Ogni innamorato subito si riconosce,
dall’aria incantata, sempre stregato,
sempre affascinato, sempre confuso
al dolce ricordo della sua dolce creatura!!
Sempre legalmente legato
alla sua relazione, così attaccato
che in ogni discussione la mette in mezzo,
e sempre al centro dell’attenzione del mondo intero,
ognuno deve sapere chi è
la creatura che ama, e che la sua purezza,
è una leggenda di pura umanità!!
Ogni innamorato durante la sua missione,
abituato a trattare e concepire infiniti sentimenti,
appartenendo alla più dolce esperienza sulla terra,
vivacemente e fedelmente segue,
danzando dall’alba al tramonto,
sa benissimo che ne subirà,
un bel ghiribizzo di trasformazione!!
Di sale, l’aria mite
s’insinua tra i pensieri
tra risposte senza domande
e un’apnea di idee scadute.
Ma la natura allarga le foglie
accelera la velocità delle lancette
disegna nell’azzurro sconfinato nuvole leggere e mutevoli.
Guardo il cielo
soppeso il suo silenzio
tra il pollice e l’indice un breve fardello.
bambine donne
che ve ne farete del sottile filo che vi lega al dito della vita?
Ne farete un anello da portare al prossimo sposo
oppure, andando a ritroso, troverete infine pace e quiete?
Ne conoscete voi, di cantilene e meraviglie
avete come me il terrore sacro della lavastoviglie
oppure volate in alto come gabbiani allucinati?
Quanti figli mai nati ci portiamo dentro
e tutti i tremori dell'Universo!...
E non è mai tempo perso quello che passiamo a ridere
di noi, delle nostre finte debolezze
e non son baci né languide carezze quelli che ci danno vita
ma solo la certezza che la vita da qui è passata
ed è...fuggita.
dove ci si riuniva come a Natale,
telefonate provenienti da tutte le stanze,
ci si divideva la preparazione delle pietanze.
Tutti si accorreva sempre alla svelta,
puntuali la domenica nella casa prescelta,
giacche e cappotti sui letti ammassati,
uno sull'altro proprio come nei mercati.
Poi tavole imbandite con le posate più belle,
con i parenti di risate a crepapelle,
tre primi tre secondi tutti assai conditi,
gli avanzi per l'indomani sarebber serviti.
Ricordo che mangiavo tutto con molto appetito,
ma andando via stranamente sembravo dimagrito,
il mio corpo entrava abbondante nel giubbino,
ma poi mi rendevo conto che era quello di mio cugino.
Il tuo cuore, speciale e riservato,
mi appartiene, come a te appartengono,
le mie emozioni e i miei sentimenti,
ti hanno consentito di ottenere
un elevato valore di interesse,
grati del tuo duraturo fascino,
da te prenotano un posto speciale,
per le pulsazioni del mio cuore!!
Sappi che, possiedo un cuore particolare,
a te mi accosto in particolare per alimentarlo,
per riconoscerne bisogni e desideri,
per percepirne ogni cosa, è tua ora ogni responsabilità,
il mio cuore ti appartiene sopra ogni altra cosa,
a te con amore, il compito,
di regolarne con saggi consigli, scopi e funzioni!!
Cadono danzando nell'aria
le foglie.
Adagiate su prati scuri, e su rovi.
L'aria sottile e chiara sferza sorrisi di bimbi
sfiorando il mare opaco.
Lo sguardo rivolto alle foglie attorno.
Spunta tra i tronchi riversi della radura
un ciclamino tenace sotto la neve.
Odore di muschio sotto un cielo grigio.
Vorrei tornare bambina
per rifugiarmi tra calde certezze.
Attorno
foglie bagnate e nel cuore parole spezzate.
Il tempo si mescola al vento.
Una nenia s' ode in lontananza
melodia irraggiungibile, lontana;
come ora la mia anima, senza orpelli.
std.25 ottobre 2009
Anche tu fai parte di me,
sei il mito nel nido familiare,
dolcissima e positiva presenza,
possiedi un amore universale,
quanto lo stupore ancora per la tua bellezza,
mi raccolgo in preghiera
in questi momenti speciali,
e mi dedico completamente alla nostra intesa!!
