Primavera è amabile donna
che scioglie i freddi animi di un uomo solitario,
manchevole nell'amore,
severo nel raccontarsi.
Mi chiedo quale sia la ragione dietro il raro sentimento,
sempre che una ragione vi sia,
ed invidio chi non può farne a meno.
Le mie domande mai hanno trovato risposta,
perché mai mi fu concesso il dono della piena libertà.
Cammino per i prati che tu hai curato,
donna del mio desiderio,
dal male dell'odio,
portando la solitudine a divenire meno triste
e avvicinandola alla gioia della pace.
Vivrò eternamente con te, se mi vorrai,
ed imparerò ad amarti.
Sfiderò i miei venti per renderti felice,
mai più consapevole del mio desiderio di vivere per te.
Danzeremo, così, all'ombra della tua luce
ed eternamente ci troveremo.
che scioglie i freddi animi di un uomo solitario,
manchevole nell'amore,
severo nel raccontarsi.
Mi chiedo quale sia la ragione dietro il raro sentimento,
sempre che una ragione vi sia,
ed invidio chi non può farne a meno.
Le mie domande mai hanno trovato risposta,
perché mai mi fu concesso il dono della piena libertà.
Cammino per i prati che tu hai curato,
donna del mio desiderio,
dal male dell'odio,
portando la solitudine a divenire meno triste
e avvicinandola alla gioia della pace.
Vivrò eternamente con te, se mi vorrai,
ed imparerò ad amarti.
Sfiderò i miei venti per renderti felice,
mai più consapevole del mio desiderio di vivere per te.
Danzeremo, così, all'ombra della tua luce
ed eternamente ci troveremo.
5 commenti
Si accarezzava il grembo,
ancora così piccolo
ma già pieno di speranza.
Mille progetti per il futuro,
mille emozioni e soprattutto
l'amore per quella creatura
che si stava generando.
Un gesto disperato
fu abbandonarla,
così che almeno
il suo amore potesse
avere un futuro,
uno diverso, migliore.
Non sentirà più
il suo battito,
non lo vedrà mai più;
eppure è rimasto il legame,
come se il cordone
non fosse mai stato reciso,
anche se si trovano
a chilometri di distanza.
Lei non c'è più;
quanto dolore
proverà lui,
nel scoprire
che ora è rimasto
solo il ricordo
di quell'amore infinito?
ancora così piccolo
ma già pieno di speranza.
Mille progetti per il futuro,
mille emozioni e soprattutto
l'amore per quella creatura
che si stava generando.
Un gesto disperato
fu abbandonarla,
così che almeno
il suo amore potesse
avere un futuro,
uno diverso, migliore.
Non sentirà più
il suo battito,
non lo vedrà mai più;
eppure è rimasto il legame,
come se il cordone
non fosse mai stato reciso,
anche se si trovano
a chilometri di distanza.
Lei non c'è più;
quanto dolore
proverà lui,
nel scoprire
che ora è rimasto
solo il ricordo
di quell'amore infinito?
PEZZI DI NUVOLE
STRASCICHI DI FAVOLE
CONTORNI DI LEGNO
QUASI TAVOLE
LO SBATTERE
DIVENUTO PULSIONI
SCAVALCARE
PICCOLE EVASIONI
I PASSI NON A TENTONI
DECISI
PESANTI
FIORI PER OGNISSANTI
UN LENTO PROFUMO
I VOLTI DI NESSUNO
CIELO DI VETRO
UNA COPERTA
FARLO ENTRARE
FERMANDO L'EMOZIONE
NON FERIRSI
ADAGIARLO NEGLI OCCHI
LASCIAR LA PORTA
APERTA
AL TUTTO
D'OGNI SORTA
Di questi orgasmi
a s f i t t i c i, si odono
esilaranti ran
to
li
Parafrasi
di articolazioni omeriche
gioiscono
al tra
mon
to di un amore
(imbottigliato)
in caduche v o g l i e
a s f i t t i c i, si odono
esilaranti ran
to
li
Parafrasi
di articolazioni omeriche
gioiscono
al tra
mon
to di un amore
(imbottigliato)
in caduche v o g l i e
Cantami, o Diva, del peloso Achille
- Ricorda, almeno, come si fa? -
Voglio portar con me, di te,
i tuoi sorrisi,
il brillar di gioia dei tuoi occhi...
e il profumo della tua pelle,
delle notti d’amore.
