Passano veloci
le poche auto della festa, 
lasciando scie rumorose
sull'asfalto grigio. 
Grigio come il cielo,
come la stanza 
dove si affaccia
la piccola finestra.
Tremuli Passerotti indugiano
tra i rami spogli
e i frutti appassiti.
C'è aria di tempesta
nel duello acceso 
tra due gatti
e si alzano fieri
di ognuno i versi, 
mentre un cane
pian piano si allontana.
Impavide vecchiette
sfidano la pioggia
a colpi d'ombrello, 
cavalcando incerte biciclette.
La messa le aspetta
e scappano... i gatti.
Fiumi di parole gocciolano
dai fili del telefono, 
mentre passa un aereo
e un Picchio da lontano
batte il tempo.
Un camino dalla casa di fronte
disegna segnali di fumo,
fa freddo e pioverà... forse fino a sera.

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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Linea fragile di un fremito
ricominciare a vedere l'Alba
di un destino sbagliato.
Cadere nella rabbia
ingoiare delusioni.
Vivere con la paura
che il ramo si rompa
e la certezza
di non aver imparato a volare.
Ospite in questo mondo lontano
inconsapevole tenti di reagire
nella pace che svanisce
o forse non è mai esistita.
Si spezza
la luce nel mondo.
L'immagine può contenere: persone in piedi, oceano, cielo, spazio all'aperto e natura
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Sfuma il giorno
tra gli ultimi raggi di sole
che accarezzano la costa
Si rinchiudono i pensieri
nell'ora del tramonto
mentre un airone torna al nido
col suo elegante volo
È  una  rapsodia
di suoni e di colori
Brezza  timida di monte
ci leviga l'anima
nel ricordo struggente
di antichi amor perduti

.....e il giorno muore dentro
Il caldo abbraccio della sera
nell'incessante ciclo della vita
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Vorrei dirti ti amo
non solo quando
va bene la vita,
vorrei sussurrartelo 
piano piano nell'orecchio 
quando ci rivedremo
e avremo meno paura 
l'uno dell'altro.

Vorrei dirti ti amo,
anche se non sempre 
saprò proteggerti dal dolore,
ma se staremo vicini
a ogni nostro inverno
risponderà la primavera.

Tu, folgore del mio animo,
 mio unico posto felice.

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Profilo Autore: Marco  

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Non riuscirai mai a capirla…

Così mi disse il caro vecchio,

tra noi la nebbia del suo sigaro perenne

ed anni e anni di respiri discrepanti.

 .

La vita, condominio senza mura,

spesso di te e di me si prende gioco.

Ti fa volar quest’oggi a dismisura

per poi legarti senza preavviso

piombi alla testa e piombi al cuore.

 .

Ed io:

C’è un qualche cosa da poter fare?

Astruse formule da decifrare

perché riesca nel bene o nel male

il tutto o il niente a codificare?

 .

Non riuscirai mai a capirla!

Il caro vecchio quel giorno mi rispose.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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C'erano le falene la notte

a innamorarsi dei lampioni.

E l'estate non finiva mai!

Nell'aria "pensieri e parole"

e io a germogliare.

Anche tu con me a sognare

non ce lo dicemmo mai…

C'era tempo, credevamo

l'avremmo trovato prima o poi

il coraggio per un bacio.

Quanti baci abbiamo perso,

tutti i nostri.

Se tu potessi ascoltarmi ora

ti direi che la vita non l'ho mai capita.

Pensavo fosse mia, fosse tua…

Ora scopro che anche i microbi nell'aria

decidono per noi.

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Profilo Autore: Ibla  

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Ferma, nei complessi
che viaggiano insieme ai dubbi,
attendo un ritorno
di chi tra i ricordi è vagabondo.
Disprezzo questa smania
che oltraggia con vigore
ogni pensiero spezzato,
che nonostante tutto...
è ancora invaghito di una voce
che decanta un addio.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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I fantasmi abitano case segrete
in riva al fiume
delle edere, caldo
una falena muove fra i capelli
il lucernario.
A marcia indietro per alzare
poca polvere
le scarpe annuseranno
dalla cucina al granaio
e il cane dorme
con le ossa più rotte delle mie.
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Profilo Autore: cordaccia  

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Sopravvissuti 
a questa epidemia, 
solo noi, qui sperduti. 

Dimenticata la città, 
si riscopre una vita 
agreste, più difficile
ma più vera. 

Solo noi, con il cuore
gonfio di tristezza, 
ma pronti a ricominciare, 
lontano da luoghi 
di cemento, smog, 
barriere...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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D’accordo V., prendi tu la cucina. 

A me stanze dove crescon parole,

per te caffè, lievito e farina.

Daremo il via alla tenzone

non appena l’indice s’avvicina

al pollice che non fa capriole

se l’indice soffre, e l’amuchina

s’una mano fa sentir l’altre sole.

Quelle immagini che per incanto

escono dai versi son quel saluto

che io mi fermo a guardar prima

che tu posi la penna, son accanto

alle stille mie per l’avvenuto.

