Dissuaderò la notte

che non sa di che dormire

dall’appoggiarti il caldo

dall’inconsueto puzzo

di petrolio misto a farina

col suo respiro corto sul petto

in un greve torpore.

Dal profilo falcato

del quarto di luna

soffia cacao e paraffina

il mangiafuoco, dorme il circo.

Non sono di questa notte

di caldo afoso,

sto qui su un fiato in equilibrio

nei tuoi sogni per aiutarti

a giungere in un poco di riposo.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Il tuo amor non mi interessa:
riguarda solo te.
Amare:puro desiderio di possesso,
rivolto a un oggetto fragile e caduco.
Donna che sceglie il compagno:
bello convertir la solitudine a diletto.
Annullamento di futuro menage;
il cuore palpita solo per i tuoi sogni.
Hai eletto me a strumento:
studiato ben bene,
puoi trarre profitto e giovamento.
Sguardi languidi
ottimamente costruiti.
Mezze parole
che valgono un intero discorso.
Bocca putrida:resterai setebonda
ferma al pozzo dei desideri.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Fili complicati eppure invisibili
sembrano fragili eppur tenaci
si dipartono dall'origine della vita
un gomitolo di corde mai sazie
vetuste nelle cavità nebbiose.
A curar i tarli del legno si fa 
prima che una visita al buio
piegati gli arti su ferri freddi.
Un ricambio d'aria gioverebbe
come ammissione di sazietà.
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Profilo Autore: Libero  

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Un cappello, quel lasso d’ombra
mia compagna rimpannucciata non so
dove guardi eppure sento l’alone di un affetto.
Un romanzo con le falde, tutte pagine bianche
ma mosse da onde straordinarie.
Esito a sfogliarlo ho soggezione del bisbiglio
del silenzio che si affaccia, un fruscio di lenzuola
il fumo di caffè, l’odore di Marsiglia che emana grazioso l’accessorio.
Sarò per metà morto e l’incoscienza fatica a trapassare
o è stato lui - il dottore - ad innestarmi un certo occhio
da alienarmi da slanci e intemperanze.
Privo di specchi in quiete d’estasi
anche la mia consorte ha un’innocenza nuova.
Né sobbalza la mente, la scienza incerta mi fa libero.
La sfioro la nomino. L’abbraccio, mia devota.




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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Quella volta
La natura
si è svegliata storta,
la terra s'è dissolta.
Quella volta
alcuni uomini
sono diventati matti
anche il cielo
ha chiuso gli occhi.
Quella volta
 un invisibile
mostro strisciando
ci ha battuto,
ogni portone è
rimasto chiuso.
Quella volta 
un bambino
è nato urlando,
ha guarito le ferite
del mondo.
Quella volta,
Il mattino si è truccato
con l'aurora assopita,
la speranza non è finita.
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Profilo Autore: Michelina  

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1979/

Ricordi Budapest?

La tua capacità mimica con la gente

mentre ci raccontavamo i nostri misfatti,

le poesie ermetiche, la leziosità, Marx,

ore a spiegarci sul perché

ci perdevamo sui chiodi,

gettando il sentimento vero

alla confusione di una serva,

frantumando geometrie

perfino su percorsi immuni.

Uguali e in qualche modo bastardi

per le famiglie che bofonchiavano  pregi,

ma superflue sull’Afghanistan.

   Non guadagnavo mai abbastanza per soverchiare

 qualsiasi pompaggio del muscolo,

 quindi aggiungevo, per una volta,

quel “non sarebbe bello prodigare l’inconfondibile presenza

  affettando quell’altrui la-la-la  da egemonia”

(dente x dente occhio x occhio).

Usavo mezzi borderline,

pochissimo make-up,

salvarti era facile, son testardo.

Da quando mi hanno sradicato dall’utero

non ho chiesto d’essere cigno

(preferirei Rocco),

ma vengo sempre lapidato

dallo scassamento di scazzolo

 della politica aristocratica.

2017  dopo il risveglio/

Dalla finestra volenterosa

 si vedono i fenicotteri

e come al solito le mie gambe prudono

tanto sono mangiate dalle zanzare,

 l’acqua del pozzo purtroppo sa di ruggine

perfino nel caffè extra zuccherato,

ma non m’importa, lo sorseggio come l’eros,

sdraiato tra le tue ginocchia sudate

su quella circonvallazione d’essenza

 cui pongo vie diverse.

 Per tutto il resto scrivo dell’ingaggio,

di come mi ha reso trasparente,

nonostante abbia bisogno di voltarti sul guanciale,

sparpagliando bicchieri duttili.

(riprendo fiato)

Affetto dalla nascita da mani a pois,

  sparo con  gomiti slogati:

 c’è un precario equilibrio

tra i savoiardi col fondente

e la mia parte

 o quello che è già deciso

quando emetterò il rutto

mirando con mezzo occhio,

 affrettando scuse sulla saliva pornografica

(c’è)

o le ginocchia devote a un prete

(mai).

La realtà?

Amo morderti la mela,

sono sulla terra per questo

decifrare col tatto il tuo ventre

e prendermi il tuo sguardo.

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Profilo Autore: dario moletti  

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che graffia i confini del cuore
e lega le mani
incongruenze di un’esistenza
al limite
che vortica sul filo del rasoio
e medita un volo pindarico
che lontano la porti
a derive sconosciute

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Profilo Autore: sasha  

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Di

giorno

il profilo

irriverente

delle Alpi Liguri

nasconde con l’ombra

la povertà del navigante

alla povertà del contadino

e

viceversa.

