non riesco a dormire.
Strani desideri mi accompagnano
non dormo, come i cani che abbaiano in lontananza
e i pipistrelli dalle lunghe ali che volteggiano
come in una danza
o come i lupi, persi in qualche lontana steppa.
Mi aggrappo con le dita al muro sottile
che divide il giorno dalla notte
e con chiarezza vedo fiori nascere e germogliare
contemporaneamente
so che è un parto della mia mente
un'euforia orgasmica della ragion pura.
Dopo averti aspettata tanto,
custodiscimi, per il tempo a venire,
per l’amore che ha tanto da raccontare,
riporta a me quel cuore
di cui ti sei appropriata!!
Sai bene, del tempo insipido lasciato
dal tuo sorriso conclusivo,
ne ho pagato un caro prezzo,
ora interessati del tempo perduto,
tutto dobbiamo recuperare,
abbiamo ancora le solide radici,
per indossare lo stesso amore,
ancora tutto da condividere,
spetta a me il primo passo,
concedimi il perdono per le imprudenti maniere,
con cui distrattamente ho calpestato il passato!!
Loda riverente la cicala
"La Luna brucia!"
"È lava, ci cola addosso!"
Poiché l'occhio del cielo
È diventato rosso
Luna amata, vergine satellite
Chi ti ha cucito quest'abito di fiamma?
Quale sarto ti ha fatto abbellite
Tendimi la mano, scendi, mia bella
mentre la sera
nel suo blu pastello
laconica saluta la mia pelle
timida e chiara
rabbrividita al vento,
e i miei capelli
morbidi e lucenti
ne fanno da cornice
ribelli nelle sue forme
danzanti al suo sfiorarmi
parlandomi dritto al cuore.
Guardo le mie mani
sono prive di fiori e destino, mentre gli astri
della mia fantasia
mi predicono che tu
non sei nell'atmosfera
del mio cuore,
una galassia da obliare!
Non sei nei respiri
che ti dedico,
lacrima pendula
sgorgata dal cuore
frantumata nella dissolvenza
di quella assenza
che firma un addio assiderato!
Non sei
la più dolce malinconia
che mi fa brillare gli occhi
di stille di emozioni
trasudate al calore
del tuo abbraccio,
uno scialle di cashmere
dal tepore d'amore.
Non sei più, non sei più,
per te!
Ormai è già tarda sera
e i raggi della luna
si astengono tra
le incerte nubi ai miei occhi,
confondendosi coi
sogni nascosti e
desideri inespressi soffocati
da raccontare sol al passato.
Non sei più, ora,
e il vuoto riempie
le mie mani che accolgo accorate al cuore
a pregare sole nel disincanto
in cui hai avvolto
la via del fato,
affinché tu
non sia più,
e non sarai più,
per me.
sboccia una foglia di fronte la mia dimora.
appar timida tenue e piccolina,
il sole la bacia sin dalla mattina.
Si affaccia al mondo curiosa e attenta,
il vento primaverile non la spaventa,
anzi si culla con esso nelle tiepidi serate,
non sa che bruto la tradirà dopo l'estate.
Una margherita guarda dalla sua altezza,
prova per lei tanta tenerezza,
le dispiace perché essa verrà calpestata,
mentre lei a tre metri da terra svetta beata.
Ignora che il vento che ora la accarezza,
sarà per lei fonte di futura amarezza,
in autunno infatti la adagiera' sul prato,
che sarà teatro del suo triste commiato.
Ridiamo parecchio quando stiamo insieme,
ci divertiamo alle magie
della nostra presenza, stare insieme,
ci normalizza la vita!! I cuori con cura e qualità,
riescono sempre a sorprenderci,
ci troviamo sempre ai confini della felicità,
anch’io a gran sorpresa
che spesso e volentieri sono un pasticcione!!
E tu tenerissima Creatura,
sempre ben disposta a partecipare
a qualsiasi cosa mi venga a mente,
ti sprizza felicita da tutto il corpo,
con quegli occhi enormi,
ti precipiti a rendermi tutto,
più facilmente semplice sfoderando
il più dolce sorriso, molto attraente,
per restarcene a baciarci per molto, molto tempo!!
per favore
che Gesù fu crocifisso con due ladroni
in mio nome.
In mio nome
invece
dite
che amo ogni creatura vivente
in mio nome
dite
che amo la vita
sotto ogni forma
in cui si manifesta
non dite
che in mio nome
c'è chi muore per i miei peccati
perché i peccati
che ho commesso
sono nati
solo
nel nome dell'amore.
E a te, Dio vivente
che abiti il cuore
delle creature alate
si innalzi
questa mia preghiera pagana.
