Non servono
tante parole tra noi,
sarebbero sprecate
e buttate nel vento!
Noi, non abbiamo bisogno
di futilità ma di sola essenza
per stravolgerci di passione,
non abbiamo bisogno
di guardarci negli occhi
per riscoprirci innamorati,
ma abbiamo bisogno
solo di esplorarci
per conquistare ogni angolo
di pelle nascosta
ai nostri occhi
ogni volta, sempre,
in maniera diversa.
Noi, non abbiamo bisogno
di giurarci amore eterno,
ma solo di vivere
momenti intensi.
Non abbiamo bisogno
che di noi stessi
nel completarci
in quella parte mancante,
dove i nostri cuori disperatamente anelano pienezza nell'aversi
senza riserve!
Noi, non abbiamo bisogno
di illusioni per nutrire
il nostro cuore,
ma solo della nostra vita
che ci porta dove
non programmiamo.
Non abbiamo bisogno
di essere sulla sulla luna
e confonderci tra le stelle
per sentirci delle celebrità,
poiché siamo noi magia,
e ne abbiamo bisogno,
bisogno per alimentare
incessantemente
la nostra vita di solo amore
che ci unisce e ci completa,
come il plasma nel corpo!
tante parole tra noi,
sarebbero sprecate
e buttate nel vento!
Noi, non abbiamo bisogno
di futilità ma di sola essenza
per stravolgerci di passione,
non abbiamo bisogno
di guardarci negli occhi
per riscoprirci innamorati,
ma abbiamo bisogno
solo di esplorarci
per conquistare ogni angolo
di pelle nascosta
ai nostri occhi
ogni volta, sempre,
in maniera diversa.
Noi, non abbiamo bisogno
di giurarci amore eterno,
ma solo di vivere
momenti intensi.
Non abbiamo bisogno
che di noi stessi
nel completarci
in quella parte mancante,
dove i nostri cuori disperatamente anelano pienezza nell'aversi
senza riserve!
Noi, non abbiamo bisogno
di illusioni per nutrire
il nostro cuore,
ma solo della nostra vita
che ci porta dove
non programmiamo.
Non abbiamo bisogno
di essere sulla sulla luna
e confonderci tra le stelle
per sentirci delle celebrità,
poiché siamo noi magia,
e ne abbiamo bisogno,
bisogno per alimentare
incessantemente
la nostra vita di solo amore
che ci unisce e ci completa,
come il plasma nel corpo!
4 commenti
Accoglimi a mani nude
senza pensare
mio grande amore
Insieme proveremo a navigare
l’oblio tormentoso
di questo mare,
incognite burrasche di vita
sapremo insieme
noi acquietare.
Il nostro destino
all’unisono diventare
espressione d’essenza d’anima
desiderosa di imparare
a camminare
con lo stesso passo,
intersecando il cuore
tra le dita, tesseremo
trame oltre il nostro tempo.
senza pensare
mio grande amore
Insieme proveremo a navigare
l’oblio tormentoso
di questo mare,
incognite burrasche di vita
sapremo insieme
noi acquietare.
Il nostro destino
all’unisono diventare
espressione d’essenza d’anima
desiderosa di imparare
a camminare
con lo stesso passo,
intersecando il cuore
tra le dita, tesseremo
trame oltre il nostro tempo.
Al momento inopportuno,
quale ultima cosa io starò facendo?
Sarò forse nella mia cucina,
attento agli spaghetti al dente
ovvero, chissà, me ne starò andando
verso l’ultima riva che ricordo
a parlar di venti, esche e maree
col mio amico pescatore,
quello stesso dei vent'anni,
vecchio sì ma a piedi nudi,
calli sulle mani grandi,
con l’azzurro dentro gli occhi.
E se fossi, invece, a letto,
con lei, sdraiata di traverso,
confuso come solo io so essere,
felice nell’amore che guadagno?
E se fossi, sempre a letto,
é proprio il caso di dire,
come un vero baccalà,
come un vero moribondo?
Cosa guarderò
in quegli istanti lunghi un anno?
Il bianco quasi bianco del soffitto
o l’orologio che cammina ancora?
Cos’è che ascolterò,
i battiti del cuore a stento
o barzellette per tenermi sveglio?
Cos’è che odorerò,
chemioterapici e analgesici
o tracce di Chanel numero 5?
Cos’è che mangerò,
pastina in brodo e formaggino
o creme di pistacchio e cioccolata?
A cosa penserò,
agli affetti che la “morte” taglierà
o a quelli che porterò con me?
