Chiudi gli occhi
e abbandonati nel silenzio.
Come un fiume in piena
strariperò su di te,
dentro una tempesta senza fine!
Ti cercherò
tra un' onda maledetta
e il sole più caldo,
fino al tramonto.
Disegnerò sulla tua bocca
un vortice di desiderio.
Raggiungerò le tue follie
e le farò mie.
Respirerò l' aria intorno a noi
e la trasformerò in passione.
Con la dolcezza di uno sguardo
e un graffio felino,
ti porterò su un isola deserta.
Insieme saremo il sole e la luna.
Il bacio più dolce e salato..
un' unica cosa..
e abbandonati nel silenzio.
Come un fiume in piena
strariperò su di te,
dentro una tempesta senza fine!
Ti cercherò
tra un' onda maledetta
e il sole più caldo,
fino al tramonto.
Disegnerò sulla tua bocca
un vortice di desiderio.
Raggiungerò le tue follie
e le farò mie.
Respirerò l' aria intorno a noi
e la trasformerò in passione.
Con la dolcezza di uno sguardo
e un graffio felino,
ti porterò su un isola deserta.
Insieme saremo il sole e la luna.
Il bacio più dolce e salato..
un' unica cosa..
1 commento
Napoletanamente
è fesso quel soggetto
che non conclude niente,
quel propriamente detto
coglione e deficiente.
Però io vi consiglio
di non fidarvi troppo
a volte quel tal figlio,
come il falso zoppo,
da buon cerimoniere
fa il fesso per mestiere.
Scruta, osserva, squadra
segue, ascolta, sente,
continua la sua strada
da poco intelligente
e al momento giusto
molla la sua pacca.
Sul retro del cappotto
o della vostra giacca,
vi troverete scritto:
Amico, il fessacchiotto
sei tu che l'hai creduto
io sono molto dritto
accorto, furbo e astuto;
lo scrivo con il gesso
sei tu il vero fesso.
è fesso quel soggetto
che non conclude niente,
quel propriamente detto
coglione e deficiente.
Però io vi consiglio
di non fidarvi troppo
a volte quel tal figlio,
come il falso zoppo,
da buon cerimoniere
fa il fesso per mestiere.
Scruta, osserva, squadra
segue, ascolta, sente,
continua la sua strada
da poco intelligente
e al momento giusto
molla la sua pacca.
Sul retro del cappotto
o della vostra giacca,
vi troverete scritto:
Amico, il fessacchiotto
sei tu che l'hai creduto
io sono molto dritto
accorto, furbo e astuto;
lo scrivo con il gesso
sei tu il vero fesso.

Mi rifugio le nuvole mi attendono , mi proteggono.
Sono soffici come panna montata, c' è un ' atmosfera incantata.
Sono dolci come zucchero filato, golose come il cioccolato.
Un raggio di sole mi guida, in quel paesaggio azzurro morbido e bianco.
Ecco ora qui non mi stanco, mi riposo e mi godo il panorama e questo cielo azzurro.
Odo solo sussurri e voci di angeli, che sono qui con me in questo spazio dove il tempo non è scandito.
Qui non esiste la violenza, c' è solo pace e tranquillità, è l' oasi della serenità.

Tornato è l'autunno
e come un'opera pittorica
ci dipinge i suoi colori
e le sue sfumature pacate.
Stamattina batte il maestrale
come un picchio alla finestra
ed una trottola di foglie
gira con costanza
mulinando nell'aria,
assecondando
il vento nella sua opera.
Adesso
le ombre s'allungano molto presto
per colpa delle nuvole
che sovente coprono il sole
riflettendosi sui muri
mentre il cielo
sembra una tessitura d'acque
avendo i meriti di donarsi a noi
che lo respiriamo
nel mutamento di luce
di una formula
di variegata fusione.
Oggi ti ho vista dipinger i ricordi sui muri,
non era una scusa, un tempo sognavi in bianco e nero.
Aprivi le finestre per far entrare il sole, ...
ma non t’accorgevi che era notte e la luna ti stava a guardare,
nonostante ciò, imperterrita continuavi a colorare
i giorni con il cuore.
Restavi in casa senza mai uscire
e io in silenzio ti guardavo sognare.
Una notte hai disegnato le stelle sul soffitto
per avere nella tua vita i loro colori,
non era una scusa, il tuo gatto ti faceva le fusa
mentre tu te ne stavi per ore a pensare.
Tutto il tuo tempo lo passavi tra quelle quattro mura,
tenendo la luce accesa anche quando dormivi,
perché non volevi che le ombre ti venissero a far compagnia.
Non avevi mai un sorriso o una lacrima di pianto,
eppure ridevi senza nessun rimpianto
da sola senza nessuno accanto, sapevi di bastarti.
