Le ore del giorno
battono un tempo,
solo sciupìo di talento.
I riflessi appannati;
muscoli progressivamente rilassati.
Ore che battono più lente
e stanche
-Un tempo cronicamente malato
si accovaccia sul mio leggìo.
Ci si guarda
con frequenza allo specchio;
risulta ogni giorno flaccido e incrinato.
battono un tempo,
solo sciupìo di talento.
I riflessi appannati;
muscoli progressivamente rilassati.
Ore che battono più lente
e stanche
-Un tempo cronicamente malato
si accovaccia sul mio leggìo.
Ci si guarda
con frequenza allo specchio;
risulta ogni giorno flaccido e incrinato.
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Le sdraio, sono ora
una lunga fila indiana che
guarda ad ovest.
Espero bacia la pelle
assetata di frescura e
i suoi aliti seducono mentre
qualche occhio si perde
come in una ninna-nanna.
… E’ l’ora!...
E’ l’ora dei profumi del mare,
degli oli spalmati su corpi avidi
già stesi da tempo, quasi immobili
ad imprigionare il colore d’ambra…
… E’ l’ora,
il sole siederà sulla collina
e gli odori già fusi nell’aria
son danze di esotici incensi
e mille altre fragranze.
… E’ il profumo dell’imbrunire.
L’arsura dell’afa inizia a tacere
un dolce tramonto avanza
appagato è il riposo…
una lunga fila indiana che
guarda ad ovest.
Espero bacia la pelle
assetata di frescura e
i suoi aliti seducono mentre
qualche occhio si perde
come in una ninna-nanna.
… E’ l’ora!...
E’ l’ora dei profumi del mare,
degli oli spalmati su corpi avidi
già stesi da tempo, quasi immobili
ad imprigionare il colore d’ambra…
… E’ l’ora,
il sole siederà sulla collina
e gli odori già fusi nell’aria
son danze di esotici incensi
e mille altre fragranze.
… E’ il profumo dell’imbrunire.
L’arsura dell’afa inizia a tacere
un dolce tramonto avanza
appagato è il riposo…
Mi sbatto al vento come dondolio di persiane
socchiuse
silenti all'imbrunire pigro
fatto di guanti, sciarpe
di gambe incollate
Sbatte la luna sui denti
Pizzichio di stelle
quelle che danno solo al morire
e guarda le persone grandi
come non sanno giocare
poi chiudi gli occhi
che Sally ora riposa
socchiuse
silenti all'imbrunire pigro
fatto di guanti, sciarpe
di gambe incollate
Sbatte la luna sui denti
Pizzichio di stelle
quelle che danno solo al morire
e guarda le persone grandi
come non sanno giocare
poi chiudi gli occhi
che Sally ora riposa
Il freddo allunga le braccia
riveste l'intorno spogliando gli alberi
dalle foglie caduche dan forma
al tappeto scrosciante ove cammino piano
Mi stringo nel caldo piumino,
non ho più il tuo abbraccio
a riscaldare le mie spalle
nella mano non stringo la tua ma una conchiglia
raccolta sulla spiaggia l'ultimo inverno tuo
Riempivi la vita di colori
il rosso amore, l'arancione del sole
l'azzurro del cielo che si sposava
all'orizzonte col blu verde del mare,
talvolta il grigio di un breve temporale
e poi l'arcobaleno simbolo di pace
E ci amammo, quanto ci amammo
e le risate insieme fino alle lacrime,
anche il pianto ci appartenne
insieme asciugammo le pozzanghere
Arrivò quella “ DONNA” si innamorò di te,
ti ammaliò, non resistetti al fascino maledetto,
ti fece suo poi ti lasciò, un altro amante l'aspettava,
la gelosia non mi appartenne
ti consolai, curai le ferite dolcemente
e ci amammo ancora con il solo sguardo
fin quando arrivò il giorno della partenza
Ora il tuo carro è una nuvola bianca
sento il tuo profumo quando sfrecci nei cieli
nel sonno mi vieni a trovare,
amo vivere il giorno ma con ansia aspetto le notti
Notturno italiano
Senza pretese
Sotto note d'amaranto
E dolci attese
Il cuore canta una lenta canzone
Ma senza porvi attenzione
Crea note armoniose
Punteggiate di stelle
Ma nessuna di esse
Profuma di pelle.
Languido il suono riecheggia
Nel mare d'amianto
Malleato da pensieri
Oggi ancora così vaghi e meri.
Sorridi alla musica dolce
Che leggera taglierà come falce.
Oscurato lo sguardo
Rimarrà in questa notte senza luna
Porvi l'anima sarà...
Come gioco d'incontro.
Senza pretese
Sotto note d'amaranto
E dolci attese
Il cuore canta una lenta canzone
Ma senza porvi attenzione
Crea note armoniose
Punteggiate di stelle
Ma nessuna di esse
Profuma di pelle.
Languido il suono riecheggia
Nel mare d'amianto
Malleato da pensieri
Oggi ancora così vaghi e meri.
Sorridi alla musica dolce
Che leggera taglierà come falce.
Oscurato lo sguardo
Rimarrà in questa notte senza luna
Porvi l'anima sarà...