Cosa sognerò
in quegli istanti lunghi un anno?
La vita che vorrò riprendermi
o... “quella”?
quale ultima cosa io starò facendo?
Sarò forse nella mia cucina,
attento agli spaghetti al dente
ovvero, chissà, me ne starò andando
verso l’ultima riva che ricordo
a parlar di venti, esche e maree
col mio amico pescatore,
quello stesso dei vent'anni,
vecchio sì ma a piedi nudi,
calli sulle mani grandi,
con l’azzurro dentro gli occhi.
E se fossi, invece, a letto,
con lei, sdraiata di traverso,
confuso come solo io so essere,
felice nell’amore che guadagno?
E se fossi, sempre a letto,
é proprio il caso di dire,
come un vero baccalà,
come un vero moribondo?
Cosa guarderò
in quegli istanti lunghi un anno?
Il bianco quasi bianco del soffitto
o l’orologio che cammina ancora?
Cos’è che ascolterò,
i battiti del cuore a stento
o barzellette per tenermi sveglio?
Cos’è che odorerò,
chemioterapici e analgesici
o tracce di Chanel numero 5?
Cos’è che mangerò,
pastina in brodo e formaggino
o creme di pistacchio e cioccolata?
A cosa penserò,
agli affetti che la “morte” taglierà
o a quelli che porterò con me?
Cosa sognerò
in quegli istanti lunghi un anno?
La vita che vorrò riprendermi
o... “quella”?
Cosi vivi, si agita il cuore
all'arrivo di un treno che fischia
sguardi verso l'orizzonte, perpetuo
dolore continuo nell'estasi del mondo
turbato dall'anima in movimento
Ami il buio, lo circondi stringendolo forte
senti che devi proteggerlo. A costo di ucciderti
fissi il fuoco. Ti fai illuminare da lui
e con gli occhi lo accarezzi. Fino all'ultima fiamma
indolenzita si bruciano le ceneri. Ardono alzandosi
Contemplandole, la pace ti cerca. Sei lì, con lei,
vuoi farla tua, sentirla addosso, scacciando diavoli folli
colmi di rabbia mentendo pure a se stessi.
Tutti li abbandonano, disperati si arrampicano alle facciate
pitturate d'amore, pennellandole col nero
Impazziscono facendosi da scudo
dimagrendo fino a sparire
seguite, dalla spira sul mare
all'arrivo di un treno che fischia
sguardi verso l'orizzonte, perpetuo
dolore continuo nell'estasi del mondo
turbato dall'anima in movimento
Ami il buio, lo circondi stringendolo forte
senti che devi proteggerlo. A costo di ucciderti
fissi il fuoco. Ti fai illuminare da lui
e con gli occhi lo accarezzi. Fino all'ultima fiamma
indolenzita si bruciano le ceneri. Ardono alzandosi
Contemplandole, la pace ti cerca. Sei lì, con lei,
vuoi farla tua, sentirla addosso, scacciando diavoli folli
colmi di rabbia mentendo pure a se stessi.
Tutti li abbandonano, disperati si arrampicano alle facciate
pitturate d'amore, pennellandole col nero
Impazziscono facendosi da scudo
dimagrendo fino a sparire
seguite, dalla spira sul mare
Ecco sopraggiunto
il tuo persuasivo tocco di mani,
mi spoglia dell’ultimo velo di pudore
che soccombe al tuo esplorare
l’intima mia pelle
per vestire la carne
di spasmodica lussuria,
mentre la spinta inarca
in sanguigna bramosia
che soffoca la ragione
con scoppio d’amore.
il tuo persuasivo tocco di mani,
mi spoglia dell’ultimo velo di pudore
che soccombe al tuo esplorare
l’intima mia pelle
per vestire la carne
di spasmodica lussuria,
mentre la spinta inarca
in sanguigna bramosia
che soffoca la ragione
con scoppio d’amore.
Come minuscoli esseri
ci ostentiamo al creato,
negando al proprio cuore
il bisogno di essere amato.
Nessun ostacolo
ci può impedire di sciogliere
la magia indissolubile,
affine entità,
che lega le nostre anime
a un filo invisibile.
Palese è, il nostro cercarci,
spingendo con un alito di vento,
il destino...
Mai dare per scontata la vita
perché d’improvviso,
ti fa rinascere in una nuova sfida;
l'amore.
ci ostentiamo al creato,
negando al proprio cuore
il bisogno di essere amato.
