non vale lo stesso per il papa',
morto lui non c'è più nessuno,
che il suo posto prenda per ognuno.
Un accento fa una bella differenza,
di uno si rimane ahime' senza,
questa la dura legge della vita,
beato ancor chi non l'ha capita.
In tutto questo si va avanti,
facendo fronte a tutti quanti,
rimangono ricordi e insegnamenti,
a cui ricorrere nei vari momenti.
Il papa non a caso è senza figli,
per evitare di crear scompigli,
in dote un accento lui non ha,
seppur grande non sarà mai il mio papà!
di gentil profumo la strada è pregna,
in programma non v' è di entrare,
ma dall' acquolina mi farò tentare.
La decisione è ormai bella e presa,
varchero' il tuo uscio a man protesa,
alla cassa mi dirigero' spedito,
ordinerò il mio dolce preferito.
La scelta tuttavia è ampia e ricca,
la mia vista velocemente ci si ficca,
l' idea allora cambio repentinamente,
un vassoio mi passa di prender per la mente.
Così maturo la voglia e così sia:
'Un vassoio da dieci paste da portar via',
sul palmo di una mano quanto acquistato,
esco felice ed assai fiero del mio operato.
guardami con la stessa
emozione che provi
quando vedi il sole tramontare.
Fermati ad ammirare i miei rossi,
i miei arancioni, i miei gialli
che si mescolano
con l'azzurro del cielo.
Quando il sole va a dormire
cercami nel buio della notte:
sarò la tua luce.
Quando il nuovo giorno nasce,
cercami all'ombra
di una grande quercia:
sarò la tua frescura.
Amami all'imbrunire
e quando i miei capelli avranno
il colore della luna,
accarezzami il capo
e disperdi le mie nubi;
affinché non si
trasformino in pioggia.
Amami anche d'inverno
e quando i miei rami
saranno secchi e spogli...
tu dammi acqua
e disseta la mia anima;
affinché non inaridisca.
Se ho freddo coprimi
di abbracci,
se tremo riempimi di baci.
Dimmi che mi ami:
dimmelo con gli occhi,
dimmelo con il cuore.
Se mi allontano avvicinati,
se non ci sono cercami.
Guardami ogni giorno
con la stessa emozione
di quando vedi
sorgere il sole.
Al calar della sera,
salutami con
un arrivederci
e mai con un addio...
perché per te
ritornerò sempre:
sarò il tuo raggio di sole,
la stella più luminosa del cielo.
Come due alberi,
uno accanto all'altro,
con le chiome al vento
e con salde radici...
ci sorreggiamo
nel viale della vita.
Il giorno in cui
un vento violento
si abbatterà su di noi...
...se vedi che ho paura...
stringimi forte la mano.
gli uccellini
stamattina
e plic, plic
fa la pioggia
sulle grondaie.
Ma ecco!
Da lontano:
Il Picchio
e poi il Merlo
e fruscìi d'ali
veloci, veloci.
Saranno Rondini!
Le prime auto
rumorose
sulla strada bagnata.
Un cane abbaia
alla solita bicicletta
e plic, plic.
E ancora piove!
nei cespugli del cuore
vive di una quiete prepotente
che prende l'universo dal vento
delle siepi che le sovrasta
erbe malvage crescono
facendo radici profonde
complottano non perdono tempo
è così che devono fare
assumono reazioni
senza peli, sulla lingua
si va sempre svuotando
e tu con essa
polvere.
Amico,
che con me condividendo
questo destino che gorgoglia:
strozzato il rivo
tra le pietre del pianto.
Piangi pure e scrivi
che di lacrime mute
il mondo è spento:
noia e altro mai nulla...
Ed è la pioggia poca
che germoglia.
La nuvoletta lenta nel cielo
che adombra;
...riarso il cielo illumina
l'umanità ed il suo sepolcro.
Lungo il percorso dell’anima mia
le mille emozioni prendo per mano
e là le conduco per poi adagiarle
su letto disfatto dai sogni nascosti.
Così, riposate e fragili forme,
saran frazionate in attimi puri
che bevono linfa d’estrema fonte
e opere, infin, di cemento saranno.
E le guardo, le odoro, le ascolto
nel breve tragitto del loro ritorno
al giungere sparse sulla mia pelle
e quindi nel cielo esplodere, tutte!
*
Stesura 2010
di dolore
Anzi sì altro ma dolore:
Guerra e fame
ma per la stupidità
Della gente.
Quando cammineremo
Allora varrà quel fucile
che abbiamo infranto
Da quel manto
Dato al nostro pargoletto
dei candelabri son li' a presenziare,
un Cristo in fondo sguardo chino,
dal suo alto osserva l'implacabil destino.
La funzione va avanti senza esitazione,
senza alcun segno di commozione,
colui che giace intra legno supino,
era anziano senza figli e poverino.
Ci si alza e ci si siede a ripetizione,
ancora ignoro la cattolica successione,
poi alla fine giunge la celebrazione,
l' impresa funebre si avvicina con discrezione.
Così finisce la vita terrena di ognuno,
spinti su una navata da un ignoto qualcuno,
fuori c' è una fuoriserie che gia' lo aspetta,
al Campo Santo lo accompagnerà senza fretta.
Sto a cercare nell' acqua il tuo volto danzare, con la voce persa nel vuoto
di tempo
sulla scìa
di un aereo
per tornare
chissà…
un giorno.
E lascio
gocce di Mare
sulla via
del tramonto.
E lascio
farfalle di neve
a sciogliersi
in silenzio.
E lascio, dieci
cento, mille
e mille mila passi…
sui deserti
di una vita.
Spesso la parte concupiscibile di noi stessi ci porta a scegliere una beatitudine in apparenza luminosa, ma che poi si rivela una semplice allucinazione che non proietta nessuna luce propria. Dopo un periodo di falso giovamento ci si rende conto che stando nudi si incomincia ad avere freddo. Dunque dalla caverna tenebrosa costituita da miraggi luminosi apparenti veniamo liberati dalle catene che ci tenevano prigionieri e usciamo fuori da ciò che ci ha tenuto lontano dalla ragione per rivedere la luce e la realtà.
Dal tunnel nero scavato nella roccia
la corteccia si è schiusa
e ho ritrovato il lume dare ardore.
Ho rivisto il mio universo risplendere,
in seguito al viaggio nella caverna
portatrice di miraggi passeggeri,
e ho rivisto il sole.