Come gioco d'incontro.
Nel vuoto che nel mio animo regna
ritrovo la mia fiamma speranza,
in un baratto di sguardi che segna
tregua del cruccio d'infinita oltranza.
Angelo bianco d'amore sei degna,
di pioggia interiore imploro a te istanza,
emancipami e al cor mio insegna
che a fin tempesta il sole fa brillanza.
Te,sei sirena dal gagliardo canto
e io una convulsa onda senza pace
scopro quiete dall'armonico suono,
dai tuoi occhi marini trovo incanto
dotati di una passione fornace,
lì fisso ammaliato con capo prono.
ritrovo la mia fiamma speranza,
in un baratto di sguardi che segna
tregua del cruccio d'infinita oltranza.
Angelo bianco d'amore sei degna,
di pioggia interiore imploro a te istanza,
emancipami e al cor mio insegna
che a fin tempesta il sole fa brillanza.
Te,sei sirena dal gagliardo canto
e io una convulsa onda senza pace
scopro quiete dall'armonico suono,
dai tuoi occhi marini trovo incanto
dotati di una passione fornace,
lì fisso ammaliato con capo prono.
Guardo le foto
consunte dal tempo
in quel luogo ove si annulla
ogni casta e differenza,
ove la legge della vita
nessuno promuove.
Ritratti d’ogni età,
Ritratti d’ogni età,
epoca e circostanza.
Occhi in cui si legge
quell’attimo colto dallo scatto,
immortalato momento
di gioia o sofferenza.
Guardo ora i tuoi occhi,
con occhi di figlia,
ci leggo quella complice storia
d’amore e protezione.
Mi bastano per udire ancora
le tue parole ed ascoltarti.
Occhi, seppur sepolti,
che guardano dall’alto
come sole impigliato
tra i rami di un cipresso,
occhi ch’io porto dentro,
in ogni istante,
ovunque sia diretta la mia vita.
Li sento attenti in ogni azione,
giocare tra la mia mente e le mani.
Quegli occhi che un dì
han fatto innamorare,
e scaltri guardare,
oltre il tempo e le distanze,
oggi vedo lì,
fermi in un ritratto.
Se un giorno verrai di nuovo a cercarmi
- giacché io già lo faccio ora nei mie sogni
e per questo non vedo l’ora che il sole tramonti-
ti chiedo solo di non usare le mie stesse parole
che ora ti canto nei miei sogni.
Ma quando verrai,
se vorrai di nuovo cercarmi,
non dirmi che ti sono mancato...
che non hai smesso di pensarmi;
non usare qualche semplice schema d’amore,
per rincominciare a prendermi le mani.
Anche se c’è sempre la convinzione che forse
tu non mi cercherai più
perché impegnata nei tanti sogni di uno “sconosciuto”
- che non riconosci essere me -
che ti parla d’amore ogni notte.
Ma quando vorrai di nuovo camminare,
per ascoltare il canto d’amore,
come nel più bel sogno d’amore delle tue notti,
non far arrossire la luce del sole,
come fanno due amanti al loro primo bacio,
quando inaspettatamente ritroverai me…
E quando verrai di nuovo verso me
con la voglia di chiamare finalmente per nome
quell’ uomo che ti parla d’amore nei tuoi sogni,
e mi riconoscerai dalla voce
come potranno i tuoi occhi mentire ai miei occhi
quando capirai che quel “sconosciuto” che viene
a cercarti nei tuoi sogni ogni notte
sono io.
Ti prego però non dirmi che invano ci siamo smarriti;
che avevamo chiuso gli occhi
e per un attimo
perdere l’orientamento di noi due.
Quando riprenderai le mani miei nelle tue
Io ti dirò:
”Lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore...”
Ma io già lo so che tu non verrai a cercarmi
e le mie mani resteranno senza presa anche stanotte.
Io continuerò a
sognarti venire da me
con il desiderio di stringere le tue mani alle mie;
mentre io continuerò a dirti ogni notte:
“lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore”
- giacché io già lo faccio ora nei mie sogni
e per questo non vedo l’ora che il sole tramonti-
ti chiedo solo di non usare le mie stesse parole
che ora ti canto nei miei sogni.
Ma quando verrai,
se vorrai di nuovo cercarmi,
non dirmi che ti sono mancato...
che non hai smesso di pensarmi;
non usare qualche semplice schema d’amore,
per rincominciare a prendermi le mani.
Anche se c’è sempre la convinzione che forse
tu non mi cercherai più
perché impegnata nei tanti sogni di uno “sconosciuto”
- che non riconosci essere me -
che ti parla d’amore ogni notte.
Ma quando vorrai di nuovo camminare,
per ascoltare il canto d’amore,
come nel più bel sogno d’amore delle tue notti,
non far arrossire la luce del sole,
come fanno due amanti al loro primo bacio,
quando inaspettatamente ritroverai me…
E quando verrai di nuovo verso me
con la voglia di chiamare finalmente per nome
quell’ uomo che ti parla d’amore nei tuoi sogni,
e mi riconoscerai dalla voce
come potranno i tuoi occhi mentire ai miei occhi
quando capirai che quel “sconosciuto” che viene
a cercarti nei tuoi sogni ogni notte
sono io.
