Mi accingo con tutto il sentimento
che provo dal cuore fino al mento
ad aprire quel nido di poesia
che il Club mi offre in armonia,
commento solo un’opera d’amore,
di quelle che ti penetrano il cuore,
e subito mi appare all’improvviso
sparato dritto dritto contro il viso
un dolce prorompente grosso seno
che sembra provenire dall’alieno,
mi dice clicca qui per cortesia
che subito ti metto sulla via
di arditi godimenti di signore
che cercano avventure con amore
donato a piene mani e sempre pronto
di gratis senza soldi senza conto
cliccando solo un tasto e ti ritrovi
nel mondo tutto fiori senza rovi.
Non clicco, ma mi chiedo dove sono
le splendide sirene con il suono
del canto che ti ammalia in un istante
promessa di un orgasmo delirante,
dov’è il paradisiaco godimento
se qui c’è solo sabbia solo vento,
dov’è voglio sapere, acceso a mille
il magico godere con scintille,
di single di mature di promesse
che vedo in ogni sito e son le stesse;
allora preferisco pensieroso
il Club che mi offre generoso
momenti di elegante poesia
e chiudo la serata in allegria.
Ho visto un prete
luccicare davanti a una ragazza
ma non so se fosse più criminale lui
o la vita. Lui no di certo.
Voleva solo appartenere ad una ragazza
e non a Dio! Sì, lo capisco,
perché nemmeno io sono versato nella santità.
Oggi sedurremo Dio senza amarlo
solo per sfuggire all'Iraq...
Il Paradiso dettato a forza nella giovinezza
è solo un inferno senza amore,
chi è cieco e ateo di cieli non sprechi carnale bellezza
se non vuol morire nel dolore!
Io vedo solo un'insensata stola bianca
che d'un ragazzo mai morto
soffoca le biglie e il fervore.
Bada
il cervello lo sa bene che le mani sono posate altrove
I nervi della pelle gli dicono che qualcosa li solletica
(Qualcosa di estremo se permettete)
e lui ordina loro di farsi valere
Di farlo per i primi venti minuti
dopodiché il cuore si spara un colpo alla testa
Loro non accettano lo scherzo
e fanno suonare l'allarme sull'intera baracca
Chivalà! E' tremendo!
Forse hanno frainteso le intenzioni quei nervi
Ad una tortura medievale avranno pensato
La pelle è scorbutica con chi la sfiora solo leggermente
le stelle cadenti
lo sai che se sono splendenti
allietano i cuori agli amanti,
lo sai che non sono poi tanti
gli sguardi che osservano il cielo,
e tu, dolce Luna,
stanotte
duelli con loro
che vivono solo una vita
irreale sognante infinita
ma breve nel loro mistero,
lo spazio inespresso dell’anima
in cerca del suo desiderio.
o quante mani ha il tuo desiderio
per toccare tutti gli angoli della mia vita,
parlami dei tuoi occhi sparsi
sulle vette dell'agonia
o nei teatri di stagione,
tra le distese immani di cotone,
narrami delle tue verità
nascoste nei fondi di bottiglia,
disseminate tra i sospiri di amanti
mai amati,
tra le foglie di un viale
ormai dimenticato.
frammenti di cielo, di luce
per colmare un desiderio
la solitudine e l’abbandono
il vuoto e la pochezza
di un uomo che non ha la forza
di affidarsi a se stesso
e alza gli occhi, cerca la svolta
illuso come le capre
nel recinto della vergogna.
Qui si accenderanno i fuochi
per illuminare la noia
corpi distesi sulla spiaggia
nelle spalle la sabbia fredda
come nei cimiteri della speranza
nel petto rinchiuso un ego caldo
nelle vene linfa che non riscalda.
Da qualche altra parte invece
ci saranno bombe e schegge nella carne
paura e crateri sulla madre terra
occhi di lacrime e paura
sangue a fiumi che non placa la follia
ci saranno esplosioni, fiamme, fumo
cuori di marmo spengono la vita.
Qui il sogno per una notte sarà gentile
lì sarà incubo, morte, guerra
stesso giorno, stessa ora, stessi uomini
diversa notte di San Lorenzo
ma almeno Dio sarà lo stesso?
Oggi è San Lorenzo
ma non sfrecciano stelle cadenti
magiche e sognanti
sulle rive del Tigri e dell’Eufrate,
saettano bombe sui bimbi impauriti
e traboccano violenze
sui fiori delle donne,
no, oggi le stelle non ridono,
guardano strazio e guerra
perdizione e miseria,
umane tragedie
ripetute nel tempo,
Abramo risparmiò Isacco
ma l’uomo non risparmia il suo simile.
