Gatto stracco
facciamo un patto
gioca mangia,
salta in alto.
Se ti accarezzo
non graffiarmi la mano,
corri in giardino e
salta sul ramo.
Fai le fusa
se ti tocco la testa,
accoccolati vicino al fuoco
quando c'è la tempesta.
Sogna i grilli,
lucertole e ragni,
gioca col gomitolo
senza dubbi e inganni.
Scaldarmi i piedi
col tuo pelo caldo,
aspettami sull'uscio
se sono in ritardo
Essere indipendente
che vuole girovagare,
infine sulla mia coperta
ti vuoi raggomitolare.






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Profilo Autore: Michelina  

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Il Cassetto dei Sogni: Camelia bianca...

Petali di bianco candor e gocce di pioggia a
sospirar su foglie verdi.
Ricordi a sbocciar 
nel cuore e tante goccioline a
scoppietar di pianto ed evaporar nel mondo.

Ricordi fra prati valli e boschi a
scivolar su nubi stanche
fin sfiorar il sole, 
ed ivi riposar nell'eco
di un dolce canto!



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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Chiudendo gli occhi

scrivo con la fantasia

immaginando le tue mani

sospiro alla vita

mentre

dandomi dello sciocco

immagino il tuo volto

cercando nel vento

le tue parole

prendo tra le dita

il tuo profumo

ascoltando il tuo respiro

su di me

quell'essenza

che sa di te

e tra queste pareti

della mia fantasia

inalo il tuo calore che lasciasti

tra queste mura

ascoltando ancora il nostro silenzio



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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Tregua sul lancio delle pietre

Carissima, al secondo scatto il nottolino sforza

piegando la chiave made in Taiwan:

le do di Svitol

come sulla mia sporca lingua,

o alla carta da zucchero che trattieni

sotto i tuoi vestiti

fin dove firmo con le fiamme

tacendo sui cucchiai sporchi di burro d’arachidi.

Sorgenti luminose sul soffitto

e donne ottuse a gridare dabbasso

in un tosto mal di testa,

ho ancora dei coriandoli nelle tasche

insieme alle mentine.

Dal belvedere le dune sembrano più sporgenti:

le conosco e le temo,

qualcuno non è tornato,

le ossa sbiancate da qualche parte

ora raccontano alle intemperie

della iella in un giorno assassino.

Cinque secondi per girarmi

dieci per fuggire,

surrogati di caffè e Coca-Cola,

Depalgos per alleviare il dolore,

così discendo dalla grondaia fino in strada

e raggiungo la tua mano

per baciarti da ventenne.

Oggi non scriverò niente di buono,

me lo sento,

anche scandagliando qualsiasi immensità

che m’invita,

ti siedo accanto e sbircio il seno

e chissà perché mi viene in mente lo sciroppo di ciliegie

 spremendo le tue labbra che circondano la voce.

A volte sento d’essere un materassino sgonfiato

sul fondo della piscina,

ma ti girerò come un vortice del vento

afferrandoti dal trapezio.

In fondo la vita è una bilia che rotola:

tutto dipende

dallo spazio che si prende.

La serratura solletica i miei occhi

cosa scelgo,

d’essere un cane che azzanna,

o il pesce che abbocca?

Sono avanzato fino nel giorno

che mi hai rapito

camminando all’indietro,

ti ho salutato sulla maiolica.

A volte ritorno ad anni prima

e li limo per non trasformarmi in iena.

1600 anni di ripetizioni permalose,

di pire perennemente accese,

di felini gettati insieme a un ballo

invocando il nulla

per uccidere il garbo.

Intingo il pane vicino a una grotta,

Gerusalemme mi guarda,

i soldati pretendono,

gli ortodossi m’offendono,

un giorno prego, l’altro saccheggio…

Ho abbandonato i discorsi eroici,

i cibi precotti,

posteggio nei posti bui

anche se mai sono a mio agio

 nei territori arabi

ma non do nessune colpe,

 suono da te e salgo

per un budino al caramello.



