Silenzio verrà
tra i silenzi urlati
e le urla taciute.

Silenzio Verrà nella polvere delle tastiere,
nel cigolare muto delle sedie.
Un altro teatro di stelle e tarli
e radici di platani
saranno platea
nell’eco di spente prose.

Ogni attore si piegherà
sul gobbo
leggendo il bianco e nero
e l’applauso dei venti
ricorderà le repliche plaudenti
della vita che fu.

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Gioventù, successi e trionfi,

quanti fiori nel tuo camerino,

quante proposte e quanti amori,

quante serate e quante notti in bianco.

 
Film d’amore, drammatici e musicali,

tragedie e romanzi senza mai fine,

medaglie, oscar e onori a non finire,

c’è sempre fila dietro alla tua porta.

 
Serate di gran gala ed alta moda,

sembra che il mondo sia ai tuoi piedi,

quanti giornalisti si danno spintoni,

per uno scoop e per scattare foto.


E non ti dico poi il conto in banca,

cresce vorticosamente senza misura,

tutte cose belle da non lasciar sfuggire,

il tempo però passa e non ti accorgi.

 

Addio gioventù e cose belle,

la pelle fa le rughe sul tuo viso,

non sei più la bellezza che eri prima,

Addio a proposte, trionfi e contratti.

 

Dal successo passi presto al declino

e tu non riesci mai a rassegnarti,

addio fiori ed applausi in camerino

e tu cadi in una forte depressione.

 

Il tuo conto in banca mai più cresce,

finché  t’accorgi che hai  sperperato tutto,

il successo non accetta mai il declino

e questo porta spesso anche alla morte.

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Profilo Autore: Giò For  

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L'aria fresca t'accarezzava il sorriso 
Fu il tempo a fermarsi davanti al tuo viso
Chissà se pensavi alla tua eterna estate 
O se inseguivi i sogni dall'altra parte della strada
Hai lasciato Luglio s metà  strada 
Ed ora corri la dove l'inverno si dice non c'è 
Quanti amici ritrovati 
E quanti ne aspetti
I fiori al balcone non li vedrai 
Colorati dai giorni di sole
Chissà se c'è inverno la dove sei adesso
O se corri al mare ogni giorno 
Chissà come vivi la dove sei adesso
Dove la neve non brucia le viole

Qui tutti si chiedono perché 
Se sei un Angelo o rinasci ancora
Chissà se l'autunno  arriva da te 
Ma forse è  eterna l'estate...
Chissà se c'è inverno la dove sei adesso 

Luglio ritorna ogni anno 
E i fiori colorano casa 
Il tuo sorriso che manca al mondo 
Ma l'inverno  non c'è la dove sei adesso
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Profilo Autore: Fausto Longo  

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Seduto dietro il banco del caffè,
piramidi di denti luccicano a bassa voce,
sorrisi cromati , occhi stantii,
midolli spinali flemmatici, imbronciati . 
Hamburger di civetta servito ai tavoli,
autocarri di apparenze imbrattano la sala.

Seduto dietro il banco del caffè,
grembiule bianco, strofino il tempo.
taciturno, lucido di sudore,
osservo il bollito degli avventori.
Abbozzo di sorriso inamidato il mio,
sono un pavone,
travestito da conformista .
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Profilo Autore: Fabrizio  

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nel buio m'incamminai
con la vana certezza
che il giorno nascesse con la mia gioia.
ne ero più che sicura.
nessuno avrà mai
un sole privato.
ma io lo custodisco a casa
attaccata a me.
ops sono già le otto
eccolo il mio pianeta sempre luminoso
apre gli occhi solo per il caffè.
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Profilo Autore: Akira22arika  

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B - bocche
A - affamate
C - come
I - innamorati
O - ossessivi
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Istanti
ed emozioni
dentro una giornata
di pioggia,
prima o poi
arriverà il sole.
Sono queste
le dosi di felicità
che la vita ci dona.
Zittisci i pensieri 
che in questi anni
hanno chiuso gli occhi.
Ascolta il battito
del cuore
forse questa
è la felicità?
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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L'azzurro invade incurante il cielo
assapora l'orizzonte
scandagliando gomitoli di nuvole

silenzia il grano arruffato dal vento
oro prezioso tra le finestre del sole
ove ricami tremuli frastornati e perpetui
dilettano docili papaveri rossi .