Ripetuta una, cento o
Forse mille volte.
Quiete cullaron lor sospir gemmati:
A loro chiesi, inquieto, i miei perché,
A loro chiesi, qui,
Alle porte dell'infinito,
Tra sussurri del quartiere,
In attesa del cielo.
I latrati del tempo s'adagiaron
Su levi onde del cosmo.
E vidi un uomo errar sull'orlo del caos,
Spettro tra le nebbie dell'animo,
Ma una mano lo prese,
Lo porto alla follia,
Alla follia della luce, alla follia del cor.
Gocce smarrite che non trovano il suo rivolo.
Ruscello d’acqua che muore silenzioso.
Pioggia arsa dal sole,
eppure, sorge sempre il giorno.
L’abbondanza il dare non stanca
nemmeno nella fatica di donarsi.
Ma le messi dell’amore,
quando la terra non ricambia,
dimenticano la dolcezza del ridare.
Il tempo gelido spegne ogni cosa,
prima il pensiero e poi le parole.
Coperto di lacrime salate … si
muore tra baci che non hanno più senso.
secoli di lavacri
e inginocchiatoi
per purificare
la carne putrida
di qualche noioso peccatore
ebbro di cristiana virtù.
Lasciamo questo
alle vite dei santi
ché noi siam fatti per gioire
lontano dalle oscure tentazioni
delle corone di spine.
È piacevole vedere una donna tranquilla,
sempre con il pensiero rivolto a noi,
il cuore sempre composto
di chi ama assolutamente
il sorriso emette le garanzie,
giustificanti dell’immensa gioia,
di cui è dotata!!
È normale il mio interesse alla sua felicità,
l’inatteso fiore, è la creatura principale,
la più importante, mi ha insegnato,
la conoscenza e persino ogni sapere
dell’amore, questa creatura,
ha combattuto per insegnarmi ad amare veramente,
ed ora quello che lei mi offre,
lo racconto a voi con le parole,
ben cariche del suo affetto!!
sono stato invitato da alcuni parenti.
l'acquisto di un vestito è un imperativo,
nei week end di Aprile diventa un obiettivo.
Per me basterebbe una tuta e un sorriso,
chi mi accompagna però non è dello stesso avviso,
le boutique di mezza Lombardia occorre girare,
il Santo Graal sarebbe più facile da trovare.
Il quesito riecheggia posto all'infinita',
fuori da un camerino recita: come mi sta?
Io in completa balia delle mie pene,
rispondo come un disco rotto: bene!
La convinzione purtroppo è un' utopia,
di questo passo arriveremo in Tunisia,
la scelta definitiva sembra ancor un miraggio,
arriverà completa di accessori solo a Maggio.
non son poi sì nuovo
ch 'il tempo si fa lieve
sembra tutto rinato:
una primavera dal dolce suono.
Non è un tempo che sembra felice
una notte di pianto - e la carestia
novo male. Sfioriscono i fior
di calicanto e le gemme sembrano
prenderci in giro: <<o tu uomo
che semini il raccolto, uomo pigro,
natura matrigna severa>> e di nuovo
infelice. E natura reagisce: ancora...
Ad un sentimento cortese
natura ratta si appiglia
per far sorgere gioia e maggese
in quei covoni di finissima paglia
non è un gentil dono, quello infelice:
invece è dono la gioia e la grazia
che gentile ancora si ridona
come fosse il deserto boscaglia:
come fosse che piove da ore
come fosse risorta la frasca.
A teatro nulla cambia
se non l’immaginazione
le scene quelle si sovrappongono
si contrappongono
si accavallano
seguono il copione ,
mai lo stesso,
mai gli stessi attori,
stesse poltrone, stesso sipario ,
ma mai , dico mai,
la stessa percezione .
Non se ne accorge lo spettatore distratto ,
annoiato, vuol tanto credere che sia sempre uguale.
Ma è lui il vero attore !
Si coinvolge,
si agita, si amalgama , partecipa ,
ride e pure si commuove.
Finita la commedia si spengono le luci ,
cala il sipario sull’ennesima finzione .
Ognuno lascerà li il sorriso
seduto sulla sua poltrona .
Tornerà alle sue abitudini
con la consapevolezza che lo riprenderà
alla prossima rappresentazione..
Perché è a teatro
che ognuno recita
la sua verità o la sua illusione.
così che io possa
vedere il mondo all'incontrario
lo so, sono pezzi di vetro
ma per me diventano
mondi incantati
gioco da bambina
all'infinito, all'infinito...
Regalami un caleidoscopio
dove i mostri, le fate
prendono forma
nella mente incantata
e indiavolata
mentre gioco
a rimpiattino
coi miei ricordi.







