Un uomo, un padre
un raggio di sole
nel cielo sereno
e poi la notte
dopo un forte temporale
e non ci pensi
ed ora ci pensi
quando tocchi la sua mano
è ancora calda
ma il corpo è lontano.
E' stato un uomo
ed anche un padre
ora ha chiuso gli occhi
e ti sembra tutto strano
pochi discorsi ma tante parole
parole perse
che han fatto un po' male
ora lui è nel vento
tra il sole e le stelle
e solo adesso t'accorgi
che non è servito a niente
tanto rancore.
Un uomo, un padre
ed eri bambino
un raggio di luce
nelle sue mani
ora i tuoi occhi piangono pioggia
forse non è troppo tardi
per chiedere scusa.
La forza della fragilità
è un petalo di rosa
chino sull’arpa del vento,
divisione di cielo imperfetto
caduta nel dolore dei pensieri,
sguardo che ancora disegna
le stagioni di vecchi rimorsi,
l’infinita solitudine che sposa
una foglia aggrappata al suo ramo.
La forza della fragilità
si stringe alla vita
come un bimbo appena nato,
come eclissi di luna e parole,
come deserto inospitale,
come paura d’amare,
come il profumo dell’anima.
Terzine di endecasillabi canonici a rime incatenate, schema ABA BCB CDC DAD ABA.
Rileggo¹, sono pieni di stronzate
i primi con errori di misura…
almeno sono giuste le accentate
e le mutine, non da bocciatura:
ero bravino nelle elementari.
Dopo sono finito in spazzatura.
I casi della vita troppo avari
o le capacità mie troppo scarse?
Ad ogni curva, fuori dai binari:
deragliatore esperto e poi scomparse
quelle locomotive improvvisate,
mete che diventavan sempre farse.
Ed ora sono qui, scrivo stronzate
seduto in questa specie di clausura…
Toh, le iniziali rime son tornate!
¹: i miei testi, specialmente i più vecchi dove ogni tanto la lunghezza di qualche verso la sbagliavo.
10/10/2026
metto la freccia e mi giro a sinistra
per vedere se ci stavano auto
oltre il vetro di un’auto parcheggiata
dall’altra parte della strada
noto i riccioli neri di un ragazzo adolescente
con la faccia persa, l’occhio stanco malinconico
e la testa poggiata sul finestrino di dietro
mi ha ricordato di tutte quante le volte
stavo dietro ad aspettare
qualche noioso necessario servizio di mamma
di quando mentivo a qualsiasi domanda
poiché allora nessuno poteva capire
le piccole tragedie clandestine
che non facevano voto
mi rivolto subito avanti e parto
in quel vetro c’era
qualche spicchio di cielo invernale
anche
dove il vento
scompiglia le foglie
resti tu
rosa d'ottobre
Rimasta sola
hai il cuore ancora acceso
sulla soglia dell'inverno
Ti guardo
e sento nelle spine
la voce delle cose perdute
Forse la stagione
distratta
ha dimenticato il tuo nome
- Solo terra arida
le crepe l’hanno disegnata a gioco
spaccandola. - Solo mistero,
- arso,
fuori quella boccia di vetro opaca, - mai lucente,
- all’ombra di un sole eclissato
- dalla distopia di una menzogna più vera.
- Ma io bramo verità,
verità vera, - da inoculare nelle vene.
ti vedo di traverso mentre
leggi il giornale e discuti
del futuro come se esso
ti appartenesse come se tutto
un giorno fosse tuo
ma e' solo inquietudine
paura che spinge a credere
l'impossibile pur di arrivare
dove non si puo'
solo il vento che muove
questa giornata d autunno
e' certo e lasciara' il passo
alle piogge che batteranno
sui castagni carichi di frutti
mi intimorisce il tuo sguardo
certo e sicuro resto attonito
al pensiero che tutto non cambiera'
come una cantilena,
uno solo al giorno
alla sagra della vita
ed io che
dei tuoi riccioli biondi
fui sorella
non ho potuto fermare
la tua immatura caduta.
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A Lucio, mio fratello,
nato sano e morto disabile.
Mi chiedo se ci pensi...se solo potessi avere la certezza del tuo ricordo.
So che nulla cambierebbe il presente.. mi farebbe bene sapere che ogni tanto torni a quel tempo lontano.
La vita è andata avanti per entrambi...ciascuno nel proprio destino...
Io ho attraversato tante tempeste...
Eppure, volevo farti sapere questo...
dentro di me sono rimasta la stessa... quella ragazza che hai conosciuto da giovane.
Il corpo si stanca..ogni cosa invecchia e le ferite mi costringono a nascondere chi sono...
Vorrei mostrare di nuovo quella parte di me... liberare la luce di un tempo.
Ma non posso.
Non posso più farlo...
perché tu non ci sei più.
In alto solo palloncini
lasciando un vuoto che sa di infinito.
Ma l'amore che mi hai dato nel tempo
non è sbiadito, non è mai finito.
Ora ti cerco nel cielo blu del mattino,
tra le nuvole bianche e i raggi del sole.
E nel silenzio ti senti vicino,
oltre lo spazio, oltre le parole
Appunti d’anima sottochiave
svicolano nei pensieri,
si specchiano ad una finestra,
sussurrano poesia e colori
sbocciati fra cielo e terra.
Il giorno si regala
al profumo di una margherita,
la incipria con un pugno di stelle
e poi mi corteggia il respiro,
ladro del mio destino.
Una rondine fatica ad abbracciare
gli spigoli di un tramonto,
è verbo del mio io
che più non conosco,
è graffio d’esistere in uno sguardo
tra cielo e terra consumato.