La solitudine
è nei campi carica di polvere e sospiri

Dio benedica il contadino
quando sminuzza e frantuma il terreno

a suo modo scrive, dipinge e sparge i semi .

Tutto avrà un sonno lungo e breve.

Cadon le foglie , giace la neve ,
dolce il tepore accarezza teneri germogli

e falce in mano stanno i covoni
a rimirar le stelle .


Arpeggia Giugno ogni fiato, ogni passo , ogni cuore
e in un sacco di juta riposa il chiarore .

Dio benedica il profumo fragrante
che si sperde all'alba nella via

odora di forno a legna ,
un taglio a croce ansito d'amore ,
una carezza e cosi sia .

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Ad ANNA POLITKOVSKAJA

Ma che bel castello marcondiro marcondello

Oh che bel castello marcondiro marcondò


Nella voce t’hanno ucciso,

così mi sveglio dal sogno

strozzato da corde di un liuto

nel solito aspetto del buio.

La mano sonnambula, a mezzo metro,

pasticcia sulla sveglia muta,

sulle torri di tazzine,

nel disordine ammucchiato.

Eri tu od ho solo afferrato aria?

 Barcollo sentendomi dannato

senza più sorprendermi

 del prurito oltre la fronte

o del decidermi nel togliermi

 come una foglia che cade,

in questa ineluttabilità

di due metodi che vorticano in padella.

Eppure non ci sto a morire

come se niente fosse,

mentre manco ancora

quel soffio sul baciarle i petali

elevando il capo

 sopra dei presunti nemici,

 il laudano non sarà eterno

 per elaborare il  non sorridere mai.


Il gatto mammone ammette d’aver spezzato  rami

cacciando  passeri,

ma nicchia nell’usare benzina e paglia,

pur di gongolarsi l’erezione

 mentre mastica e sputa brandelli.

 Io rimango come l’occidente omertoso

che dileggia per quell’insolito capriccio

 di fianco al flaccido sedere.

Nei sobborghi le mie scarpe son gelide,

le dita pigolano ipotermia,

mentre respiro come se fumassi,

un altro Natale da eterosessuale

alla meno peggio

con vetrine ricolme di usi e abusi,

con carne salata e cioccolato.

Chissà…come bruciava Groznyj?

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Profilo Autore: dario moletti  

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La tua pelle dorata
trasuda nel respiro
rugiada cristallina.

I tuoi occhi schiusi,
raccolti sono, nella fiaba
del nostro attimo inatteso.

Vibrazioni forti
percorrono liberi
le caldi curve
più sconsiderate del tuo corpo.

Il corpo, dal momento, reso fragile
dai pensieri raccolti
all’ombra dell’imperfetto
sapere di noi.

Tuonano i tuoi sospiri
d’infuocata passione
nel mio respirarti
dimorante nella tua carne,
incidono il nostro legame.
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Profilo Autore: Leonardo Ancona  

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anima che brucia
sei il focolare
della mia mente
da plagiare.
mi fai sentire fuori dalle righe
ma ormai sei controllabile
sei bionda come le spighe.
ti ho uccisa tante volte
ma tu ti sei sempre rialzata
sei sbadata
anche un po' inadatta.
sei il fuoco dei miei giorni del vero freddo invernale...
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Profilo Autore: Akira22arika  

Questo autore ha pubblicato 22 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Le Cariatidi hanno resistito e resistono tutt'oggi alle ingiurie del tempo. Le Cariatidi del nostro tempo no...
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Profilo Autore: Libero  

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Respiro aria
odorante di mare calmo;
mi rincuora sentire pace nella natura
tra il sole ormai alto
e il mezzogiorno ancora lontano.

