nella notte..
Qualcosa che cerchi,
perché è essenziale,
come respirare.
Qualcosa che ti entra
nel profondo
e non puoi farne a meno.
Le tue carezze,
mi raccolgono in un vortice
di dolcezza.
Esse profumano d' amore.
Tra lenzuola stropicciate
e sguardi segreti,
le nostre mani si cercano.
Assaporo come fiume in piena
le tue labbra,
che cercano ogni angolo nascosto.
Sono un fuoco che brucia,
fino a spogliarti di ogni tuo peccato!
con grandi sforzi
privilegiando il segreto.
Fragile la voce reagisce
dinanzi ha eventi imprevedibili
che stravolgono l'esistenza.
Nel silenzio manca la certezza
del pensiero di noi stessi.
Non vorrei cambiare
per un istante d'amore
ma superare gli ostacoli.
Chiedersi...
Cercarsi...
nel destino di noi stessi.
Vorrei sì cambiare ogni ostacolo
che mi sembra così difficile,
abbandonare quell'incertezza
che mi perseguita .
In quel silenzio che diventa un peso,
un enorme gabbia per cuore e anima.
Ritrovare il coraggio di tornare ad amare,
alzando gli occhi al cielo
in cerca di pensieri fiduciosi .
Calmarmi di nuova fiducia per me stessa,
donare nuova armonia al mio presente.
Anche il mare ha i suoi silenzi
in questo orchestrar dei giorni
stipato in acquerelli di nuvola
ed uno sbadiglio di giglio s’acciglia
ad ogni compleanno di luna
come frammento d’arpa terrestre
scivolato sulle labbra indifese.
Spettino questo cielo di marzo,
disarmo il sillabario del cuore,
eccomi, fragile pagina al crepuscolo
riflessa nelle segrete del tempo,
son violino scordato
posato sull’uscio di una finestra.
tenute troppo a lungo prigioniere
tra le pieghe delle vostre fantasie.
In fondo, rimuovevano magie
al solo scopo di destare sogni
o arcobaleni per amar colori.
E inoltre :
liberate le belle principesse
che ora v’affannate a far marcire
dentro i letarghi dei vostri cuori.
In fondo, giocavan con l’amore
al solo scopo di produrre sogni
o storie per rasserenare genti.
Così ho deciso!
Dite la vostra che io dico la mia,
la televisione è quasi tutta porcheria,
diventano famosi individui senza arte e cervello
Gettati nella discarica del Grande Fratello,
reality dove il nulla è costante
una casa ridicola e imbarazzante,
salotti tristi e noiosi
riempiti di Gossip scandalosi,
alcuni vengono chiamati opinionisti
un'offesa per i veri artisti,
spariti i vecchi varietà
questa tv è solo oscenità,
impazzisce il telecomando di casa mia
dite la vostra che io dico la mia,
giri e rigiri ed è tutto banale
hai sempre voglia di girare canale,
autori privi di idee e ormai disperati,
approfittano della follia di Pamela Prati,
la gente ne parla quel matrimonio persiste
Mark Caltagirone diventa famoso anche se non esiste,
Uomini e donne lancia tronisti palestrati
E le trasmissioni si riempiono di belli e sfigati,
ormai chiunque diventa vip in questa tv di pazzia
dite la vostra che io dico la mia.
-gheriglio spaccato
disgiunto alla crepa-
Creami un sorriso aperto
a impacchettar di mallo secondi sudati
Brucia l'eternità assopita a spalmarsi tra spazio e corpo
L'umido raccoglie il respiro delle ventitre
Resta un portafoglio chiuso
l'identità nascosta in borsa
ove la cerniera aggancia maldestra
fili a comandare braccia
della gioia e del pianto.
Non esiste l'immenso
la forza e le ferite,
esistono i passi
e la fiducia
della vita
troppo breve.
Svegliarsi e
dimenticare di aver paura
nascondere i sentimenti
fuggire via del male
senza voltarsi indietro.
