offerti in buona fede da chiunque,
sgorgati come acqua da una fonte,
ostili al dettato della mente.
Poeta è (anche) chi, volando,
non teme di stramazzare al suolo
giacché le ali certo non controlla
ed ostinato punta verso il sole.
Non importa se poi si brucerà,
nel cielo ha tracciato una scia.
che sembra dimenticato,
quel sorriso
che risuona nelle orecchie,
la ricerca dell'amicizia
che sembrava impossibile
la ritrovo in quegli occhi
sotto quel cielo azzurro.
Tutto diventa magico
nel tuo sguardo,
nei tuoi occhi.
Le tue parole risuonano
nelle mie orecchie,
nella mia testa
ancora
come il primo giorno.
Mi travolge
la tua immagine
che riflette ancora
come il primo giorno.
Quanto è turgida la mia anima
da che indugiasti su quelle ali
che tornarono a volare sull'inchiostro.
Quel nero rivolo che gocciola
sul foglio si anima di vita e respira
mentre ti muovi, donna d’alabastro,
tra le colonne, le traverse sulla scacchiera
dei miei righi in ogni direzione.
Un barlume fievole sulla mia penna, luce
che tituba quasi attrae, commossa
è la visione nella tua mente di me mentre
scrivo… che basta guardare l’alba che piove,
densa come una mancanza per asserire che
siamo circondati da angeli di carne e di ossa.
Vetri appannati,
tra fili attorcigliati,
ragnatele nel buio
domano...la mia follia.
Un tunnel, senza luce...
luce e realtà, sbarre alla finestra,
forse un sogno appeso sulle
mura bianche e la porta chiusa.
Dov'è la mia libertà?
Ditemi che Dio
è ancora
nelle mie preghiere!
Dov'è il sole
che colora l'anima?
Nemmeno uno specchio
riflette il giorno.
Sono solo a dividere
la mia pazzia e…Dio sa!
Quanto vorrei che il buio
non mi regalasse più il giorno.
Marzo è zenzero
e mi scotta la lingua,
ma il retrogusto viene dolce
e m’accompagna per un altro morso,
le nuvole sembrano tranquille,
ma la prospettiva parla di catinelle.
Sotto le mura, oltre il fossato putrido,
grilli talpa e giaggioli
su un possedimento ondulato,
nessun albero per 500 metri,
più facile far passare un cammello nella cruna,
settima figurina dell’album,
mantengo un ordine maniacale.
Marzo respira dalla bocca la logica
mentre sfoltisce le rose,
s’oppone alle note composite
aldilà della frontiera
tra fili acuminati e ciechi,
vi ha messo i francesi,
ma ora non si scorgono,
mischiati tra le nebbie d’altura,
bugiardi come giullari.
Marzo li ha spazzati
mentre si ritiravano a rotta di collo,
noi dietro roteando urla
sulle loro madri profumate.
Ma le battaglie sono petali,
oggi proclami vittoria sull’ultimo,
domani sullo stesso sei latitante
morsicato dai segugi.
Marzo è fra terre
di cui vado fiero
e mi corteggia
con quell’arietta a intingermi la nuca,
niente in confronto
ai venti siderali
con cui attornia le torri.
Marzo è pungente come cacio,
robusto come un istrice,
ibrido quanto basta
per distinguere gli attori
dalle battute consunte
o chi tra il pubblico scorreggia l’insolenza
con tatuaggi d’odio,
se ne fai una manciata
li getti alle galline petulanti nell’aia.
Marzo spazza il puzzo
rasentando i muri del mio percorso,
contesta le troppe parti che correggo
in queste ronde estenuanti
a consumarmi la vista sul particolare,
ingollando tutto ciò che può essere scaldato.
Successivo al filare dei cipressi
vi è il parcheggio a lisca di pesce,
dopo 7 assedi
il destino mi divora,
in quale mese riavrò gli anni seducenti?
Dove i colpevoli restano colpevoli,
ma i lupi possono tramutarsi in cani.
Se il braccio allunga la mano
e le dita si sforzano d'afferrare
la tua rubiconda primizia
che è prodigio cesellato,
riconoscimi come svelta
categoria dell'anima
spazio immaginario e reale
della tua sfolgorante bellezza.
Ho cercato con rassegnazione
la tua ribellione alla mia strada,
credo d'averla trovata
con la carica della mia vena ironica
nella soffitta dei baci che tacciono.
Confidami se poi ti accorgi
delle mie ferite, del sangue di fragola
che innesca la nostra storia d'amore.
