che governa il suono dell'appartamento,
la forma è per tutti quasi uguale,
serve per lo più a cambiar canale.
I numeri appaiono in successione,
su di essi con l'indice si fa pressione,
di solito chi lo tiene in mano,
è comodamente seduto sul divano.
Costui scorre i programmi con sufficienza,
evitando quelli al limite della demenza,
non è facile questa impresa,
il cavo della TV andrebbe tolto dalla presa.
Ecco spiegata la sua vera funzione,
cambiare canale senza alcuna esitazione,
è un compagno di vita che con pazienza,
ti fa stare a posto con la coscienza.
lanciato come un amo
in un’anima in burrasca
ed essa stessa
è già catturata.
Come onde su scogli
il cuor suo batte.
Come vento sui monti
la sua mente tra querce.
Sei giunto
come Tsunami
portando
dolce distruzione
di muri battenti.
Abile distruttore
di ferree barriere
innalzate con fatica
a protezione
di una vita ferita.
Bruciante di desiderio
disarmante d’ogni scudo
l’anima mia in te
ha trovato ardente ristoro.
ti fan ricordare di quanto tempo è passato
e rimosso dalla mente poi a momenti
che hai vissuto davvero nell'orologio che si è fermato
per lungo periodo scrutandoti come un alieno
non tanto comprensivo che poco capisce
la nostalgia, insensibile al dolore che si prova
infischiandosene proprio. Non si cura
di quel che si prova di come puoi stare
E' verissimo che la vita è un girotondo
tornando dove ci ha fatto nascere
posandoci lì, addormentandoci
quindi non arrabbiarsi se ci fa pensare
agli anni trascorsi però un pò delicatezza
servirebbe per sorridere di più
ai silenzi speranzosi
“Le persone che possiedono un mio quadro non comprendono bene che cosa hanno. Ogni quadro è una fiala piena del mio sangue. E’ con quella che l’ho fatto.”
(Pablo Picasso)
La vera libertà,
la fine dell'illusione:
dove la schizofrenia
si perde nel sonno
dell’inquietudine
-della nostalgia-
E poi il mare
(40 anni
dopo
il
prima
della collina)
e a troppi pochi metri
dall’ombra della montagna.
Ho fermato la paura negli occhi
(mentre attraversavo il ponte)
per seguire lungo la strada
che portava al conforto:
alla madre che nutre
il popolo del libro.
Ho visto il santo
e il demone.
Vecchie
mucche
senza più latte
strizzare il polso destro
alla pigrizia della sposa
e regalare cieli tiepidi
a ladri gentiluomini.
La guerra è finita,
il marito dissolto
e il bestiame
ridisceso
sotto
la luce
abituale
della luna.
Non si può
dormire qui,
troppe spie
piangono
il male
che
mi
hanno
appena fatto.
Troppi uomini codardi
stazionano con la schiena curva
rivolta alle memorie dello specchio
(seguendo l’esempio del maestro
come fossero un loro frattale).
Le mani vuote, i piedi nudi
-gli occhi spenti-
Resterò qui,
immobile
come
un
esperimento fallito,
sveglio come un fedele illuso.
E vivrò pulito in circostanze difficili
-di fronte al sole che sta nascendo-
-intriso di materia planetaria-
-imbevuto dei soliti sogni-
Il sangue non manca,
il silenzio è calato
e sono solo:
si può
fare
-arte-
adesso
########
a pronunciarla non sentirai mai male,
da Villa , Barbarossa e Cutugno decantata,
descritta come una Madonna Immacolata.
Da te è facile trovare ispirazione,
se potessi scriverei uno Zibaldone,
ma i caratteri qui son contati,
i miei versi devono essere smorzati.
Va da sè che questo non significa niente,
la mano del cuore si muove ugualmente,
accarezza la tua figura silente,
sfiorandoti diafana delicatamente.
Auguri per questo giorno a te intitolato,
che ogni anno arriva per me inaspettato.
sperando che questa seconda domenica di Maggio,
sia per te piacevole come le pere con il formaggio.
ti vestirà di protezione,
ti armerà di coraggio.
Mano nella mano
ti accompagnerà
nel cammino della vita.
Albero sempreverde
ti donerà ogni suo fiore, ogni sua foglia;
senza esitare per te si spoglierà d’ogni frutto.
Sorgente inesauribile
mai smetterà di sgorgare
freschi zampilli per dissetarti.
Mare ondoso giungerà
per placare come dolce culla ogni turbamento,
accorrerà a cicatrizzare ogni ferita.
Come radici nascoste terrà per sé
stanchezza e preoccupazioni
mostrandoti solo radiosi sorrisi.