Ti prego però non dirmi che invano ci siamo smarriti;
che avevamo chiuso gli occhi
e per un attimo
perdere l’orientamento di noi due.
Quando riprenderai le mani miei nelle tue
Io ti dirò:
”Lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore...”
Ma io già lo so che tu non verrai a cercarmi
e le mie mani resteranno senza presa anche stanotte.
Io continuerò a
sognarti venire da me
con il desiderio di stringere le tue mani alle mie;
mentre io continuerò a dirti ogni notte:
“lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore”
il mare
di cloroformio
in fondo
è un liquido limpido,
seghetto per fiale
nella bocca
lungo il labbro rosso,
crack di congelamento
sulla rotta
Scott Amundsen.
L'ala in fiamme
e lo schianto ,
adrenalina da sbarco
a irrorare
i miei piedi
troppo grandi
i baci freddi
fra mio padre
e mia madre,
comete in fuga
nella gola rimaneva
solo grandine.
La cameretta
in antartide,
quanto ero ingenuo
a far finta di niente,
abbracciare e vestire
quell'uniforme di ghiaccio,
traiettorie e squarcio
nelle rapide sequenze
spazio-tempo.
di cloroformio
in fondo
è un liquido limpido,
seghetto per fiale
nella bocca
lungo il labbro rosso,
crack di congelamento
sulla rotta
Scott Amundsen.
L'ala in fiamme
e lo schianto ,
adrenalina da sbarco
a irrorare
i miei piedi
troppo grandi
i baci freddi
fra mio padre
e mia madre,
comete in fuga
nella gola rimaneva
solo grandine.
La cameretta
in antartide,
quanto ero ingenuo
a far finta di niente,
abbracciare e vestire
quell'uniforme di ghiaccio,
traiettorie e squarcio
nelle rapide sequenze
spazio-tempo.
Oltre la vita,
forse è adesso,
uno sbaglio o un condizionato riflesso....
Cento passi oltre il confine,
là dove c’è casa mia,
con pareti intrise di nostalgia.
La vita è adesso,
l’amore sospeso,
un debito da pagare con il cuore.
Guardi avanti e non torni più indietro,
di mistero è scritto il domani,
insegui ticchettii
che vorresti fermare con le mani,
il tempo corre, non lo puoi fermare.
Così anche se non credi,
porti croci appiccicate addosso,
forse perché la vita
è solo un artificioso paradosso,
dato in dono dal destino.
forse è adesso,
uno sbaglio o un condizionato riflesso....
Cento passi oltre il confine,
là dove c’è casa mia,
con pareti intrise di nostalgia.
La vita è adesso,
l’amore sospeso,
un debito da pagare con il cuore.
Guardi avanti e non torni più indietro,
di mistero è scritto il domani,
insegui ticchettii
che vorresti fermare con le mani,
il tempo corre, non lo puoi fermare.
Così anche se non credi,
porti croci appiccicate addosso,
forse perché la vita
è solo un artificioso paradosso,
dato in dono dal destino.
Il buio é precipitato
nella fredda mattina
di fine ottobre.
Il sole cercava spazio
fra la nuvole,
ma la tempesta imperversava.
Dentro di me
un tornado
fa danni, confonde, fa male.
La rugiada della mattina
si confonde
con le gocce che rigano il viso.
La strada é lunga
i pensieri, la rabbia,
il dolore, aumentano.
Ciao papà...
Sei arrivato
al tuo ultimo
viaggio...
La sedia
é rimasta vuota
ancora una volta.
Il dolore ritorna indietro
di molti anni,
uguale con la stessa forza.
Mi consola solo il pensiero
che ritrovi la mamma,
ricordati di portare il mio abbraccio.
Ciao papà...
F
nella fredda mattina
di fine ottobre.
Il sole cercava spazio
fra la nuvole,
ma la tempesta imperversava.
Dentro di me
un tornado
fa danni, confonde, fa male.
La rugiada della mattina
si confonde
con le gocce che rigano il viso.
La strada é lunga
i pensieri, la rabbia,
il dolore, aumentano.
Ciao papà...
Sei arrivato
al tuo ultimo
viaggio...
La sedia
é rimasta vuota
ancora una volta.
Il dolore ritorna indietro
di molti anni,
uguale con la stessa forza.
Mi consola solo il pensiero
che ritrovi la mamma,
ricordati di portare il mio abbraccio.
Ciao papà...
FOgnuno porta in sé
i colori della notte
nel fruscio di malinconie
e mistero.
Vibra lo stesso silenzio della solitudine
il nero tormento del buio,
del vuoto la paura
che dentro ti assale.
… Ma poi la speranza,
l’attesa di una luce
e la gioia della rinascita
a quell’alba nuova…
i colori della notte
nel fruscio di malinconie
e mistero.
Vibra lo stesso silenzio della solitudine
il nero tormento del buio,
del vuoto la paura
che dentro ti assale.
… Ma poi la speranza,
l’attesa di una luce
e la gioia della rinascita
a quell’alba nuova…