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Profilo Autore: dario moletti  

Questo autore ha pubblicato 19 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Movimento sussultorio,schiumoso e limpido,
rivela un doppio volto:puro e infido.
Affresco di un pittore,
immortalato da varie sfumature di color
Ruggire sembra il suo cavalcare,
quando
si alza con tratto da sbruffone.
Esterna spesso terrore ed ogni imbarcazione
sballotta nell'acme del suo furore.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Deve piovere prima o poi...
per non discernere le lacrime
ed evitare la furia degli ingordi.
Nell'apatia si ferma il pianto
e nella gola trova dimora.
Mi rivesto d'arroganza
trascinando il dolore
in un baratro senza fine.
Sarà tempesta prima o poi...
per occultare le grida del cuore
ed uccidere l'enfasi della rabbia.
Nel silenzio soffoco le parole
che nella testa sono in attesa.
E di maschera mi ricopro ancora
di un finto ed odioso sorriso.
Tutto diverrà inferno nell'inverno.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Atomi pesanti come pensieri,
Rimorchi di delusioni,
strade, autotreni,
Illusioni fantastiche, 
Dolci malinconie, 
Note, sorrisi, fate, allegorie. 
Rovo senza spina, 
sogno a mezz'aria,
l'alba si allontana, 
con il suono di una nenia. 
La notte scorre piano, 
l'amore lenisce 
i dolori del costato 
insinuati come lische,
Nella mente di un sognatore 
che ogni notte salpa ancora
con occhi umidi, penna al cuore, 
nell'oceano della sua anima.
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Profilo Autore: Fabrizio  

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Casette allineate,
siepi ben tagliate, 
sembra tutto 
perfetto. 

Ma oltre la siepe
c'è l'ignoto,
tra misteri e buio. 

Solo tanto
AMORE 
ci aiuterà.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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“Some days I can't get an idea, and I think, 'Man, I'm just washed up,' but it's just a mood.“

Jean-Michel Basquiat

New York City d’estate
è un bambino annoiato
che aspetta che l’afa
si dissolva
con i mostri
dei suoi  fumetti.

Ed è così anche per noi,
che da un po’ si vaga sedotti
verso il disagio dell’irrilevante,
verso l’ebbrezza della fama.
Siamo ancora troppo fragili 
per piegarci al criptico
e troppo infantili 
per cedere
alla piaga 
dell’ansietà.

SAMO è morto,
ma la sua psiche 
è rimasta bloccata

nei miei incubi.

Vive qui ora:
fra il lobo 
temporale destro
e la mia irrazionale paura

di invecchiare senza crescere.

Io conosco un tempo sospeso:

l'Ora del The con i biscotti, due.

Celeste e la sua bambola cullata,

schiocchi di labbra per parole rotonde,

ripescate da un lontano fiume di gioie.

"Tartufèna Tartufèna,

mo che bii uc

ca t'am poort stamatèna"

Il piccolo diventa grande,

il grande ritorna piccolo.

Come il mio stupore

altalenante

“Happines will find you when you stop hiding”

Jean-Michel Basquiat

 
^^^^^ (scritto da Sabina e Charlie) ^^^^^


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Profilo Autore: Charlie  

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Apro il file:

le bandierine rosse circoscrivono gli ordigni,

navigo come un hacker nel sistema,

labbra secche

e una carica a molla conficcata nelle vertebre.

Ero? O sono?

Adesso non importa molto,

percorro questa strada in fretta

evitando di curvare,

tanto non scorgo poeti

tagliarsi le vene alla mattina

per ricucirle alla sera.

Raggomitolato nel sonno subacqueo

ti cerco per spogliarti

dal cotone intrecciato e un’anfora colma,

hai ancora Mogadiscio nel respiro

ed alcuni di quei numeri segreti,

il diavolo tra le bancarelle del pane

l’acqua e limone contro la dissenteria.

Sono sempre armato da cattivi propositi

pur accarezzando goloso

 l’odore della folla,

posso comprare quello che voglio,

ma mai quello che spero

con questo dito levigato dal grilletto

non vendo porta a porta spazzole e affini.

Se tu mi sposassi

aggiungerei un posto sull’aereo

non uno via mare con burrasche.

Accetto il latte di capre filtrato

come pure il formaggio stagionato

con le focacce,

questo paese che m’umilia

con un dialetto gutturale,

ma se lo amo è decifrandoti.