Osservo l’agave orgogliosa
mostrare le foglie grasse,
piene
di spine e sale luminoso.

Osservo te amore mio
che sei con me
a confondere il canto del mare,
con la voce dei violini
ad incantare il giorno.

Sei con me,
tra un’orchestra d’onde
che, vibrano come corde d’arpa
in una Zorba antica.

Respiro aria…
aria fresca quasi pungente,
ma calda la musica
che m’avvolge.

Immagini di carezze
le tue…
saporite, di salsedine
e labbra umide a lambire le mie.

Aria nuova
che sale a ritrovare...
dopo il vento dall’urlo forte...
la vita.

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Profilo Autore: elvio angeletti  

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Accade, così, quasi tutto per caso,
come della tramontana lo schiaffo
a rammentarti l’ordine delle cose
nel luminoso incedere del giorno.

L’amore che stai tenendo per mano,
spianato dall'urto del suo stesso pensiero,
sdraiato sul cuore a fruir di riposo,
al dopo rimanda il resto del canto.

Accade, così, che il freddo ti prende
e lana su lana di corsa tu aggiungi
mentre in fila già arrivi alla cassa
dietro chi come te non può sognare.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Così procedo

e fingo

pur di non mangiare cinese,

 fingo

  sprecando battute,

fingo

di fidarmi approssimativamente del prossimo

come di me stesso,

per davvero,

però niente altra guancia

e se trovo qualche parola magica

è solo per il dessert.

 Non ho amato essere oracolo,

salire sul pulpito e tollerare Serse,

ma nemmeno essere ilota.

 Ricucio le ali della folla

che sa eleggere un principe oggi

e spolparlo l’indomani.

Scrivo sempre un filo del discorso

anche fingendomi tonto,

mentre introduco l’appuntamento:

sarai davvero al mio fianco,

così non sguscio dall’equilibrio?

Fingo

che so contare oltre le mani,

per questo vivo,

anche se la matematica m’arrugginisce.

 La mia città ha superato 7 assedi

 usando kilometri di cunicoli:

gente cieca li faceva,

gente muta li tramandava,

gente sorda a guardarti.

Appena posso mastico liquirizia,

fingo

 di non aver fame,

ti dono una carezza e mendico tutt’altro,

contropartite d’amore

Facciamo una serie di fotocopie,

 un sole pallido rimbalza,

nella fretta dell’eros mi spogli a metà

quasi a strappare.

Spero di  essere per te

 più di un fiammifero sfregato,

vuoi dolcezza, non solo spinte,

 sento vento forza tre,

magari mi smarrisco su qualche cresta.

L’orizzonte? Un blu notte.

Abbasso il finestrino appannato

fino a metà,

nel circumnavigare il vicinato

evito vicoli ciechi

e attacchi di hezbollah

coi razzi perforanti a sfiorarci la testa,

meno ancora la gente non commestibile

di legno levigato

 che sogghignando finge,

ma è nervosa

per questo mio aspetto infarinato.

Rispondo

e mi fingo educato

intrufolando domande provocatorie,

 non tocco mai chi non so incontrare,

il bagagliaio è vuoto,

fingo,

niente fiocine stavolta,

 meno ancora armi pronte all’uso,

la vita ha già troppo da piangere.

È già la terza volta che incontro nei fari

un branco di randagi,

sono controfigure di un film surrealista

o per davvero stanno aumentando?

Oltre il finto muro

hanno ripreso a bruciare copertoni,

il puzzo infradicia la striscia di Gaza:

si parla di accordi,

ma non per questo.

 Per davvero

 ti racconto un sogno ricorrente

dove sto in mezzo a un mare piatto

coi piedi a mollo,

le alghe fosforescenti la notte,

tu lentamente ti volti,

le mani raccolte a nido,

le labbra si allargano

e dici “Sargassi, il mar dei Sargassi hai sognato”.

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Profilo Autore: dario moletti  

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