Ho perso te in una giornata di maggio
viva era solo la natura
noi eravamo usciti di scena
stavamo sullo sfondo
guardavamo impassibili
l’oscurità di un crepuscolo umano
avanzare ostinata verso l’incubo
di un sonno pesante
privo di immagini che ci spingevano
a perderci nello sfondo onirico
di un eden creato dalle nostre speranze
ho perso te al limite di un baratro
che avanzava per ingoiarci tutti
non avevano più importanza
le ore ed i momenti nello scorrere
del vivere, passavano semplicemente
semplicemente passavano
senza dare un senso alle cose
isolata volontà di dare un significato
al tutto non può essere procrastinata
anche se io sono una metà solo una metà
perché ti ho perso
cercherò di ritrovare il senso alle cose
cercherò di riprenderti per mano
per darmi un significato.
il giorno tanto atteso.
Moltitudini di genti
stanno sulla brulla pianura
assiepate.
E oggi voglio improvvisare
un allegro ballo
.Per te, Madre celeste
decido sul mio asse
di piroettare.
Un balenìo rapido
tra uno squarcio di nubi
irraggia le menti
rivolte alla bianca veste.
Raggio,
tormento dei più duri
impenitenti,
rivela al mondo
sconvolgenti profezie.
Guerra imminente
scaturirà da immane cupidigia.
Sincera conversione
amputerà
la mortal alterigia.
Voglio prostrarmi ai tuoi piedi
oh Vergine beata!
Per il colore imperituro
infuso da tuo Figlio,
immortalo il primo tripudium
della mia vita
E ti regalo il magnum gaudium
all'umile che crede
oh Regina dei confessori della fede!
Che il sole del mattino
sia calore a voi vicino,
sia tepore che mai muore
che vi scaldi senza dolore.
Sia luce al vostro cammino
con speranza per il Divino,
sia affetto e tanto amore
che per voi porto nel cuore
Sia guida sicura e giusta
a quello che più vi gusta,
a cose di cui c’è bisogno,
evitare che resti un sogno.
E’ l’augurio mio di sempre
da marzo fino a settembre,
quando vi vengo a trovare
per andare insieme al mare.
nell'empireo
che strazia il perdono
frammenti aleggiano
nel disgiunto
che discioglie l'incerto
Nubi si addensano
in triangoli supremi
visionario palpito
di cerchie celesti
Caos inerme
martire e pensiero
fendente nel cielo
stelo atterrito
del mordi e fuggi,
tutto va a rilento
in questi giorni
di isolamento.
Sorridimi ancora,
lascia le tue paure
su sofà bistrattati,
ti sentirai più
forte.
Sorridimi ancora
sotto mascherine
colorate, il corpo
in attesa di baci....
col silenzio fuori e un casino dentro.
Con mille parole bloccate in gola
e ricordi che fanno solo male.
Resti così... senza saper cosa fare,
non sapendo come reagire...
E sorridi sarcastica...
come chi, all'improvviso,
viene schiaffeggiata dalla vita,
per nascondere un pianto che
brucia sul cuore testardo che
non ha mai voluto ascoltare.
◊
Lo scompiglio è nella mente
non sai cosa dire e resti così...
in attesa di capirci qualcosa.
Ti accorgi d'esserci ricaduta e
ti riprometti di non permetterlo più,
e per questa lacrima non hai forza.
◊
Discorsi e voci cercano di distrarti
ma, il pensiero è fermo e fragile.
Si annoda come un cappio
intorno al collo, legandoti le mani.
Poi resti così... precipitando
nelle paure in cui non volevi cadere.
fatti di rami
e radici
E avevo parole
per quel che
taci
Danzavo
amministrando
stili
Con la grazia del cigno
in un vorticoso andare
Col grande pregio
castello e
poi regno
del più grande spregio
Nel dileguo costante
dell'allegro andante
Ho recato doni
a statue
in perenne
afasia
Equivocando
la materia
Confondendo
la magia
Avevo muscoli
fatti di fibre
e atlantiche stanchezze
Tenendo i fili
dell'azzardo del destino
che sposta il cielo
Dipingendolo più vicino
Mi è rimbalzata nel respiro
fino a farmi ingoiare le parole
respinte e poi gettate nelle grida.
Chiusa a chiave in questa vita
c'è l'assenza di voli mai spiccati,
c'è l'esaltazione di un silenzio,
ed il buio che rende ciechi
chi ha le chiavi per riaprirla.
Ma la speranza,genuflessa,
mantiene energia;
non vuol saperne di morire.
I santi hanno conosciuto il male;
affrontato il suo vero volto;
deridendo il vizio;
assaporando la tentazione,
come un bocconcino
appetitoso.
Ma senza inghiottirlo.









