sotto stridii di fringuelli.
Nell'aria profumi si aprono
al bosco sottostante,
profuma anche la pace.
Eterni movimenti di fronde tra le querce..
Percorsi tra le vie di un notturno
che presto arriverà
tra il cuore e la mente,
ma di questa calma mattutina
mi inebrio sino al cuore.
E poi svaniscono le nubi
ed emerge l'azzurro intenso del cielo
che accoglie lo sfavillio del sole,
respiri aria nuova,
e tutto ti avvolge nel giorno che avanza.
Teste oltre le nuvole
il richiamo della Luna
dello spirito di Marte
guerriero, la sua arte
o spingono ipotesi
alla ricerca di nuovi mondi
ci si imbattesse mai
nell'elisir di lunga vita
nel pozzo ... colonizzabile
giusto a profumarsi
l'aria attorno, a crearsi
quell'alone di potenza
infinita, fragranza
di nuovi schiavi!
Nessuno ha dell'acqua?
Vorrei veder nel Sole
... il padrone di casa.
Siedo spesso davanti al mare
a guardare le vele
all'ora di cena, e a volte arriva
carezzandosi la salsedine
e alla luce delle candele
balla sola.
Lo sciabordio della risacca
sullo scafo da sottofondo,
come quando eravamo chiglia
e vento sulla giacca.
L’uno per l’altra necessari.
Se lui si fermava, lei aspettava.
Siedo mesto su uno scoglio
abbracciando le ginocchia.
Se lei era stanca, lui si quietava.
La perfezione dell’amore più raro,
Era la felicità che non ho mai conosciuto,
Quell’emozione che non ho mai provato,
Tutto ciò che si potesse desiderare
C’era in quegli occhi che esprimevano sicurezza
Che gelavano il cuore, che entravano nell’anima.
Come si può accettare che non ci sei più?
Uno sparo……ed è finito tutto
Chi ha scritto questo destino crudele?
E per quale ragione Dio lo ha approvato.
Ma come ci si può rassegnare, chi osa pensare che esista
Una rassegnazione ad una violenza inaudita,cruda ingiusta
E come ci si mette piede in una chiesa dove dicono che c’è Dio,
Dov’era quel giorno quando uno sparo ha distrutto tutto,
Che senso ha pregare,e cosa significa avere fede,
No! Non ci stò ,non lo accetto.
E tu che dici di essere onnipotente
Sei solo un protagonista di una qualsiasi storia scritta,
La comune fiaba che rispecchia la fantasia,
Sei un nome stampato in un libro:
nell'universo, berrei l'acque
salmastre, ma senza vomitare
disperazione con lacrime amare
Se fossi io fango, torbido fango
insozzerei le scarpe dell'uomo
senza rammarico, indicherei la via
al cacciatore con l'anima mia
spegnerei il fuoco. Se fossi Letame
come il mondo vede che io sia
ciberei bei fiori raccolti
per un funerale, per i sepolti.
Non scriverei brutte poesie
colme di lame che taglian
solo me, e mi falciano i capelli.
Nei fili d'erba da nutrire
Trovo più vita
Mi mancherete…
e ve lo voglio dire adesso quando siete ancora con me.
Mi mancate già adesso per quando ve ne andrete.
Fosse solo perché catturati da un fiore, magari una pianta carnivora
o dalla luna
o spinti dal vento dentro una nuvola
o rapiti da questo mondo per quello degli ex vissuti.
Mi mancherete!
Voglio che lo sappiate adesso
perché poi lo ripeterò infinite volte
ma voi non lo sentirete.
Brinderò a voi nelle feste comandate
ma non solo a quelle, ve lo prometto.
A volte in silenzio da solo
a volte in compagnia con amici
a volte sfilandomi lacrime sorridenti dal cuore.
Mi mancherete
folla di folli conosciuti senza un motivo
ma mai per caso…
Mi mancherete
amori miei
porto dentro di me molti sorsi del vostro essere.
Mi mancherà la vostra voce
che forse un giorno dimenticherò
la vostra invadenza
che certamente rimpiangerò
i vostri occhi mentre sorridono
che saranno sempre nei miei come un dipinto.