Innamorato dai tuoi occhi di fanciulla,
comprendo i motivi della mia suggestione,
considero l’immensità della tua sensibilità,
fresche sensazioni accompagnano,
i sentimenti felici e contenti,
nell’ammirar le prime stelle,
al calar della sera!!
pietose fetide piaghe
colonizzati in massa
multipli di se stessi.
Eunuchi o femmine
papponi o meretrici
senz'anima e senza Dio
esumati da fresche lapidi
o raccattati dai bassifondi
troneggiano nei troni
senza corone o allori
sfoggiando vergogne.
Un carrozzone sgangherato
attende papere e passere
sottomultipli replicanti
per nidificare ovunque.
Nuovi mostri associati
in esclusivi templi fasulli
fondono cervelli
e represse libidini
elogiando se stessi.
«Sono nella terra dei padri
e dormo il sonno delle pietre,
lontano le nuvole coprono le scritte
e un fremito di vento accompagna il silenzio»
Dormo nella sostanza della polvere
nelle paure d’una mostruosa chimera
nella pace e nell’inferno di me stesso
eppure…
Dormo.
Scossa appare la rossa terra
tra spighe secche e sterpi arrugginiti,
nei viali dei passati
nelle vicende dei giorni urlati.
«Cetra di campo
e il serto delle parole
appaiono nelle fessure d’una pergamena.
Otri di buon vino
vegliano i calici dei giusti
e amori raccontati
oltre le falesie
s’affacciano al mare.
Un gazza si nasconde fra le fronde
e il tempo sta
nella quiete della sera,
nel ventre della notte
che aspetta ancora»
Allora suona silenzio,
per me che dormo
nella sordità degli altri,
nelle bizze d’una lucertola
nascosta dentro l’albero…
In ogni cosa che sa di vita
che muore e vive
in istanti uguali
senza mai capire
senza mai chiedere
se a ucciderti è stata mano nemica
o amica.
E dormi tu mia piccola fiaba,
mai scritta
mai cantata,
senza bimbi che giocano
ignari d’essere adulti,
senza rumori d’un metallo nero come la pece.
Sì dormi accanto a quel cane
che nelle rovine dell’umanità
siede a guardia
d’un ultima idiozia regalata.
«Io sono cimitero di me stesso,
violato e insepolto
nella fossa bastarda
che accoglie senza amore
che di Dio non ha alcun timore»
Solerte e premuroso mi prenderò cura di te,
raccoglierò e supererò ogni sfida,
al meglio delle mie capacità!!
Non è ancora troppo tardi per propormi,
paziente a prendere servizio da te
interessarmi di tutte le piccole cose sconosciute,
premuroso e con immenso riguardo,
ritengo importante la tua considerazione!!
Vedrai se sarò capace di proteggerti,
ci metterò tutto il mio impegno,
tutta la premurosa dedizione,
aggiusterò ogni logica che possa legarci,
e non mi riconoscerai, il vecchio poeta,
finirò con il mio preoccuparmi,
perché sarò sempre pronto a meravigliarmi
della tua bontà divina,
mi addosserò io del compito,
di raccontarti l’ultima favola prima di dormire!!
ho trent'anni
ho quarant'anni
ho cinquant'anni
dove arriverà la mia stagione?
Dove sono ora, tutto è marcio.
Dove sono ora, tutto è limpido.
Dove sono ora, tutto scorre, si oppone e rifiuta.
Dove sono ora, tutto è acqua piana.
Dov'ero? Un po' più oltre, un po' più in là
di certi limiti, senza paure da oltrepassare
senza rancori da dividere o condividere
senza tutto, colma e ricolma di ogni bene...
Cos'altro volere, in fondo?
