Accetterei il cimento inserendo il beige/

 

Primo passo/

un particolare dell’anagrafe

 sottolinea la macchia.

 

Secondo passo/

lei ha un dardo sull’indice,

è il suo smeraldo

lo getta alle spalle o lo cinge come un re.

 

Terzo passo/

all’amore fuso sulle fosse delle Marianne

pensieri sulle bolle,

aforismi sugli spruzzi.

 

Quarto passo/

Novelle dei plantari adulteri,

se ieri fraintendevi

oggi  spogli l’onda.

 

Quinto passo/

Come duellanti ci diamo le spalle

i rimorsi colmano gli spazi,

le tue natiche tiepide

fortificano le mie.

 

Sesto passo/

Dal tubo sgorga un ritornello

frequenterebbe ciò che vorrei,

se tu spegnessi il faro.

La girandola a contare i secondi,

ti farei un po’ soffrire

segni di rugiada sulla fronte.

 

Settimo passo/

La matita non bussa

ridi per le smorfie ricambiate,

hai scoperchiato un simbolo.

 

Ottavo passo/

Le bende sono per l’incauto

che scortica il canto,

ognuno a suo modo sputa sulla sabbia

e volta la pagina.

 

Nono passo/

nel vanto delle ombre cinesi

 si evitano quesiti,

non gli adesivi su Saturno.

 

Decimo passo/

Troppi di guardia pochi a inventare,

tu deplori gli avvistamenti

le lingue aggrovigliate come serpi.

Perché la tua stirpe le schiaccia col calcagno

la mia le regala un regno.

 

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Profilo Autore: dario moletti  

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Ogni prato ha la sua erba
Ogni uomo ha la sua ombra.
Ogni mano ha le sue dita.
Ogni bimbo ha la sua mamma.
Ogni rosa ha le sue spine.
Ogni piede ha la sua scarpa.
Ogni passo ha la sua orma.
Ogni fiore ha i suoi petali,
ogni copia il suo originale,
ogni dito la sua unghia,
ogni ruscello la sua acqua.
Ogni mare ha i suoi pesci,
ogni persona la sua età.
Ogni cielo ha il suo sole.
Ogni città ha il suo nome
Ogni persona ha la sua storia.
Ogni giorno ha la sua notte.
Ogni notte ha il suo giorno.
Ogni casa ha i suoi mattoni.
Ogni oggi ha i suoi ieri.
Ogni cosa ha il suo posto.
Ogni gamba ha il suo passo.
Ogni principessa ha
il suo principe azzurro.
Ogni notte ha i suoi incubi
e...i suoi sogni.
Ogni inizio ha una sua fine...
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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E ancora cammino
su questa sabbia,
tra le rughe
della battigia,
nel fresco olezzo
del mattino.

Ed è subito mare!
Ed è già meraviglia!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

Questo autore ha pubblicato 174 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Notte infinita di pioggia
Ingorgo della mente
Mi rigiro tra dune di lenzuola
Scaccio pensieri
neri come corvi
Rovisto nei cassetti dei ricordi buoni
ma spiritelli dispettosi rimbalzano
dentro i miei occhi chiusi
Scompigliano equilibri
spianano illusioni
Molecole impazzite
che scendono come
grani di sabbia a
sedimentare l'anima
E alla fine in questa
notte di battaglia
si fa largo il giorno...
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Da bimbo vidi mia madre infelice
e spesso incline ad un dirotto pianto.
Fu quindi triste quel volto da attrice,
eppur lo sguardo suo piaceva tanto,

poiché come il gran mare era turchese.
La sua natura riservata e schiva, 
dal male della gente la difese.
Come una fiera in gabbia lei pativa

in un luogo in cui il sole era un miraggio,
l’assenza del calor della famiglia.
O presto da sposata, con coraggio,
lontano andò con la diletta figlia

e col marito al tempo militare!
Ma sempre aveva in mente il suo paese
ove credeva un giorno di abitare.
Festa era quando tornava ogni mese

Dai genitori e da quella sorella
che molto amava perché divertente!
Insieme a loro la vita era bella:
come brillava di gioia il suo ambiente!

Or la famiglia a terra giace morta
e la mia mamma vive nel dolore.
Mio padre nel suo borgo ancor la porta
e lei ai defunti dona qualche fiore.