Oggi ti ho vista immersa nei tuoi pensieri
nulla è cambiato, sembravi la ragazza di ieri,
portavi lo stesso vestito con tutti i fiori,
con i tuoi lunghi capelli neri.
Non è una scusa, nei miei sogni da sempre dormi,
piccolo fiore non te ne andare resta qui con me
dipingiamo la notte di desideri, per una volta sorridi,
questa notte scaldiamo una lacrima con l’amore.
non era una scusa, un tempo sognavi in bianco e nero.
Aprivi le finestre per far entrare il sole, ...
ma non t’accorgevi che era notte e la luna ti stava a guardare,
nonostante ciò, imperterrita continuavi a colorare
i giorni con il cuore.
Restavi in casa senza mai uscire
e io in silenzio ti guardavo sognare.
Una notte hai disegnato le stelle sul soffitto
per avere nella tua vita i loro colori,
non era una scusa, il tuo gatto ti faceva le fusa
mentre tu te ne stavi per ore a pensare.
Tutto il tuo tempo lo passavi tra quelle quattro mura,
tenendo la luce accesa anche quando dormivi,
perché non volevi che le ombre ti venissero a far compagnia.
Non avevi mai un sorriso o una lacrima di pianto,
eppure ridevi senza nessun rimpianto
da sola senza nessuno accanto, sapevi di bastarti.
Oggi ti ho vista immersa nei tuoi pensieri
nulla è cambiato, sembravi la ragazza di ieri,
portavi lo stesso vestito con tutti i fiori,
con i tuoi lunghi capelli neri.
Non è una scusa, nei miei sogni da sempre dormi,
piccolo fiore non te ne andare resta qui con me
dipingiamo la notte di desideri, per una volta sorridi,
questa notte scaldiamo una lacrima con l’amore.
Sono folle io che anelo di concretizzare l'impossibile?
Son folle io che mi ostino a volere il mare
sempre blu?
Son folle io che cerco nei fiori l'odore dei fiori?
Sarà forse la mia follia a pretendere che il pane sia sempre
fragrante e che fragole e ciliegie mantengano intatta
la loro virginea dolcezza?
Sono folle io, quando cocciuta, testarda continuo ad illudermi,
a sperare, a ricercar ovunque qualcosa che sappia di buono?
Si...io son folle. Conservo e preservo la mia follia
dalla calunnia, dal formalismo, dalla finzione.
La immergo in un vaso trasparente per mostrarla a tutti e
le do acqua:
tanta acqua fresca e trasparente per evitare che appassisca.
Questa è tutta la mia follia ed io... non riuscirò mai
a non esser folle io...
Son folle io che mi ostino a volere il mare
sempre blu?
Son folle io che cerco nei fiori l'odore dei fiori?
Sarà forse la mia follia a pretendere che il pane sia sempre
fragrante e che fragole e ciliegie mantengano intatta
la loro virginea dolcezza?
Sono folle io, quando cocciuta, testarda continuo ad illudermi,
a sperare, a ricercar ovunque qualcosa che sappia di buono?
Si...io son folle. Conservo e preservo la mia follia
dalla calunnia, dal formalismo, dalla finzione.
La immergo in un vaso trasparente per mostrarla a tutti e
le do acqua:
tanta acqua fresca e trasparente per evitare che appassisca.
Questa è tutta la mia follia ed io... non riuscirò mai
a non esser folle io...
Rose d'amianto e fine cristallo fioriranno
Tra i volti senza sorriso,
Su un inverno prossimo a venire.
Dove l'incerto porta
Sussurri sussurati a bassa voce.
Le magie di una notte
Addormentata di rumori e voci,
Resteranno un ricordo,
E il silenzio senza colore coprirà.
Ma la cenere sparsa sul cuore,
Riaccendera' il fuoco perpetuo,
E sarà ancora incendio sulla neve.
Sarà rosso bagliore d'amore.
Sarà anima in crescendo,
Sarà scintilla di luce
A rischiarare le tenebre.
Sarà il domani di speranze
Mai perdute e ritrovate.
Tra i volti senza sorriso,
Su un inverno prossimo a venire.
Dove l'incerto porta
Sussurri sussurati a bassa voce.
Le magie di una notte
Addormentata di rumori e voci,
Resteranno un ricordo,
E il silenzio senza colore coprirà.
Ma la cenere sparsa sul cuore,
Riaccendera' il fuoco perpetuo,
E sarà ancora incendio sulla neve.
Sarà rosso bagliore d'amore.
Sarà anima in crescendo,
Sarà scintilla di luce
A rischiarare le tenebre.
Sarà il domani di speranze
Mai perdute e ritrovate.
Piccoli e neri
immobili o sdraiati
ammucchiati
sull'attenti e muti.
Prigionieri rinchiusi
in bocce di vetro.
Mostrati e venduti
nelle fiere e sui mercati
ai bambini golosi.
Erano i *disoccupati.