Spegnere quel profondo senso di vuoto,
quel dolore
che esiste e non guarisce.
La fragilità che trasforma
l'odio in amore
prezioso profondo sentimento
che attraversa la vita.
famelici, un'aquila mi divora
il fegato. Ma cosa potrei farne
adesso che il volto mi si scolora?
E gli avvoltoi ignari e tetri uccelli
la tavola imbandiscono di pezzi.
Parole come lame di coltelli,
Li tagliuzzano sanguinanti e grezzi
Ed usan l'ossa mie come forchette.
Prendi i miei pezzi, Aquila, e vola
divorali nel tuo nido e consola
I piccoli tuoi nell'urlo amaro
della notte, poi falli tutti a fette.
La natura non ci dà altro riparo.
Come mai così
questa notte hanno aperto
la porta del cuore
e nel buio hai sconfitto
ogni tua ipocrisia.
Cosa pensi di te
del tuo nuovo cuore
hai tagliato il traguardo
dei confini dell'amore.
Come stai così
sei più forte del vento
ed il giorno comincia a guardare
la luce del sole
e ora lasciati andare
come l'onda del mare
trasporti i tuoi sentimenti
nel profondo dell'anima.
Ora non vuoi perderli più
e lo sai come mai è così...
di pareti stracciate
finalmente ti confido
non brillo
d'un sole in verticale
Nel fiatare di una croce
sento l'odio
di preghiere mai vissute
Se vuoi ...
chiamalo futuro
ciò che non puoi fermare
io mi prendo i Venerdì
di pioggia e confini
dove il buio
non assedia
il miraggio di raggi e colline
Ascolta tu il mattino
di scale a riposo
nel Giugno gentile
irradiando il giorno
di acqua e proiezioni !
ho postato su un blog
un bel piede di porc
preso in saldo a New York
Ho ottenuto tre like
un invito al Gay-pride
e una foto di Sting
che cantava sul ring
Ho giocato a una slot
per tre giorni e due not
quattro birre, un Hot-dog
e tre uova alla coque
Mi è venuto uno choc
... m'han portato a Bankog
con un volo low-cost
alla fine di agost
Son tornato al più prest
sulla rotta dell'est
e sono ancora depress
tanto è stato lo stress
... era meglio, che scemo!
un soggiorno a Sanremo
fra sorrisi e canzoni
... ma che par de cojoni...
quante volte l’ho sognato
fortemente l’ho desiderato,
tra gioia e dolori che la vita mi ha dato
porto addosso una piaga
per quel figlio mai nato,
e tra gli abbracci di ogni bambino
provo odio per questo destino,
che mi ha impedito questo
desiderio costante
per me sarebbe stata la
cosa più importante,
anche davanti a banali illusioni
e sciocche previsioni
ho sentito dentro di me
sconvolgenti emozioni,
quel pianto di un bambino incantatore
mi tiene sveglio ogni notte
non sarò mai genitore,
gli avrei insegnato a seguire i miei valori
gli avrei impedito di avere i miei timori,
ho sofferto e soffro ancora tanto
ma questo sarà il mio più atroce rimpianto,
avrebbe preso di me la dolcezza,la tenerezza
gli avrei nascosto la mia debolezza,
so che la mia fragilità è
un imperdonabile errore
ma io vedo tutto con gli occhi dell’amore,
quel figlio che non ho mi ricorderà sempre
quell’ uomo che non sarò mai,
signore mio il dolore che
si sente forse solo tu lo sai.
da una scheggia di sole
piovuta dal cielo;
il prodigio della forza
costretta in uno scherzo
suscita l'evasione,
la voglia del fuggiasco
di intessere
dubbi in storie
e far parlare mondi
racchiusi in pensieri
un istante prima
possibili,
quello successivo
inespressi,
per sempre taciuti
da un presente che già
si stringe in passato.
dedicata a Calvino.










