Dissuaderò la notte
che non sa di che dormire
dall’appoggiarti il caldo
dall’inconsueto puzzo
di petrolio misto a farina
col suo respiro corto sul petto
in un greve torpore.
Dal profilo falcato
del quarto di luna
soffia cacao e paraffina
il mangiafuoco, dorme il circo.
Non sono di questa notte
di caldo afoso,
sto qui su un fiato in equilibrio
nei tuoi sogni per aiutarti
a giungere in un poco di riposo.
riguarda solo te.
Amare:puro desiderio di possesso,
rivolto a un oggetto fragile e caduco.
Donna che sceglie il compagno:
bello convertir la solitudine a diletto.
Annullamento di futuro menage;
il cuore palpita solo per i tuoi sogni.
Hai eletto me a strumento:
studiato ben bene,
puoi trarre profitto e giovamento.
Sguardi languidi
ottimamente costruiti.
Mezze parole
che valgono un intero discorso.
Bocca putrida:resterai setebonda
ferma al pozzo dei desideri.
sembrano fragili eppur tenaci
si dipartono dall'origine della vita
un gomitolo di corde mai sazie
vetuste nelle cavità nebbiose.
A curar i tarli del legno si fa
prima che una visita al buio
piegati gli arti su ferri freddi.
Un ricambio d'aria gioverebbe
come ammissione di sazietà.
La natura
si è svegliata storta,
la terra s'è dissolta.
Quella volta
alcuni uomini
sono diventati matti
anche il cielo
ha chiuso gli occhi.
Quella volta
un invisibile
mostro strisciando
ci ha battuto,
ogni portone è
rimasto chiuso.
Quella volta
un bambino
è nato urlando,
ha guarito le ferite
del mondo.
Quella volta,
Il mattino si è truccato
con l'aurora assopita,
la speranza non è finita.
1979/
Ricordi Budapest?
La tua capacità mimica con la gente
mentre ci raccontavamo i nostri misfatti,
le poesie ermetiche, la leziosità, Marx,
ore a spiegarci sul perché
ci perdevamo sui chiodi,
gettando il sentimento vero
alla confusione di una serva,
frantumando geometrie
perfino su percorsi immuni.
Uguali e in qualche modo bastardi
per le famiglie che bofonchiavano pregi,
ma superflue sull’Afghanistan.
Non guadagnavo mai abbastanza per soverchiare
qualsiasi pompaggio del muscolo,
quindi aggiungevo, per una volta,
quel “non sarebbe bello prodigare l’inconfondibile presenza
affettando quell’altrui la-la-la da egemonia”
(dente x dente occhio x occhio).
Usavo mezzi borderline,
pochissimo make-up,
salvarti era facile, son testardo.
Da quando mi hanno sradicato dall’utero
non ho chiesto d’essere cigno
(preferirei Rocco),
ma vengo sempre lapidato
dallo scassamento di scazzolo
della politica aristocratica.
2017 dopo il risveglio/
Dalla finestra volenterosa
si vedono i fenicotteri
e come al solito le mie gambe prudono
tanto sono mangiate dalle zanzare,
l’acqua del pozzo purtroppo sa di ruggine
perfino nel caffè extra zuccherato,
ma non m’importa, lo sorseggio come l’eros,
sdraiato tra le tue ginocchia sudate
su quella circonvallazione d’essenza
cui pongo vie diverse.
Per tutto il resto scrivo dell’ingaggio,
di come mi ha reso trasparente,
nonostante abbia bisogno di voltarti sul guanciale,
sparpagliando bicchieri duttili.
(riprendo fiato)
Affetto dalla nascita da mani a pois,
sparo con gomiti slogati:
c’è un precario equilibrio
tra i savoiardi col fondente
e la mia parte
o quello che è già deciso
quando emetterò il rutto
mirando con mezzo occhio,
affrettando scuse sulla saliva pornografica
(c’è)
o le ginocchia devote a un prete
(mai).
La realtà?
Amo morderti la mela,
sono sulla terra per questo
decifrare col tatto il tuo ventre
e prendermi il tuo sguardo.
Di
giorno
il profilo
irriverente
delle Alpi Liguri
nasconde con l’ombra
la povertà del navigante
alla povertà del contadino
e
viceversa.
Ma di notte si perde pentito
in un universo irrilevante
di piccole significative
variazioni di blu,
di giallo
e
verde-rame.
È così anche per noi.
Una continua altalena:
da una parte la noia,
dall’altra
l’attesa.
