei tuoi occhi vedo mille stelle,
ogni volta che facciamo l’amore,
per questo ad ogni giorno che passa,
la mia paura di perderti, paura di restare
senza poterti sfiorare le labbra, create apposta
per accorgermi di te!!
Esattamente nel momento preciso,
che ci siamo incrociati
gli sguardi, per magica coincidenza
o per volontà del cielo ci siamo
ritrovati in un mondo di meraviglie,
non ho avuto il tempo di ringraziarti
ritrovandoci innamorati,
fantastica complicazione, dolce e complicata
corrispondenza fra le labbra,
felici da impazzire di felicità
destinate a vivere in un unico posto
nel tuo cuore, il più sensibile!!
L’amore è un bacio d’alba
consumato nei tuoi occhi,
una nevicata d’anima
nelle tasche dei silenzi miei,
un capoverso d’universo
regalato al nostro tempo.
Mai ferirò questo aspettarti invano,
questo dialogo con un battito vuoto,
perché l’amore s’ama
come la carezza dei tuoi sguardi,
come una mareggiata di noi
scordata dal testo degli inverni,
perché l’amore è sangue del mio pensiero,
labbra del tuo abbraccio di luna.
Elisabetta se n'è andata,
l'Inghilterra di lei è rimasta orfana,
la sua figura è ormai diafana.
Riaffiorano i suoi abiti color pastello,
mentre elegante esce dal suo castello,
indossa come sempre il suo cappello,
cingendole il capo le sta a pennello.
La sua compostezza era risaputa,
da tutti i sudditi riconosciuta,
supina dal suo popolo si separa,
una bandiera avvolge la sua bara.
Un cambio sul trono quindi ci attende,
quest'idea però non tanto mi prende,
Re Carlo si accinge a sostituirla,
anche se ha una faccia da pirla.
Ho riassunto silenzi
in un bozzolo di rugiada
ed una me crepuscolare
m’invita ad un concerto di pensieri
come spartito d’esistenza
inciso sul petto di una rosa.
La luna sposta il suo orizzonte
sul vestito dei miei dubbi,
mi regala stagioni mai indossate,
furti di solitudine ed echi di te
e sulle labbra mille ricordi
a raccontar della mia me.
Un bambino solitario che vive nel mio cuore
Che si sveglia col soffiare del motore
Quando parte un aereo
È così bello volare, piccolo pilota
E vedere te pensarti come parte del cielo
Posarti a scrutare i paesaggi
Con una gravità appesa a un filo
Come un Icaro con occhi sognanti
Che perde il senso di quota
Sentire i nostri corpi pesanti
Liberarsi nei sentieri dove corrono gli uccelli
Non distinguere le nuvole dal mare
Vola, fratellino, e perditi nel mondo!
Finché non cadrai continua a volare!
bambini lasciano d'emozione una scia,
la mano stringono alcuni papà,
sembran camminare con le loro metà.
Passa la maestra con fare normale,
questo per lei non è un giorno speciale,
entra senza aspettare la campana,
con l'inceder calmo di una befana.
Fuori si attende l'apertura dei cancelli,
una mamma alla figlia aggiusta i capelli,
qualcuno scatta qualche foto di rito,
nell'album dei ricordi il momento e' gia' scolpito.
Scalpitano sull'uscio tutti gli alunni,
fra un po' ci sarà la carica degli Unni,
l' anno scolastico è appena iniziato,
caro angelo a Dio ti ho raccomandato.
Non sarò più io
Il tempo non è reversibile
Un profumo una canzone
un attimo effimero
Il nostro inferno







