Insieme a te certamente per il tuo fascino,
ho incontrato nella vita quotidiana,
le condizioni migliori per scrivere questa storia,
tutte le altre spiegazioni sono da rimandare,
questa resta la più interessante,
beninteso che al cuore non si comanda,
è sempre stato fantastico analizzare,
la felicità che con innocenti esperimenti,
perquisivi e dilagavi coprendomi di tante attenzioni,
e constatavo quell’importanza, che forse
non avrei mai più ritrovato nella vita!!
Tu mi hai messo in condizioni di essere felice
per sempre, mi hai suggerito una nuova luce,
che non si sarebbe più spenta,
avrei dovuto applaudirti al gustare
la prima dolcezza del nostro primo bacio,
notando che anche tu
provavi e gioivi per le mie stesse emozioni!!
Dapprima semplici semi di banale dialogo,
poi un esile tronco di conoscenza reciproca,
da cui man mano germogliano piccoli rami
di discorsi più estesi, più profondi.
Esitano i rami a sbocciare foglie
di vocaboli più personali,
ne spuntano cauti alcuni qua e là.
Il tronco, irrobustito dalla
struttura coinvolgente
della storia ch’evolve,
freme ormai per una nuova linfa
che monta dalla profondità delle radici,
che lo scuote, lo fa vibrare per un nuovo sentire,
un’improvvisa voglia di empatia condivisa,
un anelito a parole più nuove e ineffabili.
Ecco che sbocciano foglie a profusione,
una fronda di parole segrete sussurrate,
bisbigli carezzevoli, dolci mormorii
che penetrano attraverso la corteccia
e avvolgono con passione e tenerezza
il cuore stesso della storia
ch’era iniziata con leggerezza.
Complicità di sentimento, che dilaga in suoni
non più intellegibili, parole smozzicate,
frasi insensate che immergono la storia
in un’avvolgente e abissale intimità
ormai trascesa in un unico ardore
smisurato, incontrollabile, inesauribile.
Ma le parole, che sanno dar vita, possono
anche uccidere le storie più belle.
Ne bastano poche, mal allineate,
contraddittorie con le precedenti, esitanti,
infedeli alla preziosa trama già intessuta.
Ed ecco le foglie man mano ingiallire,
i rami spogli infragilirsi, il tronco squarciarsi,
le radici disseccarsi.
La storia, in agonia, confida ancora
in una nuova primavera d’intriganti lemmi,
brama di risentire l’eccitante linfa ardente
scorrere nuovamente nel tronco morente.
Sogna una nuova fronda al vento fremente
d’assetato furore e accesa di passione.
Ma nulla,
più nulla, nessun suono, alcun eco risuona.
Il tronco cede, si spezza, crolla a terra, spento.
se per queste strade
il mio pensiero che ti sfiora
ti colpisce, ti atterra.
Il freddo che in cuore sento
lo butto via, lontano da me.
Sentirsi come un biglietto
dentro una fontana
spezzato, ridotto in briciole
e se lo portano via
i buchi d'acqua
l'inchiostro si scolora
nitida sto sul filo della corrente.
Il silenzio che dicono vita
(piccoli passi, luce elettrica, fotocellule)
mi accompagna.
Non c'è più la tua voce, primavera benigna
che mi fa fiorire
caldo te, tenere pupille non sento.
Non vedo...come potrà finire.
Considero fondamentali le tonalità,
con cui mi procuri felicità,
per la gentilezza gratuita
di cui profondamente capisco
sono i buoni sentimenti quelli che contano!!
Quelli stimolano il primo passo
di ogni altra buona azione
i cioccolatini sono buoni sempre,
anche quando superano la dose giusta!!
L’atmosfera intorno resta sempre beata,
ci si ritrova sempre dentro una favola,
e non vorremmo più uscirne,
del buono non ci si accontenta mai,
perché instancabilmente unisce e riunisce,
per trattenerci felici,
nella stessa fonte d’amore!!
Una manciata di sentimenti
hanno un ricordo di cose lontane .
Pensavo che lungo il cammino
diventassi un immagine sbiadita
pensavo che come gli alberi
a nuove foglie dimenticassi le radici
rifugiando la mia mente tra le nuvole .
