Riassunti d’anima perduti
all’indirizzo del silenzio
colano sulle lune emozionali
d’un raggio d’autunno
come dividendi d’infinito
a soccorrere pensieri solitari
sulla battigia del tempo.
Ed una connessione di brine
agiterà le confidenze del destino,
firmerà l’antologia dei tramonti
sgridando orizzonti smarriti
ed un aritmico incontro di sguardi
mi si spegnerà addosso
come voli spezzati d’aquiloni
a disegnar l’universo mio ferito.
L’ultimo beatnik
Io qui un beat generation,
ancora in attesa di qualcosa,
di un mondo migliore,
di una speranza,
di un sogno;
beat,
beat,
è ancora non rinuncio,
ancora non lascio perdere,
me ne frego del sociale,
e di questo mondo
falso e bigotto,
non guardo in faccia a nessuno,
e vado per la mia strada,
sino in fondo,
e la mia vita non la cambierò mai,
se potessi,
farei anche di peggio;
beat,
beat,
ribellione,
rabbia dentro,
sempre beat,
in cerca di libertà.
nel sussurro
appare smarrito
il lento sbuffare
di file generose
in un celeste straniero
di un pomeriggio e non altro
Aspetterà Settembre
verde nei polsi
nell'eco infante
d'origini e dimore
Sfuggendo fortezze divelte
abbracceremo l'oblio
di grida verticali
su panchine
di lune e di neve
negli anfratti dismessi
da ogni parola .

Quanti ricordi!
diciassette anni,
il tempo dello studio, del diploma,
e te, l’amore di una vita.
Mi brillavano gli occhi al vederti,
al sentirti una forte emozione.
Mi chiamavi con buffi soprannomi
ma ero la tua vita
e tu la mia .
son passati gli anni
sei
interminabili,
il servizio militare,
la lontananza
e poi lo studio, gli esami, l’università
e poi i contrasti,
e poi le lacrime,
la gelosia, e te ne sei andato,
neanche il coraggio di dirmi perchè…
un po’ mi amavi
un po’ no.
poi ti sei lasciato trascinare,
hai chiuso quella porta e te ne sei aperta un’altra.
Forse è stata più furba di me
forse eri stanco di essere ostacolato.
Mi hai rivista dopo tanti anni, un volto triste, sofferente, ma pur sempre bello.
lei ti siede accanto,
un volto sprezzante,
di chi ha ottenuto tutto
malgrado tutto.
Hai visto le mie foto,
hai letto i miei scritti,
forse anche un colpo al cuore
poi hai chiuso la finestra.
Forse hai avuto paura,
forse non ti senti libero
neanche per guardare,
forse non hai dimenticato
ma anche io ho chiuso la finestra,
lascio entrare il sole,
per un breve attimo, la nube ha oscurato il cielo,
una pioggerella ha bagnato il mio viso,
ma non era la pioggia
era solo una lacrima l’ultima rimasta
dopo averne versate tante
in un mare in tempesta.
Il tempo non torna indietro,
gli anni passano, la bellezza sparisce
i sentimenti restano.
addio.
A volte ci penso sai,
amica che sto imparando a conoscerti
…la tua nonna senza troppi
puntini di sospensione avrebbe detto
Bimbo, tu parti da una ciabatta…
Farò il nodo mezzo windsor
e indosserò il rispetto che sta bene
con tutto, ma l’amore resterà strozzato
e non dalla cravatta sulla gruccia.
Allora madre, quando te ne andrai
guarda sotto il mio completo nero…
di quelle ciabatte che vestirò
ne ho fatto cuoio di qualità, nonostante
la tua scelta di non starmi al fianco.
La vita merita rispetto, anche quella
di chi non ha voluto esserci per me…
in fondo è da tanto che te ne sei andata.
Tra nebbie che si intravvedono negli occhi
arrossati e ormai stanchi.
La vita riserva sempre limiti insoliti,
pochi aliti di vento e scaltri brividi
percorrono questa terra schiva,
di inutilità.
Libertà, libertà, dove risiede questa ricchezza impropria,
dove non si sa.
Pace concetto quasi ridicolo,
in questi giorni tristi e pieni di malinconia.
Ricordi aspri e amari
nel contesto di ipocrisie narcisiste.
Attimi di scene ingiuste, insignificanti.