E intanto che l’ombra si sposta,
da Est a Ovest e da Nord a Sud
noi non ce ne accorgiamo
che il tempo che passa,
apparentemente,
non torna
più.
proficua brezza adatta a una sosta
quand'è preponderante l’ordinare
il nastro liso della vita ad oggi.
Se servirà lasciarmi trasportare
in tempi e luoghi ove son stato re,
del primo soffio accoglierò il via
e non mi prenderò cura del rischio
di fermentare spugnose nostalgie
al punto tale da dimenticare
pressanti ore di questa realtà.
Sarò penoso eppur non mi dispiace.
Al sole la nebbia s'adagia
sul verde brillante della valle
così il mio corpo adagiato su di te
si risveglia al tuo amore.
Oltre la soglia cinguettii festosi
vanno e vengono intonando
melodiose tonalità
salutando il nuovo giorno.
Ma io resto con te
perdendomi nelle tue braccia
come nuvoletta rosa
persa nel suo azzurro.
E le tue mani leggere
sui miei riccioli ribelli
arrotolati sulle dita
come fili di seta.
E di seta son le coltri
testimoni di sogni e fantasie
nelle notti senza luna e senza stelle
scintillanti di perenne passione.
Ora attendo il tuo risveglio
tra le rose del giardino
faranno da cornice
alle attese del mio sguardo.
parlassi...
tesserei ricami
di parole mute;
il foglio bianco che attende.
Il sole riflesso abbaglia gli occhi miei
mentre l'inchiostro delle mie vene
arde di passione,
sentimenti taciuti,
stanchi di lottare per sopravvivere.
Vorrei accarezzare ancora
il tanto sognato Amore.
Vorrei sorridere ancora
nel nostro giardino d'infinito.
Or cammino solo, occhi spenti
in un sentiero privo di musica...
privo di colori che fino a ieri
hanno dato vita a magici scenari.
Bello il volto
che rifletteva l'artificiosa luce
Bello il volto
che rifletteva l"ombra dei monti,
Bello il volto incolore
senza luce nella notte
Bello il volto forte delle sue forme
Belli gli occhi che riflettevano
il sole appena tramontato,
Belli gli occhi ispidi
come un cespuglio di ortiche
Belli i capelli
come innocenti filari,
Belli i capelli
come le cascate che gocciolano,
Belli i capelli
come il tuono che addormenta,
Belli i capelli
come una coperta che riscalda,
Bella la bocca
come il cibo che ingoia,
Bella la bocca di labbra armoniose,
Bella la bocca
che può essere solo sensuale,
Bella la bocca
che non puoi sentire.
Belle le mani di cinque dita,
Belle le mani con i polpastrelli,
colline acerbe in un inverno crudo,
Belle le mani piccole e grandi
Belle le mani dal tatto sensibile,
Belle le mani esperte e distese.
Bello il petto coperto da vesti,
Bello il petto che potevi immaginare,
Bello il petto impersonato,
Belle le gambe coperte dai jeans,
Belle le gambe scolpite dal tempo,
Belle le gambe vive come la luna.
Bello ciò che di più erotico
potevi pensare,
Bello ciò che potevi desiderare,
Bello ciò che hai amato
ma che non potevi amare.
sanno solo parlare.
Sono scie di fumo,
svanenti in un battibaleno.
Invano si cerca traccia
di flebili verba
che non stanno in piedi,
nemmeno con un bastone.
Inutile librarsi in aria
a catturare l'immenso.
Lo smog fagocita
parole,
belle,eleganti, forbite,
tutte senza senso.
denuderò l’immagine della tua anima
il mio amore la rivestirà
sulla passerella della primavera
la irradierò con i profumi dei suoi prati
con i colori dell’arcobaleno
dipingerò i tuoi occhi di cristallo
avvolgerò il tuo corpo in strisce di luna
proteggendolo dalle tempeste, di paura e indecisione
sorriderò al soffio delle nostre vite
mano nella mano
accarezzati da aliti di vento
come aquiloni voleremo sulle ali del tempo
i cuori si fonderanno
due corpi in uno
i sensi troveranno la pace
il giorno ci sveglierà abbracciati
nel labirinto del prima
il dopo mescolerà le carte
superando la barriera della disciplina
le condizioni non sono parole scritte
i sogni spariscono come fantasmi
l’amore non sente ragioni
arriva all’improvviso
ti stordisce, ti confonde
non è mai certezza
in un attimo vola lontano
come foglia d’autunno
la paura non mi sorprenderà
accenderò la melodia del cuore
le note girano come droga, ti danno sicurezza
voglio credere che ascolteremo insieme
le melodie dell’anima











