finalmente inizia il giorno
nuova vita per me che
penso al passato
come fosse oggi
e' tutto da vivere ora
senza sentire
voci lontane che
confondono gli animi
ed impediscono di cogliere
l'attimo e viverlo intensamente
E' tempo di cambiare
lasciare andare tutto
per poi scoprire
nuove gioie e allegrie
Stringe il mattino fra le mani
l’instancabile fornaia,
tesse tutta la luce dei campi
sulla fragrante crosta dorata
e così rivive nella piccola bottega
la carezza incantevole delle messi,
l’imago di una spiga preziosa,
del sole e della luna, sposa feconda.
Perduta nel suo grembiule grigio fumo
l’instancabile fornaia
sapiente intreccia virgole di farina,
scrivendo sulla spianatoia
poesia d’abitudine lontana,
consolando di tutta la gente
le povere mani e la bocca affamata.
In occasione della giornata mondiale del pane 16 ottobre 2026
Austeri si snodano i Pirenei.
L’alba è rosea, ramo di glicine,
ed io qui esule, solo, senza lei.
Tra le forre, grave eco di buccine,
soffiano i venti in gemmei scrosci.
Fulgide le vette, luce di miele,
sulle irte balze gruppi di camosci.
Profumano i boschi, serti di mele.
Si specchia il cielo nella rugiada,
s’infinita nei laghi scintillanti.
Pare ora un miracolo accada,
fra i raggi, riflessi di diamanti.
Che cosa mi portò in questi luoghi,
dove la pioggia ha dita sonore,
spartiti sublimi le valli e i gioghi,
dove il suono palpita nel colore?
Screziato d’oro, ottobre occitano,
dolenti sinfonie e veli di brume,
tu nel cuore, eppure così lontano,
voce che odo nella voce del fiume.
Spumeggia il gave, rive di sassi,
acque iridescenti di carpe e lucci…
Vorrei tu ancora m’accompagnassi,
vorrei dimenticare i miei crucci.
Potremmo ammirare l’arcobaleno,
quando nella sera sbocciano i gigli
nei prati verdi azzurri del sereno,
punteggiato di silenzî e bisbigli.
Ma un’ansia inquieta mi porta via:
già sfumano distanti i Pirenei,
stride il convoglio sulla ferrovia.
Torno nel tempo vano ove non sei.
0-12 EE
Sonetto in endecasillabi canonici a maiore, quartine a rime incrociate e terzine a rime invertite nello schema ABBA ABBA CDE EDC.
Quest'ignorantità m'ha devastato,
non sono in grado più d'interloquire;
d'altronde tu non vuoi certo sentire,
soltanto tirar fuori tanto fiato
con foga da sembrar finalizzato
non a farsi ascoltare ma a stupire
per la potenza intrinseca a nitrire…
o forse era ragliare da incazzato.
Pieno di rabbia contro il mondo intero:
qualunque cosa venga detta o fatta
o solo immaginata è sempre male
che vien da gente lurida e infernale…
e questa rabbia cieca vien protratta
da mane a sera dentro il tuo maniero.
08/10/2026
dentro la tasca del tuo golfino celeste
e tu, cara ragazza,
stasera avresti saputo
come tener lontana l'amara tristezza
ma nessun attestato
ho appeso orgoglioso alla parete,
tanti libri ho lasciato a metà,
solo abbracci ti ho saputo portare
e con me son tornati viaggiando
dalla tua terra fino ai miei colli lontani.
- I fatti sono minerali dal confine certo,
- ma in loro vibrano infiniti riflessi.
- Non siamo ostaggio del tempo,
- né vittime di un fato tiranno,
- perché ogni alba e ogni tramonto germogliano
- dentro di noi.
- È lo sguardo dell’anima,
- nostro unico pennello,
- a tingere l’accaduto
- con la sostanza dei nostri desideri.
- Sulla nuda cronaca del vivere
- basterebbe ricamare l’abito dei nostri sogni
- per abitare, infine, la pienezza.
- Così il passato muta pelle,
- il presente fiorisce in un istante raro
- e il domani si fa luce che guida la mano,
- mentre plasmiamo il destino
- con lo stesso incanto
- che da sempre,
- nel silenzio,
- muove i nostri passi,
- posato sulle nostre spalle.
cammina per il mondo,
ma non scordare mai
il Bene tuo profondo
nell'anima coltiva,
come se fosse un fiore,
la pietas che attiva
i sensi del tuo cuore.
Prova quel sentimento
d'empatico dolore:
metti sempre l'accento
d'un briciolo d'Amore!
Bada di costruire
più ponti che barriere
cercando di addolcire
i tempi e le maniere:
Sii tu l'ispiratore
d'idea alquanto audace:
diventa ambasciatore
d'un mondo sol di Pace!
Non cammino a ritroso...non busso a porte chiuse...
Il mio passo è fermo nell angolo in cui mi hai lasciata.
Nessuno impara il mestiere di specchio..prima di guardarsi negli occhi di un figlio.
Ho sbagliato anch'io...nel tempo acerbo dei miei anni .. quando la vita era un rifugio da inventare dal nulla..
Ora che i tuoi inverni somigliano ai miei..ora che anche tu stringi le mani al futuro...forse il silenzio diventerà una domanda...
Ci vorrà il tempo che serve al mare per scavare la roccia.
Io non mi muovo...
Resto qui ...custode della mia verità aspettando che il cerchio da solo si chiuda....
una clessidra di sole.
A mia figlia.......
Nelle strade, sulle piazze
urla di rabbia, grida assordanti,
c’era una volta più serietà
ora rivolte per dignità
volti stravolti tra gli studenti
voti dispersi, politici decadenti,
ragazzi in piedi sulle barricate
docenti assenti in aule sovraffollate
gli affitti son sempre più cari
gli affetti son sempre più rari,
il mondo travolto dagli affari
rivolte esprimono legittimi affanni.
Il vento parla e non risponde,
sussurra ai rami della sera
l'antico canto di chimera .
L'uscio del giorno piano scompare,
mentre la terra impara a sognare:
un fiume scorre,canta e cammina,
spezzando il tempo in luce marina .
Ed in ogni foglia che scende e si posa,
c'è il battito lento di ogni cosa,
un soffio eterno,senza confini,
che unisce le stelle ai nostri cammini.
Il vento non fa rumore..da qui dentro.
Ma lo vedo muove i rami degli alberi..fa oscillare le fronde di qua e di là..mentre i primi fiocchi di neve cominciano a scendere leggeri.
Cambia l 'aria..cambia l ' atmosfera.
Accendo il riscaldamento .. cerco un po' di tepore nella macchina...ma i miei occhi restano là fuori...
E mi domando dove vorrei essere...
Forse lì sulle colline...forse lontano....o forse vorrei essere un fiocco di neve... cadere ..posarmi per terra e restare lì..... bianco in mezzo al bianco...senza pensare più a nulla...
- Quel piccolo spazio che esiste,
tra il dire e il respiro,
soglia invisibile del sentire,
punto fragile dove il silenzio si fa ascolto, - che sfioriamo appena,
- rallentando,
senza il coraggio
di serrarlo tra le dita. - Quell’istante
che è la vita nel suo farsi,
non nel riflesso del ricordo, - serve a dilatare il cuore
o a inciderlo,
svelandogli il peso e la luce. - E forse
è proprio lì - che accade la vita.