Questo è il tempo che si rappresenta
sotto forma della menzogna e finzione,
luce che abbaglia
dentro all'animo oramai
scolpito.
duri frammenti lascia nelle vene
sono come fragile canna
piegata dalla brezza della sera
prima che una scura notte
cali col suo denso velo d'ombra
trascino giorni di fatiche antiche
nei ripetuti gesti di ruvide mani
e come arida foglia
spinta dalle acque
giungo ad un'amara isola
dentro un oscuro mare
...ma ora che il cielo
si colora d'ambra
respiro l'umida essenza
di una nuova aurora
...basta una goccia
per cancellar l'arsura
Il grande sogno mancato
Adesso che sono qui,
coi capelli grigi,
e col bastone,
adesso che lo stillicidio
degli anni,
ha fatto scempio del mio corpo,
un tempo esile e forte;
adesso sono qui,
e anche la passione,
e i desideri si sono attenuati,
adesso penso a te,
e a quegli anni,
in cui i giovani volevano
l’immaginazione al potere,
tante lotte,
scontri,
tafferugli,
cortei
e cartelli,
allora ci credevamo,
allora si voleva cambiare
qualcosa;
e i giovani volevano
trasformare tutto,
quanto tempo è passato,
da quelle lotte per la libertà;
cosa è rimasto,
alcune cose sono rimaste,
e i ricordi e le memorie,
di chi ,sarebbe pronto,
ancora a lottare di nuovo.
Il viaggio comincia laddove inizia la fantasia
ed io nel mio viaggio non porto bagagli
ho tutto a portata di mano.
Mi appoggio al cielo e mi sazio del rosso dell’Autunno
come nuvola bianca mi lascio trasportare verso luoghi sconosciuti
volo alta e mi sento " viva “ su tutte le cose
come neve siedo e aspetto le
rose.
Non ho più i brividi
per ogni nuova stagione,
sono spoglia di ogni tremore ,
non ho più paura dell'incertezza, non ho paura delle malattie,
non ho paura di morire,
di soffrire, non odo boati,
non vedo sangue innocente sul fondale ,
ne’ celluloide sospesa a filo d'acqua trascolorare le acque del mare .
Nel mio viaggio non affretto i passi, in solitudine rimango ore ed ore ad osservare le stelle
liete luccicano il cammino ridondante di poesia
c’è tanta pace
in silenzio
osservo le grondaie impastare la via.
Il vento scrive lentamente i giorni ,
la pioggia cade ed è ristoro,
assaporo ogni frutto della terra e non lo temo .
Serena passo oltre ,
oltre i ponti , le strade, le città e non ho paura di cadere e fare un volo ...
Poi mi desto e riapro gli occhi ed è li che finisce il mio viaggio
quando mi accorgo di aver fatto un sogno e il MONDO bisbiglia all'orecchio: coraggio!
Comodo e gratificante
quel reciproco comodato
d'uso gratuito che a suo tempo
ci siamo regalati.
Riempiendo ogni vano d'affetto
l'abuso abbiamo precluso.
Privato di ali.
Escluso dal volo.
Mentre contiene scintille
effetto del nostro contatto
ogni cassetto che apriamo a caso
tra un tempo e l'altro
nelle svariate, concesse puntate
di questo nostro caro film.
Ho visto le tue
iridi in fiamme
staccarsi e
alimentare nuovo fuoco
Ho visto le tue
palpebre
toccare il cielo
E aprire e chiudersi in
un ciclo infinito
di sogni
Le tue pupille
cadere in speranze d'abisso
strette
al nudo del mio respiro
Ma io
ero di vetro
uno specchio
dal quale non puoi scappare
Lo fà, dentro e fuori.
Piove, tra le foglie
del giuggiolo
e i frutti accesi.
Piove così!
Anche quando poi, smette.
E dirompe lontano, un tuono
senza luce, nel grigio del cielo.
Nuvole basse e piove,
tra gli acini maturi
e i pampini a gocciolare.
Piove così!
Così, come quando piove,
dentro e fuori.
E nel buio, la strada
luccica, nei riflessi
tremolanti dei lampioni.
Piove così!
Sui gatti randagi,
inzuppati, infreddoliti.
E randagio è,
il mio andare.
Tra le lacrime di un cielo,
caramellato d'aurora.