Adesso che Aprile ha un sole tiepido
ricercherò le tue mani tra il rosmarino
mentre un pettirosso scandisce il suo verso e i rami
oscillano il rimbalzo .
Il ricordo non mi dà scampo
un groviglio di lacrime
mi attraversa .
Amo quel viso che ti fa la pelle
Ogni volta che li guardo
Amo i tuoi capelli intessuti di sogni spezzati
Altre folli e febbrili
Amo le tue ossa
Dolce spaventapasseri...
Amo e venero e onoro
Nel loro suono c'è la vita
Amo il tuo fragile collo
Prendi questo suono, che chiamo Saffo
Per celare, con vergogna, il tuo nome
Con tutto il cuore,
ho compreso che tu sei tutto quello che mi rimane,
sei il necessario per il miglior uso
del capannone d’amore puro,
che si è preso pieno possesso
delle mie facoltà, sempre rivolte,
a procurare il tuo bene!!
In tutto lasci il tuo stile,
con amore in condizioni naturali,
lasci a me un fagottino di affetti
in questo stupendo e attraente
sentimento d’amore, saggio bagaglio,
che soltanto una creatura
così particolare, può offrire in dolce compagnia!!
Avevi le montagne come sfondo
i tuoi capelli neri circondavano di mistero
le tue spalle
il tuo sguardo andava oltre
il paesaggio di una valle
il tuo essere intrappolato
da cortecce e rocce
mirava al sole della nuova era
eri azzurro eri aquila
la tua pulsione per conoscere
i segreti delle stelle
ti portava in alto
dove si dimentica la terra
avvicinandoti al sole
eri azzurro eri aquila.
vicino ad essa si trova anche l'ano,
il termine è usato anche sovente,
per ben indirizzar chi è prepotente.
Lo si usa con chi ha sorte fortunata,
quando una botta arriva inaspettata,
c'è chi ha la faccia a lui spiccicata,
costui è una persona molto sfrontata.
C'è anche chi lo lecca al proprio superiore,
per farsi riconoscer una mansione migliore,
c'è chi lo prende a calci facendo ammenda,
invitando il padrone ad andar via dall'azienda.
C'è chi se lo fa lavorando duramente,
faticando tutto il giorno alacremente,
il più bello è pero' quello a mandolino,
che tocca l'animo più di un violino.
Afrodite non è una donna seria come Atena;
le altre dee erano molto più alte e belle di lei;
non sarà mai pura come le acque dell’olimpo;
e non è cordiale come un umano davanti a Zeus.
Ho visto Cupido,portare amore ovunque,ma
tale amore,non vedo esprimersi nei suoi occhi;
in certi momenti,si può addirittura notare,
una rabbia simile,a quella di Lissa.
La sua voce è dolce e soave,eppure,
preferisco ancora la voce di Era mentre mi culla;
Afrodite non è conosciuta per la sua bellezza,
ma per il suo fisico,che non è,come quello di Venere.
Detto questo,il destino beffato mi ha,poichè io,
di questi finti paragoni,non vedo una goccia di verità.
Tu sei il sogno delle mie riflessioni,
lo avevo lasciato scritto sui tuoi occhi,
per proteggerti dalle apparenze,
e non avere comunicazioni superiori,
non avevi ancora capito che mi sei importante,
per realizzarmi, sei l’ideale
per portare avanti il mio sogno,
e dal tuo stile di donna che mi aspetto,
la vitalità quotidiana!!
È dalla tua coerenza che aspetto,
la direzione dei nostri pensieri,
le prime prove di felicità,
un poeta debole, per ritrovare l’autostima,
necessita della tua tenerezza
il mio eterno sogno nel cassetto,
utile per risolvere qualsiasi mio problema!!
bianchi sbuffi su di un cielo nero
Nuvole gonfie come vele in mare
Nuvole rosse di tempesta a navigare
Nuvole di pianto e sangue
giungono da lontano
ad avvisare
Nubi di distruzione
lampi di guerra
e tuoni di cannone
dall'alto di quel cielo
a lacrimare.
Nuvole di Mariupol e Kiev, proprio come le mie
Nubi senza speranza
In questo cielo nero
a navigare.