Nessun ostacolo
ci può impedire di sciogliere
la magia indissolubile,
affine entità,
che lega le nostre anime
a un filo invisibile.
Palese è, il nostro cercarci,
spingendo con un alito di vento,
il destino...
Mai dare per scontata la vita
perché d’improvviso,
ti fa rinascere in una nuova sfida;
l'amore.
Arriverà un giorno
che tutte queste fiamme
di cristallo
saranno solo
un ricordo.
Arriverà improvviso...
squarcerà il cielo
e cadranno
pezzi di nuvole
sui sentieri solitari.
Arriverà il giorno
che incontrerà la notte...
e senza paura
si fermerà ad inseguire
il suono
della tua voce
ormai lontana.
che tutte queste fiamme
di cristallo
saranno solo
un ricordo.
Arriverà improvviso...
squarcerà il cielo
e cadranno
pezzi di nuvole
sui sentieri solitari.
Arriverà il giorno
che incontrerà la notte...
e senza paura
si fermerà ad inseguire
il suono
della tua voce
ormai lontana.
Decido di fare una passeggiata,
mi ritrovo la strada funestata,
il mio occhio viene improvvisamente rapito,
da un manifesto che degli altri è meno ingiallito.
In principio il solito copia e incolla,
mentre la carta profuma ancora di colla,
nel leggere ' E' venuto a mancare',
il mio occhio in grassetto il nome va a scovare.
Oh mio Dio , è morto Alfredo!
non è possibile non ci credo.
L'ho incontrato proprio l'altro giorno,
eravamo insieme a far la fila al forno.
L'ho visto tranquillo con inceder spedito,
mi ha salutato cordiale e con fare ardito,
odo intanto le tristi campane,
che da me non sono molto lontane.
La messa in suffragio finirà tra qualche minuto,
mi affretto per dare al defunto l'ultimo saluto,
la chiesa è assai gremita,
la sacra funzione quasi finita.
La bara in mogano sta per esser issata,
la gente pian piano fuori ora si è accalcata,
La salma è seguita dalla moglie e dalla figliuola,
quest'ultima la conosco bene perché venne con me a scuola.
Mi ritrovo dentro il solito rituale,
i miei e gli altri occhi che puntano la navata centrale,
fuori intanto un'auto oblunga regna la scena,
un brivido sento attraversare la mia schiena.
Si apre il lucente portellone nero,
il vano è pronto ad accogliere il nuovo passeggero,
il silenzio da un lungo applauso è preceduto,
del resto Alfredo era da tutti ben voluto.
Una nuova vedova accarezza il legno lucido,
poi la mano torna indietro con fare placido,
sul mezzo funebre sale il nocchiero,
che lento pede andrà verso il cimitero.
La folla intanto si dirada,
ognuno riprende la propria strada,
io mesto me ne ritorno nella mia abitazione,
dove mi raccolgo per qualche riflessione.
Chissà magari sarà oggetto di un altro scritto,
per ora in segno di lutto mi taccio e rimango zitto.
mi ritrovo la strada funestata,
il mio occhio viene improvvisamente rapito,
da un manifesto che degli altri è meno ingiallito.
In principio il solito copia e incolla,
mentre la carta profuma ancora di colla,
nel leggere ' E' venuto a mancare',
il mio occhio in grassetto il nome va a scovare.
Oh mio Dio , è morto Alfredo!
non è possibile non ci credo.
L'ho incontrato proprio l'altro giorno,
eravamo insieme a far la fila al forno.
L'ho visto tranquillo con inceder spedito,
mi ha salutato cordiale e con fare ardito,
odo intanto le tristi campane,
che da me non sono molto lontane.
La messa in suffragio finirà tra qualche minuto,
mi affretto per dare al defunto l'ultimo saluto,
la chiesa è assai gremita,
la sacra funzione quasi finita.
La bara in mogano sta per esser issata,
la gente pian piano fuori ora si è accalcata,
La salma è seguita dalla moglie e dalla figliuola,
quest'ultima la conosco bene perché venne con me a scuola.
Mi ritrovo dentro il solito rituale,
i miei e gli altri occhi che puntano la navata centrale,
fuori intanto un'auto oblunga regna la scena,
un brivido sento attraversare la mia schiena.
Si apre il lucente portellone nero,
il vano è pronto ad accogliere il nuovo passeggero,
il silenzio da un lungo applauso è preceduto,
del resto Alfredo era da tutti ben voluto.
Una nuova vedova accarezza il legno lucido,
poi la mano torna indietro con fare placido,
sul mezzo funebre sale il nocchiero,
che lento pede andrà verso il cimitero.
