Dei tuoi sogni
Delle piccole lacrime che versi ogni tanto
Raccontami quei segreti nascosti nel cuore
Quelli così in fondo all’anima che neanche tu
Sai più dove sono
Pezzetti di vetro che scalfiscono e fanno sanguinare
Sogni infranti
Come finestre rotte da un pallone indisciplinato
Narra di quella volta che sei stato male
Quella dove ci siamo persi
Dove abbiamo rotto il patto
Quel giorno
Ecco
Torna nella mente
L’angoscia dell’addio
Ricordi l’ultimo bacio
Sapeva di dolore
Odorava di perdita
Ho ancora addosso la sensazione della tua pelle
Scivolandoci addosso in quel domani
Che non sarebbe arrivato
Non so perchè scrivo di questo
Ma sento che ci sei e che mi ascolti
Nel nostro per sempre giurato guardandoci negli occhi
Poi più nulla
Non sento più
Non vedo più
Il vuoto che rincorro e che so che riempirò
Di TE
Dolce e morbido come il perlana,
mi guardi con i tuoi grandi occhi verdi,
reclamando il tuo pasto.
Io sono pronta con le crocchette,
ma prima ti devo riempire di baci e coccole.
Amore lo so che hai tanta fame,
però prima voglio abbracciarti!
Sei stato pur a far il tuo giro fuori
e adesso è ora delle tenerezze e della pappa.
Mi ispiri tanta dolcezza
e io mi sento la tua mamma.
Sei tenero come quando eri appena nato,
quando appena arrivato a casa,
guardavi spaventato in giro
e io cercavo di darti sicurezze
con tante carezze.
Ti mettevo dentro a un calzetto,
come un dolcetto
e te tiravi fuori il musetto
e mi facevi le fusa tutto contento.
Adesso sei cresciuto e a volte sei tremendo.
Mi vuoi fregare il prosciutto,
che sia cotto, crudo, speck
e mangiarlo proprio tutto.
Rubarmi la torta appena tagliata
e pronta per essere assaggiata.
Ribaltarmi le coperte
per dormire al mio posto,
e buttarmi giù le maglie,
dall'armadio appena sistemato.
Ogni volta però che ti riprendo,
abbassi le orecchie,
poi mi fai le fusa
e così non ti sgrido più.
In questa notte che tosta m’insegue
quasi un esperto ladro fossi adesso,
io chiedo aiuto a Dio e ad altri
chiamando i loro nomi all'infinito.
Mi tocco il viso - lo sento liscio -
e poi i capelli - moltiplicati a vista -
e gli occhi spalanco a dismisura
per non indurli al precoce sonno.
Nel buio rido, faccio fesso il buio
e una luce quasi sempre uguale
si mette in mezzo tra le mie paure
e mi ubriaca, mi colora e dura!
Con un così fausto soccorso
riporto indietro, quasi a spasso,
il tempo che nel tempo mi divora.
Il mio letto lo sto chiamando treno.
Sono un vigliacco o non so che cosa,
domani ristrapperò un senso alla vita,
solo che adesso in questa lunga corsa
io so di non rimproverarmi affatto.
D’improvviso divento piccolo…
seduta sulle scale
del centro
i capelli accarezzati
dal vento,
il cuore di lui
batteva forte.
All'istante innamorato,
sognava di portarla
a ballare,
su un lago ghiacciato.
Regalarle una stella
o la luna, se per lei
era più bella.
Ma era timido
non riusciva a parlare
sconsolato continuò
a camminare.
Era certo
che l' avrebbe perduta,
per sempre ricordata.
Ma il vento gli andò
in soccorso,
soffio sul nastro
dei capelli di lei,
che volò
impazzito lontano
per fortuna
sulla sua mano.
Lei lo guardò
negli occhi
regalandogli
un sorriso,
lui felice
gli porse
il nastro colorato.
Da quel giorno
non si lasciarono
più neanche
per un minuto.
Un giorno forse mi accadrà
di svegliarmi al tuo fianco.
Fisserò il vuoto fino a farlo sentire
in imbarazzo, e poi il tuo battito leggero
delle ciglia che sarà divenuto bianco.