* Omini di liquirizia. (15 disoccupati: 50 Lire)
immobili o sdraiati
ammucchiati
sull'attenti e muti.
Prigionieri rinchiusi
in bocce di vetro.
Mostrati e venduti
nelle fiere e sui mercati
ai bambini golosi.
Erano i *disoccupati.
* Omini di liquirizia. (15 disoccupati: 50 Lire)

Sento di essere, di esistere, lo sento...
Sono ciò che io sono, sono io, sono te, sono loro.
Un insieme di personalità dimorano in me,
alcune in contrasto senza un perché,
c'è chi entra, chi esce,
c'è chi è e chi non è,
io sono loro e tu sei me.
Voglio raggiungere lontani traguardi,
raggiungermi per arrivare a te,
raggiungerti per sentire me,
voglio, vorrei.
Vorrei essere la verità che spinge alla follia,
lumeggiare il fascino e il mistero della magia,
il dubbio e la certezza della morte, della pazzia...
Abbattere i muri del tuo rancore,
cambiare i limiti della ragione.
Vorrei sentir crescere lo spirito e la mente
nella più totale evoluzione,
udir la verità senza nessuna complicazione
e sposar la tua essenza in magica contemplazione.
Quanto della cadenza del pendolo
m'appartiene.
Oscilla, oscilla pure nella bufera.
Torre da scacco al Re
e scricchiola il tepore
d'un fuoco spento.
Son seduto e non sono.
Chi gioca con me?
Tre carte sul banco
senza rilancio.
Vento nella notte
e chicchi di pensieri
divorati dallo spirito.
Mi vestii di me
senza essere me
e bussa
bussa.
Non aprirò
nel remoto del passato.
Non coi verbi in disaccordo.
Manca il tempo in questa storia
morta da tempo.
E t'amo
mentre nessuno
muove più sulla mia scacchiera.
m'appartiene.
Oscilla, oscilla pure nella bufera.
Torre da scacco al Re
e scricchiola il tepore
d'un fuoco spento.
Son seduto e non sono.
Chi gioca con me?
Tre carte sul banco
senza rilancio.
Vento nella notte
e chicchi di pensieri
divorati dallo spirito.
Mi vestii di me
senza essere me
e bussa
bussa.
Non aprirò
nel remoto del passato.
Non coi verbi in disaccordo.
Manca il tempo in questa storia
morta da tempo.
E t'amo
mentre nessuno
muove più sulla mia scacchiera.
Che sognavate nel vostro partire?
Di quali speranze parlavate coi sogni?
Donne, indifese, violate e uccise.
In legno di morte vi porta oggi il mare.
Annichilite onde v'hanno cullato
e sospinte alla riva.
Nessuno stupore all'occhio dell'uomo,
solo la conta di corpi e di bare.
Non gli siete madri né figlie o sorelle.
Ma non crediate, povere care
di valere nulla in quanto straniere.
È l'essere femmine che ci fa prede
di ladri, canaglie e assassini;
quando ancor non ci ammazza chiunque ci "ama".
Di quali speranze parlavate coi sogni?
Donne, indifese, violate e uccise.
In legno di morte vi porta oggi il mare.
Annichilite onde v'hanno cullato
e sospinte alla riva.
Nessuno stupore all'occhio dell'uomo,
solo la conta di corpi e di bare.
Non gli siete madri né figlie o sorelle.
Ma non crediate, povere care
di valere nulla in quanto straniere.
È l'essere femmine che ci fa prede
di ladri, canaglie e assassini;
quando ancor non ci ammazza chiunque ci "ama".
-Scusa, qual è il tuo Dio?
-Ah, ok, non importa il nome
-e quando diventasti donna?
-Ah...il capo coperto
- non solo quello??
Infibulazione
A crudo
a capo scoperto
con fuori unghie e denti
Chi di noi t'ascoltò?
Ed io che feci?
che faccio?
Sei figlia
mia
anche
Vorrei asciugare le tue lacrime e il tuo sangue
qui
in questo mondo che non ammette che una donna viva
qui
dove se solo sorridi diventi donna “facile”
dove se metti una gonna significa darsi
dove l'uomo riesce ad erigere il suo membro
solo con puttane.
Eccoli, quegli uomini.
-Ah, ok, non importa il nome
-e quando diventasti donna?
-Ah...il capo coperto
- non solo quello??
Infibulazione
A crudo
a capo scoperto
con fuori unghie e denti
Chi di noi t'ascoltò?
Ed io che feci?
che faccio?
Sei figlia
mia
anche
Vorrei asciugare le tue lacrime e il tuo sangue
qui
in questo mondo che non ammette che una donna viva
qui
dove se solo sorridi diventi donna “facile”
dove se metti una gonna significa darsi
dove l'uomo riesce ad erigere il suo membro
solo con puttane.
Eccoli, quegli uomini.