La folla intanto si dirada,
ognuno riprende la propria strada,
io mesto me ne ritorno nella mia abitazione,
dove mi raccolgo per qualche riflessione.
Chissà magari sarà oggetto di un altro scritto,
per ora in segno di lutto mi taccio e rimango zitto.
Dove sei andato per tutto questo tempo
lasciandoci orfani della tua attesa,
facendoci inseguire il prospetto del tuo riflesso
tra film d’autore, nelle lacrime di un cielo
che sprigiona alluvioni di dolori,
tra profumi di campi in fiore
calpestati dal rumoroso silenzio,
tra sguardi abbassati di ali spezzate,
tra sogni spenti e metamorfosi di vite.
Non puoi ancora indugiare il tuo ritorno,
non puoi permettere, che il tuo nome vibri
su bocche che ti usano per rendersi belle,
ungendo, il tuo potere dolce e sempre elegante.
Si è smarrito il tempio del tuo raccolto
tra nuvole di fango, che impediscono
l’assaporare il piacere del viverti
nel tuo azzurro splendore caldo di sole.
Ostentate la ragione e la ribellione,
Giustizia tace e langue e
Tace repressa nell'affanno
dell’ipocrisia e del buonismo
d' occasione.
Torna a splendere pura forza leale
affinché dal ciarpame tu possa ancora
far nascere il tuo fior di Loto più bello.
Dove sei stato…
lasciandoci orfani della tua attesa,
facendoci inseguire il prospetto del tuo riflesso
tra film d’autore, nelle lacrime di un cielo
che sprigiona alluvioni di dolori,
tra profumi di campi in fiore
calpestati dal rumoroso silenzio,
tra sguardi abbassati di ali spezzate,
tra sogni spenti e metamorfosi di vite.
Non puoi ancora indugiare il tuo ritorno,
non puoi permettere, che il tuo nome vibri
su bocche che ti usano per rendersi belle,
ungendo, il tuo potere dolce e sempre elegante.
Si è smarrito il tempio del tuo raccolto
tra nuvole di fango, che impediscono
l’assaporare il piacere del viverti
nel tuo azzurro splendore caldo di sole.
Ostentate la ragione e la ribellione,
Giustizia tace e langue e
Tace repressa nell'affanno
dell’ipocrisia e del buonismo
d' occasione.
Torna a splendere pura forza leale
affinché dal ciarpame tu possa ancora
far nascere il tuo fior di Loto più bello.
Dove sei stato…
Come tamburo battente hai sentito i miei battiti
scalpitare senza tregua sul tuo petto,
in accelerante ritmo per annunciare l’inizio
d’un balletto di spiriti danzanti.
Musica nuova per te…
estasiato il tuo fiato intrappolato,
emozione dopo emozione,
da quelle note mai sentite fino ad allora.
Incredulo stretto a me, occhi chiusi
per non metter fine a ciò che credevi fosse un sogno,
ti sei lasciato travolgere da sinfonia arricchita
da solenni e sublimi cadenze.
Respiri cullati da armoniosi dondolii
sospinti da motivetti ondulati
d’una polifonica poesia cantata
da due bocche amanti.
In un vortice di sguardi e sospiri
intreccio d’anime rapite, non più spettatrici
ma ballerine in un valzer di cuori fluttuanti
a raccoglier applausi di intensi fervori.
scalpitare senza tregua sul tuo petto,
in accelerante ritmo per annunciare l’inizio
d’un balletto di spiriti danzanti.
Musica nuova per te…
estasiato il tuo fiato intrappolato,
emozione dopo emozione,
da quelle note mai sentite fino ad allora.
Incredulo stretto a me, occhi chiusi
per non metter fine a ciò che credevi fosse un sogno,
ti sei lasciato travolgere da sinfonia arricchita
da solenni e sublimi cadenze.
Respiri cullati da armoniosi dondolii
sospinti da motivetti ondulati
d’una polifonica poesia cantata
da due bocche amanti.
In un vortice di sguardi e sospiri
intreccio d’anime rapite, non più spettatrici
ma ballerine in un valzer di cuori fluttuanti
a raccoglier applausi di intensi fervori.
Un rumore insistito proviene dalla finestra,
è un uomo che in mano sembra avere una balestra,
lo guardo meglio ed è un altro attrezzo,
di cui l'operato poco apprezzo.
Il rumore è assai assordante,
imprecazioni ne faccio tante,
avrei bisogno di concentrazione,
ma l'uomo dalla verde tuta non vorrà sentir ragione.