Voglio poter unir
in un unico sogno
i nostri cuori,
con frasi colme d’ardore,
fare diventare, in un abbraccio
eterno, il nostro amore.
Voglio poter dire sei mia,
non per possederti,
ma solo per condividere
con te la vita mia
e insieme farla diventare melodia.
i tuoi sorrisi,
il brillar di gioia dei tuoi occhi...
e il profumo della tua pelle,
delle notti d’amore.
Voglio poter unir
in un unico sogno
i nostri cuori,
con frasi colme d’ardore,
fare diventare, in un abbraccio
eterno, il nostro amore.
Voglio poter dire sei mia,
non per possederti,
ma solo per condividere
con te la vita mia
e insieme farla diventare melodia.
Aprite le porte agli alfieri.
Preparate i coppieri.
Che la festa sia grande!,,,
Il mio viaggio è finito
e porto il bottino che ho vinto
nella guerra col tempo.
C'è quanto basta
per vivere ancora felici in eterno.
Dov'è la mia Dea?.....
Chiudete le porte
e che la festa abbia inizio!...
Preparate i coppieri.
Che la festa sia grande!,,,
Il mio viaggio è finito
e porto il bottino che ho vinto
nella guerra col tempo.
C'è quanto basta
per vivere ancora felici in eterno.
Dov'è la mia Dea?.....
Chiudete le porte
e che la festa abbia inizio!...
La più cieca omonimia
lo stesso movimento- nello stesso istante
senza sapere dove mai ci porti.
Ottusità sapiente dello sciame
nuova serie umana-dalle braccia mutilate
spalle curve
bocche che non sanno la parola.
E si mantiene intatto un ordine straordinario
ai grandi tiranni della specie:
a loro il grande titolo onorario!
Vanno insegnando –accantucciati-
diffondono-ineguaglianza
-opportunismo di carezze
-parole di potenza.
Despoti-(chiedono la loro salvezza)
-inventori- venditori d’oppio e di ogni sfizio
-fabbricano soldati fino a farne un vizio.
( Perdonate l’amarezza: -sono un ottimista):
- ma questo è sicuramente un nuovo inizio!
Una specie di domanda
una nuova ricerca come dire-una barbarie nuova.
Chiedono di maledire l’anima andando assai di fretta
di avere in serbo l’oro nel pozzo
che il ragno deve cucire più non posso.
Cosa dire ai nuovi Galli?
Non parlano nanche la stessa lingua!
Dire che
-pensavamo tutti che la pace fosse giunta
Non parlano nanche la stessa lingua!
Dire che
-pensavamo tutti che la pace fosse giunta
-per diritto
- per democratica elezione -
che avevamo visto la fiamma rossa nel mattino
che avevamo visto la fiamma rossa nel mattino
ma che fu più forte il loro divino?
-Vinti
abbiamo scelto di non incontrarci
eludere è meglio
"quel mal di vivere” che spesso ormai incontriamo
-fino a evitare “gli ossi di seppia” prima che sia subito sera.
-e prima che si diventi uomini ridicoli usando –senso-
“ illuminandosi d’immenso”!
La caduta dell'Impero Romano : Museo Dorsay

Le porte del paradiso saranno aperte di domenica
un’offerta promozionale imperdibile, la pubblicità
è ovunque, l’affluenza prevista è enorme
ai visitatori saranno concessi sconti eccezionali
sui peccati commessi. Chi ha moglie, chi ha un figlio
ha diritto allo sconto per famiglie e ad un ventaglio
di spiegazioni sull’aldilà. Lo stato maggiore del consiglio
d’amministrazione è al lavoro, il meglio del meglio
della santità. La notizia è sulla prima di tutti i giornali
ci saranno concerti e spettacoli con le gemme
del cinema, del teatro e della musica di ogni età
i biglietti sono in vendita anche in discoteca.
