Ho distacco di me ...
Mentre ti guardo ascolto in silenzio
Quanta sofferenza hai in quel poco parlare!
Soffochi di una morte asettica senza grandezza
Libera di poter ricominciare a volare la vita
a te mamma❤️
frutto dal sapore forte intenso e dolce all'unisono

come pare
conta solo la sostanza
e l'apparenza non appare
chissà le veline!
I fusti palestrati
gli stilisti e le modelle
la Marcuzzi e i suoi fratelli
i fuochi artificiali...
Insomma sarà dura
per il padreterno
dare all'apparenza una sostanza
diversa dalla nostra.
E se la commedia
non finisce qui vedremo.
Se no pazienza.
Il cielo mi parla
da dietro le finestre
ma io non posso
ascoltare ancora
la sua storia.
Vorrei,
immaginarmi perso
in mezzo alla dura
nebbia d'inverno.
E poi in battito di ciglia
essere nel ventre caldo
di una vaporiera.
E poi ancora
stare sulla spiaggia bianca
di qualche isola tropicale
solo con me stesso.
E continuare
in questo modo
casuale ed imprevedibile
andando ovunque
nello spazio e nel tempo
il mio spirito voglia.
Senza poter
pensare a chi sono,
capire cosa voglio,
trovare chi cerco.
Solo io
in una cavalcata infinita
di momenti improbabili,
a testimonianza che
senza sentimenti
la vita non è mai vissuta.
e delle notti larghe d’asfissia.
Ti spingi in scorci di sorrisi ambiti
tu che ti neghi il sole e scacci via
l’anima pesta in lago morto senza
vento. Tu che ti spremi il sangue in orci
dentro pareti buie ove l’assenza
d’una speranza nutre fuochi lerci.
Ti senti vile e tutti i giorni avanza
un resto d’avaria alla tua bile:
la danza macabra, la testa china
ed il silenzio imploso a tracotanza.
Legno consunto, baco del barile
privo di lustro, martire in vetrina.
che dicono continuamente: Signore… Signore…perché
nelle banalità d’inferno c’è poco della sua luce
pochissimo per cui chiedergli ragione
e la sua presenza è chiara
Chiarissima d’altronde la mia piccolezza
i limiti della veduta sono ben noti persino ai passeri
che non sanno del peso e pensano sia una storpiatura delle ali
rimanere attaccati al suolo
La macchina di Einstein è compatta abbastanza
per non lasciare filtrare altro tipo d’essere se non questo divenire
di energia in energia e girare continuamente gli astri
e perdersi infine nel freddo dello zero
in qualche modo non ha bisogno di meccanici
nessuna troupe è efficace abbastanza da annullare il pit stop
ma il gioco è tutto lì, un secondo, un mezzo un quarto e così via
nella vanità del dividere all’infinito negare il margine estremo
il desiderio che ho da sempre.
perché sei olocausto che mi rinnova
tregua inaspettata
- o melodia come acqua nuova.
e che non presenta inganni.


Un lieve palpito
da un piccolo pertugio del cuore
sussurrò all’anima :
“Rendimi la libertà.
Sono l’amore blindato
spezza questa corazza
soffoco in questa prigionia.
Squarcia velate ipocrisie
non esser complice del pettegolezzo
frantuma convenzioni,
rendimi la libertà.
Diverrò piuma
nel calore d’un altro cuore
lievemente m’adagerò,
dell’opprimente oscurità
un vago ricordo custodirò.
Nella gioia dell’insieme
coglierò dell’incipiente autunno
ogni istante,
brunite foglie nel lento adagiarsi
saranno complici della ritrovata serenità.
Ma tu…Rendimi la libertà,
potrei regalarti felicità
prima che giunga gelido inverno
ad ammantare pensieri e miserie”.
chiostro d’astri
in un vernissage di sguardi,
nel pensier mio t’accendi
come sole in un campo di grano,
t’accoccoli nei miei respiri
come petali di cristallo.
Il giorno scuce il tramonto
come nastro d’onda una spiaggia
ed un chiacchiericcio d’anime
s’apparta sui nostri cuori:
siam gemme di ciliegi in fiore.
legando le tue mani alle preghiere
per redimere la tua carne,
supplicando Dio perché ti perdoni.
Eppure lo sai che Lui è buono
e non perdona la carne,
ma solo l’anima perché essa è immortale.
E per non farcelo dimenticare,
ha donato a noi tutti un’arma assai potente,
quella della fede.
Seppur la pioggia la lavi da millenni
odora ancor di sangue la Croce,
dove ha fatto donar la vita a suo Figlio,
per poterci far capire
che la sofferenza non sta nel morire,
ma in quella di non credere a niente,
lasciandoci traviare dai falsi ideali,
perdendo quelli spirituali.
giustamente i capelli
più dei pensieri.
Anche perché questi ultimi
per raccontarli tutti
sarebbero bastati due minuti.
I capelli invece no.
Per contarli e ricomtarli
- se così posso dire -
non ci bastavano le notti.
Adesso di me invece ti piacciono
i pensieri più dei capelli
anche perché questi ultimi oramai
li puoi contare sulle dita delle mani.
I pensieri no.
Per raccontarli ed ascoltarli insieme
ci vorranno anni.
Tutti.
anche il nodo relativo
c'è stato regalato,
poca scelta per la strada
- già perfettamente assegnata -
solo sciogliendolo
il dono sarà completo.
A porsi di traverso,
di resistenza opporsi
- cercando altra avventura -
vita intera non basta
per riuscire a soddisfarsi.
Col cuore sincero
senza macchina che macchi
il circondario osserva
... a soggetto
di sicuro t'accorgi
di chi - anche ignaro -
al suo perché
viaggia di fianco
... e chi no!