Mentre ti strofinerai col dorso della mano
i sogni rimasti appiccicati agli occhi,
intanto farà mattino.
Io ti siederò accanto
per pettinare i tuoi incantevoli fiocchi.
Oggi sosto sul bordo di quel sogno
nel vuoto che si stende nella sua giravolta.
In quell’attimo in cui sbatti le ciglia, nell’altro
capo della penisola un uomo asciuga gli occhi
e s’innamora, un battito di ciglia alla volta.
con infradito chiodati
Ho mangiato tonno all'olio solare
con pomodori sardi ed anche sordi
Ho usato dentifricio catramato
al sapore di cetriolo
Ho giocato con aquiloni bucati
e palle da tennis rivestite di piombo
Ho sezionato cuori di carciofo
ma non ho trovato l'aorta
Ho rotto duecento uova
ma non ho trovato nessun pelo
Mi hanno arrestato perché avevo
giocato a tressette col morto
Penso che presto dovrò
cambiare spacciatore
Di cosa siamo fatti? dimmi
di questo piacere senza corpo
e strade di comete
ora che mi tocchi e
della mia evanescenza
sei già alla luna
eppure eri esaltato
dalla pienezza dei granai
con i miei cinque sensi legati al petto
eppure eri un bambino, quando volevi
che ti gridassi amore mio
tutte le volte che il buio
scendeva ad occultarci
contorta radice
strappata alla terra
e passo ore insonni
a scandire agonie e
a pettinare la mia anima
disordinata
tra lacrime
prigioniere delle ciglia
... nel continuo accavallarsi di
pensieri che la notte ricama e che
il giorno poi dimentica
e mentre una chiara luna
rischiara un nero lago
di velluto
tra le oblique ombre
dei cipressi
mi sciolgo in un vento ostile...
sospinto sopra un'onda
... che non tocca mai la riva
Mi rimane lilla il cielo
mentre la notte disperde il suo silenzio e
l'orizzonte si veste di parole.
Il cielo, quell'eterno movimento di pensieri
quel rincorrersi di nuvole e di vento
quella luce trapelata sui luoghi
quel tramonto in un bicchiere.
Migliaia di bollicine in viaggio .
Sono nata in un giorno
che il creptio della pioggia profumava i capelli
la meraviglia era nelle lucciole graffiate dall'erba
nei colori delle luci sul mare
bocca di fragola e stelle in festa
intorno alla mia casa .
Ti ho tenuto Giugno nella mia vita
in una tenerezza di occhi nei miei
con le mani colme di ginestra
in una sera infinita di una infinita poesia.

Limpida come acqua di ruscello,
fresca come quella di un fiume,
brillante come vetro appena lavato,
come bicchiere di cristallo levigato.
Fiore fresco bagnato di rugiada,
anima pura dolce e leggiadra,
leggera come la piuma di un’oca,
luce sempre intensa e mai fioca.
Ma chi da me ti ha mandata?
Da dove, quando sei venuta?
Tutto questo tanto mi aggrada,
c’è tanta luce su questa strada.
Sono domande che rivolgo a te,
ma le risposte io le conosco già,
gloria a Dio, sempre sia lodato,
grazie a te per avermi accettato.

Ecco perché l'amore
al solito posto è fermo
colpa degli screzi
tra l'odonomastica
e la toponomastica
-appare anche strano
non siano intervenuti
pure gattonomastica
e sordonomastica -
la via dell' utopia
non andava posta
in prosecuzione
di via dei fatti miei
avrebbe dovuto trovar collocazione
come laterale di via dei fatti
- dalla parte opposta -
tra le vie provaci
ed eccoci
a senso
magari
unico
eh
.
strugge nella distanza.
Lacrime dei sensi
cercano consolazione nella dannazione
di questo amore che non lascia vincitori.
Cercandosi disperatamente dentro i sogni
nei segnali che non smettono di battere nella testa.
Ma tu dove sei... come ti trovo se non ti fai sentire?
Inutile passione.