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Profilo Autore: dario moletti  

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Guarire delle accuse
di finti sorrisi.
Dimenticare il dolore
giocare
a chi fa più scena
cancellando le parole.
Placo la rabbia
per non piangere
vittima delle emozioni
per il bisogno di amarti
ennesima notte insonne
fra lacrime e occhi gonfi.
Accantonare rancore e odio
vivere per il bisogno
di sentirti parlare.
Ascoltando il tuo silenzio.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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- riesco ad amarti come e più di te -
senza togliere respiro ai passi tuoi
e senza doverti sbalordire
quando percorro argini consunti
o funi, in cima ai grattacieli

Riesco ad amarti anche quando
ho consumato tutti i miei pastelli
e passo all’olio per gli effetti
che mi sa dare - che mi sai dare -

quando il tramonto prende il colore delle fragole
e i campanelli alle caviglie, tintinnano d’amore...
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Profilo Autore: sasha  

Questo autore ha pubblicato 264 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

Per caso, avete visto l’amore?

Oh Signore, devo chiedergli un favore!

Cosa dite? È birichino?

Sì, lo so.

 

Se lo prendo lo strapazzo.

 

Non può esser che da sempre

giochi sempre a nascondino.

Ieri là, oggi qua, domani boh...

si traveste ma... é sempre bello.

 

Cerchiamolo, diamoci da fare!

 

Tu! Vai in quella direzione

dai bambini con il lecca lecca in mano,

dalle madri colte al volo in un sorriso,

da quei figli che lo hanno propiziato.

 

Voi, invece, stazionate sotto il cielo.

 

E aspettate, aspettate buoni buoni

nostra luna con la scorta delle stelle

verso cui lucidi occhi, quattro almeno,

lanceranno tenerissimi sospiri.

 

Dai, non perdiamo altro tempo!

 

Qualche altro, dall’olfatto buono,

si immetta nel sentiero di collina

e controlli la freschezza tra i roseti

o i profumi delle primule odorose.

 

Forza, non restiamo imbambolati!

 

Quattro o cinque, coraggiosi,

per favore si dirigano pazienti

all'inizio dell’amplissima radura

dove udranno gridi di guerra.

 

Non si arrendano alla prima eco!

 

Specie là, la ricerca insista

tra una bomba e un’altra ancora,

tra le polveri delle vite ignare

o tra sagome d’innocenti in fuga.

 

Io dico che ce la faremo.

 

Quanto a me, sto per recarmi

nelle zone colorate, giù al mare,

e aspettando che m’arrivi l’alba

guarderò tra le pieghe delle onde.

 

Chi lo trova, avvisi gli altri.

 

Se lo prendi, quello è tipo che t’ascolta,

che si scioglie in mille pezzi e te ne regala uno.

Non prendiamoci la briga di rimproverarlo,

dicono che lui ha sempre ragione.

 

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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I sogni si avverano solo se hai

la leggerezza di un palloncino

che chiudendo gli occhi riesce

a sentire la meraviglia che dà

l’aria sulla faccia sdrucita.

Così allargo le braccia su questa

cosa su cui non ho controllo,

la vita… ora che nulla più conta.

Stamattina sono solo uno sfogo,

aria sotto il piede… sfinita.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 512 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Disteso sulle lancette del tempo,
la luna proietta le ombre sul quadrante.
Il pianista senza volto ,
volge il suo sguardo verso me
mentre compone la sinfonia .
Il vento porta via le foglie decidue dai melograni ,
come un tappeto ambrato esse mi ricoprono.
Un misto di terra , muschio e insetti coprofagi si insinua sotto il fogliame. 
Si addensano sulla mia pelle.
Solo gli occhi restano scoperti.
Ammiro le costellazioni alternarsi a miliardi nel cielo limpido e
primordiale di questo posto senza spazio, di questo posto senza tempo.
Il treno è in arrivo sul binario del Capricorno.
È proprio lì , sopra di me, che sfreccia nel cosmo.
Il biglietto è in tasca ,
tento di mostrarlo 
ma il muschio mi ha ancorato alle lancette.
Bloccato.
Preda del sottobosco,
come un albero morente, 
la vita brulica intorno e dentro me.
Ossigeno i polmoni inalando nicotina mista a nebulosi incensi provenienti dai tasti del pianoforte. 
Una serenità mistica mi risolleva dal pensiero negativo del trapasso che affligge le mie spoglie mortali.
Finalmente libero!
Libero dalle tradizioni e dai dogmi inconcepibili!
Libero dalle violenze e dai soprusi! 
Libero, 
mentre il corpo ,
si discioglie nel terreno,
e la sinfonia si diffonde nell'eterno.
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Profilo Autore: Fabrizio  

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