Un dubbio m'assale
ma non voglio pensare
di reptazione, brachiazione
volo, nuoto o deambulazione
ma se la vita
è una ruota che gira
la morte cos'è?
è linea interposta
e sui binari tracciata
è pinza estrattiva
per quella dentata
... bastone
frapposto fra raggi
banda chiodata
distesa in attesa
di gomma in vasta gamma
tritolo per cingolato ...
ma se fosse rock?
Questa mia vita
Senza pace,
questa mia vita inquieta,
un po’ confusa,
un po’ ribelle,
un po’ da artista e
poeta;
una vita out,
nei margini
della città,
di questa società
fetida;
una vita fuori dagli schemi,
dalle troppe regole,
dalle convenzioni;
la mia vita di artista,
con un bisogno forte di
libertà;
cos'è un artista, un letterato,
se non c’è libertà;
e la libertà
va difesa un po’ ogni giorno,
in questa mia vita out,
al di là degli schemi precostituiti;
out,
fino alla fine.
Non sono che un principe scalzo
riposto in un cuore cavo di bambù
ma se schiocchi le dita, il mondo
si lascerà guardare a testa in giù.
Dinanzi alla tua purezza di azzurro
posseggo solo una lacrima cadente,
gelosa custode di quei versi
da sussurrarti a luci spente.
L’azzurro non è privilegio degli occhi,
bensì fragilità e patrimonio del cuore.
E questa notte che mi sta così stretta
vorrei portarti dove osa solo l’amore.
Quando il principe dei sogni sognati
troverà la pace fuori da un assolo
forse questo rospo potrà guardarti
dormire, nella carezza di un lenzuolo.
Lascio la penna, e mi avvicino
dal cantuccio dove solitamente lavoro
per coprirti le spalle.
Forse sogni, e nemmeno ti sfioro.
Quando la notte dorme
ripiego le lenzuola del mio oblio.
Qualcuno cercherà domani
tra i suoi risvolti
le mie emozioni.
Non chiedere ciò che non puoi sapere,
falco delle tenebre
lo specchio che riflette
ruberà la tua anima dannata.
Quando la notte dorme
vago in cerca di quelli come te
che girano senza meta nei miei pensieri
e sono bestia che divora
scuro come il nulla
lucente come la lama che taglierà
la tua stupidità.
Quando la notte dorme
io rimango in attesa
della tua copia sbiadita.
Domani sarà un altro giorno
e tu avrai ingoiato inconsapevole
la mia maledizione
per il resto delle tue notti
per tutto il resto che ti resta.
or di campo ora di muto aratro
Svegliati figlia di tempo e fiori
che avanzano progenie di Cupido in festa ed in testa
corone
a rose in vissuto maggio
Svegliati madre
figlia d'oro e incenso bianco
a strozzare di respiro il canto
benedicendo del male il frutto
come cipria sulle gote
e porterà il canto degli usignoli
dove si lamenta l'ulivo .
Agli occhi
saranno fili di luce a cingere
il bacio del giorno
cosi il rumore ed il silenzio tra le mani
a cogliere il crepuscolo .
Crepuscolo che cosparge i campi e zittisce i torrenti
che abbellisce le strade e s'annida sui tetti
raduna il cuore di un numero infinito di desideri
si contempla del canto delle ginestre
che con lieve moto
trapelano l'ombra della notte
e i rami si vestono di poesia .
al vuoto dello sguardo che t'accoglie.
Sono dietro a sbarre che non vedi
fulgori sconosciuti rapiscono pensieri
trattengono la mente su nuove dimensioni.
Non focalizzo il punto del ritrovo.
Tendimi la mano prima che sia buio.
Se la mia non sa sfiorarti
allora: fai buon viaggio!
Eccola la notte, che mi tiene sveglio pensando a te,
buia la speranza e questo silenzio mi porta da te,
l'assenza di un niente perché niente hai fatto per me,
ho voglia di piangere ma stupide queste lacrime versate per te,
non basta essere forti finché nel cuore c'è posto per te,
vorrei capire il senso di questo dolore assassino,
vorrei capire perché questa voglia di averti vicino,
questa notte che non mi fa dormire,che non mi fa capire,
perché mi toglie il sonno, perché mi fa morire?
piove a dirotto, il vento e violento perché non ho freddo?
la finestra è aperta mi affaccio in pieno diluvio e mi bagno di sudore,
questo calore che ho dentro mentre mi piove addosso sembra la morte.
