L’acqua lucente s’increspa
L’uragano è nel secchio.
Galleggia a stento un granello
su, giù
riaffiora trascinato dal vortice schiumoso.
Allungo la mano.
- potrebbe essere qualunque cosa
un seme
una briciola di pane
una caccola...
Lo appoggio sul muretto assolato.
Un attimo, due, il granello si scuote
si liscia le antenne
spiega ali trasparenti
vola via.
Sono dio nel mio giardino.
Alterchi lunari
arano l’anima mia
come un bocciolo di rose
smarrito nel tuo pensiero
ed uno scarabocchio di tristezza
danza in un volo infranto
come rimprovero d’autunno
su sguardi d’infinito.
Sbagli socchiusi decorano
il silenzio del mio io,
rincorrono la pelle del cielo
come questa scrivania di cuor
dimenticata dal tempo:
nulla più m’appartiene
in questo rifugio di stelle.
Lo zaino sulle piccole spalle
a pochi centimetri da terra
è strano quanto somigli
alla cartella sullo scaffale
tra scatole e i ricordi
della cantina… che oggi
m’accompagna viva nei pensieri.
Mi stringi e con la mano piccina
saluti il primo giorno di scuola.
Ne sento il richiamo.
Sento il rumore
dell'onda salmastra,
tra i voli roteanti
e il closcar
di mille Gabbiani,
mentre affondo
i passi nella sabbia.
Ed eccolo! Quanto Mare!
Quanto orizzonte
per soli due occhi!
Cos'è che mi fa stare qui
ogni volta stupito?
Ad aspettare e gioire
nel vederti arrossire
al sorger del Sole.
Cos'è, non lo so!
Ed è così che,
mi lascio andare
nel tuo ventre.
Per poi risalire
e tra i flutti e l'onde,
col pensiero,
verso l'infinito navigare.
Scorre sul pelo dell'acqua la musica,
prende il corpo, ritmica entra
nelle vene e cancella
dolori , attimi eterni,
parole, lacrime.
Piccole onde si muovono
accarezzate da note,
vocii e canti raccolgono gli schizzi
del blu intenso,
e il mare sconosciuto respira con te.
Similitudini tra anime si fermano sospese
Danzano, e legano con intenso vigore,
ciò che resta tra un bacio e una parola sussurrata.
Senza fare rumore...
Viziati da melodie d’orizzonte
assaporammo un calice di stelle
caduto sulle pagine dell’eternità
e sparecchiammo le giuste parole
incise su respiri d’inverno
e bastammo ad un pianto di luce
taciuto ai garofani del mio petto.
E spesi la mia anima
a smarrire i capitoli incompiuti
d’un temporale di malinconie
ed allor, nevicami sul cuor
come i colori di un addio
inginocchiato ad un lacrimar di baci.
Eppur per sua natura è scura
tranne quando sequestra la luna.
La zittisce, lungo i tondi la ritaglia
e la incolla dove il cielo raccomanda.
Poi la stacca, falce o palla la riprende,
l’accarezza, la plasma, l’ammaestra
e la spreme contro l’offuscata volta
perché succo d’una luce se ne ottenga.
E allora, come fa la luna a colorare l’anima?
Eppur per sua natura è luce riflessa
tranne quando sequestra il mare
o di un suo spicchio s’accontenta
e lo incolla dove nascono gli amori.
Bagna l’acqua, calda o fredda la pareggia,
la dispiega, l’addolcisce, la inganna
e da riva all'orizzonte la percorre
perché incanto alla vista se ne ottenga.
E quindi, come fa il mare a colorare l’anima?
Sssss…….vi prego!
Lasciamolo fare, all’identica maniera
di come nella vita ci si innamora.
A che serve chiedersi il perché?
Bosco
indecisa foresta
o giungla è l'Unione
parola di certo
da ogni albero sboccia
anche tra rovi di razzismo
diamantati divari
del diffidente sottobosco
dove, non matura mai
mentre pregevoli frutti
restano in attesa
che l'uomo si ritrovi
distante da ceti
di razze impure
che senza pulpito
con spregio tacciano.
Martellanti colpi
di clacson suonati,
calzatura usurata
di superiorità presunta,
per mantener privilegi,
all'unità recano danno
ma forse è voluta
per lo scimmiottare
di qualche umile servitore
... a trovarne!
Facciamo non resti
un'Europa ceca ...
non trovo ragioni
oppure colpe.
Non trovo spazio
per le parole.
Tutto diventa incomprensibile,
quando i pugni
battono in testa
o contro il muro.
Occhi smarriti nel buio,
dove scorre il tempo
si dissolve
nella nebbia.
Appesa a un filo la vita.
Ripenso a quelle lacrime
che hanno rigato il viso.
Mi abbandono alla tristezza.
L'orizzonte è vicino
tutto diventa più difficile.
in un giorno di pioggia,
aprire l' ombrello
e vedere i tuoi occhi verdi,
che mi guardano
con tutta la loro meraviglia.
Vorrei incontrarti sulla mia bocca,
come il primo bacio,
che fa arrossire le guance.
Sentirmi bambina
e ridere cosi all' improvviso.
Vorrei incontrarti tra tanti profumi,
sceglierti sulla pelle.
Svegliarmi al mattino e trovarmi
come adesso,
la tua mano che mi
accarezza con dolcezza.
in soccorrono alle sofferenze.
Le lacrime si fermeranno
per assaporare il dono
che ci porterà questo viaggio
quando arriverà nella nostra vita.
Vale più dell'oro,
vale la vita.
Già parliamo di te...
Ti aspettiamo
come un raggio potente
che si affaccia nella tempesta.
Non più minacciosa,
diventando dolce,
Sorridono...
Si sorridono
a te che sei in viaggio verso di noi.
Sorridono a te che arrivi fra noi
nella nostra vita.
Attraverseremo il deserto per te,
come i Re magi,
ci batteremo contro tutto e tutti,
piangeremo dalla felicità al tuo arrivo.
Un dono prezioso
che riceveremo per l'eternità.
che avrebbero dovuto
non posso non capire
quello che ormai è già.
Ma nel mattino il sole,
davanti a questa pace
ci trova a camminare
e poco importa ora
la chiave che al contrario
la porta resta chiusa.
Ci siamo detti tutto
abbiamo perso tanto
ma adesso siamo qua,
le mani nelle mani
e non ci fermeremo.
Il lago è così bello
la vita anche di più.
Essere capiti.
Forse perché noi stessi non ci capiamo
Da chi ci è vicino.
Molte volte mi chiedono:" Se potessi avere un superpotere, quale sarebbe?"
Di solito darei una risposta banale,
Ma oggi direi
"Vorrei che il mio dolore fosse capito".
E in fondo lo vorremmo tutti.
Essere capiti.
Saremmo tutti un po' più felici.