 

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Profilo Autore: Paolo Alessandro Coscione  

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Ti ho amata
e ti amo
fino a carezzare l'impossibile.
Di più non posso amarti
sarebbe come spezzare
questo filo
che tiene sospesi
noi acrobati dell'amore
sopra l'infinito.
Due astri
così uguali e contrapposti
che si consegnano l'uno all'altra
sotto lo stesso cielo
che cangia solo di colore
innamorato
di quella luce magica
che sprigionano i tuoi occhi.
Io il sole e tu la luna
ad infiammare l'orizzonte
della nostra passione
che piano spegne il giorno
mentre si accende il desiderio
sotto la calda
trapunta di stelle.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

Questo autore ha pubblicato 15 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

In questo stesso sabato pomeriggio

di luglio inoltrato

prona nel letto, penso

che stamattina guardando lo specchio

ho visto sì una donna col viso tirato,

ma anche tanti sogni negli occhi.

E mi ha sorriso.

Allungo il braccio sul lenzuolo umido

tra la veglia e il sonno, e ti sono

debitrice, nella serenità del tuo viso,

di quei baci per la strada… quelli

quando non si può, quando non si deve.

I più belli perché inaspettati.

Mi hai lasciato scivolare sulla schiena

il tuo sudore, là dove si è fermato spiove.

C’è ora pioggerellina, e iride sul mare.

Ho letto il tuo foglietto ed è stato il mio

allunaggio; non destarmi, sono stesa sulla luna.

Mentre mi reggo il mento con la mano ti guardo

muovere le mani sui tasti, e m’innamoro anch’io.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

Questo autore ha pubblicato 503 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

In questo sabato pomeriggio

di luglio inoltrato

supino nel letto, mentre penso

all’ultimo racconto che ho scritto

dai più poco apprezzato,

allungo il braccio sul lenzuolo

umido tra il sonno e la veglia

e nel ristoro del ventilatore inizio

a conversare con te senza spazio

tra le nostre bocche, con la tua maglia

da cuscino che profuma

di quell’educazione che ho nel baciarti

col permesso dei tuoi occhi.

Guardo il tuo viso che ti sta d’incanto,

ti sussurro sulle labbra e per distrarti

ti faccio il solletico con la mia barba

sfatta,  e scrivo su un foglietto

che un bacio deve peccare

di presunzione, fino

a credersi il primo per essere perfetto.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

Questo autore ha pubblicato 503 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Metafore di morte
si accalcano ombrose lungo i viali
checché l’Ottimismo si sleghi
in danze oniriche
- pronto ad issare pollici -

Un Mondo Migliore?
Non credo ciò sia possibile
neanche con un nuovo Big Bang

Rema
l’uomo
verso la fine del mondo
- il lato strapiomba in ogni baratro -

e un senso di distruzione
affastella milioni di ossa

Ed io aborro
persino questa flebile idea
pronto a difendermi
per il prossimo olocausto

 

 

 

 

 

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Profilo Autore: sasha  

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Tasti bianchi e neri

violentati

dal disprezzo

e dalle dita

di chi alla buona musica

ha preferito

invece

la sinfonia omicida.

Sulle note

struggenti

di una supplica

che diventa

un grido.

Poi più niente.

Nel nome

della madre

soffoca

il respiro.



In ricordo di George Floyd, l’afroamericano ucciso dalla follia razzista di chi lo doveva, invece, proteggere.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Lunedì apro ad Aprile/

Arrivo forse tardi, -

stregato da notizie,

la giugulare inferocita dal galoppare

nella nebbia che m’intinge.

Allargo sulla tovaglia di plastica amaranto

pezzi di pelle strappata

dallo scoppio del razzo prima che frenasse

scoprendo difetti tesi

dell’atterraggio  di fortuna.

 

Martedì Pezzente/

 Ci sono troppi contrattempi nella lettera:

fossi sui mille metri

saprei sperdere chi mi segue,

ma qui posso solo ritrarre le unghie

e sperare

 che non distinguano i chiodi ben piantati

da quelli arcuati dal recitare.

 

Mercoledì di Diaspore /

A discesa, nei giorni dispari,

piazzo una bottiglia al centro dei tepee,

voglio ubriacare il Rolex che non rallenta

sui tuoi ciuffi bianchi da Dakota

mentre leggi come spellare un bisonte

prima che il bianco goda nell’ammanettarti.

Niente coperte quando cavalco

fin dentro al midollo,

le mani sui fianchi.

La  neve morde la pista,

provo a lavarmi la faccia,

a svegliarti.