Questa notte più di ogni altra notte ho voglia di te,
questo futuro assente che mi porta in una strada vuota,
mi mette davanti a questa realtà di non poterti vedere,
sanguineranno le mie gambe, camminerò tanto senza raggiungerti,
ma perché non deve avere luce la vita senza te?
maledetta questa notte che mi fa pensare a te.
Ogni terra
diverso idioma
nello stesso modo spinge
verso quel fare
inconciliabile
col tuo sagace dire
mentre inverecondo
tracci strade che non segui
e di perverso indice
ingiungi
consensi
raccolti con seguaci
nel mischiar tra sensi
troppe volte
indecorosamente tristi.
Un giorno dovrai dirmi
quello che taci
come io dovrò tacerti
quel che dico.
Io non voglio ferirti,
voglio amarti
nelle ombre dei salici,
e non voglio incendiare
il tuo amore
e farne cenere
per divenir tappeto ai miei passi.
Ma tu taci
e io vorrei che mi dicessi
almeno per una sola volta
che io sono per te,
come il cielo per il mare,
un continuum eterno.
Allora, se proprio la tua bocca
è così arsa dalla vita
da non poter dire,
avvolgimi
in sciarpe di lana
e poi baciami ,senza toccar la pelle,
i miei occhi azzurri
che piangono e
ridenti asciugano i tuoi.
... persone
sulla stessa strada
distanti - d'istanti
passati sotto i filari
lungo l'argine a ridosso
pietroso
scalzo -
Feriti
dai gemiti dell'acqua
avvolta, di volta in volta
in vortici fraudolenti
Urlo, ma tu non senti;
menti a te stesso sul fulgore
di ciò ch'è stato - amato
perdutamente - e poi smarrito
sotto miliardi di lucciole
lungo l'argine
a quello che sei stata
e che sarai sempre.
Grazie per guidarmi ancora
nella mia vita.
Sgridata quando sbagliavo,
ma anche amata.
Grazie per avermi rialzata
quando sono caduta,
consolata quando piangevo.
Grazie per ogni momento
che mi hai regalato.
Per tutte le volte che mi capivi
guardandomi negli occhi
senza pronunciare parola.
Grazie per tutte le parole
che mi hai donato.
Scusa per tutte le volte
che non ti ho abbracciata,
per tutte le volte
che non ti ho accarezzata.
Scusa
se sono andata via troppo presto
invece di stare con te.
Avrei voluto dirtele prima
queste cose,
avrei voluto dirti
quanto ti volevo bene
e quanto ancora te ne voglio.
Grazie Mamma per il giorno in cui
in un universo parallelo
incontrerò i tuoi occhi.
Tra poco dovrebbe tornarecalda, afosa, torrida che sia,
ennesima stagione transitoria
che per l'età fugge
vorticosamente via,
come l'onda s'infrange
sul mare increspato,
anche l'ambrata pelle
non si accorge
che di tempo ne è passato,
che un raggio di sole
si posa sui capelli mossi sfumati,
e risvegliasse quei sogni
sotto la sabbia
temporaneamente addormentati,
se la musica del vento bizantino,
è la prima stella luminosa
ricamasse l'infinito sul cuscino,
come Dea estiva vorrei essere
drappeggiando con l'argentea luna
un pizzico di benessere.
che oggi ho visitato.
Mi piace il suo verde,
e quella magia che ti rilassa,
passo dopo passo.
Mentre le cicogne,
sono che covano nel nido,
cammino lentamente
ed ammiro la loro maestosità.
Più in là,
su un tronco le tartarughe,
attente come sergenti.
In fila, ne conto cinque.
Nel recinto a sinistra,
due cavalli,
mangiano tanto fieno.
Nel laghetto infine,
oche e anatre,
assieme a due piccoli anatroccoli,
disegnano il loro passaggio.
Sono passi d' amore.
Lo vedo dai loro occhi piccoli
ma svelti.
Tutti assieme non sono solo natura,
ma bellezza e amore.