E' qui sotto per lavorare,
anche lui a casa il pane dovrà portare,
allora mi prendo una pausa e lo guardo,
fisso sul terreno lui tiene il suo sguardo.
Va avanti spedito nella sua missione,
erba e fiori in attesa della loro esecuzione,
ecco che intravedo una timida margherita,
sotto un albero quasi assopita.
Il tagliaerba passa prepotente,
della margherita non ne rimane più niente,
torno dentro un po' rattristato,
per quel fiore ed il suo infausto fato.
è un uomo che in mano sembra avere una balestra,
lo guardo meglio ed è un altro attrezzo,
di cui l'operato poco apprezzo.
Il rumore è assai assordante,
imprecazioni ne faccio tante,
avrei bisogno di concentrazione,
ma l'uomo dalla verde tuta non vorrà sentir ragione.
E' qui sotto per lavorare,
anche lui a casa il pane dovrà portare,
allora mi prendo una pausa e lo guardo,
fisso sul terreno lui tiene il suo sguardo.
Va avanti spedito nella sua missione,
erba e fiori in attesa della loro esecuzione,
ecco che intravedo una timida margherita,
sotto un albero quasi assopita.
Il tagliaerba passa prepotente,
della margherita non ne rimane più niente,
torno dentro un po' rattristato,
per quel fiore ed il suo infausto fato.
Senti moltissimo
quelle sensazioni
accoglierle devi
neppure se volessi
buttarle via
se ne andrebbero
non si allontanerebbero
da te, ti darebbero il tormento
ogni volta che lo faresti
esistono pensieri
che sulle note di viaggi inviano
impulsi al cuore e le dicono.
Li assorbe, ascoltandoli.
Sa che se li accoglie libera si sentirà
pur soffrendo, senza però incontrare
pericoli nuovi al sorgere
di un'altra mattina coperta di neve
freddissima con le sue sensazioni
che svolazzano nell'aria
inquieta osservando movimenti
è la chiave di tutto, manda segnali
e quelli sono. La porteranno
nei posti giusti, seguendoli
troverà la verità, che conferma
le darà, accarezzandola
delicatamente
quelle sensazioni
accoglierle devi
neppure se volessi
buttarle via
se ne andrebbero
non si allontanerebbero
da te, ti darebbero il tormento
ogni volta che lo faresti
esistono pensieri
che sulle note di viaggi inviano
impulsi al cuore e le dicono.
Li assorbe, ascoltandoli.
Sa che se li accoglie libera si sentirà
pur soffrendo, senza però incontrare
pericoli nuovi al sorgere
di un'altra mattina coperta di neve
freddissima con le sue sensazioni
che svolazzano nell'aria
inquieta osservando movimenti
è la chiave di tutto, manda segnali
e quelli sono. La porteranno
nei posti giusti, seguendoli
troverà la verità, che conferma
le darà, accarezzandola
delicatamente
Reclusa
tra sbarre dorate
protetta da una vita
di stenti e difficoltà
penso a ciò
che mi è stato negato…
Occhi che si parlano
accarezzando anime
che si legano
con baci penetranti
abbracci voluttuosi.
Pensieri che corrono
fino a te
ora
irraggiungibile
inafferrabile.
Sospiri che sussurrano
un ricordo irrefrenabile
d’amore vissuto
rubando attimi
ad un tempo tiranno
ad uno spazio crudele.
Ma libera…
Libera
di ridare
voce ai miei occhi
dimora ai miei pensieri
fine al tempo e allo spazio.
Sì, libera…
Libera
di ridare
carezze alle nostre anime
infinità ai nostri baci
ai nostri abbracci
in una vita
senza più sbarre.
tra sbarre dorate
protetta da una vita
di stenti e difficoltà
penso a ciò
che mi è stato negato…
Occhi che si parlano
accarezzando anime
che si legano
con baci penetranti
abbracci voluttuosi.
Pensieri che corrono
fino a te
ora
irraggiungibile
inafferrabile.
Sospiri che sussurrano
un ricordo irrefrenabile
d’amore vissuto
rubando attimi
ad un tempo tiranno
ad uno spazio crudele.
Ma libera…
Libera
di ridare
voce ai miei occhi
dimora ai miei pensieri
fine al tempo e allo spazio.
Sì, libera…
Libera
di ridare
carezze alle nostre anime
infinità ai nostri baci
ai nostri abbracci
in una vita
senza più sbarre.