L’incasso dicono che sarà devoluto in beneficenza
all’associazione degli Angeli Caduti dell’inferno
per la costruzione di un bordello all’ultima moda:
quello esistente, senza l’aria condizionata
è a rischio fallimento. I lavoratori del comparto
hanno la pelle ustionata, se la faccia è rossa
non è per la vergogna, nemmeno una tassa
di scopo è servita per costruire un reparto
all’altezza della tradizione, un politico l’ha rubata
per regalare alle sua amanti gioielli di giada
e monete d’oro e argento agli amici perdigiorno
che ancora frequenta nei momenti di vacanza.
Il giorno del giudizio universale è stato chiamato
lo slogan pubblicitario però non ha funzionato
e le presenze si contano sulle dita di una mano.
Il creativo che l’ha ideato è stato mandato al rogo
-altra tradizione del settore- gli Angeli Caduti
continuano a ustionarsi e i politici a rubare
tutto previsto, tutto uguale a prima. Il dolore
è come la farsa, può essere recitato da tutti
a secondo delle convenienze. C’è un giogo
senza catene e una libertà finta, qualcuno
ha inventato le parti in commedia, il fidanzato
è stato tradito, ma è lui il più fortunato.
Sconosciuto è il tuo cuore
Che non parla alla mia vita,
Sei il presente che scompare,
Come fosse foschia,
Sotto l'ombra malinconica
Dei tuoi occhi.
Mi annienti con i tuoi silenzi rarefatti,
Eppure sento la pienezza
Che trasmettono.
La tua anima è come il mare.
Questo amore fantasma,
Che mi sfiora, mi accende,
Mi dà vita.
Troppo poco mi sono bagnata
Dei tuoi baci senza fine.
Poco cuore ho ascoltato,
Nel suo battito, del tuo fiato
Ho preso respiro,
La tua pelle ho toccato con
Carezze di velluto,
Come sogni li ho vissuti
Tra un alito di vento e un profumo.
Resta la certezza che, domani
Forse tornerai..Tra le mie mani.
Che non parla alla mia vita,
Sei il presente che scompare,
Come fosse foschia,
Sotto l'ombra malinconica
Dei tuoi occhi.
Mi annienti con i tuoi silenzi rarefatti,
Eppure sento la pienezza
Che trasmettono.
La tua anima è come il mare.
Questo amore fantasma,
Che mi sfiora, mi accende,
Mi dà vita.
Troppo poco mi sono bagnata
Dei tuoi baci senza fine.
Poco cuore ho ascoltato,
Nel suo battito, del tuo fiato
Ho preso respiro,
La tua pelle ho toccato con
Carezze di velluto,
Come sogni li ho vissuti
Tra un alito di vento e un profumo.
Resta la certezza che, domani
Forse tornerai..Tra le mie mani.
Invadenti
giovani pensieri
quasi non s'accorgono
di quanto siano impertinenti
di quanto sonno
sia anziano
... e lo disturbano.
- Gioventù beata
già a qualsiasi ciglio
poi lei s'appoggia -
E a buon fine
va ogni tentativo,
sempre coinvolto
nel loro fluttuare
apparentemente
senza meta
ma da un estremo all'altro
d'immagini e idee in compagnia
in amicizia e armonia
- salvo sonno, ma s'adegua -
- salvo sonno, ma s'adegua -
danno feste a tutte l'ore
notte fonda
come fosse mattina.
Affonda senno
ché sonno, di giorno,
fatica a dormire
ma l'anima ...
vuol far sempre festa
Per gli altri non sei mai quello che realmente sei,
per gli altri sei solo quello che dicono e vogliono
che tu sia.
Per qualcuno o magari anche solo per uno,
sei ciò che realmente sei: ma questo gli altri
non lo vedono.
Gli altri vedono il rimanente: ciò che solitamente
viene eliminato
o considerato sconveniente o sgradevole.
Agli altri piace soffermarsi sulle forme:
non si immergono fra le onde,
non penetrano le intimità,
non hanno fazzoletti per asciugare lacrime.
Gli altri amano l'abbondanza, i fasti, i frizzi, i lazzi:
vantano ricchezze, amicizie influenti
e si sollazzano a sventolar ai quattro venti titoli,
come fossero bandiere.
I pochi che restano sono tanto per qualcuno,
ma per gli altri, sono troppo poco:
quel poco che per qualcuno o solo per uno
è tutto...
per gli altri sei solo quello che dicono e vogliono
che tu sia.
