figlio di un essere dissociato,
a metà tra il tutto e il niente,
non esce mai dalla mente.
Ha il vuoto del colore del nulla
tra terra e cielo si trastulla,
non ha direzione né verso
eppure riempie tutto l’universo.
Ha il suono delle giornate liete
in riva al mare, profondo nella quiete,
è il sottofondo incessante
di ogni cuore sperduto all’orizzonte,
è il sogno di un ubriaco che farnetica,
non lo troverai nei testi di aritmetica,
è l’ordine originale, il caos finale
è il principio del bene e del male.
Anche oggi
mi ritrovo schiavo dell’infinito
mentre la notte silenziosa
sospinge il vento soffocando gli occhi
sotto la luna bianca d’agosto
perso tra i fili d’argento.
Ascolto il canto mite del mare
rasentare il respiro in tumulto
nel buio delle lampare
mentre accarezza l’anima confusa
che errabonda vaga catturando ogni attimo
sfidando l'afa della vita
e poi svanire nell’aroma di caprifoglio.
Eppur mai domo
mi desto e mi vesto di luce
e di questo grande amore
che in te ogni giorno si ritrova.
Niente sta diventando - da incolore - rosa.
Nemmeno il velo sforbiciato dai venticelli
che pronto mi sembrava al salto
eppure ieri ho chiamato con un pensiero raccolto,
un punto di malinconia vivevo inginocchiato alla grata.
Nemmeno un cuore di vecchia lampada pulsa
lungo i tuoi capelli,
qualcosa sembrava muoversi,
quattro fermagli a stella
che si donano senza pudore.

quando in cerca dell’acqua, della pace o di un nuovo Dio
sarà il mare a seppellire la vostra incoscienza.
Quando la speranza sarà una scheggia
conficcata tra la gola e l’indifferenza
l’orizzonte sarà un filo sottile che spezzerà le vostre vite.
Quando si ribalterà il mondo
e sarete voi che striscerete come vermi in cerca di un pasto caldo
quel giorno prenderà forma dentro di voi la pietà, la grazia e la riconoscenza.
Adesso nel vortice del vostro egoismo
in un cuore malato da sempre
l’ago è una lancia che trafigge la vostra coscienza.
Adesso che qui vi bruciano il destino, il culo e il futuro
non vi accorgete che vi sta schiacciando il cielo
sputate odio e brucereste anche un amico.
Verrà il giorno che dal dolore bramerete amore
cercando di liberare l’anima della vostra prigione.
all'anima che ci comanda
e senza indugio risponde
riecheggiando
un campanello d'allarme
avvertendo il corpo
che siamo in totale apprensione
Parlarsi addosso annulla
tutto ciò che vorremmo dire
soffrendo di più, dimenticandoci
qual è la nostra vera natura
per quale motivo
al mondo siamo venuti
devo tenermi integro
tranquillo come un bimbo
che dorme sul seno della mamma.
Le luci abbagliano
le stelle brillano
ed io divento cieco al bisbiglio
alle voci che disorientano
voci di tomba che destabilizzano
voci che esaltano e poi sconfiggono.
Non posso cadere nella trappola
dove già danzano gli scalpi di altre anime
mi aspettano con in mano l’ascia
per trafugare l’oro dal mio cuore
ed io resisto come un guerriero
alle crociate della luna
resisto come un soldato
scalfito nel peccato
in groppa al mio destriero
salterò le buche
le trappole della mia solitudine.
Allontanati da me pensiero lugubre
ed io non sarò futile
come coloro che agitano le braccia
nelle fosse e nelle trappole
dove si tesse l’odio e la pestilenza.
Nei tunnel di labirintici sogni
ho l’amore , un dono che mi porterà lontano
dalle trappole che l’uomo costruisce
per affossare l'altro uomo.
Sincero è il mio silenzio
sincero lo sguardo
e stanotte non varcherò il cancello
non ingoierò le stelle
non prima di pronunciare la parola amo.
insistente.
La terra satura
non riceve più l’acqua.
La gente per strada
con abiti estivi.
Costretta ad indossare impermeabili
e a comprare ombrelli.
Corre attraversa la strada di fretta
senza guardare le macchine i semafori.
Estate strana un fastidioso freddo
penetra dentro le ossa.
Mentre la pioggia
continua a cadere.
Fasci rossastri sulle brine del mare,
di pini il riflesso su picchi roventi,
l'aleggiare d'autunni al caldo scurare
e muore il funesto battere dei venti.
Il sole si tuffa con colori ruggenti,
vi è l'urlo dei raggi ed un quieto cantare,
al tramonto l'oscuro zittire di genti;
si riposano le acque che han fatto schizzare
sulle punte dorate, là morte, del mare.
I piedi dei bimbi su sabbie non più ardenti
lasciano i castelli per le loro signore:
il bagnino la smette con i suoi lamenti.
Dopo il più
il pestare i piedi e il capriccio,
oltre un letto piramide di Cheope e
l'ignota cassettiera fasciata dai biancospini di Ninive
voglio il meno
il poco
adesso un rigo d'acqua piovana,
sei il bordo ondulato nella fogliolina
l'ormai che spinge piano e soccchiude la porta della sera.
‘Na mente astuta ha creato la distanza
pe’ nun facce vive in fratellanza,
pe’ rovinacce l’esistenza,
pe’ facce pagà quanno annamo ‘n vacanza,
pe’ accentuà l’indifferenza,
pe’ chi vive in sofferenza.
Ma noi semo uniti a ortanza,
‘na mente beata ha creato lo spazzio interiore
ch’è quello unico, quello de l’amore,
quello che te fa batte ‘r core,
no spazzio che nun cià possessore,
qua stamo ner bujo là c’è solo luce,
un calore e ‘n foco verace.
Oggnuno de noi pe’ quanto truce
gira che te riggira cià ‘n po’ de ‘sta luce,
là c’è la nostra vera origgine
guarda drent’ ‘a vera tua immaggine
si cce pensi bene te viè ‘a vertigine.
Sto spazzio è unico puro si oggnuno dice “è mio”,
qui nun c’è peccatore nun c’è omo pio,
semo tutti fratelli inde la mente de Dio
mentre indugio sulla mia disperazione
e sulla pietosa barbarie
di ciò che mi circonda.
Tengo in mano la coppa della rivolta,
seduto contemplando frenesia.
Bevo ed'è linfa che scava
e vuoto che mi scioglie
G.I.N.
e sole non creò la primavera
come l'unione tra due mani
non significa
necessariamente
andare per la stessa strada.
Seguimi, o cerca di seguirmi,
non ti propongo che
una lunga salita,
una rampa di ricordi
di secoli,
un milione di gradini
o di lacrime, se vuoi...
Andare in due per mano
è sfaldare l'universo,
rovesciarlo
e sorridere
allora un pò melanconici
di cose tristi
e invecchiate.
Asciutto con mutevole vigore
D’intrepide folate rematore
Eterno imperatore del suo posto
Immenso marinaio vogatore
Che vuole ritornare ad ogni costo
Al porto dove l’albero ha disposto
Per essere novello esploratore,
Mi sembra fuori luogo alla stagione
Del sole delle stelle e della luna
Che splendono in devota religione
Dai secoli dei secoli ciascuna
Donando la piacevole illusione
Che il mondo ruota intorno alla fortuna.