 

Giovedì accanto a Luglio /

 Lo scavo nel pavimento

produce i suoi effetti:

ormai posseggo il mare,

le tue conchiglie,

la sabbia nei sandali,

il tuo respiro roco,

l’eco.

la cipria cola sulla carta carbone,

le piante grasse le posso dimenticare,

sogno bucce candite siciliane  

e datteri blu di Tripoli.

 

Venerdì Retrocede Agosto/

La pioggia sussegue sui nodi

 rendendoli piombati,

però ho una maglietta  in filo di panama

che mi rende spettacolare per l’intervista.

Custer mi parla dell’ebraismo degenere

battendo i tacchi nell’uniforme grigio ratto,

il tempo lo venera biondo,

 la sifilide, come i pidocchi,

alimentano la cagnara soldatesca,

poco importa se un popolo fiero

 inarca la schiena,

poco importa dove viene piantato l’amo,

poco importa se l’anima non è un budello,

poco importa se il cigno non è nato anatroccolo,

l’importante è essere eroi a Little Bighorn.

 

Sabato la Shoah/

Abito in un porcile tra ghiande e metafore,

dal corridoio alla mangiatoia

mi radono la testa,

mantengo i colori con cui  guardo il cielo.

Spero che almeno Al Jazeera

ammetterà come brucio.

Di sicuro aggiungeranno sale alla pasta

mentre scorrono le immagini

senza volume,

nel ghetto ci accoltella la Gestapo,

tra le risa promettono un’altra Birkenau.

 

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Profilo Autore: dario moletti  

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Notte fonda, 
una finestra aperta, 
un quaderno bianco 
luccica alla luce
lunare. 

Basta computers, 
che azzerano distanze, 
desiderio di un mondo
inesplorato, 
oltre la strada.
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Profilo Autore: Morgana  

Questo autore ha pubblicato 144 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ma

te ne
accorgi,
quando mi parli,
che il mio fare è claudicante?
che il mio sorriso è insicuro
che il mio occhio destro
è spento?

 Guarda 

altrove, lui,

si alza e si abbassa

aspettando lo sfinimento fisico,

la fobia l’ansia la follia e poi il vuoto.

Segue l’impulso che dal male

conduce alla speranza,

che dal sogno

porta

alla ricerca 

della bellezza,

la lunga strada

che ho percorso

per arrivare a te.

Diamoci conforto ora

e consoliamoci con l’amore,

che la vita è davvero troppo breve

per cedere al distacco della distanza,

alla paura, allo sgomento della perdita.

Amiamoci con abbandono, con pace,

e liberiamoci dalle costrizioni 

di questa tristezza

che paralizza 

le gambe.

I

tuoi 

ricordi 

più belli,

quelli dolci 

e importanti,

quelli che 

non 

si possono 

lasciare a casa,

saranno per me

un bagaglio 

leggero

e per 

te 

resteranno

rifugio sicuro 

e accogliente.

La tua personale

grande ricchezza,

quella che nessuno 

ti potrà mai sottrarre.


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Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 625 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Moderni suoni lambivano i tavoli quadrati di quel bar,
ostello del pensiero,
rifugio dell'eternità.

Erano momenti nuovi che mi atterrivano 
che mi rendevano estraneo 
in quel loculo morente della vita.

Non sapevo districarmi da quel labirinto 
di tavoli e sedie 
di persone troppo comuni,

lascivi esseri dal senno scomposto in troppi frammenti 
perché io possa comprenderli,
nella logica esilarante 
che mi sono costruito su di colui che vive.

La morigeratezza che avevo perseguito 
era per me sinonimo di una forma essenziale,
inscindibile dal sublime 

unica via attraverso cui si può fuggire 
dell'ipocrisia del vivere,
triste suicidio del non lasciarsi morire.
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Profilo Autore: Giuseppe Trucchia  

Questo autore ha pubblicato 20 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Si che tu veda l’endomorfismo 
al quale la natura appartiene
o rimembri lo stupore del grande ignoto
sulle file verdi dell’aurora
non pensare ad una natura buona.

E’ quel bambino
che cerca se stesso
fra gli alberi e le foglie al vento
quella curiosità 
che rende eterno ogni momento,
l’innocenza crudele della realtà 
ignora la vita.

Ma ignara della nostra esistenza
ci accoglie
ed è come linfa priva alle foglie,
forse è solo vita
un limite senza confine
imposto in una corsa ardita,
l’amara sorte vince sull’uomo
Così come la natura attende
Il suo perdono.
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Profilo Autore: Entropḗ  

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