Mi mancherete questo è sicuro.
E voglio che lo sappiate adesso
magari voi lo immaginate solamente
adesso potete darlo per certo.
Quando ve ne andrete per sempre
passando per quella porta che si apre solo in una direzione
voltatevi un attimo indietro
come in un film
e sapendo che mi mancherete
-Ve lo dico adesso-
il passo per attraversarla completamente
spero sarà più leggero.
Esclusa
menzione di merito
menzogna
è una scusa
l'escamotage
per evitare giusta sfida
è l'incontro
di colpi gobbi
dove l'aria si fa obesa
dove non sbocciano più fiori
... solo l'offesa
e pennello lì si blocca
è contro blocco di cemento
che di fatto s'è frapposto
e oltre, certo
vita non dipinge.
M’abita l’orizzonte
il concerto emozionale
del romanzo dei tuoi occhi
e sbuccia un seno di garofani
il battito dei nostri giorni.
Pianoforti di stelle
scordati in riva al mare
ed un crepuscolo d’alfabeti
ad assaggiar zigomi di luna,
diari di cielo raccolgo furtiva
e tu, anonimo infinito,
riscrivimi il cuor,
perdona silenzi di luce
inscatolati in orizzonti di cristallo:
dipingon poesia dei miei pensieri
i tuoi occhi colmi di primavere.
Io non so chi sei
non riesco a comprenderti
frasi che mutano
delimitano il tempo
lampadine accese
svelano gli arcani
scoprono due profili
uno mansueto
e uno distruttivo
che incute agitazione
Si ostina a non inseguire
parole vere
verissime
di bocche sincere
che non scorgono ombre
nere, senza strisciare
come serpenti
ad arraffare cose
superflue, insistendo
se non le hanno
Si approfitta
per chi gli da un appoggio
destinato, ad assorbire
le sue angherie
ma se lo vuoi fallo piano piano...
Dirigi la mia mano nell'inventare una carezza:
ché se non so parlarti, sai, non andrò lontano.
Dammi le tue occhiaie amiche della notte;
il tuo cielo rosso mi piange addosso la tirannia.
Sospira pure quella gora che apre le porte
a bambole di pezza sopra l'agonia.
Se un dito bastasse a tenerti su il capo;
ma vedo smalto oltre le tue unghie sporche.
Il peccato che esali va veloce
come l'estratto di un mapo.
Il tuo canto d'amore si fa invisibile e materno
come quello freddo delle orche.
L’emisfero di un bacio
scompose rose rosse
in spartiti d’atmosfera
e si vestì l’aurora
nei tuoi occhi di marzo
in un tango di cielo
naufragatoci addosso
come crini d’eterno.
Un bicchier di lacrime
cadde come inciampo d’acrobata
sulle mareggiate del tempo
e nelle antologie del silenzio
rubai briciole d’anima
come spiccioli d’immenso:
è il vuoto ad orchestrar
ogni battito del mio riflesso.


Da zero fino alla maggiore età,
solo diritti, senza responsabilità,
papà e mamma pensano a tutto,
è loro dovere, far bello il brutto.
Ne combiniamo spesso d’ogni colore,
tanto, noi siamo pezzi di cuore,
i danni sono all’ordine del giorno,
dei loro guai, non c’importa un corno.
E’ nostro diritto crescere sani e bene,
facciamo solo quello che ci conviene,
mangiare, bere e tanto divertimento,
senza grazie e senza riconoscimento.
Questo però non dura per l’eternità,
finisce all’inizio della maggiore età,
e quando questo, ahimè, avviene,
si diventa crudeli, quasi come iene.
Comportamento questo, ingiustificato,
dovrebbe essere subito abbandonato,
se semini male, raccogli solo male,
il bene si comporta in modo uguale.
Bisognerebbe essere indipendenti,
guadagnare soldi per curare i denti,
non dipendere mai da altra persona,
al buio, anche la tua ombra t’abbandona.











