come una chitarra scordata,
stanchissimo
come sabbia del deserto,
anonimo
come l’erba dei campi,
malumore
come idea sconfitta,
impaurito
come preda che scappa,
disperato
come il naufrago in mare
che vede lo squalo spalancare la bocca,
tristissimo e solo
mi ritrovo:
perché era solo un ragazzo
che ha perso la vita
in questo scorcio d’estate.
per Diego, 22 anni
Vorrei immergermi negli abissi più profondi,
per ammirare le bellezze di un mondo sconosciuto.
Vorrei penetrare in un maestoso vulcano,sentire
la calura intensa di magma incandescente,
che brucia le mie carni d’una infernale passione.
Vorrei camminare nei boschi impervi,assaporare i suoni
selvaggi della natura inviolata,
rendendomi schiavo ai loro richiami.
Vorrei che tutto questo non fosse solo un sogno,
perché ciò che mi aspetta dopo il mio risveglio
è solo un reale incubo.
questo respiro all'unisono,
questa sete
in questo deserto di parole,
quest'oasi,
che posso scorgere lontano,
il cui ristoro non fermerà il mio viaggio,
questo rumore di passi,
che echeggiano
in questo corridoio di illusioni.
Questo sogno,
di cavalli azzurri alati,
farfalle di cristallo,
di movimenti leggeri come panna montata,
sorrisi come zucchero filato,
sogno, al profumo di elicriso appena sfiorato,
sogno, al sapore di cioccolata bollente.
Questo sogno,
dove il sole può essere nella notte
e la luna brillare nel giorno.
Questa parola "fine", che fa tremare
e trasmette tutto a rallentatore.
Questo "io e te" ,
cavalli azzurri alati
al rallentatore,
in una pellicola in bianco e nero
che scorre veloce.
senza ali, senza titolo, gnente stemma
er giudizzio tra paradiso e inferno
penzò che sarà propro 'n bel dilemma.
Nun ciavrò scuse, gnente schermo,
io da solo co' tutte l'opere mia,
co' li peccati che seguono a stormo,
le bucie, ma puro tanta allegria.
Si, me sarò concesso quarche vizzio,
ma quanno ho potuto ho sempre aiutato,
pe' cui de finì drento ar precipizzio
me sembrerebbe 'n pò esaggerato.
E me pare de vedello nostro Siggnore
soride appena dietro ar velo,
famme l'occhietto e co' tanto amore
damme 'n carcio pe mannamme 'n cielo.
sei diventato forte.
Hai resistito
ad intemperie e nubifragi.
Sei stato esposto
al caldo, al vento.
Ce l’hai sempre fatta
sei forte e coraggioso.
Anche se ogni tanto
tagliano dei rami e qualche radice.
Ma niente ti abbatterà
sei forte come un albero.
Molte tempeste hai attraversato
una delle quali è in atto in questo momento.
Sei qua... gli alberi secolari
sono immortali.
Freddo pensiero
per i tuoi ricci neri
e le tue mani d'argilla
impregnate di sole.
Spostandomi forse troverò
l'eco di un tuo respiro.
la sagoma di un volto
che ho da sempre amato,
ma trovo solo
l'eco di un canto lontano
che mi lacera i fianchi.
Indosso la maschera della solitudine
per migrare indisturbato
verso ciò che rimane
di questa misera umanità,
forse tu sei ancora lì,
ma non aspettarmi,
il mio è un viaggio
dimenticato,
scolpito solo
nelle memorie di
artisti distratti
e poeti ubriachi.
Tu come ti senti?
Vittima o carnefice?
Io te lo regalo
poi portalo tu l'oro dall'orefice
Non ho più un euro in tasca
e neanche il cofanetto nella giacca
che ho perso correndo via
Sono stato tutto quello che non ti basta
Tu come ti sei sentita?
c'è uno stame senza veli su quella rosa
e mi hai mangiato la vita
Tornerai forse da quell'isola vicina e lontana
dove segui le bande della movida
ti sei scordata, ti sei scordata
volevi solo giocare ma l'ho presa sul serio
Mi consolo con chi non conosco
ho portato un'altra nel nostro solito posto
c'era l'impronta del tuo culo su quel poggio
l'ho fatta sedere e non era lo scenario del secolo
Quanti secoli hai venduto al diavolo
quant'era bassa la tua posta sul tavolo
mentre io liquidavo tutte le mie fiches
tu coppia di due di picche io buonanotte di cuori
Non so cos'ero quando mi portavi fuori
non so se sei roba di oggi o di ieri
Si sta fermi in macchina davanti ai lavori in corso
l'asfalto ceduto a puntate e non c'è mai un rimborso
Tu cosa pensi ora che sei tornata?
è svanito quel lupanare di feste temporanee
ci metti la faccia per riprendere le vecchie linee
ma pagherai la dogana per la tua vita passata
Siamo animali che si danno la caccia
senza sentimento ma con l'istinto di guardarsi in faccia
con il boscaiolo che fa terra bruciata
chissà come la pensi ora che sei tornata
Probabilmente se ti avessi trattata male
saremmo stati una coppia normale
ma avendoti trattata con tutta quella dolcezza
non c'è equilibrio e la corda si spezza
Sento un ronzio anomalo nelle cuffie
di certo mi sta arrivando un tuo messaggio
è troppo tardi o forse era troppo presto
fatto sta che io sono sempre stato me stesso
Non dico che me la cavo ma mi basto
mi dici che mi vuoi baciare ma stavolta non ci casco
so che vai con altri, sai, perciò non ci riesco
in fondo in fondo le vere coppie trovano sempre un posto
Altrove
E alla fine che importa come ti senti
la ghigliottina si innesca sempre
quando la lumaca esce dal guscio
staccava con le labbra
i fiori viola che insieme
a quelli gialli
seducono le api
e poi
il raperonzolo di roccia
felice in un'unghia
di terriccio a conchiglia
la montagna nasconde
ha vicoli
soffitte
sotterranei
buche nel cuore
(come la città nei suoi anni violenti)
- le dà fastidio il mio profumo?
.............................................
- ce ne staremo qui
fino all'ultimo scroscio di pioggia
tra le rocce
in muta intenta
mi dimeno
strappando
ogni lembo del tuo ricordo
strisciando
anche il più flebile pensiero
è come dura squama
luminescente
preda del sole impietoso
e di formiche alate
che non lasceranno traccia.
vuoto, silenzio opprimente.
In lontananza un lamento
non si sa di cosa.
Il rumore del treno
che corre sui binari
Gli anziani dicevano
"quando si sente il rumore del treno arriva la pioggia"
il tempo si ferma...
chiudo gli occhi.
Un piccolo sogno
vive dentro me.
il rumore delle macchine
le prime luci dell’alba.
Il cinguettio degli uccelli
finalmente questa notte è finita.
Apro gli occhi
il buio regna ancora dentro la stanza.
Era solo
un piccolo sogno...