Ma di notte si perde pentito

in un universo irrilevante

di piccole significative

variazioni di blu,

di giallo

e

verde-rame.

È così anche per noi.

Una continua altalena:

da una parte la noia,

dall’altra

l’attesa.

E intanto che l’ombra si sposta,

da Est a Ovest e da Nord a Sud

noi non ce ne accorgiamo

che il tempo che passa,

apparentemente,

non torna

più.


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Profilo Autore: Charlie  

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Sorriderò al vento dei ricordi,
proficua brezza adatta a una sosta
quand'è preponderante l’ordinare
il nastro liso della vita ad oggi.

Se servirà lasciarmi trasportare
in tempi e luoghi ove son stato re,
del primo soffio accoglierò il via
e non mi prenderò cura del rischio

di fermentare spugnose nostalgie
al punto tale da dimenticare
pressanti ore di questa realtà.
Sarò penoso eppur non mi dispiace.




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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Avevi tu
il dono 
della leggerezza, 
sinuosa danzavi, 
a passi felpati 
conducevi 
la tua vita. 

Ora che sei
partita, 
stanze vuote
parlano di te, 
ma i tuoi passi 
felpati hanno pestato
cuori, 
che non ti
scorderanno.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Al sole la nebbia s'adagia

sul verde brillante della valle

così il mio corpo adagiato su di te

si risveglia al tuo amore.

Oltre la soglia cinguettii festosi

vanno e vengono intonando

melodiose tonalità

salutando il nuovo giorno.

Ma io resto con te

perdendomi nelle tue braccia

come nuvoletta rosa

persa nel suo azzurro.

E le tue mani leggere

sui miei riccioli ribelli

arrotolati sulle dita

come fili di seta.

E di seta son le coltri

testimoni di sogni e fantasie

nelle notti senza luna e senza stelle

scintillanti di perenne passione.

Ora attendo il tuo risveglio

tra le rose del giardino

faranno da cornice

alle attese del mio sguardo.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Se adesso tu
parlassi...
tesserei ricami
di parole mute;
il foglio bianco che attende.

Il sole riflesso abbaglia gli occhi miei
mentre l'inchiostro delle mie vene
arde di passione,
sentimenti taciuti,
stanchi di lottare per sopravvivere.

Vorrei accarezzare ancora
il tanto sognato Amore.
Vorrei sorridere ancora
nel nostro giardino d'infinito.

Or cammino solo, occhi spenti
in un sentiero privo di musica...
privo di colori che fino a ieri
hanno dato vita a magici scenari.
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Profilo Autore: Leonardo Ancona  

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Bello,
Bello il volto
che rifletteva l'artificiosa luce 
Bello il volto
che rifletteva l"ombra dei monti,
Bello il volto incolore
senza luce nella notte 
Bello il volto forte delle sue forme
Belli gli occhi che riflettevano 
il sole appena tramontato,
Belli gli occhi ispidi
come un cespuglio di ortiche 
Belli i capelli
come innocenti filari,
Belli i capelli
come le cascate che gocciolano,
Belli i capelli
come il tuono che addormenta,
Belli i capelli
come una coperta che riscalda,
Bella la bocca
come il cibo che ingoia,
Bella la bocca di labbra armoniose, 
Bella la bocca
che può essere solo sensuale,
Bella la bocca
che non puoi sentire.
Belle le mani di cinque dita,
Belle le mani con i polpastrelli,
colline acerbe in un inverno crudo,
Belle le mani piccole e grandi 
Belle le mani dal tatto sensibile,
Belle le mani esperte e distese.
Bello il petto coperto da vesti,
Bello il petto che potevi immaginare,
Bello il petto impersonato,
Belle le gambe coperte dai jeans,
Belle le gambe scolpite dal tempo,
Belle le gambe vive come la luna.
Bello ciò che di più erotico
potevi pensare,
Bello ciò che potevi desiderare,
Bello ciò che hai amato
ma che non potevi amare.

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Profilo Autore: Giuseppe Trucchia  

Questo autore ha pubblicato 23 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Le parole
sanno solo parlare.
Sono scie di fumo,
svanenti in un battibaleno.
Invano si cerca traccia
di flebili verba
che non stanno in piedi,
nemmeno con un bastone.
Inutile librarsi in aria
a catturare l'immenso.
Lo smog fagocita
parole,
belle,eleganti, forbite,
tutte senza senso.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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denuderò l’immagine della tua anima

il mio amore la rivestirà

sulla passerella della primavera

la irradierò con i profumi dei suoi prati

con i colori dell’arcobaleno

dipingerò i tuoi occhi di cristallo

avvolgerò il tuo corpo in strisce di luna

proteggendolo dalle tempeste, di paura e indecisione

sorriderò al soffio delle nostre vite

mano nella mano

accarezzati da aliti di vento

come aquiloni  voleremo sulle ali del tempo

i cuori si fonderanno

due corpi in uno

i sensi troveranno la pace

il giorno ci sveglierà abbracciati

nel labirinto del prima

il dopo mescolerà le carte

superando la barriera della disciplina

le condizioni non sono parole scritte

i sogni spariscono come fantasmi

l’amore non sente ragioni

arriva all’improvviso

ti stordisce, ti confonde

non  è mai certezza

in un attimo vola lontano

come foglia d’autunno

la paura non mi sorprenderà

accenderò  la melodia del cuore

le note girano come droga, ti danno sicurezza

voglio credere che ascolteremo insieme

le melodie dell’anima

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Profilo Autore: Alido Ramacciani  

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