Una scena da brivido è passata sopra i miei piccoli pensieri
una scena da folli, bastonate sulle mie piccole orecchie
fumo e alcol si mescolano in una notte dai ferri corti
o bevi
o bevi, bevi e ribevi, fumi
oppure
corre una spina di vetro lungo la mia spina dorsale.
Come un irrisolto
l'enigma mistero
spazia confini
nell'interstizio dei due cuori,
verticali assonanze
intersecati nei respiri flebili
dischiusi come ombrelli
a riparare dall'illusione cieca,
mentre suona mélo
il celtico cantico antico dell'universo
astratto velleitario
nel fato di quegli occhi,
strade intrecciate
nello sguardo magnetico
dalle radici recise dal fuoco
della verace verità
che parla la lingua
della vita reale viscerale
a separare mani protese
l'uno per l'altra,
proteste al disincanto amore.
Come fumo liberatorio
che si libra in aria
quell'incenso del candelabro
a quattro posti a evocare
aria e acqua, terra e fuoco,
così i loro olezzi dell'essere
si palesano ai loro petti
riscoprendo diversi
i loro pulsanti spiriti,
spiagge nel deserto del cuore
inviolate e inesplorate
ove ideare zattere dell'addio
che accarezza e materializza
la fine dell'illusione effimera
che plana verso il fango
della sua fasulla magia
nel palustre dell'inganno.
Esaltando le proprie ragioni
che slegano il nastro
del legame indissolubile
in due parti uguali...
Lui l'essenza della chimera
nell'etere fanatismo nel viaggio spazio temporale.
Lei l'equilibrio della ragione
illuminata dalla fede
che vivifica la vita
nel tangibile reale
coi piedi in marcia sulla terra.
Ellittiche visioni personali
occludono il fluido sentire
dal manoscritto di quel amore
che destatosi dalla sua fulgore eccitazione,
ne firma il capolinea dell'illusione!
Il bambino e la guerra
Il cielo non lasciava trasparire
la follia dell’uomo rosso.
La piazza risplendeva di un bianco stanco
Stressato nella luce incerta
di un giorno incerto, di vite incerte
colombe, come rondini, in volo radente
vigliaccamente salvavano la loro libertà
bambini scivolavano sulle ali dell’innocenza.
All’improvviso botti e danze di luci
Andrei corri, vieni subito a casa
Papa lasciaci godere dei fuochi artificiali
Andrei non sono fuochi è la guerra
“papa, cos’è la guerra, un gioco?”
E’ una grossa fetta della follia dell’uomo
“papa, che cos’è la follia?”
Andrei sei troppo giovane, crescendo capirai.
Corri vieni immediatamente a casa
In fondo alla strada macchine d’acciaio
Avanzavano girando le teste alla ceca
Lanciando morte e distruzione, senza rispetto
Ospedali, chiese, scuole palazzi
Esplodono e bruciando cadono come birilli
Libertà, Misericordia, amore, tolleranza sono diventate, solo: parole, parole, parole
l’uomo normale assiste impotente
le lacrime non innaffiano giustizia.
Nonni, madri e bambini volano in cielo
cadendo senza paracadute, nelle fosse comuni.
Tutti i potenti, parlano, decidono, senza decidere
mettono note, come ai tempi di scuola
quando la campanella suona, tornano ai loro rifugi
mangiano e bevono, masticando libertà,
stressati si addormentano, ma al loro risveglio nulla è cambiato: “anzi”
Signore tu che hai sempre seminato pace e giustizia,
e sei la verità, fai qualcosa, ferma questa carneficina.
il mio sguardo non va altrove,
la sua pelle non è la stessa,
su di essa una luce riflessa.
L'occhio come mai prima appare,
la luce mai più vedrà entrare,
le mani giunte al ventre intrecciate,
un rosario le avvolge delicate.
Il vestito è delle grande occasioni,
andra' bene per tutte le stagioni,
tutte le sedie in una stanza sola,
delle scarpe si ammira la lor suola.
Le ore scorrono implacabili e lente,
si stringono le destre mani della gente,
il segno della croce è il più gettonato,
a far da cornice all'ultimo commiato