Elia, Samuele, Mosè,
ritornate in quelle terre
e trovate parole
che parlino di pace.
"Sono stata tratta a caso dalla gazzetta piemontese
ed ora me ne esco volentieri dalla vostra casa di donzella
mi fermo solo un momento a firmare le bacche di marinella
con due parole senza pretese
già sbeccate dai fringuelli".
che si può avverare
una notte magica
condizione ideale per l’amore.
Sognare di ritrovarsi
con la stessa passione di un tempo
incantevole ciò che provo
notte d’estate magica.
Mistero, passionalità
ad un passo dalla magia
passione forte
poesia d’amore.
Un calore accanto al corpo
pronunciando il tuo nome
una vibrazione
passa attraverso il corpo.
Parole dolcissime
un effetto collaterale stupendo
la fantasia umana
non ha confini.
Si aprono le porte del cuore
tu... la molla che fa muovere tutto
stanotte la poesia ci fa compagnia
tutto è compiuto.
Una carezza la mano si avvicina
un sogno naturale, dolce.
una carezza poi
tutto è compiuto.
La guerra l'ho vinta ma l'ho persa.
I perdenti se ne vanno timbrati di lacrime
e i vincitori cancellano il rossetto dalle rocce.
Vola solo del bitume in questa fittezza infernale
e le travi reggono il peso morale degli eroi.
Ma tanto morirà ogni soldato:
chiamala guerra, chiamalo gioco;
quando arriva il momento
crolla il palco con tutti gli attori.
Cosa rimane?
La mania della certezza.
E da quel buco, ci potete giurare,
non esce mai nessuno:
il cordone ombelicale si spezza prima.
la trovo cosa piccola e stupida
che la lolita di turno
mi suscita meno interesse dello sfondo
che lascia al passaggio
cheppure l'eccentrismo
l'irraziocinio che shokka
non si potrà mai paragonare
all'ebbrezza del cambiare la lampadina
il dito dell'uomo della cappella sistina
che si avvicina al filo scoperto
fluorescente
per quel che sento dentro
lolita potrebbe pure andare a scamazzarsi
nella prima onda passionale da mestruo
sotto il ghigno della luna viola
in questi giorni amerei solo la cocotte
smaturata di gozzano
una che quando si fa uscire una parola
sa dove farla arrivare
amare come una mamma che ti ama
e ti da il suo amore in latte e capezzoli
e carezze calde
un amore commosso primordiale
che me lo fa alzare
pure adesso mentre scrivo
ma alla fine amo il dopo
soltanto il multiverso
creato su misura a quella cocotte in versi
alla fine amo gozzano
ma alla fine,
proprio solo quando finisce il pezzo
e il mondo torna a capo
Arsi di siccità
boccheggianti nei piatti
troppo pieni
Senza nostalgia
degli automi soffrono
immortalmente lesi
alle giunture
E nessun dolore inizia
né finisce, in oblio d’occhi
troppo vuoti
Mentre oltre i muri
cirri bianchi corrono
in assenza di aquiloni
[mentre fuori piove]
e i bambini piangono
con i piedi nelle pozzanghere
un amico lontano
fra nebbie che coprono il cielo
non può regalare un sorriso,
ma io lo sostengo
con versi indelebili
di forte amicizia
e con tanto vigore
che credo domani col sole
che l’alba riporta dai monti
ritorni a cantare
con me.
forza Enzo
come dame di corte circondano la regina,
regina della notte di bellezza brilla
Lei più non ispira il mio cuore
di versi per far poesia
Oh Calliope Musa ispiratrice
di grandi e piccoli scrittori,
dove sei? Lontana da me anni luce
ed io poetessa mancata sono ormai
Dentro l'anima mia un urlo scaturisce
arriva in alto fino a squarciare l'universo,
piovono gocce d'argento dal cielo
vestono gli alberi di fiori preziosi
Preziosi come gli sguardi tuoi,
come i battiti del tuo cuore
musica soave quando li ascolto
mentre dormi sereno come un bambino
Gocce di mercurio
ricoprono la terra di erba profumata,
profumata come ogni lieve carezza
che sul mio viso posi ….
Gocce di mercurio dolci come miele,
sono baci donati alle mie labbra,
li assaporo frutti della passione,
quella passione che da sempre ci lega
Lo squarcio nell'universo si chiude
la luce della luna mi illumina
la Musa si è ricordata nuovamente di me
emozionata dal nostro amore