Per qualcuno o magari anche solo per uno,
sei ciò che realmente sei: ma questo gli altri
non lo vedono.
Gli altri vedono il rimanente: ciò che solitamente
viene eliminato
o considerato sconveniente o sgradevole.
Agli altri piace soffermarsi sulle forme:
non si immergono fra le onde,
non penetrano le intimità,
non hanno fazzoletti per asciugare lacrime.
Gli altri amano l'abbondanza, i fasti, i frizzi, i lazzi:
vantano ricchezze, amicizie influenti
e si sollazzano a sventolar ai quattro venti titoli,
come fossero bandiere.
I pochi che restano sono tanto per qualcuno,
ma per gli altri, sono troppo poco:
quel poco che per qualcuno o solo per uno
è tutto...
Lanterne magiche
in visioni danzano.
Dal viola striate
s'intingono docili nell'azzurro.
Sospese ballerine
tra l'indaco e il nero,
l'una all'altra s'aggrappano.
Velato d'arancio
m'appare il monte.
Nuvole rosa
nel suono d'arpa contemplo,
tra il dormire del giorno
e lo svegliare del crepuscolo,
in quei luoghi dove il buio prima regnava.
S'ammantano i toni del cielo.
La notte s'appropinqua,
di nero si tinge.
Lontano lampioni s'illuminano,
ancor si notano bianche case.
Alle ombre il fianco prestano.
Nel correre della strada
la pianura si inchina,
l'orizzonte s' apre infinito
e la sera infine arriva.
Nulla è più in vista.
Solo bagliori
dai paesi lontani,
accovacciati sulle colline,
s'irradiano su tutta la piana.
E io
come colui che più non vede
dal vento mi lascio guidare,
nel soffio del destino
che muove le alte fronde
dei solitari arbusti
trovo la guida.
Nel notturno fruscio
dell'erba,
prendo la mano del creato
che la mia stringe
e con amore
mi conduce
sicura per
il mio lungo viaggio.
Guarda la notte il mondo con i suoi occhi stellati.
“... cento e cento... e altri cento viaggi farò,
o forse nessuno eppur sempre uno strano destino
guiderà i miei occhi, lo stesso che ancor mi concede
di veder la vita...”
in visioni danzano.
Dal viola striate
s'intingono docili nell'azzurro.
Sospese ballerine
tra l'indaco e il nero,
l'una all'altra s'aggrappano.
Velato d'arancio
m'appare il monte.
Nuvole rosa
nel suono d'arpa contemplo,
tra il dormire del giorno
e lo svegliare del crepuscolo,
in quei luoghi dove il buio prima regnava.
S'ammantano i toni del cielo.
La notte s'appropinqua,
di nero si tinge.
Lontano lampioni s'illuminano,
ancor si notano bianche case.
Alle ombre il fianco prestano.
Nel correre della strada
la pianura si inchina,
l'orizzonte s' apre infinito
e la sera infine arriva.
Nulla è più in vista.
Solo bagliori
dai paesi lontani,
accovacciati sulle colline,
s'irradiano su tutta la piana.
E io
come colui che più non vede
dal vento mi lascio guidare,
nel soffio del destino
che muove le alte fronde
dei solitari arbusti
trovo la guida.
Nel notturno fruscio
dell'erba,
prendo la mano del creato
che la mia stringe
e con amore
mi conduce
sicura per
il mio lungo viaggio.
Guarda la notte il mondo con i suoi occhi stellati.
“... cento e cento... e altri cento viaggi farò,
o forse nessuno eppur sempre uno strano destino
guiderà i miei occhi, lo stesso che ancor mi concede
di veder la vita...”
Morsa da negare da sondare
tutto documentato tutto incerto.
E tu che vuoi sapere
e tu non vuoi sapere:
urticata speranza, rosea disperazione.
Hai sognato al buio
latte lisergico e mandorle di cagli.
Hai sognato il nocciolo sospeso che una fame divora.
Qualcuno lo recida o una gazza ladra
stacchi quest’ambrafiore di colostro scuro,
ch’è prato il petto ora falciato di silene
e l’erba marcia fa per risalire
sui gerani al balcone
dove largo hai piantato il sorriso.