Specchio, V(irus), di questa pantomima.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Chiuderò del passato

una vuota parentesi,

geroglifici d'amore

per te dipingerò

sulla tela del futuro.

I colori più belli

dall'arcobaleno attingerò

per il mio prezioso dipinto.

Saranno del tuo volto

le espressioni più tenere

che imprimerò

a testimonianza della dolcezza

che riuscirà a donarmi.

Rimirandolo

nel silenzio d'un tempo inesorabile

che quatto quatto avanzerà

e un sorriso spento

da immemore tempo

riaccenderà.

L'immaterialità prenderà forma

e al mio fianco aprirà le braccia

un insolita argentata quercia

forte e generosa,

a sostegno dei miei anni.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Il mio luglio è cittadino

e qui suda la cucina,

apro lesto il mio frigo

e poi vedo Copacabana:

il mare è più tranquillo

ed il sole ancora giallo

nei disegni dei bambini,

veri artisti di talento.

Io lo dipingo rosso,

stendo un velo di gravità

con pennello implacabile

nel ricordo di un ricordo.

Vieni e cerca il mio pensiero

malinconico e lontano,

nel suo vasto campo arido

ferito dal vomere crudele.



L’infante estate urbana

scioglieva la periferia

e saliva aria tremante,

come mare che non c’era.

Mi tuffavo con coraggio,

arrossavo le ginocchia

e le mani erano tinte

dai colori della strada.

Stavo lì ad esplorare 

la serenità di bimbi

giocosi, madidi e gridanti 

così ignari del domani.



Resto qui a ricordare

quella pura, vita vera:

biciclette, bambole,

palloni vaganti

e materne vedette

alle vecchie finestre.

Ho righe lucide

sul viso, corrono

guidate da

rughe sottili.

Chiudo il frigo

fa molto caldo,

sono solo

gocce di sudore.

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Profilo Autore: Enry  

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In una vasta e nera foresta 
mi ritrovo da solo, 
con oscuri pensieri 
che dimorano nella mia testa.
Cerco una via 
che mi porti lontano, 
dove la terra che prendo, 
non mi sporchi di nero 
la mano.
Trepidante, 
giungo su una vasta pianura,
dove lontano un monte
tocca quasi la luna.
Ai piedi,
due laghi scuri e profondi
rispecchiano il cielo 
e tutti i suoi mondi.
Continuo il mio viaggio, 
mi imbatto in vasti campi
ricoperte da rossi fiori 
di Maggio.
Imperterrito continuo 
a camminare, 
in breve mi ritrovo 
sull'orlo di un burrone
e non so più cosa fare.
Ma prendo coraggio 
e chiudo gli occhi, 
mi lancio sperando di sentire 
della campana, ancora 
i suoi rintocchi. 
Per fortuna il fondo esiste, 
è morbido, caldo 
e non mi ferisce.
Davanti a me si ergono ora
due immense colline, 
identiche per forma, 
non sembrano avere più una fine.
Al centro si snoda un sentiero.
È sgombro da ogni minaccia, 
non mi sembra quasi vero.
Uscito fuori mi ritrovo
in un'altra vasta pianura, 
questa volta però mi sento 
appagato e non ho più paura.
Da lontano scorgo 
alberi scuri, alti e belli.
Da sopra le fronde 
canticchiano maestosi uccelli.
In questa selva 
sono sereno e felice,
per riposarmi mi sdraio, 
su alcune piante di Myricae.
Dal profondo sonno mi risveglio, 
non son più stanco
mi sento molto meglio.
Supero il bosco e giungo 
al prezioso forziere, 
dove ogni uomo a cui piace la donna, 
trova piacere.
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Profilo Autore: carmine.elia98  

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Dov'è quella cosa bella

che poco fa tenevo

tra le mani?

Era una luce

piccina piccina

in mezzo al grano.

A volte un fulmine,

agghiacciante,

che rigava il cielo.

La tenevo stretta – ma non troppo-

lei era mia, io ero sua

non sarebbe fuggita!


Dov'è quella cosa bella

quella meraviglia

e come si chiamava?...




"Addio alla vita"

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Profilo Autore: Tea  

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Smembrato il gregge
le fasce sono ancora tese 

i piedi sempre attenti 
per non fare morire 
ciò che non deve mancare
Pagliacci a regime 
con i coriandoli negli occhi 
non stringete più le mani 
adesso che l'ego 
è solo un opinione?
Il default e la ripresa 
il cilindro e la miseria 
non serve che un fantasma
pur di uscire dalla scena

Rimasto l'accordo
di un copione 
vale cinque ristampe 
l'immaginazione
Vuote parole 
vuote come numeri 
vuote di eroi 
vuoti di macerie 
vuoti di applausi
negli abissi di rivolte
che avete insanguinato
vuoti come l'aria 
da seppellire da se stessa 
forse ...
vista la vergogna 
in questo infallibile destino 
E di quale altro Cristo 
avete mai il bisogno
per impiccare 
il pianto del mondo
alla sua resurrezione.
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

Questo autore ha pubblicato 221 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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