Di tua madre vedrai sempre
forza e determinazione,
luce e splendore.
Sarà la primavera
che farà sbocciare
amori e amicizie.
Sarà l’estate
che metterà fine
a gelidi momenti.
Tu, figlio sempre in fasce sarai
per lei Madre sempre pronta
ad accendere focolai di sogni.
Prendetevi tempo
non restatene schiavi.
Posate le stelle
il sole, la pioggia
il vento, la luna
… e le chimere.
Gli elogi posate.
Posate commenti
eloquenti spergiuri.
Posate astio e fastidio
fasti, gloria e narciso
è peso eccessivo.
Gli occhi posate
che rubini rimasti
sappiano cogliere
migliori tesori.
A fondo spingano
inconsueti versi
in serafini cantoni.
Per versi io piango
di poco sorriso
raro di pancia
tra versi in cui rido.
Leviamo catene
parentesi tonde
quadre, graffe
circuiti chiusi
di verità circuite
ché la voglia
è di volare.
Prendete posate
… e banchettiamo.
cresce come onda voluttuosa portandomi
sulla riva come canto di sirena all’incantato Ulisse.
Nell’aria attorno a noi c’è qualcosa,
ma non so dirti cos’è…
se pura magia o poetica fantasia.
Sei la vita mia! Sei tutta la mia vita!
Quando manchi tu sono pagina bianca,
muta, senza alcuna parola;
sono albero senza foglie né frutti
barca senza timone in balìa della tempesta.
Non ho parole per raccontarti quest’amore mio per te;
è brivido che percorre l’anima quando t’avvicini
ma che riduce il cuore in briciole quando t’allontani.
Sei la vita mia! Sei tutta la mia vita!
Quando manchi tu sono terra fredda e arida;
polvere che priva di volontà è dispersa dal vento,
cielo senza stelle con luna piangente
sole derubato del suo arcobaleno.
Non ho parole per descriverti l’amore mio per te;
passione silente che riscalda l’anima,
dolcezza disarmante di un cuore aliante.
Sei la vita mia! Sei tutta la mia vita!
Quando manchi tu sono mare senza sale,
sono un pianoforte senza i suoi tasti,
fiore senza il suo inebriante profumo,
alveare senza la sua regale ape.
Non ho parole per dirti quanto t’amo
ma vedi l’immensità del cielo,
osserva la vastità del mare
porgi il tuo guardo oltre l’orizzonte.
Sono queste le parole mie
dell’infinito amore mio per te…
fantastica purezza in magica poesia…
tu, la vita mia!
Se mai fossi un pianeta
sarei nascosto ai più,
nessuno cercherei
e da nessuno mi lascerei trovare.
Vivrei nella mia essenza
e dell'assenza stessa farei presenza,
nel battito incessante del mio cuore
In un respiro calmo,
di questo grembo cosmico.
Nel bagliore balenante
di un galattico infinito
vivrei
Il mio eterno tempo.
Si aggirano per strade divenute sepolcri
i loro passi sono come parole incise
su pallide lapidi di paura
ogni sillaba attutita dalla strada
è un sibilo simile ad un ultimo respiro
ci riconosciamo appena
dietro un mantello di costrizioni
che pochi hanno il coraggio di strappare
vorrei urlare, urlare, urlare
e nello stesso tempo abbracciarti
fino a che il tuo corpo si fonda
con il mio
l’urlo si spegne in un silenzio assordante
di inedia, i nostri corpi sono involucri
di anime immerse in anestetico.Che fai, nuvola sola?
Te ne stai lì in mezzo al blu
Come una triste bagnarola
Nelle acque di lassù
Come un' isola sul mare
Senza un arcipelago
E sei sempre impassibile al vento
Non sei stanca dell'eco del cielo?
Di questo sole che si muove così lento
In questo inverno pien di gelo
Degli alianti che ti passano accanto
E degli uccelli, che a vedere
Dalla mia finestra
Aperta ad areare
Sembrano così vicini
Ma anche così lontani
Troppo rapidi per fargli una foto
E ora, da che sembravi grande
Muori sopra queste lande
Gonfia e pronta ad espanderti
sembravi voler conquistare il cielo
Ma ora comincio a perderti
Ti dissolvi, pezzi di te se ne vanno
Perché in fondo sei solo aria
Vapore di acqua bianca
Pallida, languida e stanca
Una mortale materia
Sembri cotone o lana di pecora
Ma non sei così solida
Ecco, sei sottile sempre più
Tra poco te ne andrai
Nel ricordo del sempre
Dissolta in aria che io respirerò
Permea nei giorni che dimenticherò
Addio, nuvola. Mi mancherai






